A giudicare dalla reazione degli Z-blogger russi (quei blogger filo-Cremlino che giustificano attivamente la guerra in Ucraina), Elon Musk ha veramente disattivato i terminali Starlink utilizzati dall’esercito russo: ora funzionano solo i terminali della cosiddetta «lista bianca», la quale include i terminali utilizzati dalle forze armate ucraine, ma non quelli dell’esercito russo.
E se realmente lo ha fatto, questa è una notizia incredibile, che sembra un miracolo alla luce di tutto il comportamento precedente di Musk. Ma la cosa più importante è che tutti quei droni (e qualche altro tipo di tecnologia) su cui l’esercito russo installava antenne Starlink importate attraverso i Paesi asiatici non funzioneranno più. Come direbbe Putin, non ci sono analoghi. Sarà molto più difficile attaccare l’Ucraina con i droni e puntare l’artiglieria, e questo mi rende infinitamente felice.
Spero che dopo questo la vita degli ucraini diventi almeno un po’ più facile. Spero che Musk non cambi idea (come fa facilmente il suo grande amico politico).
Nel mezzo del cammin di mia vita, ho creato la mia prima campagna di crowdfunding su Indiegogo. Non so ancora che cosa potrà venirne fuori, ma senza provarci non lo avrei mai scoperto, giusto?
Ma procediamo con ordine…
Se questo post non è la prima cosa che leggete sul mio sito, probabilmente sapete già che su esso esistono da tempo diversi strumenti gratuiti e senza limiti per la traslitterazione in caratteri latini – la romanizzazione – di alcuni alfabeti non latini (armeno, bielorusso, bulgaro, greco, georgiano, kirghiso, macedone, russo e ucraino). Alcuni di questi miei traslitteratori sono relativamente popolari tra gli utenti, altri lo sono molto meno. Tuttavia, ciascuno di questi strumenti è stato realizzato con la stessa attenzione ai dettagli e con un unico obiettivo: creare uno strumento utile, preciso e al tempo stesso semplice da usare, capace di effettuare la traslitterazione (romanizzazione) del «proprio» alfabeto seguendo uno qualsiasi dei sistemi di regole esistenti. Penso di essere riuscito in questo compito: anche se continuo a sperare in osservazioni sensate da parte degli specialisti.
Ora, finalmente, ho deciso che è giunto il momento di aggiungere ai traslitteratori già esistenti un nuovo strumento: un traslitteratore dell’alfabeto ebraico. Naturalmente, alla base di questa idea rimane lo stesso principio tecnico: la traslitterazione dell’alfabeto ebraico dovrà essere possibile secondo le regole di qualsiasi sistema esistente (non importa se ancora in uso o ormai superato). A livello teorico so già come realizzare uno strumento di questo tipo e ho pure raccolto tutto il materiale scientifico necessario per lavorarci. Sono pronto aa affrontare il progetto, ma…
Per svolgere bene un lavoro del genere – piuttosto noioso, impegnativo e che richiede attenzione a un gran numero di dettagli minuziosi (potete, ad esempio, chiedere agli specialisti quanti modi esistono per indicare le vocali…) – ho bisogno di liberare una quantità considerevole di tempo lavorativo: tempo durante il quale non mi occuperò di incarichi professionali retribuiti. È per questo motivo che ho avviato una campagna di crowdfunding su Indiegogo. Seguendo il link potrete leggere delle caratteristiche tecniche del prodotto che ho in mente e partecipare – se lo desiderate e se ne avete la possibilità economica – alla raccolta di fondi per la creazione del mio traslitteratore dell’alfabeto ebraico. Preciso fin da subito che tutti i partecipanti alla raccolta non solo riceveranno uno strumento gratuito e di qualità garantita, ma potranno anche ottenere (se lo vorranno) uno spazio pubblicitario sulla pagina dello strumento o su qualsiasi altra pagina del mio sito.
Se la mia proposta vi interessa, partecipate alla campagna su Indiegogo. E/o parlatene a chi potrebbe esserne interessato: mi farebbe molto piacere se tutto andasse a buon fine.

P.S.: tutti coloro che desiderano sostenere finanziariamente altre parti del mio sito (o l’intero sito nel suo complesso) possono farlo in qualsiasi momento, utilizzando uno dei metodi indicati nella pagina apposita.
Potrebbe essere un fenomeno nota già da tempo a tutti, ma io ho avuto il motivo di scriverne solo oggi. La notte tra il lunedì e il martedì su una delle mie caselle e-mail personali è arrivato un esemplare particolarmente cretino di phishing:

Mi chiedo: ma l’autore in cosa sperava? Che io mi metta a pagare una «multa» arrivata via mail? Una «multa» arrivata nemmeno su una pec, ma su una mail normale? Una «multa» per una data in cui solo io so di avere guidato o meno? Ahahaha…
Ormai, pure la maggioranza delle vecchiette, degli analfabeti e dei malati mentali sa che gli Enti pubblici e le banche non comunicano e non chiedono alcunché di importante via e-mail o via SMS (o altri messenger). Non lo fa nemmeno la «pagoPA».
