L’archivio della rubrica «Cultura»

La musica del sabato

Oggi il grande compositore e direttore d’orchestra Leonard Bernstein avrebbe compiuto 100 anni. Sarebbe una buona occasione per riascoltare la sua fantastica «West Side Story»! E, oltre a tale banalissima considerazione, ricorderei Bernstein con qualche sua opera meno nota, per esempio «Touches» del 1981.


La musica del sabato

Giovedì, all’età di 76 anni (pensavo che ne avesse di più), è morta Aretha Franklin. Non posso non ricordarla nella mia rubrica musicale.
Metto due canzoni scelte quasi a caso.
«I Say a Little Prayer»

«Think» (la quale vi è sicuramente nota per almeno un motivo):


La musica del sabato

Nella mia ribrica musicale è arrivato di nuovo il momento della musica classica. Oggi ascoltiamo il Concerto per due violini di Johann Sebastian Bach. La versione del video sottostante è una storica esebizione comune del noto violinista russo David Oistrakh e dell’altrettanto noto violinista statunitense Yehudi Menuhin. Infatti, nel 1945 Menuhin fu il primo musicista straniero a suonare nell’Unione Sovietica dopo la fine della Seconda guerra mondiale.


Un altro film non cupo

Oggi faccio un altro tentativo di consigliare ai miei amatissimi lettori un film russo non troppo cupo o triste (il primo tentativo è stato fatto quasi un mese fa). Si tratta comunque di una impresa non facilissima: non perché mancano dei film russi allegri di qualità, ma perché nella maggioranza dei casi essi non sono tradotti in italiano. Inoltre, non so ancora quanto sia opportuno consigliarvi dei film russi tradotti in inglese.
Il film che sto per consigliarvi oggi, però, dovrebbe essere reperibile con una certa facilità anche in italiano. Ebbene, il film è «Città Zero» (1988, regista Karen Shakhnazarov).

Per evitare di fare dei spoiler, mi limito a comunicarvi che si tratta di un curioso «trapianto» della trama de «Il castello» di Kafka nella realtà quotidiana della tarda URSS. Quindi pur risultando, formalmente, un film mistico/di fantascienza, «Città Zero» descrive in modo quasi documentale i processi decisionali nello Stato sovietico. La sua fortunate realizzazione è stata possibile allo stato abbastanza avanzato della Perestroika e alla conseguente espansione del concetto della «critica costruttiva», ma anche alla autorevolezza del regista.
È un film fortemente consigliato!


La musica del sabato

Non posso assolutamente ignorare, nella mia rubrica musicale, la grande data odierna. Proprio oggi, il 4 agosto 2018, il grandissimo musicista jazz Louis Armstrong avrebbe compiuto 117 anni.
Io lo ricorderei con i seguenti due brani.
Prima di tutto il «Go Down, Moses» (proprio l’interpretazione di Armstrong, registrata il 7 settembre 1958, è la versione più nota di questo spiritual):

E poi il «Basin Street Blues» (nel ripertorio di Louis Armstrong già dal 1929):


La mappa

La mappa letteraria del Regno Unito:

Un po’ piccola…


La musica del sabato

La balalaika è uno dei due strumenti musicali russi più noti al mondo. Allo stesso tempo, però, non è assolutamente uno strumento antico: iniziò a diffondersi alla fine del XVII secolo e assunse il proprio aspetto attuale negli anni ’80 del XIX secolo (cioè nel periodo della massiccia invenzione e produzione di oggetti pseudo-russi abbastanza volgari ma aventi l’obiettivo di mostrare al mondo la presunta identità nazionale originale).
Essendo uno strumento piuttosto primitivo, la balalaika è molto difficile da suonare in modo piacevole. Infatti, avendo appena tre corde e il manico corto, lascia poco «spazio di manovra» al musicista.
Prima o poi scriverò un post serio sulla storia della balalaika e sui vari modi di suonarla. Il post musicale di questo sabato è dedicato solo a uno dei più grandi suoi suonatori contemporanei: Alexey Arkhipovsky. Come al solito, inserisco due brani.
Il primo è «La strada verso casa»:

E il secondo è «La Cenerentola»:


Alcuni esempi delle diffenze liguistiche tra le varie zone degli USA:








Vorrei trovare qualcosa del genere anche per l’Italia.


La musica del sabato

Il supergruppo Crosby, Stills & Nash (composto, come potete immaginare, da David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash) pubblicò due bellissimi album nel 1969 e nel 1970, dopodichè si sciolse perché i componenti sentirono la necessità di dedicarsi ai progetti personali. Nel 1977, però, si riunirono per registrare un altro albume molto bello: «CSN». Proprio da esso ho scelto due brani per il post musicale di oggi.
Il primo è «Just A Song Before I Go»

E il secondo è «I Give You Give Blind»


La musica del sabato

Nel mondo esiste una notevole quantità di persone che compongono, suonano, registrano, sponsorizzano, insegnano, vendono, comprano, pubblicizzano, copiano e ascoltano musica (la quantità dei verbi da applicare a ogni singola persona può variare). E poi ci sono le persone che parassitano sulla musica: sono i cosiddetti critici. Tra questi ultimi è diffusa da decenni la moda di prendere qualcuno dei più noti gruppi rock e definirlo gratuitamente pop.
Ecco, proprio in quelle occasioni i «critici» dimostrano tutta la loro povertà culturale. Perché il vero pop con la maschera del rock indossata male è il gruppo britannico Smokie.
Certo, la parola pop non è sempre una parolaccia (lo è solo nel 99% dei casi) e il gruppo in questione non è il più forte a stimolare i sintomi di vomito (in alcune situazioni sentimentali diventa pure ascoltabile), ma il fatto rimane. È un vero esempio della maschera portata male.
Per comprendere la mia idea potreste ascoltare le seguenti due canzoni.
Pima di tutto, la «Living Next Door of Alice» (dall’album «Midnight Café» del 1976)

E poi la «I’ll Meet You at Midnight» (sempre dall’album «Midnight Café» del 1976)