The Insider riferisce che, in vista delle «elezioni» alla Duma di Stato (che si terranno dal 18 al 20 settembre 2026), in almeno quattro regioni russe sono state introdotte restrizioni o raccomandazioni relative alla «zelionka» e ad altri liquidi coloranti. Nella regione di Tjumen alle farmacie è stato chiesto di non venderli in grandi quantità, mentre nelle regioni di KhMAO, Kostroma e Chelyabinsk è stato vietato portare liquidi o sostanze coloranti nei seggi elettorali.
Dua anni e mezzo fa mi era già capitato di spiegare di quale sostanza si tratta e come essa c’entra con le elezioni russe: potete rileggere quel breve post.
Io, intanto, continuo…
Secondo me si sono mossi un po’ tardi: penso che chi lo volesse e si sentisse abbastanza coraggioso, si sia già rifornito di zelionka in anticipo. Chi invece se n’è ricordato solo ora (grazie al saggio divieto) di questo gesto di protesta, ora farà il giro di tutte le farmacie disponibili e si procurerà la quantità necessaria di farmaco. Portare di nascosto un contenitore con la sostanza vietata nei seggi elettorali non è poi così difficile.
Una questione a parte, e notevolmente più interessante, è perché abbiano vietato non solo la zelionka. Si sono già dimenticati il motivo per cui si usa proprio questo antisettico? Ma difficilmente ne sapremo mai la risposta…
Ho letto che l’Istituto federale di valutazione pedagogica russo ha pubblicato delle raccomandazioni metodologiche per gli insegnanti, elaborate sulla base dell’analisi degli errori tipici commessi dai partecipanti all’esame unificato (EGE, l’esame finale delle scuole superiori russe) nel 2026. L’analisi degli esami della materia «Scienze sociali», in particolare, ha evidenziato che gli studenti non hanno una chiara comprensione dei poteri del Presidente della Federazione Russa e non sono in grado di distinguerli dalle funzioni della Duma di Stato, non conoscono i fondamenti della Costituzione e non comprendono gli obiettivi di sviluppo nazionale e le priorità strategiche della Russia contemporanea. Nell’esame unificato di «Storia» (un’altra materia facente parte dell’esame finale), i candidati hanno affrontato meglio le domande sulla «operazione militare speciale» rispetto a quelle sulla «Grande Guerra Patriottica» (nome sovietico della Seconda guerra mondiale del periodo nel quale ne fu convolta anche l’URSS). Si raccomanda agli insegnanti di dedicare maggiore attenzione ai decreti di Putin e di concentrarsi ancora di più sulla guerra contro l’Ucraina.
Per quanto riguarda le raccomandazioni, è tutto chiaro: non mi aspettavo altro. Sono invece interessanti gli errori tipici degli studenti. In generale, mi piace studiare gli errori: mostrano come una persona ragiona e quali fonti di informazione utilizza con maggiore frequenza.
La maggior parte dei partecipanti all’EGE è composta da persone fatte proprio come gli adulti: sono pigri, nel senso comune del termine, e cercano di ridurre al minimo ogni sforzo. Se ritengono di conoscere già una determinata materia, non «sprecano» energie per approfondirla in modo sistematico e accademico. La realtà che li circonda, per esempio, da oltre vent’anni dimostra a loro che Putin della Federazione Russa ha pienissimi poteri: fa ciò che vuole fare e non fa ciò che non vuole fare. Pertanto, all’EGE si limitano semplicemente a mettere le crocette accanto a tutto ciò che sembra loro familiare. E della «operazione militare speciale» se ne parla costantemente e attivamente durante le lezioni di numerose materie, tanto che qualcosa si è impresso nella loro mente anche in presenza di una possibile totale indifferenza verso gli altri canali della propaganda di Stato.
Una cosa mi spaventa: nelle condizioni attuali potrebbe pure nascere una nostalgia per i tempi in cui tutto si limitava al culto della vittoria nella Seconda guerra mondiale a tutti i costi. Anche se proprio questo culto è uno dei fattori che ci ha portato dove ci troviamo ora.
