Oleodotto pronto

(22 Aprile 2026)

Vladimir Zelensky ha dichiarato ieri che gli esperti hanno completato i lavori di riparazione su un tratto dell’oleodotto «Druzhba», che, secondo Kiev, era stato danneggiato a gennaio a seguito di un attacco da parte di droni russi. Ha aggiunto che conta sul fatto che l’Unione Europea sblocchi il prestito all’Ucraina di 90 miliardi di euro, che era stato precedentemente approvato dall’UE e bloccato dalle autorità ungheresi (quelle sconfitte alle ultime elezioni).
E mentre qualcuno ha iniziato a dubitare che l’Ucraina non stesse ritardando apposta la riparazione dell’"Druzhba", cerco di immaginare come Zelensky abbia affrontato un grande dilemma: non annunciare il completamento della riparazione dell’oleodotto in un contesto di aumento dei prezzi del petrolio (sarebbe stato un regalo per Putin) o annunciarlo in vista del blocco dello stretto di Hormuz (un regalo per i consumatori europei di petrolio). È ovvio che i calcoli hanno dimostrato che garantire l’aiuto europeo è più vantaggioso che aggiungere problemi alla economia di guerra putiniana. Non dico che sia una scelta buona o cattiva, vedo semplicemente che è stato ritenuto realistico combattere il nemico con mezzi economici.

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