La musica del sabato

L’altro ieri, il 12 settembre, era l’ottantesimo anniversario della nascita del cantante Barry White. Un personaggio speciale (almeno per i generi musicali nei quali si era impegnato) va assolutamente ricordato in una occasione speciale come questa. I più grandi appassionati del soul, R&B e disco lo ricordano molto più spesso di me, mentre io cerco di motivarmi nello studio dei generi non esattamente preferiti anche seguendo i vari pretesti formali: per esempio, quando si avvicina qualche data particolare.
E così, ho pensato di selezionare per il post di oggi quelle due canzoni con le quali Barry White iniziò la propria carriera da cantante. Infatti, da giovanissimo si vide più come un manager musicale che come un cantante. Ma nel 1973 scrisse due canzoni da affidare a una voce maschile, iniziò a cercare il candidato adatto e finì a essere convinto (dalla propria «guida spirituale») che quelle canzoni fossero in realtà ideali proprio per lui. Di conseguenza, proprio da quelle due canzoni iniziò la vera, seria e «sistematica» carriera da cantante di Barry White.
Insomma, la prima canzone di oggi è la «I’ve Got So Much To Give» (inclusa nell’album omonimo del 1973):

E la seconda canzone di Barry White scelta per oggi è la «I’m Gonna Love You Just A Little More», Baby" (sempre dall’album «I’ve Got So Much To Give» del 1973):

Può andare bene come un post commemorativo / di auguri? Forse sì…


La lettura del sabato

L’articolo che ho selezionato per questo sabato racconta di un fenomeno apparentemente sorprendente e poco logico: nonostante l’impiego di quasi tutte le risorse militari, economiche e di propaganda sul fronte ucraino, lo Stato russo continua a tentare di aumentare la propria influenza in Africa. Continua a farlo utilizzando, tra le altre cose, anche ciò che rimane delle strutture di Evgeny Prigozhin dopo oltre un anno il suo assassinio.
L’aspetto principale tra quelli che mi rimangono incomprensibili è: come si pensa di affrontare la concorrenza cinese sul continente? La Cina, infatti, investe delle quantità enormi di soldi e non intende assolutamente di fermare la propria espansione. Boh…


Putin e la NATO cattiva

Ieri Putin ha affermato che gli attacchi dell’Ucraina con armi occidentali ad alta precisione contro il territorio russo significherebbero che i Paesi della NATO partecipano direttamente alla guerra, fornendo i dati necessari per gli attacchi dai propri satelliti. In realtà, non è la prima volta che parla di partecipazione della NATO alla guerra: lo aveva già fatto, per esempio, parlando degli istruttori occidentali nell’esercito ucraino. Ma ora tutto questo non ha molta importanza.
Supponiamo che la NATO partecipi alla guerra. E allora? Si può attaccare il proprio vicino, ma non si può difendere il proprio vicino? È stata superata un’altra «linea rossa»? Putin si offende e… E cosa fa? Inizia una guerra contro tutta la NATO cattiva? (no, non ha le risorse per farlo) Comincia a bombardare l’Ucraina con una particolare intensità? (lo sta già facendo, e da molto tempo) Inizia ad aprire la valigetta con il «bottone rosso»? (lo sta minacciando, in forme diverse, da molto tempo) Oppure si sfoga contro qualche dissidente interno? (anche questo modo di fare è abbastanza abituale)
In realtà, in questo caso particolare non bisogna prestare troppa attenzione alle parole di Putin. Ha solo deciso di ripetere ancora una volta la propria amata storiella: che il mondo intero sta attaccando la Federazione Russa, che la «operazione militare speciale» è stata iniziata «non senza motivo», e che il povero Putin è stato ingannato ancora una volta dagli occidentali. Lo fa solo per rinfrescare i vecchi concetti della propria propaganda nelle menti dei sudditi.
Non vedo dunque alcuna notizia.