Il sito web delle Forze Armate danesi riporta che al largo della costa meridionale della Danimarca, nei pressi della città portuale di Gedser (ma in acque internazionali), una fregata russa ha lanciato razzi di segnalazione contro un elicottero militare danese del tipo Fennec, che stava effettuando una missione di ricognizione fotografica programmata della fregata. Il primo ministro danese, Mette Frederiksen, ha dichiarato che l’incidente «rientra nella tendenza generale in Europa» e ha accusato Mosca di intensificare la guerra ibrida. L’ambasciatore russo in Danimarca, Vladimir Barbin, è stato convocato al Ministero degli Esteri danese.
Capisco che in acque internazionali, di fronte a questo tipo di provocazione, non si possa fare granché: qualsiasi risposta deve essere simmetrica. Ma si può provare a giocare con la flotta russa a un gioco costoso: inseguirla per i mari con le proprie navi, costringerla a consumare quanto più carburante e razzi di segnalazione possibile (lo Stato russo non avrà il coraggio di usare quelli veri contro la flotta dei paesi della NATO) e, per esempio, impedirle di raggiungere in tempo i punti di rifornimento. Si tratta di un gioco costoso dal punto di vista finanziario e che richiede grande fantasia, ma per la flotta e lo Stato russi sarà ancora più costoso, mentre per le flotte della NATO costituirà un buon addestramento.
Bisognerà discuterne con gli esperti…
Il 404 Media ha scoperto che OpenAI sta assumendo centinaia di collaboratori che leggono una mole enorme di richieste reali degli utenti di ChatGPT, talvolta contenenti informazioni personali sensibili. Il compito di questi collaboratori è migliorare le risposte di ChatGPT: i collaboratori valutano e criticano le risposte generate dal chatbot. I revisori non vedono i nomi degli utenti e OpenAI ha dichiarato a 404 Media che sta cercando di rimuovere i dati personali prima che le richieste arrivino a loro, utilizzando il modello Privacy Filter, anche se a volte i dettagli sensibili riescono comunque a sfuggire al filtro.
Questa notizia non mi sorprende né mi spaventa: avrei reagito con calma assoluta anche a un contenuto ancora più «scandaloso». Nei decenni trascorsi su internet ho fatto in tempo a capire che qualsiasi scambio di informazioni può in qualsiasi momento diventare accessibile a terzi (non necessariamente truffatori) o addirittura diventare di dominio pubblico: proprio per questo riduco al minimo le informazioni «sensibili» che invio o conservo in rete. Mi aspetto lo stesso atteggiamento nei confronti dei dati da ogni persona adulta.
Mentre il post di oggi l’ho scritto per il seguente motivo: leggendo degli appaltatori di OpenAI, mi sono ricordato di come, alla fine dell’altro decennio, alcuni miei conoscenti spiegassero con estrema serietà la propria riluttanza a registrarsi su Facebook e altri social network con il timore per i propri dati personali. La mia osservazione «ma chi ti obbliga a fornire ai social network i tuoi dati personali [reali]?» provocava un blocco mentale irreversibile nei miei interlocutori. In questo senso, a volte mi sembra che l’umanità non sia ancora maturata del tutto.
P.S.: ovviamente, non ho potuto non intervistare il mitico ChatGPT… Continuare la lettura di questo post »
Associated Press riferisce che ieri Donald Trump ha esortato il presidente ucraino Vladimir Zelensky a cessare gli attacchi contro gli impianti russi legati alla produzione del diesel, affermando che tali attacchi ne causano una carenza.
Mr. Zelenskyy has to do one thing. He has to stop knocking out diesel fuel in Russia.
Mi ricordo che mesi fa qualcuno (non mi ricordo precisamente chi) aveva affermato che Trump sia realmente contrario alla guerra in Ucraina a causa delle presunte convinzioni personali o religiose. Anche se dovesse essere vero, ieri mattina si era svegliato senza quelle convinzioni e, di conseguenza, non ha detto che gli attacchi russi causano la carenza degli ucraini. Però ogni giorno si sveglia con le convinzioni diverse, non bisogna perdere la speranza…
Anche se, purtroppo, la comprensione del fatto che le azioni della Ucraina sono la risposta alle azioni della Russia sarà sempre un concetto troppo difficile per Trump, indipendentemente da come si sveglia.
