Un giorno ho pensato: se nella mia vita è tanto importante la musica di qualità, perché non la condivido mai con gli altri?
Lo stesso giorno mi sono risposto da solo: perché sono pigro.
Da oggi provo a combattere la propria pigrizia. Quindi provo a iniziare a postare con una certa regolarità quella musica che mi sembra meritevole della vostra attenzione. Per esempio, posso partire con una bellissima collaborazione di due geni: la cantante Beth Hart e il chitarrista Joe Bonamassa:
Questa versione della canzone «I’ll take care of you» fa parte del loro album «Don’t Explain» del 2011.
Bonus Track: se e quando volete dimostrare a qualcuno/qualcuna che le droghe e l’alcol fanno male, mostrategli questa esibizione di Beth Hart del 1999 (si potrebbe fare il paragone «con-e-senza-droghe» mostrando entrambi i video di oggi):
Infine si potrebbe aggiungere che il talento è una roba molto resistente alle sostanze nocive, ma è comunque meglio non rischiare.
L’archivio del tag «rock»
Questo venerdì semifestivo dedichiamoci un po’ alla cultura…
Petr Mamonov, uno dei miti della cultura contemporanea russa, oggi compie 66 anni.
È diventato famoso nella società sovietica all’inizio degli anni ’80 in qualità di musicista, essendo il leader del gruppo «Zvuki Mu» che suonava il rock sperimentale e alternativo.
A partire dalla fine degli anni ’90 fa pure l’attore: agli italiani consiglierei i film «Dust» del 2005 e «L’isola» del 2006 (poi ce n’è un altro bellissimo del 1991, uno dei migliori film sulla guerra nella mia classifica personale, ma non mi risulta che sia mai stato tradotto in una lingua europea).
A partire dal 2014 conduce un programma radiofonico settimanale, nel quale racconta (e soprattutto fa ascoltare) la migliore musica rock, blues e jazz del XX secolo. Grazie a questo programma la mia cultura musicale è cresciuta per alcune decine di livelli…
Nonostante tale lista di successi professionali esemplari, Petr Mamonov detiene ancora la fama di un classico pazzo (nel senso positivo) rockettaro. Come dovrebbe infatti essere ogni artista che decida di impegnari in un genere musicale come il suo. Considerate tutte le sue «imprese» compiute negli anni della giovinezza e i vizi di tutti i tipi (ormai quasi tutti sconfitti), egli stesso disse «Non so come ho fatto ad arrivare ai 50 anni…»
Per illustrare, in qualche modo, la portata del personaggio, pubblico una brevissima registrazione video di una sua esebizione — con il gruppo — del 1995. Il titolo della canzone in questione si traduce come «La fonte della infezione».
Alla fine degli anni 2000 lo stile musicale di Mamonov è comunque diventato un po’ più tradizionale.
P.S.: negli ultimi giorni sto valutando l’idea di pubblicare una serie di post sulla musica russa contemporanea. Appena invento un modo di farlo in modo che sia una cosa interessante per le persone che non conoscono la lingua russa, lo faccio.
In questi giorni decorrono 45 anni dalla prima pubblicazione della mitica «Smoke on the Water» dei Deep Purple. Per celebrare tale evento, pubblico i video di alcune delle versioni più strane della canzone (quella classica la conoscete già bene).
1. 1989, l’epica collaborazione dei Deep Purple, Queen, Black Sabbath, Pink Floyd, Yes, Rush etc.:
2. 2010, altrettanto epica collaborazione dei Deep Purple, Led Zeppelin, Eric Clapton e la London Shymphony Orchestra:
3. 2010, Carlos Santana:
4. 2012, Blackmore’s Night:
In russo la parola cesso non si applica alle qualità fisiche/estetiche di una persona. Dopo una giusta popolarizzazione del video che vediamo oggi, però, potrebbe nascere un neologismo relativo alle capacità canore.
Le riprese sono state fatte nell’estate del 2009 al festival rock di Parabel (un paesino nella provincia di Tomsk, Siberia). A esibirsi è un gruppo locale, si chiama Dehydrated.
Effettivamente, la tipa non è brutta, ha pure dei bei capelli che sa usare bene. Ma il modo di cantare ricorda i suoni di un cesso.



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