E direi che fanno bene:
Non fanno bene coloro che a) hanno iniziato la «operazione speciale» alla quale logicamente rispondono anche in questo modo e b) ora non stanno facendo alcunché per informare e/o evacuare la popolazione locale (pure per i media di livello federale a Tuapse non sarebbe successo nulla).
L’archivio del tag «guerra»
L’altro ieri Trump, nel corso di un incontro con i giornalisti alla Casa Bianca, ha affermato che l’Ucraina è già stata sconfitta sul piano militare. La dichiarazione è stata rilasciata poco dopo la sua conversazione telefonica con Vladimir Putin. In particolare, Trump ha detto ai giornalisti:
Penso che l’Ucraina sia stata sconfitta sul piano militare, ok? Non lo sapreste se leggeste le fake news, ma sul piano militare… Guardate la loro flotta! Avevano 159 navi. Ogni nave ora è in fondo al mare.
Non sono certo uno psichiatra, ma utilizzando la pura logica posso ipotizzare alcune interpretazioni delle parole appena riportate:
1) dato che nel corso degli ultimi 4+ anni a essere di fatto eliminata è stata la flotta militare russa del Mar Nero, mentre le 159 navi sono quelle iraniane, Trump confonde ben tre Stati abbastanza diversi e lontani tra loro;
2) la conversazione con Putin ha risvegliato nel cranio di Trump l’espressione «guerra veloce» perché entrambi erano in partenza sicuri di poter vincere in pochi giorni;
3) Putin spera ancora di vincere in Ucraina, mentre Trump in alcune fasi della propria coscienza alternante pensa di aver sconfitto l’Iran;
4) Trump, probabilmente, considera Putin quasi un amico e, dunque, un alleato contro un nemico comune;
5) nella testa di Trump la Terra è piatta e triangolare l’Ucraina e l’Iran sono la stessa cosa.
Se vi sembra una interpretazione abbastanza pazza, ricordatevi che non è il riassunto dei pensieri di chi scrive, ma di chi cerca di immaginare il contenuto della testa di Trump ahahahaha
Il «Politico» ha intervistato diplomatici, militari ed esperti dei Paesi della NATO e ha elencato «cinque lacune», sulla base delle quali è giunto alla conclusione che la guerra in Medio Oriente ha dimostrato che i Paesi della NATO non sono pronti per una guerra con la Russia.
Ecco, molto probabilmente avete già letto quell’articolo o, almeno, ne avete sentito parlare. E, molto probabilmente, vi siete accorti della «sesta lacuna» presente nel suddetto articolo (no, questa volta Immanuel Kant non c’entra nulla ahahahaha). Tale lacuna consiste nel fatto che nella NATO non si vede l’ombra della volontà di entrare in un conflitto armato con la Russia. A partire dal 24 febbraio 2022 la NATO ha già avuto diverse occasioni da utilizzare come un pretesto per fare almeno qualcosa, almeno «indirettamente» e sul territorio dei propri Paesi-membri. Ma si è sempre astenuta, nonostante il fatto che in quelle occasioni le cinque lacune elencate dal «Politico» erano meno evidenti e meno critiche.
Anche se poi dobbiamo precisare che questa sesta lacuna è l’unica che riguarda la posizione attiva della NATO e dovrebbe essere recuperata per prima.
Questo sabato pubblico il link a un altro articolo su come la FSB cattura i «terroristi» ucraini durante la guerra. Si tratta di un articolo sui «nove di Kherson», i cui «membri» sono stati arrestati nell’estate del 2022, quando la città di Kherson era ancora occupata dalla Russia. Sono stati accusati di aver pianificato attentati contro funzionari di Kherson che collaboravano con l’occupante. Nel gennaio 2026, un tribunale russo li ha condannati a pene detentive comprese tra i 14 e i 20 anni.
