L’archivio del tag «eugi gufo»

Una nuova regola

Le mie regole della vita si sono finalmente arricchite di un nuovo punto (se prefrite, legge o articolo):

Gli scrocconi vanno mandati affanculo. Sempre.

Tale regola è stata approvata all’unanimità dalla redazione del mio blog personale e d’ora in poi verrà rispettata con tutto il rigore dovuto a una norma di legge.

Dai lavori preparatori possiamo apprendere che gli scrocconi ci privano delle risorse materiali e temporali che avrebbero potuto essere utilissime per le questioni di importanza vitale nostre o delle persone alle quale ci teniamo veramente tanto. Quindi la nuova legge risponde pienamente alle necessità attuali della società civile.

Ovviamente, le leggi non vivono solo sulla carta (o internet). Altrettanto importante è la prassi. Quindi vi faccio subito alcuni esempi.

Esempio № 1
«Ciao, mi offri una sigaretta?»
«Certo! Eccola.»
«Hai anche da accendere?»
«Massì, visto che ci siamo…»
«Mi fai inviare un messaggio che ho finito il credito?»
«Vaffanculo!»

Esempio № 2
«Mi aiuti con questo esame che non sono capace di fare?»
«Non mi ricordo nulla della materia ma posso consigliarti un esperto».
«Ah, grazie, ma gli parli tu della mia situazione visto che il mio italiano è un po’ scarso?»
«Beh, non mi costa nulla…»
«Ah, mi presti dei soldi per pagargli qualche lezione?»
«Vaffanculo!»

Ogni coincidenza con gli avvenimenti della vita reale è puramente casuale.


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Ebbene, ho superato con successo l’età in cui sarebbe stato bello schiattare. Ora posso continuare a vivere e lavorare con serenità.

Tanti auguri a me e a tutti coloro che, per qualche incomprensibile motivo, sono interessati all’anniversario odierno.


Ci sono su Instagram

Quella di inizio gennaio non era esattamente una promessa, ma dopo averci pensato bene mi sono deciso di iscrivermi su Instagram.

Infatti, da tempo sentivo il bisogno di uno spazio per pubblicare dei brevi messaggi stupidi sul mondo circostante. Eccolo: https://www.instagram.com/eugigufo/

Instagram

Chi vuole, mi segua pure.


L’auto dei miei sogni

Nel 1985 il neo-eletto Segretario Generale del partito Comunista dell’Unione Sovietica annunciò l’inizio della perestroika. Nell’autunno del 1986 iniziò la progressiva liberalizzazione della economia. Nella primavera del 1988 le cooperative (l’unica forma di imprenditorialità autorizzata) ottennero il diritto di entrare in tutti i settori dell’economia. Cominciarono a comparire i primi ricchi legali. Assieme a questi ultimi cominciarono a comparire nelle città sovetiche anche le prime automobili straniere (capitavano anche prima, ma con la stessa frequenza delle auto targate «Danimarca» sulle strade italiane).

Proprio in corrispondenza di questa tappa della perestroika io sono entrato in quella età nella quale i ragazzini distinguono tutte le marche e tutti i modelli automobilistici. In sostanza, il mercato automobilistico russo dell’epoca si è formato e cresciuto assieme a me. Prima o poi ne scriverò in dettaglio, mentre per ora mi limito a dire che tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 in Russia arrivavano dall’estero tantissime automobili usate (forse addirittura più di quelle nuove).

Uno dei primi modelli stranieri che io ed i miei coetanei abbiamo imparato a riconoscere è stata la BMW della serie E30. Tale notorietà le era garantita da una larga diffusione e il design particolare (quasi extraterrestre per noi figli dell’URSS).

Tanti miei coetanei dicevano che «da grandi» avrebbero comprato una Mercedes, mentre io  Continuare la lettura di questo post »


Un po’ di autopubblicità

Mi sono stranamente dimenticato di condividere con i miei amatissimi lettori una grande notizia: ora faccio pure il clipmaker. Le mie prime opere non sono proprio dei capolavori dal punto di vista tecnico, ma sono già riuscito a pianificare i primi passi verso il miglioramento.

