L’archivio del tag «eugi gufo»

Colore: nero

Per fortuna non sono un grande amante della solidarietà vetrinistica: questa mia caratteristica mi fa risparmiare un sacco di forze morali. Per esempio, non devo preoccuparmi di apparire meno solidale degli altri. Per esempio, non devo sprecare il tempo per chiedermi se è già arrivato il momento di mettere via tutti quei simboli materiali esposti al fine di comunicare al mondo la mia presunta Grande Sensibilità.

Quindi non devo chiedermi se dopo una settimana le mie immagini di profilo possano finalmente assumere i loro colori originali. Sulla antenna della mia macchina non c’è uno straccio grigio relativo a un sabato di otto mesi fa. Rido ogni qualvolta che vedo quel tessuto di colore indefinibile sul balcone di fronte al mio (gli aborigeni della zona si ricordano a fatica che l’11 settembre 2001 quello era una bandiera della pace).

Le cause della solidarietà di massa dovrebbero provocare anche i sentimenti negativi. Questi ultimi sono spesso molto più utile per la eliminazione delle cause.


Seguitemi

Mi ero iscritto su Facebook nell’autunno del 2008 e all’epoca esso mi sembrava una agenda multi-funzionale da utilizzare per la raccolta dei miei contatti occidentali (soprattutto quelli italiani). Negli sette anni seguenti è cambiato ben poco nel mio rapporto con il suddetto sito, il principale cambiamento visibile sta nella pubblicizzazione massiccia del mio blog e del mio sito in generale. Tuttora continuo a considerare il proprio profilo come uno spazio privato, aperto al 100% solo per i pochi eletti. E, a quanto ne so io, non sono l’unico a comportarmi in questo modo. Anzi, conosco tantissime persone molto più riservate di me.

Mi mancano comunque le parole per descrivere quanto mi diano fastidio le persone sconosciute che mi mandano le richieste di amicizia senza nemmeno presentarsi. Ma pure coloro che mi «aggiungono» senza avermi mai parlato o solo salutato nella vita reale, piena di incontri più o meno regolari. Non posso mica scrivere a tutti i richiedenti qualcosa del tipo «scusa, potresti dirmi come fai a conoscermi dato che il tuo nome e la tua foto non mi dicono un cazzo?» Di conseguenza, declino tutte le richieste provenienti dagli sconosciuti. Gli amici e i conoscenti veri me li ricordo quasi tutti e so che sono educati.

Insomma, pur non essendo un personaggio pubblico famoso, ho aggiunto il buttone «Segui» al mio profilo su Facebook. Ora gli sconosciuti non hanno più scuse: se vogliono leggere regolarmente quello che scrivo, sanno dove cliccare.

Vi faccio notare, infine, che è totalmente inutile aggiungermi tra gli amici su Facebook solo per andarmi un messaggio privato. Per le comunicazioni private esiste l’email, il mio indirizzo è pubblico da anni.

P.S.: ricordatevi che i messaggi privati di Facebook inviati agli non-amici spesso finiscono in una cartella semi-nascosta, quindi rischiano di rimanere non letti per mesi o addirittura anni.


Come mi cercano

Pare che la gente sappia qualcosa di molto interessante su di me, lo dice uno dei miei servizi di statistiche web preferiti. Ecco come cercano e trovano il mio sito su Google:

Come potete osservare, mi trovano già sulla prima pagina dei risultati.


32

E così sono arrivato a 32 anni…

A quanto pare, ho iniziato a abituarmi alla prima delle due cifre che indicano la mia età avanzata.


Un consiglio a tutte le Chiese

Come tanti di voi sanno, io sono un agnostico e non appartengo ad alcuna religione per nascita.

Tanti di voi (ma pure io) sanno, inoltre, che con l’avanzare dell’età tante persone diventano religiose. Magari nel profondo dell’animo non ci credono, ma almeno cercano di mantenere una religiosità di facciata. Si tratta di una fora di invecchiamento mentale naturale: a causa di stupidità o semplici problemi psichici dovuti appunto all’età tante persone iniziano ad avere paura della morte. E, magari, avere paura di ammettere la propria inutilità sulla Terra.

Ma io, egoisticamente, volevo parlare solo di me. Un giorno, probabilmente, anche io diventerò un vecchio rimbambito e religioso. Sentirò dunque bisogno di andare in chiesa. E quel giorno spero trovare un po’ di belle donne tra i sacerdoti. O, meglio ancora, belle e giovani. La Chiesa che per prima si sbriga a fare le riforme necessarie per trasformare la mia speranza nella realtà, avrà la mia anima…

Nella Chiesa Anglicana, per esempio, il 26 gennaio 2015 è stata nominata la prima donna-vescovo. Si chiama Libby Lane. Ma non è bella. E nemmeno giovane. Non ci siamo, non ci siamo…


Continuare la lettura di questo post »