Si può usare i Storm Shadow

The Guardian scrive – in un articolo dedicato alla visita congiunta del segretario di Stato americano Blinken e del ministro degli Esteri britannico Lammy a Kiev l’11 settembre – che il Regno Unito ha deciso di autorizzare l’Ucraina a utilizzare i missili da crociera Storm Shadow per colpire obiettivi sul territorio russo, ma, molto probabilmente, con delle limitazioni «per evitare attacchi sconsiderati o non necessari». L’autorizzazione statunitense sull’uso analogo degli ATACMS, invece, manca ancora.
Nel corso della visita i due ministri menzionati hanno incontrato il presidente ucraino Zelensky per discutere di attacchi con armi occidentali a lungo raggio sul territorio russo. Blinken, in particolare, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti «dal primo giorno» ad adattare la loro politica, seguendo i cambiamenti della situazione sul campo di battaglia in Ucraina.
Ma, conoscendo l’evoluzione della «situazione sul campo di battaglia» e la coincidenza nella concessione della autorizzazione, a questo punto possiamo logicamente interpretare le parole di Blinken in un modo abbastanza preciso: potete utilizzare certe armi solo dove siete presenti; siete stati capaci di entrare nella regione di Kursk, e allora potete". Non so se Blinken si rende conto di questa possibile interpretazione e se essa (interpretazione) corrisponda o meno alle intenzioni.
La notizia sulla possibilità di utilizzare i Storm Shadow è comunque positiva.


Il piano di Trump

Dicono che nel corso del dibattito di ieri Trump vs Harris la vice-presidente si è dimostrata inaspettatamente più convincente: lo spero perché lei mi sembra (per ora) l’opzione «meno peggiore» (ma non più di così) alle prossime elezioni. Ma di tutto il dibattito vorrei prendere in considerazione – oggi – solo uno dei tanti argomenti, quello che potete facilmente immaginare.
Kamala Harris ha affermato che se Donald Trump fosse ora il capo di Stato, Vladimir Putin avrebbe già conquistato l’Ucraina. Donald Trump, da parte sua, ha ripetuto la propria vecchia dichiarazione: se vincerà le elezioni presidenziali, porrà fine alla guerra russo-ucraina ancor prima di entrare ufficialmente in carica costringendo Putin e Zelensky a trattare.
Ecco, a questo punto direi che entrambi i candidati alla Presidenza statunitense hanno deciso – già tempo fa e, probabilmente, senza mettersi d’accordo tra loro – di adottare la stessa tattica elettorale. Kamala Harris sta facendo di tutto per nascondere al pubblico il proprio programma elettorale (si limita a dire che esiste e che «tra poco» verrà reso pubblico). Donald Trump, da parte sua, sta tenendo un comportamento simile sui singoli argomenti del proprio programma. Per esempio, non si capisce ancora se il suo «piano» per la fine della guerra in Ucraina sia costituito da più di un punto. Sentiamo da mesi che «farà incontrare Putin e Zelensky»… E poi? Cosa propone ai due? In quali condizioni mette ognuno dei due? Non lo dice.
Spero che almeno nella propria testa lo sappia…
Ma, conoscendolo, non ne sono sicurissimo.


Ci metteranno un po’ anche con questo

Il consigliere del capo dell’ufficio del presidente ucraino, Mykhaylo Podolyak, ha commentato le notizie secondo cui un drone russo «Shahed» è caduto sul territorio della Lettonia e un altro drone ha sorvolato il territorio della Romania (verso l’Ucraina) lo scorso fine settimana.
Nel suo canale Telegram ha scritto:

È noto (anche ai russi) dove si trovano oggi i confini geografici della NATO. Ma nessuno sa dove sia la… pazienza della NATO. Quando l’alleanza militare teoricamente più potente della storia sarà effettivamente pronta a difendere i propri confini? Queste informazioni di valore strategico sono state ottenute dai russi nel loro modo tradizionale: attraverso la cinica ricognizione e il combattimento.
Nel fine settimana, gli UAV russi hanno violato due volte lo spazio aereo della NATO durante attacchi sul territorio dell’Ucraina. Il primo, un drone da ricognizione, ha raggiunto la Lettonia attraverso la Bielorussia ed è precipitato vicino alla città di Rezekne. Il secondo, un drone d’attacco di tipo Shahed, è stato individuato dai caccia dell’aeronautica rumena sopra il loro confine, scortato attraverso lo spazio rumeno e ha seguito l’UAV mentre decollava per colpire un obiettivo in Ucraina.
L’esperimento è stato portato a termine e il risultato è stato chiaro. Ora il nemico lo sa: La NATO non risponderà alle violazioni dello spazio aereo da parte di veicoli aerei senza pilota e a un attacco sul suo territorio che non ha provocato vittime. È facile prevedere cosa accadrà in seguito: violazioni dei confini da parte di aerei e possibili «attacchi accidentali» con un numero ridotto di vittime.
I russi hanno sempre usato la primitiva «tattica del salame»: screditare la NATO con incidenti apparentemente minori. Stanno lentamente inasprendo il conflitto, cercando di evitare l’attivazione dell’articolo 5 della Carta di mutua difesa del blocco. L’obiettivo è scuotere la fiducia dei singoli membri dell’Alleanza, per indurli a pensare ad accordi separati con la Russia. E chi può dire che questo piano non stia funzionando?