In ogni caso, la prima cosa da controllare in ogni mail che vi chiede soldi o dati personali è l’indirizzo del mittente: solitamente è quello l’indicatore più evidente della truffa. Nel mio specifico caso l’indirizzo del mittente è juan.mahecha@unibague.edu.co – evidentemente, appartiene a uno studente della Università di Ibagué (in Colombia). Chissà se grazie anche a questo mio post la sua casella posta rischia a riempirsi di messaggi negativamente amichevoli… Per sicurezza ripeto: juan.mahecha@unibague.edu.co
La procura tedesca riferisce che cinque persone sono state arrestate in Germania con l’accusa di aver eluso le sanzioni imposte alla Russia. Si tratta di forniture di merci soggette a sanzioni per un valore di 30 milioni di euro. I destinatari finali di queste merci erano, tra gli altri, 24 produttori di armi nella Federazione Russa.
In generale, ho letto che molte persone che contribuiscono alla fornitura di merci soggette a sanzioni alla Russia non sono nemmeno agenti russi, ma semplicemente migranti che non si sono integrati nella realtà economica del loro nuovo Paese di residenza e che improvvisamente hanno visto un modo relativamente facile per dimostrare la propria «intraprendenza» e fare soldi. Queste persone non solo vivono da tempo nell’UE (e non solo lì), ma sono anche, per esempio, fuggite dalla guerra e dalla mobilitazione nell’esercito russo. Ed è proprio questa scoperta che mi ha sorpreso di più: una persona contribuisce attivamente affinché il male che le ha causato disagio a) continui il più a lungo possibile e b) continui ad avere un impatto negativo sui luoghi in cui ora la persona vive. Bisogna essere un idiota di proporzioni cosmiche per intraprendere una simile «attività imprenditoriale».
E naturalmente sono molto contento che almeno qualche volta queste persone vengano catturate. Mi piacerebbe che venissero catturati più spesso e puniti più severamente: sarebbe molto più utile della maggior parte delle cosiddette sanzioni che i Paesi occidentali adottano senza capire a cosa servono e per quale applicazione tecnica sono fatte. Avere a che fare con l’import ombra soggetto a sanzioni dovrebbe diventare svantaggioso e pericoloso.
Ahahaha, tra i vari «files di Epstein» sono state trovate delle e-mail nelle quali viene menzionato l’ex politico russo Ilya Ponomarev: non in relazione agli scandali sessuali, ma perché definito «il potenziale futuro presidente della Russia». Ecco un esempio.
Questa storia è l’ennesima dimostrazione del fatto che la comprensione americana (e non solo) della politica interna russa si trova ai livelli bassissimi, tendenti allo zero. Ilya Ponomarev è sempre stato un politico certamente non putiniano, ma tanto timido da essere quasi invisibile tra i vari oppositori seri al regime putiniano. Era diventato noto per essere entrato nel Parlamento russo tra le fila di un partito moderatamente di opposizione e non si era mai spinto particolarmente oltre, a differenza di alcuni suoi colleghi. Solitamente si faceva notare solo per alcune sue dichiarazioni un po’ populiste, spesso mirate appositamente a creare scandalo, ma anche stupide e lontane dalla realtà. Da quando vive in esilio all’estero (dalla seconda metà del 2014), della sua attività sono rimaste solo dichiarazioni.
Anche nel 2012 (l’anno delle mail) vi voleva una enorme fantasia, rafforzata da qualche sostanza particolare, per definirlo «il potenziale futuro presidente della Russia».
Potrebbe sembrarvi strano, ma nel corso degli anni passati in Italia ho sentito tanti modi diversi di chiamare uno specifico tipo di incrocio stradale. Ancora più strano è il fatto che gli utilizzatori dei termini più anomali erano convintissimi di pronunciare l’unico termine corretto e dominante nel linguaggio tecnico stradale.
Ora provo a scoprire a quali categorie appartengono le persone che rispondono ai miei sondaggi:
E non fatevi condizionare da quello che dice il vostro navigatore preferito, scegliete la parola che preferite proprio voi stessi.
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.
Solo dopo avere pubblicato il video domenicale della settimana scorsa, mi ero accorto che in realtà si trattava del terzo video sull’argomento della serie. E allora ora mi correggo e aggiungo i primi due video satirici-musicali sul «fronte di difesa della Groenlandia».
Il video numero uno:
Il video numero due:
Sicuramente seguiranno gli aggiornamenti sul relativo canale di YouTube: perché Trump tornerà più volte sull’argomento.
