Il Guardian ha riferito ieri che l’Agenzia internazionale per l’energia ha ordinato di liberare il più grande volume di riserve petrolifere statali della sua storia: 400 milioni di barili, un terzo del volume totale delle riserve. In questo modo l’agenzia cerca di attenuare lo shock sul mercato petrolifero causato dalla guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e dalla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa un quarto di tutte le forniture mondiali di petrolio.
E ora un po’ di aritmetica. Il volume del consumo mondiale giornaliero di petrolio è di circa 102 milioni di barili. Ciò significa che se le forniture di petrolio che normalmente passano attraverso lo Stretto di Hormuz sono completamente bloccate, le riserve sbloccate dovrebbero essere sufficienti per poco più di 15 giorni di consumo normale.
Tra 15 giorni la guerra finirà e lo Stretto di Hormuz sarà nuovamente aperto? Per ora sono disposto a scommettere solo sul fatto che Tramp non avrà la pazienza di continuare la guerra per due settimane. Ma non sono proprio sicuro che tutti gli altri elementi della crisi scompariranno in 15 giorni. Certo, in teoria si potrebbero moltiplicare i 15 giorni per 3, ma in pratica nessuno oserebbe svuotare completamente le riserve mondiali di petrolio.
Quindi ci si potrebbe preparare moralmente al fatto che in primavera il petrolio aumenterà di prezzo. Fare scorta di benzina e non stupirsi, per esempio, del volto soddisfatto di Putin (che riceverà un po’ più di soldi per continuare la guerra). E, allo stesso tempo, rallegrarsi che l’Agenzia internazionale per l’energia abbia almeno cercato di darvi il tempo di prepararvi. Ma sembra che a salvarci sia il fatto che anche i paesi non membri dell’Agenzia internazionale per l’energia dispongono di riserve di petrolio e che una parte del petrolio sia stata fatta passare aggirando lo Stretto di Hormuz.
Qualcuno potrebbe ora stupirsi del fatto che io abbia deciso di giocare a fare l’esperto di petrolio. In realtà, ho scritto tutto questo per sottolineare che un certo Donald sembra non aver pensato al mercato mondiale del petrolio nemmeno a un livello così elementare (ma questo, ovviamente, non significa che io abbia deciso di difendere il regime idiota iraniano).
Ieri, il 10 marzo, l’esercito ucraino ha colpito con almeno un missile Storm Shadow la città russa di Brjansk. L’obiettivo dell’attacco era lo stabilimento «Kremniy El»: si tratta di una delle più grandi aziende di microelettronica della Russia, i cui prodotti sono utilizzati, in particolare, dall’industria militare.
Ecco, tale notizia va letta in un contesto ancora «più» internazionale del solito: anche se in Russia avevano già imparato da tempo a produrre i droni militari iraniani Shahed (utilizzati in un modo massiccio in Ucraina), da alcuni giorni sono costretti a contare solo sulle proprie forze (immaginate il perché). L’esercito ucraino, logicamente, aveva evidentemente pensato di sfruttare la situazione creatasi. Se dovesse essere vero, hanno fatto più che benissimo.
Ieri, il 9 marzo, le agenzie iraniane hanno annunciato che Mojtaba Khamenei (il secondo figlio di Ali Khamenei) è diventato il nuovo leader supremo. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica gli ha giurato fedeltà, mentre il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito la nomina di Mojtaba Khamenei «una manifestazione del desiderio della nazione islamica di rafforzare l’unità nazionale».
Non so quanto durerà ora il resto della sua vita terrena, ma vedo che la sua nomina ad alta carica è una grande barzelletta a più strati.
In primo luogo, solo l’altro ieri si pensava di tenere segreto il nome del nuovo leader supremo dell’Ayatollah (per motivi di sicurezza). Ma come può un’autorità religiosa essere segreta?
In secondo luogo, Donald Trump aveva precedentemente dichiarato di voler partecipare personalmente alla scelta del nuovo leader supremo dell’Iran. Quindi Trump si riconosce come musulmano, ayatollah o addirittura Allah?