L’osservazione «la NATO non risponderà alle violazioni dello spazio aereo» è logica, ma allo stesso tempo allarmistica. Sarebbe più corretto concludere che la NATO — come tutto l’Occidente collettivo — per tradizione rifletterà per diversi mesi, esprimerà preoccupazione e si farà coraggio, e solo dopo, come avviene ancora per le forniture di armi, deciderà di abbattere gli attrezzi militari russi sorvolano i territori degli Stati della NATO.
Podolyak, invece, vuole che il periodo di riflessione sia il più breve possibile. E posso capirlo.


Trump offeso

Donald Trump ha detto di essere molto offeso dal fatto che Vladimir Putin ha espresso il proprio sostegno alla candidatura di Kamala Harris alle elezioni presidenziali statunitensi.
Non so quanto la suddetta dichiarazione corrisponda alla realtà, ma so che costituisce un bel pretesto per fare due piccole precisazioni.
In primo luogo, non bisogna pensare (mai) che Putin dica la verità. A volte lo fa, ma per sbaglio.
In secondo luogo, Harris presidente conviene a Putin più o meno quanto Biden presidente. Infatti, entrambi non mostrano un atteggiamento particolarmente ostile nei confronti della politica putiniana nel mondo: anzi, sembra che facciano di tutto per minimizzare i propri sforzi in tal senso.
In terzo luogo, Trump – durante la prima presidenza del quale i rapporti tra gli USA e la Russia erano al minimo della positività – conviene a Putin quasi quanto Harris. Infatti, il «pregio» di Trump (secondo la logica di Putin) è quello di indebolire lo Stato americano da dentro.
Quindi Trump dovrebbe stare sereno: in realtà, Putin sostiene entrambi i principali candidati ahahaha


2200 gradi Celsius

La CNN riferisce che l’Esercito ucraino stanno utilizzando «droni drago» (dragon drones), droni che lanciano una miscela di alluminio e ossido di ferro sulle fortificazioni russe. La temperatura di combustione della miscela è di circa 2200 gradi Celsius. Questa sostanza brucia rapidamente la vegetazione dove si nascondono i militari russi. La suddetta miscela può bruciare il metallo e ferire gravemente le persone. Ed è una di quelle cose che è molto vedere che cercare di immaginare leggendo un testo. Infatti, impressiona:

P.S.: l’esercito russo utilizza attivamente i razzi con tale miscela per i lanciarazzi multipli Grad.


La musica del sabato

Diversi compositori classici di epoche diverse hanno dedicato dei cicli delle composizioni musicali al tema delle quattro stagioni dell’anno… E dato che negli ultimi giorni ho visto dalla finestra alcune piogge ormai più autunnali che estive, ho pensato di postare qualcuna di quelle composizioni dedicate all’autunno.
Però ne volevo una un po’ meno nota e, dunque, una che «da meno noia». È così che ho scelto la «Primavera a Buenos Aires» del compositore argentino Astor Piazzolla (con il suo ritmo di tango rende l’autunno un po’ meno triste ahahaha):

E visto che ci siamo, aggiungo anche questa strana interpretazione di un trio:

Bene, in inverno ci sarà il prossimo appuntamento con Astor Piazzolla ahahaha


Questa settimana il Centro «Dossier» ha pubblicato un testo che i suoi autori definiscono un’inchiesta sulla vita dei due figli segreti di Vladimir Putin e l’ex ginnasta Alina Kabaeva.
Non so esattamente se questo articolo possa essere definito un’indagine (si basa sui racconti di una fonte anonima che non abbiamo alcun modo di verificare). Inoltre, non so quanto siano vere le cose raccontate nell’articolo (per lo stesso motivo appena menzionato). E, allo stesso tempo, posso sottolineare che il contenuto dell’articolo non è in contraddizione con quanto sappiamo sull’atteggiamento di Putin nei confronti della vita, dei propri familiari, dei vari aspetti della sicurezza, etc. E quindi non posso nemmeno definire l’articolo una finzione basata sul nulla.
Comunque, c’è qualcosa di interessante in quanto. Almeno il fatto che le cose descritte sono pagate dal bilancio russo, cioè dalle tasse. E il fatto che potremmo avere una nuova conferma delle nostre ipotesi sullo stato mentale di Putin.