Il martedì 27 gennaio era il 270-esimo anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart. Nella mia rubrica musicale sfrutto questa importante data non solo per postare ancora una vota la musica del grande compositore, ma anche per raccontare una storia a egli legata. Anzi, è molto probabile che qualcuno di voi l’abbia già letta, ma le cose belle possono anche essere rilette…
Alla fine del XVIII secolo Adriana Ferraresi del Bene, una cantante d’opera italiana, dominava letteralmente la scena in Austria. Aveva una bellissima voce da soprano e un registro vocale sia acuto che grave. Fu una delle prime interpreti di Susanna ne «Le nozze di Figaro di Mozart».
Allo stesso tempo, però, la cantante aveva un carattere molto arrogante ed esuberante (con le persone diventate improvvisamente popolari e ben pagate, in realtà, succede spesso pure nel XXI secolo). Durante le prove de «Le nozze di Figaro» non faceva altro che torturare Mozart con i propri ronzini e, soprattutto, con le osservazioni sulla scrittura della musica (competenza palesemente non sua). In generale, la signora era insoddisfatta di quasi tutto.
Ma nemmeno Mozart era un ragazzo inoffensivo. Notò che la cantante aveva l’abitudine di alzare la testa sulle note alte e di abbassarla sulle note basse. Così compose un’opera-buffo, «Così fan tutte», dove la parte principale (di Fiordiligi) fu naturalmente riservata alla Adriana Ferraresi. Quell’opera contiene l’aria principale della protagonista, in cui la melodia consiste in una rapida alternanza di note alte e basse.
Il 26 gennaio 1790 ebbe luogo la prima dell’opera al Burgtheater di Vienna, che piacque molto al maestro e irritò terribilmente la primadonna. Nella suddetta aria principale la signora dovette annuire la testa così velocemente da sembrare una gallina che becca il grano. Lo scherzo fu senza dubbio notato e apprezzato da tutto il pubblico (e, soprattutto, da quella sua parte che era a conoscenza del carattere della cantante).
Questa storia ci è nota perché è stata descritta dal critico musicale William Mann.
A questo punto, come potete facilmente intuire, non posso non postare proprio quella aria vendicativa. Secondo me questa interpretazione potrebbe andare bene in tutti i sensi:
Ah, la morale della storia: non fate arrabbiare le persone senza motivo e, soprattutto, non fatelo con i geni. Sapranno rispondervi in un modo che non immaginate neanche!
In conclusione, faccio gli auguri di compleanno al sempre vivo Mozart, ahahaha
P.S.: però sarebbe logico aggiungere anche l’intera opera «Così fan tutte».
L’archivio del tag «musica classica»
Ora che riporto la mia rubrica musicale alla modalità completamente post-festiva, posso iniziare serenamente la nuova «stagione» con qualche compositore nuovo per la rubrica. Tale «onore» va al compositore francese Charles François Gounod (1818–1893), il fondatore del genere della opera lirica francese.
In generale, Gounod fu un autore molto produttivo, ma reagendo in un modo molto emotivo alla vita che lo circondava, cedette facilmente a varie influenze ideologiche e fu instabile come persona e come artista. Nel 1857 fu sull’orlo di una grave malattia mentale, ma negli anni ’60 del XIX secolo lavorò intensamente e compose delle opere liriche di grande successo. Negli anni ’70, poi, dopo aver composto alcune opere di scarso successo, si ritirò dal teatro musicale, concentrandosi sulla musica sacra.
I post sui siti non strettamente musicali (dunque pure sul mio sito) mi sembrano poco adatti per la pubblicazione delle opere liriche: queste ultime sono abbastanza lunghe e vanno scelte in base all’umore di chi ascolta. Allo stesso tempo, io non sono particolarmente interessato — con poche eccezioni — alla musica sacra. Di conseguenza, ho pensato di scegliere una via di mezzo: posto due sinfonie di Gounod composte nel 1855, appartenenti al periodo della forma artistica migliore del compositore.
Inizio con la Sinfonia n. 1 in re maggiore (eseguita dalla orchestra finlandese Jyväskylä Sinfonia, diretta da Patrick Gallois):
E la seconda composizione di Charles François Gounod di oggi è la Sinfonia n. 2 in mi bemole maggiore, sempre del 1855 (ed eseguita dalla stessa orchestra):
Le persone realmente interessate sapranno trovare e ascoltare le opere liriche migliori di Charles François Gounod (per esempio, la «Romeo et Juliette» del 1867).