Il martedì 27 gennaio era il 270-esimo anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart. Nella mia rubrica musicale sfrutto questa importante data non solo per postare ancora una vota la musica del grande compositore, ma anche per raccontare una storia a egli legata. Anzi, è molto probabile che qualcuno di voi l’abbia già letta, ma le cose belle possono anche essere rilette…
Alla fine del XVIII secolo Adriana Ferraresi del Bene, una cantante d’opera italiana, dominava letteralmente la scena in Austria. Aveva una bellissima voce da soprano e un registro vocale sia acuto che grave. Fu una delle prime interpreti di Susanna ne «Le nozze di Figaro di Mozart».
Allo stesso tempo, però, la cantante aveva un carattere molto arrogante ed esuberante (con le persone diventate improvvisamente popolari e ben pagate, in realtà, succede spesso pure nel XXI secolo). Durante le prove de «Le nozze di Figaro» non faceva altro che torturare Mozart con i propri ronzini e, soprattutto, con le osservazioni sulla scrittura della musica (competenza palesemente non sua). In generale, la signora era insoddisfatta di quasi tutto.
Ma nemmeno Mozart era un ragazzo inoffensivo. Notò che la cantante aveva l’abitudine di alzare la testa sulle note alte e di abbassarla sulle note basse. Così compose un’opera-buffo, «Così fan tutte», dove la parte principale (di Fiordiligi) fu naturalmente riservata alla Adriana Ferraresi. Quell’opera contiene l’aria principale della protagonista, in cui la melodia consiste in una rapida alternanza di note alte e basse.
Il 26 gennaio 1790 ebbe luogo la prima dell’opera al Burgtheater di Vienna, che piacque molto al maestro e irritò terribilmente la primadonna. Nella suddetta aria principale la signora dovette annuire la testa così velocemente da sembrare una gallina che becca il grano. Lo scherzo fu senza dubbio notato e apprezzato da tutto il pubblico (e, soprattutto, da quella sua parte che era a conoscenza del carattere della cantante).
Questa storia ci è nota perché è stata descritta dal critico musicale William Mann.
A questo punto, come potete facilmente intuire, non posso non postare proprio quella aria vendicativa. Secondo me questa interpretazione potrebbe andare bene in tutti i sensi:
Ah, la morale della storia: non fate arrabbiare le persone senza motivo e, soprattutto, non fatelo con i geni. Sapranno rispondervi in un modo che non immaginate neanche!
In conclusione, faccio gli auguri di compleanno al sempre vivo Mozart, ahahaha
P.S.: però sarebbe logico aggiungere anche l’intera opera «Così fan tutte».
Questa settimana su «Mediazona» è stato pubblicato un articolo intitolato «Feroce impotenza. Chi e perché sta distruggendo il memoriale di Anna Politkovskaya»: sulla questione della targa commemorativa che a gennaio è stata strappata già sette volte (o forse più?) dal muro del palazzo in cui Politkovskaya è stata uccisa.
Chi è stato mi è più o meno chiaro. Il perché, invece, non l’ho capito proprio (così come non capisco lo scopo delle azioni di qualsiasi teppista, vandalo o hooligan). Capisco il motivo: la loro mente è fatta in modo tale che provano piacere proprio da azioni di questo tipo; ma la mia mente non è in grado di comprendere «dove sta il divertimento». E continuo a sperare che almeno qualcuno riesca a spiegarmelo.
In compenso, «grazie» a questi esseri ho improvvisamente capito che quest’anno saranno già 20 anni dall’omicidio. Si potrebbe supporre che si stiano preparando a «festeggiare», ma dubito che siano in grado di approfondire l’argomento in modo così approfondito e con così tanto anticipo.
Trump ha dichiarato di aver chiesto personalmente a Putin di fare in modo che l’esercito russo non bombardi Kiev e altre città ucraine per una settimana a causa di un forte freddo:
Because of the cold, extreme cold… I personally asked President Putin not to fire on Kyiv and the cities and towns…
Per tutti gli altri mesi e anni precedenti – nel corso dei quali faceva meno freddo – non aveva chiesto? Non lo aveva fatto perché se la temperatura nelle case degli ucraini è sopra lo zero, i bombardamenti non sono un problema e si possono fare?
Ma sono delle domande troppo banali, quasi retoriche. Per noi è più importante vedere se Putin dice (anche silenziosamente) di no, oppure dice di sì e poi, continuando a bombardare, diffonde le solite scuse (tipo, «quelli sono missili ucraini che sono caduti sul proprio territorio»). Davanti a ognuna delle due risposte Trump non reagirà in alcun modo, forse non si ricorderà nemmeno della propria richiesta. E, la cosa più grave, non si accorgerà nemmeno di essere stato preso in giro per l’ennesima volta.



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