La preziosa occasione di imparare delle cose nuove mi è stata gentilmente offerta da Massimo Montanari Veracini, il più grande conoscitore della lingua inglese che io abbia mai incontrato (ecco il suo sito).

Pubblico solo un esempio della nostra collaborazione:

Il canale su youtube di Massimo (con altre piccole lezioni): https://www.youtube.com/channel/UCkIyZIBo5wCBgBGasyqch9Q


L’evoluzione telefonica

Il mio primo telefono cellulare fu l’Ericsson T28. Lo comprai all’inizio di aprile 2002 e lo considero tuttora il mio telefono preferito: principalmente per la sua forma e il suono di chiusura dello sportello sui tasti. Purtroppo, a giugno dello stesso 2002 se ne impossessò uno sconosciuto non avvistato in tempo.

Il mio secondo telefono cellulare fu Continuare la lettura di questo post »


71 anni della Vittoria

Oggi in Russia (e in tante altre ex Repubbliche dell’URSS) si festeggia la Giornata della Vittoria. Sapevo di doverne dedicare un post. E per quest’anno ho pensato di fare una cosa meno formale del solito. Sicuramente avrò tante altre occasioni per scrivere qualcosa storicamente rilevante sui fatti della Seconda guerra mondiale.

Ad Aleksander Suvorov, uno dei più grandi condottieri della storia russa, viene attribuita la frase «una guerra non è finita finché non sepolto l’ultimo soldato». Io sono nato 38 anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, ma per me non finita finché non trovo un suo eroe. La descrizione di questa mia missione è alla fine del post, mentre prima vorrei presentarvi due persone.

Non si tratta di un testo sulla storia della guerra in senso tradizionale, quindi chi ha paura di deludersi può anche saltarlo.
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Non mollare mai

Uno dei semplici ma utili principi che seguo costantemente nella vita può essere riassunto con le parole «non mollare mai». Mi rendo conto che tale espressione suona in un odo estremamente stupido e patetico, ma mi ha aiutato talmente tanto nella vita, che ora mi rammarico solo per averla compresa troppo tardi.

L’esempio più banale: se la partenza del mio treno è prevista per le 15:20, mentre io alle 15:17 sono ancora in metropolitana – corro comunque fino alla banchina. In nove casi su dieci il treno è in ritardo, quindi faccio in tempo a prenderlo.

Seguendo il principio «non ce la farò mai» non avrei scoperto il principio fortunato.

Volendo, siamo tutti fortunati.


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Non so perché, ma alcune persone ritengono necessario comunicarmi che assomiglio a qualche personaggio famoso. I più nominati sono James Hetfield (quando ho la barba lunga) e Russel Crow (quando ho la barba corta). Entrambe le «somiglianze» mi divertono ben poco, ma non ho ancora inventato un rimedio efficiente…

Anzi, ne ho inventato uno, ma non tutti gli amanti dei sosia comprendono il mio inglese.

Per quanto riguarda la periodicità della somiglianza rilevanza, comunque, al terzo posto si posiziona Gesù (quotato soprattutto tra le persone avanti con l’età). In questo caso sono più sorpreso che preoccupato, ma oggi ho finalmente raggiunto la sua età massima: questo fatto mi comporta dei pensieri poco felici.


Colore: nero

Per fortuna non sono un grande amante della solidarietà vetrinistica: questa mia caratteristica mi fa risparmiare un sacco di forze morali. Per esempio, non devo preoccuparmi di apparire meno solidale degli altri. Per esempio, non devo sprecare il tempo per chiedermi se è già arrivato il momento di mettere via tutti quei simboli materiali esposti al fine di comunicare al mondo la mia presunta Grande Sensibilità.

Quindi non devo chiedermi se dopo una settimana le mie immagini di profilo possano finalmente assumere i loro colori originali. Sulla antenna della mia macchina non c’è uno straccio grigio relativo a un sabato di otto mesi fa. Rido ogni qualvolta che vedo quel tessuto di colore indefinibile sul balcone di fronte al mio (gli aborigeni della zona si ricordano a fatica che l’11 settembre 2001 quello era una bandiera della pace).

Le cause della solidarietà di massa dovrebbero provocare anche i sentimenti negativi. Questi ultimi sono spesso molto più utile per la eliminazione delle cause.