Non so se vi ricorda qualcosa

Vyacheslav Volodin, il presidente della Duma di Stato (la Camera bassa del «parlamento» russo), ha chiuso la VIII Legislatura (il 27 luglio 2026, l’ultima seduta prima delle vacanze e delle «elezioni» di settembre). Lo ha fatto, tra l’altro, tentando di far scandire ai deputni «Russia, Putin, vittoria». Lo ha tentato per cinque volte, ma niente: non lo hanno sostenuto nemmeno quelle creature…

Sarà perché «Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer!» va esclamato con più convinzione?..


La musica del sabato

Dopo alcuni dubbi, ho pensato di inserire nella edizione odierna della mia rubrica musicale il poema sinfonico «Una fiaba estiva» del compositore ceco Josef Suk (composta tra il 1907 e il 1909).

Il motivo della scelta è banalissimo: il caldo schifoso deve essere bilanciato con qualcosa di sempre estivo, ma bello.
Semplice, vero?


La lettura del sabato

L’articolo segnalato questo sabato racconta del fatto che la Russia sta imparando a produrre in serie motori per droni: nel Paese sono iniziate le forniture di linee di produzione del valore di milioni di dollari. Ciò significa che già nei prossimi mesi verrà avviata la produzione di milioni di droni FPV. Fino a poco tempo fa la Russia acquistava i motori dalla Cina ed era completamente dipendente da queste importazioni. I media The Insider e Nordsint hanno effettuato (in sostanza simulato) un «acquisto di prova» a nome di una società fittizia con sede ad «Alabuga» e dal nome «militare», al fine di ricostruire la catena di approvvigionamento. Il produttore cinese Nide ha confermato la disponibilità a esportare una linea completa per la produzione di motori e ha comunicato di aver già fornito un gran numero di linee simili ad altri acquirenti russi. Come in molte altre transazioni relative a merci soggette a sanzioni, nella catena è emersa una filiale cinese della banca russa VTB.
Non so quali sviluppi avrà questa storia, ma potrebbe portare alla fine della fase di dominio dei droni ucraini nella guerra. Gli esperti che leggo e sento dicono che in questa guerra le ondate di dominio di ogni singola tecnologia durano comunque circa sei mesi e che, di conseguenza, bisogna solo sperare che l’esercito ucraino stia già inventando qualcosa di nuovo… Io ci spero.


La benzina kazaka in Russia

Il Ministero dell’Energia del Kazakistan ha comunicato a Reuters che il Paese sta conducendo trattative con la Russia per la raffinazione del petrolio russo nelle raffinerie kazake. Si prevede di vendere i prodotti petroliferi ottenuti sul mercato interno del Kazakistan e di esportarne una parte «indietro» verso la Russia. Il ministero ha motivato le trattative con la necessità di garantire un carico stabile delle raffinerie kazake (a seguito della sospensione delle esportazioni attraverso il terminale del Consorzio del gasdotto del Caspio vicino a Novorossiysk), di preservare i posti di lavoro e di rifornire il mercato interno di carburante. Allo stesso tempo, le autorità del Kazakistan indicano il pieno soddisfacimento del fabbisogno nazionale come condizione prioritaria per un’eventuale accordo. I volumi e le condizioni delle forniture, così come gli impianti in grado di raffinare il petrolio russo, non sono ancora stati definiti.
Ed è proprio qui che bisogna considerare due tipi di dati. In primo luogo, alla fine del 2025 il volume complessivo di raffinazione del petrolio nelle raffinerie del Kazakistan era pari a 17,46 milioni di tonnellate — tenendo conto anche delle capacità che sono ancora attualmente in funzione. Nella Federazione Russa, invece, il consumo annuo di sola benzina è di circa 36 milioni di tonnellate. Se solamente una piccola parte della produzione delle raffinerie kazake venisse fornita alla Federazione Russa (come sostiene il Ministero dell’Energia del Kazakistan), ciò aiuterebbe in modo significativo il mercato russo dei carburanti? Esatto: aiuterebbe ben poco.
Quindi il Kazakistan trarrà un buon profitto dall’accordo (rispetto alle dimensioni della propria economia), mentre la Russia non otterrà nulla di tangibilmente utile in cambio del proprio denaro. Anche se l’accordo dovesse effettivamente essere concluso.
Insomma, non intralciate il Kazakistan: sta solo tutelando i propri interessi, senza danneggiare quelli degli Stati in difficoltà che conosciamo.