Non so perché, ma questa volta la parte musicale del mio cervello si è fissata sull’idea di dover postare qualche canzone «mondana» del compositore inglese Henry Purcell. Sento che mi conviene accontentarla, altrimenti non mi fa pensare ad altre cose ahahaha
La prima canzone che ho selezionato per questo post è la «Fly swift, ye hours» del 1692 (Z 369):
Invece la seconda canzone di Purcell che ho selezionato per questo post è la «Beware, poor Shepherds» del 1684 (Z 361):
Ma ne ha composte tante, quindi in futuro posso tornare più volte sull’argomento per scegliere ancora meglio…
I 12 «Études d’exécution transcendante» di Franz Liszt sono probabilmente le composizioni che riassumono al meglio l’immagine «popolare» del suo stile. Ma non tutta la varietà del suo stile che in realtà / secondo me c’è.
Ma sono sicuramente da ascoltare.
Il compositore austriaco Karl Michael Ziehrer (1843–1922) fu, per la propria epoca, quasi un artista pop: componeva prevalentemente le operette e i balli di vari tipi. Però si potrebbe dire che la sua musica fu il «pop di fascia alta», di qualità superiore alla media delle composizioni del genere. E, infatti, Ziehrer e la sua musica non sono stati dimenticati con il passare del tempo.
Io, personalmente, ricordo Karl Michael Ziehrer nella edizione odierna della mia rubrica musicale con due suoi valzer. Il primo è «Regentropfen» («Gocce di pioggia» composto nel 1901, op. 514):
Il secondo valzer di Karl Michael Ziehrer che ho selezionato per oggi è il «Seculo nuovo, vita nuova» (composto nel 1900, op. 498):
Ma sconsiglio di ballarli sotto la pioggia.
Oggi mi è venuta la voglia di postare nella rubrica musicale il Concerto per violino e violoncello in La minore di Johannes Brahms (op. 102). Così, senza un motivo preciso: proprio come si dovrebbe fare con le opere artistiche belle.
E non fatevi distrarre da alcuni dettagli del video: questa esecuzione del Concerto (dalla orchestra radiofonica tedesca NDR Elbphilharmonie Orchester) è stata ripresa verso la fine del 2020, quindi nelle condizioni di tutte le possibili limitazioni epidemiologiche…
Il lunedì 22 settembre era ufficialmente iniziato l’autunno (anche se a me già alla fine di agosto il tempo sembrava «da settembre»), quindi anche nella mia rubrica musicale si apre una nuova stagione…
Sarebbe, probabilmente, logico aprirla con la terza parte dell’oratorio profano di Joseph Haydn «Le stagioni» («Die Jahreszeiten», composto tra il 1798 e il 1801). Quella parte, infatti, si chiama «L’autunno».
Però a me piace l’oratorio intero, l’ho sempre percepito come una composizione indivisibile. Di conseguenza, aggiungo il video de «Le stagioni» di Haydn intero, nonostante la sua durata seria.
Quella del video è l’interpretazione della Wiener Philharmoniker, direttore Nikolaus Harnoncourt.
Nella storia della musica troviamo parecchi compositori che per qualche inspiegabile motivo sono infinitamente noti degli altri, anche quando meriterebbero di essere nominati e citati non meno frequentemente. O, comunque, molto più spesso di quanto succeda attualmente.
Uno di loro è il compositore spagnolo Joaquín Turina (1882–1949), che fu uno dei principali rappresentanti spagnoli dell’impressionismo musicale. Oggi lo vorrei ricordare e pubblicizzare con la sua «Sinfonía Sevillana» (Op. 23, 1920):
Nella parte iniziale si sente ancora un po’ di influenza francese, ma poi la composizione si sviluppa in qualcosa di più originale.
Tornerò ancora alla musica di Joaquín Turina.
Oggi ho voluto postare, nella mia rubrica musicale, il poema sinfonico del compositore tedesco Richard Strauss «Una sinfonia alpina» («Eine Alpensinfonie», op. 64). Non solo perché ho passato una parte dell’agosto a camminare in montagna (mentre il poema sinfonico proposto raffigura in musica la scalata di una montagna), ma anche perché avevo cercato di ricordarmi qualche esempio di musica classica nel quale venga codificato il tempo instabile…
Ma è bello anche solo ascoltarla, senza intasare la testa con le mie motivazioni.
Questa concreta interpretazione è della Orchestra Sinfonica di Colonia diretta da Semyon Bychkov.
Ho pensato di avere molti più motivi del solito per selezionare qualche composizione „estiva“ per la puntata odierna della mia rubrica musicale. E dopo alcuni ragionamenti ho scelto il poema sinfonico „Summer Night on the River“ (1911) del compositore inglese Frederick Theodore Albert Delius:
Per le persone che soffrono (come me) il caldo, poi, aggiungo la „North Country Sketches“ dello stesso compositore. Spero che aiuti almeno un po’:
Buona continuazione dell’agosto culturale a tutti, ahahaha



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