Come si fa un video musicale

Oggi vidiamo ben due video collegati tra loro. Il primo video è l’originale:

Il secondo video, girato in un autentico paesino russo, è una «cover» amatoriale ma super figa. Se fossi un produttore o un regista cinematografico, avrei già proposto dei contratti a tutti coloro che hanno collaborato alla sua realizzazione. Evidenzierei il lavoro svolto dal cameraman: ha pure girato tutto senza interruzioni.


Il referendum scozzese

Abbiamo già i dati definitivi del referendum scozzese: il 55,3% dei votanti si è espresso contro l’uscita dal Regno Unito. Almeno una volta i nazionalisti sono stati sconfitti dalla dura realtà. I produttori di whisky ed i banchieri hanno vinto evitando la fuga, almeno dal punto di vista legale, verso Londra.

L’unica cosa ad avermi sorpreso è stato lo shock di alcuni giorni fa, manifestato a livello planetario dalla gente poco informata sulle reali intenzioni di voto degli scozzesi. Sì, nonostante i problemi economici facilmente prevedibili un sacco di persone in Scozia voleva la separazione. Posso capire uno che fino a due settimane fa ignorava il fatto del referendum stesso. Non posso capire quegli inglesi che non hanno dei particolari problemi a farsi un breve viaggio in treno per svolgere una semplice indagine empirica.

Vabbè, è andata come è andata ed io ne sono soddisfatto. Arriverà il giorno in cui anche il nazionalista più convinto si accorgerà: l’epoca degli Stati nazionali si è conclusa quasi settant’anni fa e il mondo sta andando in un’altra direzione.

Concludo con una foto, trovata ieri sera, che testimonia: la aritmetica elettorale putiniana è adottata anche dalla CNN.


Finale Ligure, luglio 2014

A luglio del 2014, per la seconda volta nella vita, sono andato a Finale Ligure. Ecco il mio fotoracconto.


Il secondo convoglio russo

Sabato 13 settembre sul territorio di Lugansk era entrato il secondo «convoglio umanitario» russo di 200 camion bianchi. Entrato attraverso un punto di confine attualmente controllato solo dall’esercito russo, quindi evitando l’ispezione da parte degli ucraini. Rispetto alla volta scorsa, il senso della operazione è ancora meno chiaro.

Anche questa volta i camion sono privi dei segni distintivi. Si dichiara la loro appartenenza al Ministero delle situazioni d’emergenza, ma sul sito della istituzione non si trova alcuna notizia in merito. Il carico è ancora ignoto: come la volta scorsa, sono state diffuse delle foto dei camion semivuoti con dei sacchi bianchi anonimi, posti su dei bancali artigianali. Inoltre, come la volta scorsa, mancano le foto del carico/scarico degli «aiuti» e della distribuzione di questi alla popolazione.

Anzi, la volta scorsa abbiamo visto qualche foto come la seguente, ma non si conosce bene l’evento al quale si riferiscono:

Il primo convoglio poteva essere spiegato in vari modi: una semplice provocazione, la speranza di vederlo colpire dall’esercito ucraino per giustificare un intervento, o il presunto traferimeno dei macchinari da una fabbrica di Lugansk «distrutta dagli bombardamenti ucraini».

Boh, non so proprio come spiegare la seconda spedizione. I camion, già tutti rientrati in Russia, sono fermi nella regione di Rostov.


Lo sfogo

Nel video sottostante è illustrata un’ottima idea per affrontare la gente nervosa che a tutti capita di incontrare per strada. Anzi, vi consiglierei di viaggiare sempre attrezzati.


Un’altra porzione di Milano

E’ sabato, quindi posto qualche altra foto scattata questa estate a Milano…

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E’ sabato, quindi posto qualche altra foto scattata questa estate a Milano…

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Noli (SV), luglio 2014

Continuando con la descrizione dei miei viaggi italiani di luglio, oggi vi segnalo il mio fotoracconto sulla città di Noli (la «V Repubblica marinara»).


La guerra all’Isis

Avendo scelto il modo migliore di commemorare le vittime dell’11/9, Barack Obama ha dichiarato la guerra all’Isis e ha escluso l’intervento via terra. Finalmente una decisione sensata!

Infatti, sappiamo da decenni che il modus operandi di tutti i terroristi del mondo è semplice: provocare la reazione del forte per poi accusarlo di un attacco ingiustificato contro le persone pacifiche (cioè contro i terroristi stessi). Le persone meno istruite se ne sono accorte solo dopo l’11 settembre del 2001. I più istruiti, invece, si ricordano della III Internazionale che ha «brevettato» tale tattica, archiviando il concetto classico del terrorismo. E non intendo solo il terrorismo internazionale.

Non entrare in un conflitto diretto (o, se preferite, aperto/ravvicinato) è quindi l’unica scelta intelligente: si evita di regalare ai terroristi islamici una «giustificazione sacra» della loro guerra. Certo, si potrebbe fare di più evitando pure i bombardamenti e limitandosi alla fornitura degli armi e istruzioni agli eserciti della regione. Ma la paura che questo non basti è ben comprensibile.

I primi risultati si vedranno abbastanza presto.


La guerra all'Isis

Avendo scelto il modo migliore di commemorare le vittime dell’11/9, Barack Obama ha dichiarato la guerra all’Isis e ha escluso l’intervento via terra. Finalmente una decisione sensata!

Infatti, sappiamo da decenni che il modus operandi di tutti i terroristi del mondo è semplice: provocare la reazione del forte per poi accusarlo di un attacco ingiustificato contro le persone pacifiche (cioè contro i terroristi stessi). Le persone meno istruite se ne sono accorte solo dopo l’11 settembre del 2001. I più istruiti, invece, si ricordano della III Internazionale che ha «brevettato» tale tattica, archiviando il concetto classico del terrorismo. E non intendo solo il terrorismo internazionale.

Non entrare in un conflitto diretto (o, se preferite, aperto/ravvicinato) è quindi l’unica scelta intelligente: si evita di regalare ai terroristi islamici una «giustificazione sacra» della loro guerra. Certo, si potrebbe fare di più evitando pure i bombardamenti e limitandosi alla fornitura degli armi e istruzioni agli eserciti della regione. Ma la paura che questo non basti è ben comprensibile.

I primi risultati si vedranno abbastanza presto.