La musica del sabato

Per il post musicale di oggi ho selezionato una opera famosa, ma sempre meritevole di un ascolto in più: la «Sonata al chiaro della luna» di Ludwig van Beethoven.

Per gli interessati alla storia di questa sonata esiste il relativo articolo su Wikipedia, ma la bellezza di ogni opera musicale si esprime prima di tutto nei valori assoluti e autosufficienti: la bellezza del suono.


L’arte genuina

Purtroppo bisogna riconoscere che la storia e l’arte delle epoche passate sono giunte fino a noi rese irriconoscibili dalla censura. Il passato è stato abbellito fino al punto che si potrebbe addirittura avere l’impressione che i nostri antenati non avessero mai conosciuto la parola «cazzo».
Per fortuna, però, alcune informazioni attraversano i secoli e i millenni per farci comprendere che le persone creative sono sempre state normali e capaci di inserire la cultura in un cotesto a loro contemporaneo (oppure, inversamente, non avere paura di riconoscere l’esistenza della cultura nella vita quotidiana a loro contemporanea). I seguaci dell’etica puritana stanno facendo il possibile, ma non riescono a cancellare il 100% delle testimonianze.
Al The Met di New York è stata organizzata la mostra della ceramica dell’Antica Grecia del V a.C.. Prevalentemente si tratta dei frammenti dei vasi e delle coppe per il vino.
Guardando quegli oggetti possiamo immaginare con quanta serenità e soddisfazione vissero e crearono le opere artistiche gli antichi greci. La loro vita fu molto più bella e varia delle fantasie sterili dei dipendenti museali.
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I sistemi antifurto

Durante i miei ultimi viaggi italiani mi sono accorto dei grandi cambiamenti sui treni italiani.
Sui treni della società Trenord i martelli frangivetro sono oggi imballati nelle custodie di plastica quasi belle:

E sui treni della società Trenitalia i martelli sono coperti dai pezzi di plastica da due centesimi.

In entrambi i casi mi sono chiesto sulla utilità di un simile spreco della plastica. Si voleva forse proteggere i martelli dai furti (cioè dalla loro piaga principale)? Dalla ruggine? Dalle mani incontrollabili dei bambini?
Ma a me quei pezzi di plastica sembrano efficienti solo contro la polvere (e un po’ contro la disoccupazione).


Le grandi fantasie

Ieri l’oppositore venezuelano Juan Guaidò ha dimostrato di avere un buon livello di fantasia, autoproclamandosi presidente ad interim. Prima di autoproclamarmi imperatore delle Isole Marshall, sovrano di Aketi e comandante delle forze armate degli oranghi di Sumatra devo constatare una cosa banalissima. La legittimità di un presidente non vale una banana senza la disponibilità dei mezzi per esercitare il potere.
Di conseguenza, mentre tutto il mondo si agita, io sto cercando di capire se Juan Guaidò avesse deciso di a) costringere gli Stati esteri a fornirgli un aiuto concreto, b) intensificare la lotta tra le due metà della popolazione o c) semplicemente presentare l’autoproclamazione ai propri seguaci come un «risultato raggiunto».
L’unica cosa che so di certo è ancora una volta semplice: Nicolas Maduro non ha i cogl…ni da Augusto Pinochet, quindi non riesco a immaginarlo dire «Ho perso, me ne vado».
Ma gli imperatori delle Isole Marshall sono sempre stati noti per la propria bontà. Quindi spero di sbagliarmi di Maduro almeno questa volta.


L’utilità della follia

Devo constatare che dell’impresa del poliziotto italiano Paolo Venturini – che domenica 20 gennaio ha corso per oltre 39 chilometri a –52°C in Jakuzia (una regione russa) – hanno scritto più in dettaglio i mezzi di informazione russi che italiani. Ma, in ogni caso, non sembra che si sia trattato di una notizia tanto discussa nei due Stati. Anzi, secondo la mia impressione personale è stato un evento quasi non notato.
Da una parte, sono contento per il fatto che almeno un «pazzo» in meno si è guadagnato i suoi quindici minuti di notorietà. Dall’altra parte, mi dispiace che l’impresa di Venturini sia stata interpretata da molti giornalisti più come una questione sportiva che tecnico-scientifica.
Infatti, non è così frequente che una persona si proponga volontariamente a fare da cavia per lo studio della resistenza del corpo umano al freddo e per la sperimentazione dei nuovi materiali (magari più leggeri, ecologici e efficienti) da utilizzare nell’industria tessile e calzaturiera. Di conseguenza, sarebbe bello se gli scienziati e gli ingegneri monitorassero i progetti folli dei personaggi più strani: non necessariamente per isolare questi ultimi, ma al fine di sfruttarli per il bene della umanità.
Immaginiamo, per esempio, un ciclista intenzionato ad attraversare tutta la Russia in bici d’inverno… No, pure io ho paura di immaginare una cosa del genere.