In terzo luogo, ieri abbiamo scoperto che la leadership spirituale può essere ereditaria (in realtà questo dimostra che i leader iraniani non sono poi così fanatici religiosi, poiché non sono proprio estranei al desiderio di potere temporale).
In quarto luogo, tutti hanno compreso un concetto molto complesso: se non si sa chi eliminare, allora verranno eliminati tutti. Ciò significa che come leader pubblico è meglio scegliere qualcuno che non dispiace sacrificare ai missili americani… Oh, ma Mojtaba Khamenei lo ha già capito?
Il giovedì 5 marzo le autorità ungheresi hanno arrestato sette addetti al trasporto valori della banca Oschadbank che trasportavano denaro e oggetti di valore attraverso il territorio ungherese. Le autorità ungheresi hanno chiesto spiegazioni all’Ucraina e hanno ipotizzato che potesse trattarsi di «denaro della mafia militare ucraina». Kiev ha definito l’accaduto «un sequestro di ostaggi» e ha raccomandato agli ucraini di non recarsi in Ungheria. Gli incassatori arrestati sono stati rilasciati il 6 marzo e sono tornati in Ucraina.
Ieri, l’8 marzo, il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sibiga ha chiesto alla Ungheria di restituire due furgoni portavalori della banca ucraina Oschadbank, nonché gli oggetti di valore sequestrati agli incassatori ucraini. Si tratta di 40 milioni di dollari, 35 milioni di euro e nove chilogrammi d’oro che si trovavano nei furgoni. Ecco la foto ufficialmente diffusa:

Nel 2026 a qualcuno potrebbe sembrare strano che i soldi vengano trasportati in questo modo (potrebbero sembrare degli oggetti da film di un determinato genere), ma in realtà, finché i soldi contanti esistono nella natura, in qualche modo vanno trasportati. Quello che sorprende di più, è la serietà delle autorità ungheresi: conoscendo la fama di cui «vanta» il premier ungherese nei confronti della Ucraina, avrebbero dovuto preparare un po’ meglio l’aspetto pubblico della operazione. Per non apparire dei semplici ladri (nel contesto politico attuale anche un minimo dubbio fa pensare a quella opzione), avrebbero dovuto preparare delle prove molto serie a favore della tesi del «denaro della mafia militare ucraina».
Boh, proviamo ad aspettare.
Ma con le parole «problema facile» voleva far intendere che ha già trovato una soluzione, vero?
Vero?
Questo inverno, preparando il post sulle due «nuove» canzoni de The Beatles recuperate tecnicamente per la seconda volta nella storia, avevo pensato di conoscere anche alcuni altri esempi della archeologia musicale di bellezza molto dubbia. Dedico il post musicale odierno a uno di quegli esempi.
Molto probabilmente alcuni di voi si ricordano che il 13 ottobre 2022 la BBC Radio 2 aveva trasmesso in anteprima mondiale la canzone inedita dei Queen «Face It Alone». Si tratta di una delle circa trenta canzoni registrate dal gruppo nel 1988 durante il lavoro sull’album «The Miracle»: la maggioranza di quelle canzoni non era stata inclusa nella versione definitiva dell’album e nemmeno pubblicata in altri modi. La «Face It Alone», in particolare, è stata trovata negli archivi quando sono iniziati i lavori sulla preparazione del box «The Miracle Collector’s Edition». Inizialmente, i membri ancora viventi del gruppo temevano che la canzone non potesse essere recuperata, ma, come ha detto Brian May, i tecnici sono stati letteralmente in grado di «incollare insieme» i vari singoli frammenti del brano. Così, la voce originale di Freddie Mercury si sente in una «nuova» canzone quasi 31 anni dopo la morte del cantante.
Io, umanamente, posso capire la nostalgia dei componenti viventi dei Queen per il glorioso passato e la loro necessità economica (normalissima!) di mantenere vivo l’interesse del pubblico per la loro musica. Allo stesso tempo, però, non posso non notare che il motivo per il quale la «Face It Alone» rimase fuori dall’album originale del 1988 è molto evidente: è una canzone abbastanza scarsa per il livello musicale generale dei Queen originali che conosciamo e apprezziamo. Di conseguenza, dubito che valesse la pena deluderci in questo modo…
Ma per la mia tradizione personale devo aggiungere una seconda canzone al post musicale. Ci ho pensato un po’ e ho scelto un’altra canzone inedita, inclusa sempre nello stesso box «The Miracle Collector’s Edition» del 2022: la «Dog with a Bone».
