Non sono mai stato un fan del gruppo rock britannico Def Leppard: in parte perché nessuna fase della loro evoluzione stilistica (heavy rock, arena rock, pop rock etc.) mi è particolarmente vicina e in parte perché ho saputo relativamente tardi della loro esistenza (quando l’evoluzione dei miei gusti musicali aveva già preso un’altra strada). Addirittura, mi ero quasi completamente dimenticato di questo gruppo per alcuni anni: fino al momento in cui un conoscente basato negli USA mi ha raccontato di aver comprato un deposito abbandonato pieno di oggetti firmati dai componenti del gruppo.
Ma non voglio allontanarmi troppo dalle questioni puramente musicali: alla ricerca dei «tesori» saranno dedicati altri post. Dato che i Def Leppard non sono mai comparsi nella mia rubrica musicale, pubblicherei – per iniziare – due delle loro canzoni tratte da uno dei loro album di maggior successo commerciale. In questo modo tutti capiranno di chi si tratta.
La prima canzone scelta è la «Hysteria» (dall’album omonimo del 1987):
Qualcuno lo sapeva già, qualcuno altro lo scopre ora: nel 1984 – quasi tre anni prima della pubblicazione del suddetto album – Rick Allen, il batterista del gruppo, aveva perso il braccio sinistro in un incidente stradale. All’epoca le protesi bioniche non esistevano proprio, dunque lo stesso Allen aveva dovuto inventare una batteria suonabile con i piedi. Tutto il gruppo aveva interrotto l’attività musicale per aspettarlo: grandi!
La seconda canzone dei Def Leppard scelta per oggi è la «Animal» (dallo stesso album «Hysteria» del 1987). È la prima canzone del gruppo finita nel top 10 britannico.
Per oggi va bene così, ma prossimamente potrei anche postare qualche altra canzone dei Def Leppard: il loro stile, come ho scritto all’inizio, è evoluto nel tempo, di conseguenza non rischio di sentirmi ripetitivo.
L’altro ieri mi era capitato di scrivere della elezione del vecchio-nuovo Presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin.
Oggi, nella rubrica del sabato, trovo logico consigliare un articolo che riassume la carriera politica del personaggio dagli inizi ai giorni nostri. Formalmente ha uno dei principali incarichi dello Stato: a qualcuno sarà utile conoscerllo un po’ meglio.
P.S.: nel caso specifico di Vyacheslav Volodin sarebbe pienamente giustificato utilizzare in un modo dispreggiativo il termine che indica il suo… ehm… orientamento non politico (non pubblicizzato, ma largamente noto in Russia), ma nel mondo contemporaneo è un tipo di critica un po’ fuori moda.
Qualche tempo fa ho scoperto, per puro caso, che nel 2007 è stata istituita dall’ONU la Giornata internazionale della non violenza. Penso che sia il giorno migliore per comunicare due cose importanti e, incredibilmente, connesse tra loro.
1) ogni conflitto tra gli umani può essere risolto in un modo non violento (purtroppo, non tutti lo sanno);
2) non chiedetemi come faccio a saperlo, ma sul sito dei testimoni di Geova c’è la sezione «Chiedi di essere contattato» dove viene chiesto di inserire, tra le altre cose, anche l’indirizzo fisico completo (potete inserire i dati, compreso l’indirizzo, di qualsiasi persona!).
Ecco, ora sapete come vendicarvi senza apparire violenti ahahahaha
P.S.: non vi sembro troppo cattivo?
I deputati della neo «eletta» Duma di Stato russa della nona legislatura hanno eletto Vyacheslav Volodin alla carica di Presidente durante la prima seduta plenaria. È diventato presidente della camera bassa del parlamento per la terza volta consecutiva.
A favore di questa decisione hanno votato 406 deputati su 442 presenti (in totale la Duma è composta da 450 deputati). Volodin è stato candidato alla carica dal partito «Russia Unita».
Il dato statistico meno rilevante è: Vyacheslav Volodin ricopre la carica di Presidente dal 2016. In precedenza, era stato Presidente della Duma di Stato della settima e dell’ottava legislatura. Nelle ultime elezioni è stato eletto alla Duma come deputato uninominale della circoscrizione elettorale di Saratov. Volodin è stato il primo presidente della Duma di Stato a guidare la camera bassa del Parlamento per più di due mandati consecutivi.
Il dato statistico più rilevante è: la prima seduta plenaria della Duma di Stato si è tenuta mentre non sono ancora stati pubblicati, nonostante la data della scadenza ufficiale già passata, i risultati completi delle «elezioni» del 18–20 settembre (per esempio, manca la regione del San Pietroburgo).
Valutate voi quale dei due dati statistici vi è più utile per comprendere il livello della democrazia nella Russia attuale.
Ho letto che Trump ha firmato ieri un decreto per la creazione di una piattaforma digitale unica (America.gov) che consenta di accedere ai servizi delle agenzie federali degli Stati Uniti.
America.gov è un sito web dotato di un chatbot basato sull’intelligenza artificiale, destinato a diventare per gli americani uno «sportello unico» e ad aiutarli a interagire con le agenzie federali — ad esempio, per richiedere sussidi sociali, far inoltrare la posta o cambiare nome. Tutte le agenzie federali, a loro volta, sono tenute a integrare con il nuovo sito i propri sistemi destinati all’interazione con i cittadini.
Ovviamente, sono andato a vedere se il sito funziona già in qualche modo… Stranamente (per questi tempi), non ha alcun riferimento al «Più GRANDE PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI DONALD J. TRUMP»: non c’è il suo nome in lettere dorate, la sua foto o le sue citazioni…

