Le strane somiglianze

Mentre stavo preparando, per uno dei giorni del «weekend lungo», un viaggio in provincia di Pavia, mi ero accorto di una strana somiglianza… Si potrebbe farne il classico gioco del tipo «trovate N differenze».

P.S.: qualcuno dei miei lettori, infatti, sa già che la mia faccia ha ora il colore di un pomodoro quasi maturo.


Io e l’EXPO

Dal sito ufficiale dell’EXPO possiamo apprendere che a maggio (il primo dei 6 mesi di svolgimento) la manifestazione ha avuto 2,7 milioni di visite, mentre la quantità di biglietti venduti è di circa 15 milioni. E ricordiamo che il periodo delle grandi masse di turisti stranieri deve ancora iniziare.

L’ultimo fenomeno mi sorprende: circa 15 milioni di persone hanno speso dei soldi per andare all’EXPO 2015. Per andare all’EXPO dedicato al cibo…

Diverse persone mi hanno già chiesto se ho l’intenzione di andarci anche io. Dopo aver sentito la mia risposta si sono scandalizzati quasi tutti.

Ebbene, non ho l’intenzione di andarci perché il grado del mio interesse verso l’argomento centrale dell’EXPO 2015 tende a zero. Il mangiare è solo uno dei bisogni fisiologici di un essere vivente. Per un essere vivente dotato della ragione, una volta soddisfatto, tale bisogno dovrebbe spostarsi in secondo piano. In più, mentre gli italiani si disperano se non trovano un ristorante italiano all’estero e poi vanno all’EXPO milanese, io agisco in modo opposto.


La black list segreta

La lista delle 89 personae non gratae in Russia è ormai nota a tutti (io la pubblico apposta per i più pigri).

Ci sono ben due questioni da chiarire. In primo luogo, non si capisce il motivo della sua formale segretezza imposta dal Ministero degli Esteri russo. La lista dovrebbe essere nascosta alle persone (pubbliche) direttamente interessate, alla opinione pubblica europea o quella russa? Per quale motivo e quale scopo? Non ho una spiegazione razionale. Se la stessa UE rende pubbliche, dal 2004, le proprie liste delle persone sgradite, non è certo preoccupata di quella riservatezza che i politici non possono e non devono avere.

La seconda cosa da chiarire è, in realtà, una semplice constatazione del fatto. Secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, la lista russa in questione sarebbe una risposta simmetrica alle varie sanzioni adottate nei confronti dei politici russi. Ebbene, abbiamo una ennesima conferma del fatto che i governanti russi non capiscono (o fanno finta di non capire) i reali motivi delle sanzioni occidentali. Vogliono quindi comunicarci, tramite le black list, che le sanzioni occidentali sarebbero solamente il frutto di complotto antirusso astrattamente malefico.


90 anni dello Zenit

Lunedì 25 maggio lo Zenit (la squadra di calcio di San Pietroburgo) ha compiuto i 90 anni. E i suoi fan hanno deciso di festeggiare così:

Figo. I tifosi italiani hanno mai fatto una cosa del genere?


Organizzazioni indesiderate

Chi segue in un modo almeno superficiale la politica russa, ha sicuramente letto o sentito della recente legge sulle «ONG indesiderate». Il 23 maggio, infatti, il presidente russo Vladimir Putin aveva firmato una legge (approvata il 19 maggio dalla Duma) che autorizza il Procuratore generale e i suoi Vice di bloccare l’attività e i beni delle ONG «indesiderate» (letteralmente, «pericolose per l’ordine costituzionale della Russia, le sue sicurezza e difesa») senza l’autorizzazione del giudice.