Nel complesso, l’articolo non aggiunge nulla di radicalmente nuovo alle nostre conoscenze sui metodi di lavoro della FSB, della giustizia russa contemporanea e dello Stato russo in generale. Ma conviene comunque leggerlo per almeno due motivi: come parte della cronaca del degrado che sta succedendo e come descrizione dei limiti delle reali capacità della FSB.
Infatti, la FSB non è in grado di fornire informazioni attendibili sulle prospettive della guerra pianificata, non è in grado di impedire l’ingresso di truppe straniere sul territorio russo, non è in grado di catturare veri terroristi. L’unica cosa che è in grado di fare è descritta nell’articolo sopra citato.
In un’intervista al Financial Times, il capo dei servizi segreti militari svedesi Thomas Nilsson ha affermato, sulla base di dati di intelligence, che il Cremlino manipola sistematicamente le statistiche economiche per indurre gli alleati occidentali dell’Ucraina a credere che l’economia russa abbia resistito alla pressione delle sanzioni e delle spese militari.
Secondo Nilsson, la Russia sottostima il deficit di bilancio di 30 miliardi di dollari, mentre la Banca Centrale russa sottovaluta l’inflazione. Questo dato, secondo l’intelligence svedese, è più vicino al tasso di interesse di riferimento del 15% che al 5,86% ufficiale.
Inoltre, la Svezia ha rilevato indicatori finanziari che potrebbero segnalare una futura crisi bancaria, ha affermato Nilsson. Non ha specificato di quali parametri si tratti. Su questo punto, il servizio di intelligence estero tedesco (BND) concorda con i servizi segreti svedesi, scrive il FT.
L’economia russa è lontana dalla ripresa, nonostante l’aumento dei prezzi del petrolio dovuto alla guerra in Medio Oriente, osserva Nilsson. Secondo le sue stime, per coprire il deficit di bilancio della Russia è necessario che i prezzi del petrolio Urals rimangano superiori ai 100 dollari al barile per tutto l’anno. E per appianare altri problemi economici, è necessario che il petrolio venga scambiato a questo livello ancora più a lungo.
Non abbiamo accesso ai dati dei servizi segreti svedesi. Abbiamo però una comprensione di alcuni principi. Se l’economia russa è veramente in condizioni peggiori di quanto riportino le statistiche ufficiali, ciò non significa che Putin ridurrà le proprie intenzioni belliche: significa che i russi mangeranno meno. Quindi non ha molto senso continuare a spacciare il proprio desiderato per la realtà: in Russia le risorse per la guerra verranno spremute da ogni cosa. E le masse di orientamento «patriottico» si adatteranno silenziosamente alle nuove condizioni di vita.
Oggi provo ad aggiornarvi su un altro effetto – questa volta commerciale – della guerra sulla vita quotidiana russa. Lo faccio non per far provocare qualche emozione, ma solo per informare.
In breve: in Russia si sta diffondendo una nuova pratica digitale legata al lutto: le vedove e le parenti degli uomini uccisi in guerra commissionano la «rivitalizzazione» delle loro fotografie tramite l’intelligenza artificiale. Partendo da vecchie foto, immagini del matrimonio o selfie, le reti neurali realizzano brevi video in cui l’ucciso si muove, sorride, abbraccia la famiglia e, a volte, pronuncia frasi scritte in anticipo.
Le persone in grado di creare video basati sull’intelligenza artificiale – i «neurocreatori» – hanno iniziato a fare di questo un business.
Alla città russa di Tuapse continua a bruciare una raffineria di petrolio. Secondo le autorità, l’incendio è divampato in seguito a un attacco sferrato l’altra notte da un drone, che ha provocato la combustione di alcune attrezzature industriali nel porto.

Anche i dati del servizio satellitare FIRMS della NASA, che monitora le anomalie termiche, indicano lo scoppio di un incendio in quella zona.

