La lettura del sabato

(31 Ottobre 2026)

Non sono sicuro che degli argomenti come questo in Europa se ne parli molto, soprattutto di questi tempi, ma la mattina del 30 ottobre la redazione dell’ex giornale «Novaya Gazeta» ha annunciato la propria chiusura. Il giorno prima i giornalisti avevano riferito che la redazione sarebbe stata sfrattata dall’ufficio in Potapovsky Pereulok, nel centro di Mosca, dove il giornale aveva operato per 29 anni. Negli ultimi anni «Novaya» è riuscita miracolosamente a continuare a operare dalla Russia, nonostante le perquisizioni, i blocchi, la revoca della registrazione del giornale, il processo farsa contro l’investigatore Oleg Roldugin e la designazione del giornale stesso come «agente straniero» (un titolo discriminatorio per nulla simile a quello statunitense).
Sono un po’ più sicuro del fatto che l’evento di cui sopra sia l’ultimo (o uno degli ultimissimi) passo formale verso l’applicabilità al regime putiniano del termine totalitarismo. Se proprio dovessimo avere bisogno di formalità…
In qualità della «lettura del sabato», dunque, propongo l’intervista del caporedattore della «Novaya Gazeta», Sergej Sokolov, che ha lavorato per la testata sin dalla sua fondazione nel 1993. Nella intervista al media «Bereg» ha raccontato come la redazione abbia affrontato gli ultimi anni, cosa abbia rappresentato l’ultima goccia e quali siano i piani dei giornalisti per il futuro.

Rubriche: Russia

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