Il nuovo paragrafo di Inerario (§ 43) è dedicato al modo corretto di preparare i testi destinati alla pubblicazione sul web dal punto di vista tipografico. Nel paragrafo sono elencati e brevemente commentati alcuni passaggi importanti che vengono, purtroppo, molto spesso dimenticati dagli autori, amministratori e creatori dei siti web.
Il paragrafo è stato pensato per tutte le persone elencate e, più in generale, per tutti coloro che hanno la possibilità pratica di rendere l’internet più leggibile, più bello e più corretto. Spero dunque che aumenti almeno di un po’ la quantità delle persone non indifferenti alla bellezza tipografica dei propri testi.
https://www.eugigufo.net/it/inerario/paragrafo43/

Il venerdì 11 settembre a New York 2977 droni hanno ricreato le Torri Gemelle in scala reale; secondo gli organizzatori, ogni luce simboleggiava una delle vittime degli attentati dell’11 settembre (di cui 2606 nelle Torri Gemelle).
Sono già passati ben 25 anni: in questo periodo sono successe molte cose, ma quell’attacco terroristico rimane ancora oggi uno degli eventi con le conseguenze più devastanti.
Per la puntata odierna della mia rubrica musicale volevo scegliere qualche composizione che stimoli gli ascoltatori alle nuove grandi imprese lavorative (e non solo quelle). Dopo alcuni ragionamenti ho capito che per questa finalità potrebbero andare bene quelle composizioni che inizialmente furono create per celebrare il progresso tecnologico. Ed ecco cosa ho scelto…
La prima composizione scelta per oggi è il «Eisenbahn-Lust-Walzer» (Valzer del piacere del treno) del compositore Johann Strauss padre. Questo valzer è stato composto nel 1836 per l’inaugurazione della prima linea ferroviaria in Austria.
La seconda composizione di oggi è del compositore austriaco Eduard Strauss: il figlio dell’appena menzionato Johann e nato un anno prima della composizione del valzer proposto. Nel 1869 Eduard compose la polka «Bahn frei!» dedicata sempre alla ferrovia.
Ora andate avanti come un treno!
Ho scoperto che l’articolo-intervista di «Important stories» sullo sviluppatore del sistema di sorveglianza per la FSB, il quale è scappato dalla Russia portando con sé un archivio di documenti interni, è interessante non solo per le informazioni sulle capacità tecniche della FSB negli ultimi anni, ma anche come storia di un «normale» cittadino russo che si è trasferito all’estero dopo l’inizio della guerra.
Insomma, è interessante da leggere sotto tutti i punti di vista, quindi salvo il link nella mia raccolta degli «articoli del sabato».
Il venerdì 4 settembre l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato una nuova mappa del mondo, la cosiddetta proiezione «Equal Earth». A favore hanno votato 164 Paesi, tra cui il Giappone, mentre solo gli Stati Uniti si sono opposti. Ma l’Ucraina ha già espresso protesta contro l’indicazione della Crimea su questa mappa come territorio russo. Mentre ieri il Giappone si è rivolto agli autori della mappa chiedendo di correggere la rappresentazione delle Isole Curili: sulla mappa sono colorate dello stesso colore del territorio russo.
L’unica cosa che mi sorprende in tutta questa storia è la posizione del Giappone.
I vertici ucraini non vogliono rovinare i rapporti con le organizzazioni internazionali: per questo l’Ucraina ha votato a favore e poi ha espresso la tradizionale (purtroppo tradizionale) protesta.
L’ONU degli ultimi anni è una organizzazione molto strana: inutile nelle questioni importanti e con una direzione che assume costantemente la posizione peggiore tra quelle possibili.
Ma perché il Giappone abbia votato a favore del colore delle Isole Curili che non gli piace (logicamente), non lo capisco proprio.



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