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La musica del sabato

Sono sicuro che più o meno tutti abbiano sentito, almeno una volta nella vita, qualche interpretazione della canzone «I Put a Spell on You». Ma non sono sicuro che tutti abbiano sentito l’interpretazione che potrebbero definire come preferita. Meno male che ci sono io a pubblicare i post sulla storia musicale!
Inizierei ricordando alcuni concetti basilari. La canzone «I Put a Spell on You» fu scritta e registrata nel 1956 dal cantante blues oggi noto con il nome di Screamin’ Jay Hawkins. All’epoca, però, fu conosciuto semplicemente come Jay Hawkins e, la cosa che ci interessa maggiormente in questa sede, fu intenzionato a registrare la canzone nello stile di una ballata blues d’amore: in linea con il proprio stile blues «comune». Un giorno, però, il produttore Arnold Maxin «ha portato costolette e pollo e ha fatto ubriacare tutti, e ne è venuta fuori questa strana versione… Non ricordo nemmeno di aver registrato il disco. Prima ero solo un normale cantante blues. Ero solo Jay Hawkins. Tutto è andato al suo posto. Ho scoperto che potevo fare di più distruggendo una canzone e urlando a squarciagola» (parole di Screamin’ Jay Hawkins). Questa versione ubriaca-urlante della canzone divenne presto popolare, nonostante fu «bannata» da alcuni negozi musicali ed emittenti radio.

Seguendo il consiglio di Alan Freed, un noto disc jockey dell’epoca, Hawkins rafforzò ulteriormente la canzone nelle proprie esibizioni dal vivo: alzandosi da una bara in mezzo al fumo e fuoco, con delle zanne nel naso e accompagnato da un teschio fumante di nome Henry.

È sicuramente stato un modo di esibirsi divertente (soprattutto per gli anni ’50–’60), ma per me l’aspetto puramente musicale conta più di tutti gli altri. Di conseguenza, vi ricordo (o vi informo) che i gruppi e i cantanti singoli di tutto il mondo hanno registrato, nei decenni seguenti, diverse decine (se non centinaia) di cover della canzone in questione. Io, ovviamente, non tento nemmeno di postarle tutte, ma ci tengo a raccogliere in un singolo post quelle che ritengo le migliori.
Partirei dalla interpretazione di Nina Simone, registrata nel 1964 e inserita nel suo album «I Put a Spell on You»:

Un’altra interpretazione della stessa canzone che considero meritevole di attenzione è quella dei Creedence Clearwater Revival, inserita nel loro album (omonimo) d’esordio del 1968. È curioso che io, personalmente, ho sentito la «I Put a Spell on You» per la prima volta nella mia vita proprio nella versione dei Creedence: il relativo album era stato uno dei primissimi CD di cui ero diventato proprietario a metà degli anni ’90. Ero in piena fase della scoperta della musica occidentale contemporanea: quanti ricordi belli!

La prossima interpretazione della «I Put a Spell on You» che propongo è quella di Jeff Beck e Joss Stone: fa parte dell’album «Emotion & Commotion» del 2010.

E, infine, non potevo non aggiungere l’interpretazione di Ray Charles (come tante altre cover da egli cantate, non è stata inserita in alcun album di studio):

Bene, chiudo qui il post dedicato alla canzone «I Put a Spell on You». Le persone realmente interessate troveranno facilmente con le forze proprie le altre – numerosissime! – versioni della canzone.