Anche per questa canzone valgono le mie considerazioni esposte poco sopra. Ma, almeno, vi ho aggiornati un po’ sulla storia musicale.
Dopo il rapimento di Nicolas Maduro e l’eliminazione fisica di Ali Khamenei, qualcuno potrebbe veramente avere l’impressione più o meno logica che Donald Trump abbia iniziato a eliminare con la forza i leader dei Paesi che non gli piacciono. E che qualcuno, per esempio Vladimir Putin, dovrebbe iniziare a preoccuparsi della propria sicurezza ancora più del solito (anche se sembra impossibile). Ho un’opinione abbastanza chiara e argomentata su quanto sopra, ma di sabato solitamente vi consiglio articoli intelligenti scritti da persone intelligenti. Quindi ecco il link. Leggetelo e diventate ancora più intelligenti di quanto non siate già.
Nulla di particolare, in negativo o positivo: ho semplicemente compiuto un altro giro intorno alla nostra stella e ho intenzione di continuare a girare, magari cercando anche di dare un po’ più senso a questo moto… È un desiderio che rivolgo non solo a me stesso, ma anche a tutti i numerosi compagni di viaggio che ho avuto la fortuna di incontrare durante questo viaggio.

Le persone particolarmente attente ai rituali festivi possono, in occasione dell’evento di oggi, pubblicizzare la mia campagna su Indiegogo (cosa che a loro non costerà nulla, mentre a me darà molta gioia e sarà molto utile pure dal punto di vista pratico) o, se (avete accumulato una certa quantità di risorse superflue), utilizzare una delle opzioni elencate nella pagina speciale.
Io, intanto, continuo il mio volo.
L’agenzia ucraina UNIAN riporta: il 5 marzo, durante un incontro con i giornalisti, Zelensky ha dichiarato che potrebbe fornire alle forze armate ucraine l’indirizzo di «una persona nell’Unione Europea» che sta bloccando gli aiuti europei all’Ucraina.
Speriamo che una sola persona nell’Unione Europea non blocchi 90 miliardi o la prima tranche di 90 miliardi e che i soldati ucraini abbiano le armi, altrimenti daremo l’indirizzo di questa persona alle nostre forze armate, che lo chiamino e comunichino con lui nella sua lingua. […] Comprendiamo che non abbiamo alternative a questi soldi. Comprendiamo che questi soldi sono bloccati da una sola persona. Ufficialmente non ci sono segreti.
L’agenzia ha ipotizzato che Zelenskyy si riferisse al primo ministro ungherese Viktor Orbán.
Per me sarebbe stato molto più interessante leggere quali altre ipotesi potesse avanzare l’UNIAN…
Ma parliamo seriamente: per ora le parole di Zelensky sembrano una misura proporzionata, non una terribile minaccia militare. Mentre l’Ucraina resiste all’aggressione militare e l’UE concorda molto lentamente almeno un minimo di aiuto, «una persona nell’Unione Europea» agisce attivamente e senza nascondersi dalla parte dell’aggressore. Zelensky, i militari ucraini e tutti gli altri hanno motivi logici per considerare «una persona nell’Unione Europea» un nemico. Addirittura un nemico bellico. Non esiste una risposta univoca su cosa sia «lecito» e cosa sia «illecito» fare con nemici del genere secondo le regole.
Si avvicina la Festa della Donna (per qualche motivo capita ogni anno), quindi gli uomini devono preparare i regali per l’occasione. Uno dei possibili regali è, secondo me, una migliore comprensione delle donne (facciamo finta che sia possibile). Spero che quella comprensione venga facilitata – e, allo stesso tempo, testata – dal seguente sondaggio.
Possono votare anche le donne perché non so chi ne capisce meno, ahahaha
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.



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