Le password rubate

La settimana scorsa l’esperto della sicurezza digitale Troy Hunt ha scritto della esistenza di un database delle 1.160.253.228 combinazioni email-password rubate. In sostanza si tratta dei dati d’accesso completi ai vari siti. Molto probabilmente tra quei dati sono presenti anche i vostri: controllate pure sul sito haveibeenpwned.com
Come potete vedere, pure uno dei miei indirizzi utilizzati per i vari login è finito nelle mani dei hacker relativamente a ben due siti.

Stranamente, uno di quei siti mi è sempre sembrato Continuare la lettura di questo post »


In memoria della guida

Esattamente 95 anni fa, il 21 gennaio 1924, è schiattato Vladimir Lenin: la «guida del proletariato mondiale», un buon politico dedicatosi alla dubbia causa, amante dei metodi che solo per una serie di coincidenze conosciamo come «staliniani», un ex avvocato promettente
Sfruttando la ricorrenza odierna, vi racconterei però di un altro aspetto leniniano: dei monumenti in sua memoria.
A nessun altro personaggio storico vissuto sul nostro pianeta è stata dedicata una quantità simile di monumenti. Infatti, ai tempi dell’URSS su tutto il territorio dell’Unione (1/6 della terraferma) fu imposto il culto quasi religioso della venerazione di Lenin. In seguito al crollo del regime comunista e alla comprensibile distruzione di massa dei monumenti di Lenin in Ukraina, Polonia e nelle repubbliche baltiche, la quantità complessiva dei monumenti è diminuita notevolmente. Ma si sostiene comunque che ce ne siano ancora più di 9 mila in piedi.
Non posso commentare le stime sulla quantità, ma posso mostrarvi alcuni degli esemplari più interessanti.
Ufficialmente, il primo monumento a Vladimir Lenin è stato eretto davanti alla entrata della «Manifattura Glukhovskaja» a Noginsk (in provincia di Mosca) il 22 gennaio 1924, quindi il giorno seguente la morte di Lenin.

Tra i numerosissimi monumenti comparsi nei decenni successivi alcuni sono diventati canonici. La forma canonica è caratterizzata dal fatto che la figura di Lenin indica qualcosa con la mano (la giusta via?), proclama qualcosa o manifesta Continuare la lettura di questo post »


Inerario, § 17

Il nuovo paragrafo di Inerario (§ 17) spiega come utilizzare in modo intelligente i meta tag robots sui siti costruiti su WordPress.
Ai non professionisti ricordo che si tratta di uno dei possibili modi di influire sulla indicizzazione del sito sui cosiddetti «motori» di ricerca.
http://www.eugigufo.net/it/inerario/paragrafo17/


Una bicicletta avanzata

Il Podrive sarebbe il progetto di una interessante bicicletta pensata per ogni stagione e/o tipo di tempo (si veda il video). Ormai due anni e mezzo fa l’ideatore ha raccolto – sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo – il 214% della somma necessaria per la produzione. Tuttavia, pare che la produzione ma non sia mai partita. Eppure, il Podrive sarebbe un oggetto molto utile alle persone che preferiscono utilizzare la bicicletta anche per le finalità non sportive, liberando il proprietario-ciclista di una parte dei problemi: la pioggia, il sole diretto d’estate, la polvere alzata dalle auto.

Molto probabilmente avrei comprato pure io un mezzo di spostamento del genere. Anche se continuo a non capire le persone che utilizzano la bicicletta per andare al lavoro: nel migliore dei casi arrivano in ufficio semplicemente super sudati.
Le caratteristiche tecniche del Podrive:
Lunghezza: 180 cm
Larghezza: 75 cm
Altezza: 145 cm
Altezza del posto a sedere: 50 cm
Peso: 70 kg
Ruote: pneumatici da 20 pollici
La distanza tra gli assi: 88 cm
Motore: 250 W elettrico
Velocità:25 km/h (con il motore)
Emissioni del CO2: 7 g/km (per le auto tale valore medio è di 140 g/km, per le auto elettriche è di 70 g/km)


La musica del sabato

Pochi giorni fa, il 15 gennaio, Captain Beefheart avrebbe compiuto 78 anni. Approfitto di questo pretesto per pubblicare un post musicale dedicato esclusivamente a egli (più di un anno fa lo avevo incluso nel post dedicato alla canzone «I Got the Same Old Blues»).
Come da tradizione, ho selezionato due canzoni.
La prima è la «Further Than We’ve Gone» (dall’album «Blue Jeans And Moonbeams» del 1974):

E la seconda è la «China Pig» (dall’album «Trout Mask Replica» del 1969):