Ho pure provato a fare una domanda di controllo:

Boh, secondo me gli sviluppatori hanno ancora tanto da fare!
Sabato Trump ha invitato Zelensky ad avviare negoziati con la Russia per porre fine alla guerra. Mentre le fonti di Bloomberg (probabilmente inventate, ma non ne sono certo) già venerdì avevano riferito che Trump, durante l’incontro con Zelensky a margine dell’Assemblea Generale dell’ONU, gli aveva proposto di recarsi a Mosca per incontrare Putin. Zelenskyy, secondo gli «interlocutori» dell’agenzia, avrebbe rifiutato la proposta di Trump. Ufficialmente, l’ufficio del Presidente ucraino ha dichiarato che Trump non ha proposto a Zelensky di recarsi a Mosca per i negoziati.
Supponiamo che tutto quanto sopra sia vero. In tal caso, si possono sottolineare due cose. In primo luogo, è assolutamente normale che l’ufficio di Zelensky non voglia mettere ulteriormente in evidenza il livello di idiozia di Trump.
In secondo luogo, Zelensky avrebbe potuto coniugare la sua professione precedente con quella attuale: proporre a Trump di dare l’esempio recandosi a Teheran per i negoziati (una battuta attualmente molto diffusa su Internet), ma farlo in modo molto diplomatico. Ma se una proposta del genere fosse stata avanzata, non ne avremmo saputo da «fonti» di Bloomberg: sarebbe stato lo stesso Trump a iniziare in qualche modo a parlare pubblicamente dell’argomento.
Ieri in Svizzera si è tenuto un referendum in cui i cittadini hanno votato sulla questione di una definizione più rigorosa del principio di neutralità del Paese. Secondo i dati preliminari del Governo svizzero, il 69,99% degli elettori ha votato contro l’inasprimento della neutralità, mentre il 30,01% si è espresso a favore. Inoltre, nessun cantone ha sostenuto l’iniziativa. Per l’adozione degli emendamenti alla Costituzione era richiesta la cosiddetta «doppia maggioranza»: la maggioranza dei voti dei cittadini e la maggioranza dei cantoni.
Se l’iniziativa fosse stata approvata, la Svizzera non avrebbe potuto imporre o sostenere sanzioni contro le parti coinvolte in conflitti armati (per esempio la Russia), a meno che non fossero state approvate da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Di questi tempi il suddetto risultato mi sembra quasi un miracolo: c’è almeno uno Stato al mondo dove la maggioranza dei cittadini (e pure una maggioranza non tanto ridotta) ha espresso una scelta responsabile. Non so – o non sono sicuro – che ogni cittadino svizzero aveva mentalmente giustificato la propria scelta con delle esplicite ragioni di responsabilità, ma quello che conta è il risultato. Non hanno votato per «lo stile della vita come prima» nonostante i problemi degli «altri».
O sono io un idealista? Boh… In ogni caso, sono contento per il risultato.
Andiamo bene, ora chi ha paura del 5G e degli OGM avrà un altro (aggiuntivo) argomento preferito:
O forse hanno già paura anche dell’AI e io semplicemente non me ne sono accorto?
Dal punto di vista astronomico l’autunno è già iniziato e questo significa che posso postare, nella mia rubrica musicale, la terza parte del ciclo «Le quattro stazioni» di Antonio Vivaldi: «L’autunno», il concerto № 3 in Fa maggiore dell’opera «Il cimento dell’armonia e dell’invenzione» (una opera in realtà composta da ben 12 concerti).
Questa è l’interpretazione del concerto «L’autunno» del direttore d’orchestra Alfred Scholz:
E poi è bello aggiungere l’interpretazione de «L’autunno» della Orchestra sinfonica olandese:
Buon autunno musicale a tutti!
L’articolo condiviso questo sabato non contiene alcun concetto sconosciuto alla maggioranza dei lettori, ma riporta una serie di dettagli che permetto di aggiornare leggermente le conoscenze già esistenti alla situazione del 2026.
Insomma, parla di come e perché le «elezioni» parlamentari russe del 2026 sono state le più false di sempre. In realtà è una frase si ripete dopo tutte le elezioni russe degli ultimi 26 anni, ma conosco ancora alcuni italiani che non immaginano la gravità della situazione.
Ma, indipendentemente dal vostro livello di conoscenza dell’argomento in generale, potete provare ad aggiornarvi sulle frodi elettorali vere, quelle che «dal vivo» non vedrete mai.



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