Il referendum svizero sulla neutralità

Ieri in Svizzera si è tenuto un referendum in cui i cittadini hanno votato sulla questione di una definizione più rigorosa del principio di neutralità del Paese. Secondo i dati preliminari del Governo svizzero, il 69,99% degli elettori ha votato contro l’inasprimento della neutralità, mentre il 30,01% si è espresso a favore. Inoltre, nessun cantone ha sostenuto l’iniziativa. Per l’adozione degli emendamenti alla Costituzione era richiesta la cosiddetta «doppia maggioranza»: la maggioranza dei voti dei cittadini e la maggioranza dei cantoni.
Se l’iniziativa fosse stata approvata, la Svizzera non avrebbe potuto imporre o sostenere sanzioni contro le parti coinvolte in conflitti armati (per esempio la Russia), a meno che non fossero state approvate da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Di questi tempi il suddetto risultato mi sembra quasi un miracolo: c’è almeno uno Stato al mondo dove la maggioranza dei cittadini (e pure una maggioranza non tanto ridotta) ha espresso una scelta responsabile. Non so – o non sono sicuro – che ogni cittadino svizzero aveva mentalmente giustificato la propria scelta con delle esplicite ragioni di responsabilità, ma quello che conta è il risultato. Non hanno votato per «lo stile della vita come prima» nonostante i problemi degli «altri».
O sono io un idealista? Boh… In ogni caso, sono contento per il risultato.


Una nuova paura per gli scemi

Andiamo bene, ora chi ha paura del 5G e degli OGM avrà un altro (aggiuntivo) argomento preferito:

O forse hanno già paura anche dell’AI e io semplicemente non me ne sono accorto?


La musica del sabato

Dal punto di vista astronomico l’autunno è già iniziato e questo significa che posso postare, nella mia rubrica musicale, la terza parte del ciclo «Le quattro stazioni» di Antonio Vivaldi: «L’autunno», il concerto № 3 in Fa maggiore dell’opera «Il cimento dell’armonia e dell’invenzione» (una opera in realtà composta da ben 12 concerti).
Questa è l’interpretazione del concerto «L’autunno» del direttore d’orchestra Alfred Scholz:

E poi è bello aggiungere l’interpretazione de «L’autunno» della Orchestra sinfonica olandese:

Buon autunno musicale a tutti!


La lettura del sabato

L’articolo condiviso questo sabato non contiene alcun concetto sconosciuto alla maggioranza dei lettori, ma riporta una serie di dettagli che permetto di aggiornare leggermente le conoscenze già esistenti alla situazione del 2026.
Insomma, parla di come e perché le «elezioni» parlamentari russe del 2026 sono state le più false di sempre. In realtà è una frase si ripete dopo tutte le elezioni russe degli ultimi 26 anni, ma conosco ancora alcuni italiani che non immaginano la gravità della situazione.
Ma, indipendentemente dal vostro livello di conoscenza dell’argomento in generale, potete provare ad aggiornarvi sulle frodi elettorali vere, quelle che «dal vivo» non vedrete mai.


Putin è un ottimista

Il servizio russo della BBC riferisce che a Sochi, sul sito della residenza di Putin «Bocharov Ruchey» demolita, sta per essere conclusa la costruzione di un nuovo complesso. Nelle immagini satellitari scattate nell’autunno del 2026 sono già visibili i tetti dei nuovi edifici. La demolizione della vecchia residenza «Bocharov Ruchey» era iniziata nel 2024 e già nel settembre del 2025 al suo posto era stata scavata la fossa di fondazione.
Ma ciò che mi ha incuriosito di più non è stato quanto sopra. Diversi media hanno più volte riportato nel corso degli anni che, nel complesso, il numero di visite di Putin a Sochi si è notevolmente ridotto a causa degli attacchi dei droni ucraini nel sud della Russia: nel periodo 2024–2025 ha visitato la città solo quattro volte. Della passione di Putin per le residenze lussuose (lussuose secondo la sua concezione) ne sappiamo già da molti anni: ne sono state costruite diverse in varie parti della Russia, non solo nella sua amata Sochi.
A questo punto ho una domanda: è realmente convinto che, ancora durante la sua vita, gli attacchi dei droni ucraini cesseranno e che lui continuerà ad avere la possibilità di godersi le sue residenze? Cioè, è sicuro che o vincerà la guerra, o almeno rimarrà al potere qualunque sia l’esito della guerra?
Direi che è il più grande ottimista del mondo!
Del suo distacco dalla realtà lo sapevamo già. Del fatto che, nella sua testa in particolare, non ci sia ancora alcun panico né alcun dubbio nelle proprie forze, l’ho accertato ora.


Villatico e sentieri, 11 agosto 2026

Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia camminata lungo un sentiero di montagna con partenza da Villatico dell’11 agosto 2026.
Il paese e il sentiero non sono particolarmente interessanti – conosco degli esempi decisamente migliori – ma sono comunque riuscito a trovare qualcosa che merita la mia e la vostra attenzione. E poi, ero riuscito a sfuggire per un giorno dal caldo di agosto!