Malegno, 1 giugno 2026

Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia visita a Malegno del 1 giugno 2026.
Questo è il secondo e l’ultimo paesino del bresciano capitato sulla mia strada verso una località interessante che volevo da tempo visitare. Ma ogni viaggio è composto anche dalle cose che vedi lungo il tragitto verso l’obiettivo: per esperienza so che qualche dettaglio curioso può nascondersi nei luoghi più strani. Di conseguenza, ho esplorato pure Malegno.


Tunnel misteriosi

Il media LRT, citando il Servizio di protezione delle frontiere statali della Lituania, riferisce che le guardie di frontiera lituane hanno scoperto, nel sud-est del Paese, un tunnel sotterraneo proveniente dalla Bielorussia. Secondo quanto riportato da LRT, il tunnel, del diametro di circa un metro, non aveva un’uscita sul territorio lituano. È stato individuato grazie alle vibrazioni del terreno rilevate dalle guardie di frontiera, che indicavano la possibile scavo di un passaggio sotterraneo. Le autorità locali ipotizzano che il tunnel fosse destinato al traffico illegale di cittadini stranieri verso il territorio lituano.
Il capo del Servizio di protezione delle frontiere della Lituania, Rustamas Liubaevas, ha aggiunto che le guardie di frontiera hanno individuato altre «decine di luoghi» in cui potrebbero trovarsi passaggi sotterranei simili. Ha inoltre sottolineato che le autorità bielorusse potrebbero essere coinvolte nella costruzione dei tunnel.
L’osservazione «le autorità bielorusse potrebbero essere coinvolte» è una evidente battuta che possiamo anche trascurare (il Capitan Ovvio ha invece chiesto di ricordare una opera del genere è veramente poco probabile senza un qualche coinvolgimento delle suddette autorità).
Passiamo dunque alla interpretazione della scoperta che io ritengo non meno probabile di quella citata sopra: decine di tunnel come quello scoperto potrebbero essere utilissimi per il contrabbando di beni russi soggetti alle sanzioni europee e di beni occidentali soggetti alle sanzioni sempre occidentali. Il regime di Lukashenko si trova incostanti difficoltà economiche e a partire dal 2014 guadagna bene importando in Russia una infinità di cose legalmente proibite (arrivando all’assurdo: per esempio, spaccia i frutti esotici per prodotti bielorussi). Si tratta di una attività economica sicuramente nota anche alle autorità lituane, le quali, però, però qualche motivo hanno deciso di non menzionarla nella occasione di cui sopra.


Era una scelta

Il campione del mondo del 2006, il famoso calciatore italiano Andrea Pirlo, ha dichiarato di non essere più un candidato alla carica di commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. Ciò è avvenuto dopo che, nel fine settimana, i media italiani hanno iniziato a riportare con insistenza la notizia secondo cui Pirlo avrebbe un contratto, a partire dall’ottobre 2025, con la società di scommesse russa «Fonbet», che è apparso più volte nelle sue campagne pubblicitarie e che nel maggio del 2026 si è recato (insieme a un altro ex calciatore della Nazionale italiana, Marco Materazzi) a Mosca, dove ha partecipato a una partita di gala, ha tenuto una sessione di autografi e ha interagito con i tifosi. Inoltre, ha recitato in un video per la canzone «Ой, что ни вечер, то футбол» («Oi, ogni sera è calcio»), che è stato trasmesso intensamente durante le partite dei Mondiali del 2026 sul canale sportivo russo «Match TV».
Andrea Pirlo, da parte sua, afferma che «la collaborazione professionale, finita al centro di un recente scandalo, è nata nel contesto della mia carriera negli Emirati Arabi Uniti e ha carattere esclusivamente commerciale e sportivo».
Immagino che anche un ex calciatore sia in grado di comprendere una semplice verità: bisogna leggere i contratti che si firmano. Firmare significa averne compreso il contenuto, il significato e le conseguenze, e aver accettato tutto ciò. Se hai firmato, ti è piaciuto tutto ciò che c’era scritto.
L’attuale tradizione di esprimersi in un modo politicamente corretto non mi permette di scherzare, nemmeno nel contesto di quanto sopra esposto, sul cognome del famoso ex calciatore. Ma, per pura logica, si meriterebbe pienamente questa battuta.