Sapete qual è il problema? Nella legislazione russa manca la definizione delle organizzazioni non governative, mentre esiste quella delle organizzazioni non a scopo di lucro. La legge firmata da Putin, quindi, introduce un termine nuovo senza fornire la sua definizione. In più, non specifica che le organizzazioni eventualmente individuate come «indesiderate» debbano per forza essere «non a scopo di lucro». Di conseguenza, anche una qualsiasi azienda straniera privata (senza la partecipazione statale) può ora essere definita «indesiderata». Può essere definita tale non perché lede gli interessi della Russia, ma semplicemente perché fa da concorrente a una azienda di qualche politico (nonostante il divieto di legge, hanno quasi tutti delle attività private). Oppure perché è in concorrenza con qualcuno sufficientemente ricco da poter corrompere gli organi statali vigilanti.

Si tratta, in pratica, di un attentato ai danni della economia russa. Quale investitore straniero serio avrà il coraggio di rischiare tanto?


Vox populi

Street art piacentino:


Gli arreti in FIFA

Solo una persona tanto ingenua da essere considerata irrecuperabile avrebbe potuto sostenere che l’intero operato della FIFA non fosse condizionato dalla corruzione. Pensate a tutti i campionati di calcio mondiali ed europei che sono stati assegnati agli Stati meno preparati dal punto di vista logistico: proprio a quegli Stati dove ci sono gli appalti più grossi e numerosi da sfruttare.

Non penso che dopo gli arresti di oggi cambi qualcosa. Penso solo che ogni imbroglione professionale debba avere la capacità di ritirarsi in tempo per non essere beccato. Ma è l’avidità che ci fa sbagliare prima o poi.


I prigionieri russi

Dieci giorni fa, il sabato 16 maggio, in Ucraina sono stati fatti prigionieri (dopo essere stati feriti in battaglia) altri due militari russi: il sergente Aleksandrov e il capitano Erofeev. Appena dopo la diffusione della notizia, il Ministero della difesa russo ha dichiarato che i due si sarebbero licenziati dall’Esercito prima di partire a combattere nell’est ucraino. Si tratta di un comportamento ormai tipico dello Stato russo, in adozione almeno dai tempi della guerra in Afghanistan: quello di rinnegare i propri militari pur di non ammettere ufficialmente di partecipare a una guerra di dubbia necessità o semplicemente malvista dall’estero.

Con pochissime eccezioni alla prassi, lo Stato russo non provvede al recupero dei prigionieri e, a partire dalla attuale guerra con Ucraina, non riconosce ai caduti in battaglia il diritto ad essere seppelliti come tali. Anzi, spesso nega il diritto a un nome sulla lapide. Perché arruolarsi e prestare il giuramento, se mancano la protezione e, soprattutto, la riconoscenza?

Ma torniamo ai due prigionieri. Lo Stato avrebbe potuto dichiarare pubblicamente una cosa semplicissima: i nostri agenti si trovavano nell’area «separatista» ucraina per informarci del conflitto armato che si svolge vicino ai nostri confini. In questo modo, avrebbe comunicato una versione condivisibile dal mondo civile senza ammettere di condurre una guerra in Ucraina. Ma, per pura stupidità, si è preferito tradire i propri militari.

Ora siete un po’ più informati sulla «grandezza» della Russia.

P.S.: volevo scrivere pure dell’unica possibile (secondo me) soluzione del conflitto militare tra la Russia e l’Ucraina, ma forse mi conviene di dedicarne un testo a parte.


I filmati di Google Maps

Gli ingegneri di Google, in collaborazione con l’Università di Washington, hanno elaborato una tecnologia che permette di creare dei slideshow sulla base delle foto di uno stesso posto caricate su Google Maps.

I filmati creati in questo modo permettono di vedere, per esempio, come sono procedute le costruzioni dei grattacieli, come si sono trasformate le città, come sono cambiati i veri paesaggi etc.

L’unico «problema» consiste nel fatto che sono circa dieci anni che vengono caricate le foto su Google Maps. Perché sarebbe stato ancora più interessante contemplare i cambiamenti avvenuti negli ultimi millenni o, perlomeno, secoli.

Ma noi, intanto, vediamo il video illustrativo:


Piacenza, 22 febbraio 2015

Ho finalmente scritto e pubblicato il fotoracconto sul mio viaggio a Piacenza di fine febbraio.