Due miliardari russi graziati

Reuters ed Euronews riferiscono che i rappresentanti permanenti dei Paesi dell’UE hanno concordato di escludere dall’elenco delle sanzioni due miliardari russi: il fondatore di USM Holdings, Alisher Usmanov, e il cofondatore di «Alfa Group», Mikhail Fridman. Le sanzioni nei confronti delle restanti tremila persone e società presenti nell’elenco europeo sono state prorogate di ben tre anni.
Conoscendo i due personaggi menzionati, posso dire che nel caso di Fridman la revoca delle sanzioni mi sembra un po’ più comprensibile, mentre nel caso di Usmanov un po’ meno. In ogni caso, ci si può congratulare con i loro avvocati per l’ottimo lavoro svolto. E all’UE si può ancora una volta fare i complimenti per uno dei più grandi errori commessi all’inizio della guerra in Ucraina: era necessario esentare subito dalle sanzioni i ricchi russi, finché erano disposti a fuggire, almeno con una parte dei loro soldi e delle loro capacità imprenditoriali, da Putin impazzito.
Ma la cosa più importante che volevo scrivere in merito alla revoca delle sanzioni nei confronti di due miliardari russi, è un’idea che ho sentito di recente in un’intervista all’economista russo Vladislav Inozemtsev (è uno di quelli normali). L’idea è semplice, interessante e, a differenza di quella già trascurata dall’UE, applicabile in qualsiasi momento. L’UE o qualsiasi Paese non appartenente a essa può iniziare a revocare le sanzioni nei confronti di singoli miliardari e funzionari russi, anche se scelti a caso. E non importa se in seguito abbandoneranno Putin o cercheranno di restare al suo fianco con i propri beni russi: ciò che conta è che prima loro, e poi tutti gli altri, comincino a essere sospettati di avere legami con l’estero (del tipo: «perché mai sono stati graziati dagli europei?»). Proprio questi sospetti accelereranno il crollo dell’attuale regime russo.
Non so dire se ho compreso e riassunto correttamente l’idea, ma penso che si possa approfondirla e trasmetterla alle persone giuste. Da parte mia, potrei provare a iniziare da un mio conoscente eurodeputato, ma sono sicuro che ad altri riusciranno meglio queste iniziative (il mio conoscente è una persona con le sue grandi particolarità).


Il top 12 dei Capi

Per puro caso sul mio schermo è apparsa questa classifica dei dodici Capi di Stato e di Governo europei più «esperti». È aggiornata al 16 settembre 2026 e, di conseguenza, sono ancora in tempo per condividerla con voi:

Ovviamente, non sono tutti ugualmente antipatici. Ma i personaggi molto «strani» si trovano non solo in cima alla classifica:
1. Un dittatore e assassino.
2. Un dittatore ereditario.
3. Il principale fascista, terrorista e assassino del pianeta.
4. Un autocrate con tendenze islamiste.
5. Un normale socialdemocratico progressista.
6. Un populista nazionalista di sinistra.
7. Un conservatore normale.
8. Un conservatore normale.
9. Un liberale progressista.
10. Un riformatore progressista.
11. Un populista di sinistra corrotto.
12. Un nazional-conservatore di destra.
Naturalmente, spero in tanti cambiamenti.


Che affluenza in DNR e LNR

L’affluenza alle elezioni per la Duma di Stato russa (tenutesi dal 18 al 20 settembre) nei territori occupati delle regioni di Donetsk e Luhansk si è rivelata una delle più elevate tra le regioni sotto il controllo della Russia. Nella «DNR», alla chiusura dei seggi, aveva votato oltre l’81% degli elettori, mentre nella «LNR» l’affluenza finale è stata del 79,33%. L’affluenza più alta si è verificata solo in Cecenia (93%). Complessivamente, in Russia l’affluenza è stata del 56,66%.
I risultati numerici delle «elezioni» non sono particolarmente interessanti: i numeri «giusti» sono stati assegnati ai partiti che avremmo potuto prevedere con una estrema facilità. Allo stesso modo, non devono sorprendere i dati della affluenza nelle due regioni menzionate sopra: un po’ perché la maggioranza dei votanti sono le persone che volevano rimanere sotto l’occupazione russa o sono arrivati dai territori convenzionali russi e un po’ perché da quelle parti le votazioni si svolgono con la stessa modalità del «referendum» in Crimea del 2014. In sostanza, gli uomini armati, mascherati e con l’uniforme che ricorda quella dell’esercito russo spiegano ai residenti che conviene votare e farlo «come si deve».
Sicuramente nei prossimi giorni la propaganda statale russa parlerà tanto dell’«appoggio della popolazione ucraina liberata alla politica del partito Russia Unita». Ma voi sapete quanto vale questo «appoggio» elettorale. Molto probabilmente lo sapevate anche senza il mio intervento in materia…
Dei risultati delle «elezioni» in generale forse scriverò più avanti.


Una pubblicità importante

Con l’aiuto di un video sull’intelligenza artificiale, la propaganda del Cremlino avverte che i filmati relativi alle irregolarità durante le elezioni alla Duma di Stato, attualmente in corso, potrebbero essere generati tramite l’intelligenza artificiale. È positivo che abbiano deciso di ricordare ai cittadini l’importanza del pensiero critico, ed è ancora meglio che siano loro stessi ad ammettere l’inevitabilità della comparsa di prove video relative alle irregolarità (scherzo).

P.S.: la voce che hanno generato è simile a quella di un attore famoso russo, ma non mi viene in mente il nome…