Grande Tokayev!

Il Presidente del Kazakistan, Kassym-Jomart Tokayev, durante i colloqui con Putin del 25 luglio nella città russa di Omsk, ha invitato a «congelare» la guerra tra Russia e Ucraina. Secondo Tokayev, gli «giungono molti segnali» dagli Stati Uniti e dall’Europa riguardo alla «situazione di conflitto» tra Russia e Ucraina. In particolare, ha detto:

Non si tratta di una guerra civile. Abbiamo sempre nutrito rispetto per il popolo ucraino, per la sua cultura e per la sua lingua, e riteniamo che la natura di questo conflitto non sia del tutto chiara per molti, noi compresi. Supponiamo che ci fosse un conflitto, compreso un conflitto congelato tra Azerbaigian e Armenia: in quel caso, l’essenza e l’origine di quel conflitto erano per noi del tutto chiare. Risalivano alle profondità della storia. Ma in questo caso è molto difficile da comprendere.
[…]
È solo la mia modesta opinione, visto che mi è stato chiesto un parere. Forse sarebbe il caso di congelare questo conflitto e tornare alla Formula di Istanbul 2.0, dato che in quel contesto erano stati raggiunti risultati significativi. Naturalmente, sotto la garanzia delle grandi potenze, compresa la Russia, per proseguire poi verso la tanto attesa pace.

Visto mi sono impegnato a tradurre dal russo, ora traduco anche dal diplomatico asiatico:

Putin, hai rotto i coglioni un po’ a tutti con questa guerra che dopo quattro anni e mezzo non riesci ancora a giustificare nemmeno tu. È proprio l’ora di smettere.

Finalmente almeno una persona lo ha detto a Putin direttamente e pubblicamente. Grande Tokayev!


Lo “humor” di Trump

Il 25 luglio hanno rifatto la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca (se vi ricordate, quella del 25 aprile era stata interrotta da una sparatoria). Per me, l’esempio più interessante dello «humor» di Trump in realtà è stato questo:

E non l’ennesima battuta sulle «tre vittorie» alle elezioni.


La musica del sabato

L’8 luglio è morta, dopo una lunga malattia, la cantante britannica Bonnie Tyler. Non ero un suo grande fan (anche a causa dei generi musicali nei quali era prevalentemente impegnata), ma capisco che lei ha lasciato una impronta visibile (udibile?) nella storia della musicale. Di conseguenza, ho pensato di dedicarle un post musicale commemorativo.
La canzone più nota di Bonnie Tyler è, probabilmente, la «Total Eclipse of the Heart» (fa parte dell’album «Faster Then the Speed of Night» del 1983). Qui metto la versione lunga, ma nella natura esistono anche delle versioni corte (sempre ufficiali), con quasi, in media, due minuti in meno.

La seconda canzone di Bonnie Tyler che ho selezionato per oggi è la quasi altrettanto nota «Holding Out for a Hero» (fa parte dell’album «Secret Dreams and Forbidden Fire» del 1986, ma prima, nel 1984, è stata utilizzata nel film «Footloose» di Herbert Ross).

Penso che sia stato giusto ricordarla.