Leggendo questa notizia, mi sono improvvisamente accorto di due cose:
1) hanno iniziato a piacermi i grandi fumogeni;
2) è da un po’ che non sento le autorità russe a spacciare gli incendi provocati dai droni ucraini per piccoli incidenti provocati da «un fumatore irresponsabile» o per «lavori di manutenzione». La propaganda statale russa ha dunque smesso di negare almeno una evidenza.
Non potevo non condividere con voi queste due scoperte…
Ieri sera Putin ha annunciato una «tregua pasquale» dalle ore 16:00 dell’11 aprile fino al termine della giornata del 12 aprile (il giorno della Pasqua ortodossa) e ha ordinato alle forze armate della Federazione Russa di «sospendere le operazioni militari su tutti i fronti»: ma le truppe devono essere pronte a «reprimere eventuali provocazioni da parte del nemico, nonché qualsiasi sua azione aggressiva». Il comunicato ufficiale della tregua contiene anche la frase «partiamo dal presupposto che la parte ucraina seguirà l’esempio della Federazione Russa».
È abbastanza facile presumere (per noi, non per Putin) che la tregua non sarà tanto rispettata nemmeno dall’esercito russo: un po’ come era successo nelle occasioni delle tregue precedenti. Allo stesso tempo, è molto più interessante chiedersi se si riuscirà a concordare una tregua per il 9 maggio.
In effetti, Putin è un maniaco dei rituali religiosi visivi (perché vuole sembrare a tutti, lui stesso compreso, un buon cristiano… aspettate la fine del post per iniziare a ridere!), ma alcuni altri rituali per lui sono ancora più importanti. Prima di tutto, anche quest’anno vorrebbe festeggiare sulla piazza Rossa la vittoria nella Seconda guerra mondiale contro il nazismo (anche di questa potrete ridere alla fine) e farlo senza rischiare gli attacchi militari ucraini ai luoghi della grande festa militarizzata (aspettate, aspettate…). Vorrebbe anche evitare di dover scegliere tra partecipare ai festeggiamenti di persona o via videoconferenza.
Ma Zelensky che interesse ha di fargli questo regalo?
Bene, ora sfogatevi.
Quando vi riprendere, provate a riflettere su quanto scritto prima.
Il 3 aprile la Korean Central News Agency (KCNA) ha diffuso le foto della visita di Kim Jong-un all’enorme memoriale dedicato ai militari nordcoreani caduti nella guerra in Ucraina (combattevano dalla parte di Putin, ovviamente). Il memoriale sarebbe pronto al 97% e dovrebbe essere aperto a metà aprile.

Ovviamente, non lo scrivo per fare complimenti alla Corea del Nord. Lo scrivo per constatare due cose: Continuare la lettura di questo post »
La Bloomberg scrive che gli attacchi con droni ucraini ai porti russi di Primorsk e Ust-Luga hanno causato la sospensione delle spedizioni di petrolio che la Russia invia attraverso il Mar Baltico. Secondo i calcoli della agenzia, le esportazioni complessive da questi due porti hanno raggiunto il livello più basso dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022.
Allo stesso tempo, mi è capitato di sentire gli esperti secondo i quali i droni ucraini colpiscono quella parte della infrastruttura portuale che brucia in un modo «scenico», ma che è anche riparabile in tempi relativamente brevi (misurabili in giorni). Se, invece, avessero colpito l’infrastruttura per il trasporto del petrolio (e non per lo stoccaggio o il caricamento sulle petroliere) avrebbero creato dei disaggi più durevoli.
In ogni caso, capisco le motivazioni dell’esercito ucraino: sta cercando di limitare i guadagni extra dello Stato russo dovuti all’aumento del prezzo del petrolio (guadagni che andranno a finanziare la guerra). E sono sicuro che sarà in grado di concentrarsi su questa missione anche nel corso di settimane o mesi. Tifando fortemente per il successo di questa missione – come, ovviamente, per il successo della loro missione globale – spero solo che non pensino solo agli effetti visivi, quelli facilmente «vendibili» ai propri superiori.



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