La storia è ciclica

Tutti (o quasi) conoscono lo stemma russo, quello con una aquila a due teste che tiene nelle zampe uno scettro e un globo crucigero (alla fine di novembre avevo scritto della sua storia).

Ora che tutti si sono ricordati dello stemma, passiamo al vero argomento di questo post. Non tutti (o quasi) sanno che in Russia l’anno scolastico inizia l’1 settembre. Tale data fu stabilita per legge come l’unica per tutto lo Stato solo nel 1935, ma di fatto si affermò in molte zone della Russia attuale nel corso dei duecento anni precedenti.
Inoltre, non tutti sanno che il «diario» di ogni scolaro russo è un documento, per di più importantissimo: serve non solo per scriverci gli orari delle lezioni o i compiti da fare (in teoria) a casa. Il «diario» svolge pure la funzione del libretto per la trascrizione dei voti presi tutti i giorni dall’alunno e per le comunicazioni scritte tra gli insegnanti ed i genitori. Di conseguenza, il «diario» è un oggetto standardizzato, uguale per tutti gli alunni non solo della scuola, ma pure della città o addirittura regione.
Ebbene, quest’anno a Surgut agli alunni del primo anno di scuola è stato fornito il diario con uno stemma della Russia un po’ particolare:

Vediamolo in un formato più grande:

Ora i dipendenti del Municipio dicono che si sarebbe trattato di un errore del designer… Ma secondo me è troppo difficile creare «per errore» una cosa del genere. Direi che l’autore della immagine ha un ottimo senso di humor.


La prima causa dei guasti

A volte capita che arriva qualcuno (ma è molto meglio quando arriva qualcuna) e dice: «Eugi aiutami, il mio pc è lento, si spegne da solo e fa un rumore brutto!»
Dopo quelle parole, di solito, il loro autore (o autrice) si aspetta di vedermi battere all’impazzata i tasti della tastiera per far comparire dei codici lunghissimi su uno schermo verde e, dopo circa trenta secondi di lavoro, pronunciare qualcosa come «Problema risolto grazie alla metodologia segreta della NASA». [Andrebbe aggiunta una risata diabolica e lo sguardo da figo che non sarei però capace di visualizzare con dei simboli alfanumerici.]
La realtà, invece, è molto prosaica. Spengo il computer «malato», prendo un cacciavite e lo apro. Nel 99% dei casi vedo qualcosa del genere:

E non si tratta solo della ventola, vediamo anche cosa c’è attorno:

E il dissipatore sotto la ventola:

E pensate che quello delle foto non è il caso più grave. Ho visto dei computer che sembravano un aspirapolvere mai svuotato. In sostanza, a causa della polvere il processore non si raffredda bene, si surriscalda e si spegne per sicurezza. E meno male che è ancora capace di farlo: potrebbe anche bruciarsi.
Purtroppo (e stranamente) la gente non immagina quanti guasti degli oggetti elettronici sono dovuti esclusivamente alla polvere o, più in generale, sporcizia. Perché sembra un motivo troppo semplice, troppo banale – ma proprio per questo è il più diffuso.
Chiudo il post di oggi con un piccolo consiglio tecnico. Se, per qualche motivo, non avete la voglia di pulire la ventola, potete anche cambiarla: costa poco (meno di dieci euro) ed è facile da staccare/installare.


L’autoironia

Non so se tutti tra i cantanti più famosi avrebbero avuto il coraggio di interpretare lo stesso ruolo di Elton John.


La musica del sabato

Negli anni ’80 del secolo scorso Chris Isaak fu definito «Elvis dei giorni nostri». Effettivamente, dopo l’ascolto di alcune sue canzoni tale analogia sembra quasi scontata, almeno se ci limitiamo all’aspetto stilistico. Ma io oggi vorrei ricordare due sue canzoni leggermente diverse.
La prima è «Wicked Game» (dall’album «Heart Shaped World» del 1989):

Mentre la seconda è «Only The Lonely» (dall’album «Baja Sessions» del 1996, in origine cantata da Roy Orbison):


Il 95% dei rifiuti di plastica portati dai fiumi finisce negli oceani attraverso questi dieci fiumi:
Fiume Azzurro (Yangtze, in Cina),
Fiume Giallo (Huang He, in Cina),
Fiume delle Perle (Zhujiang, in Cina),
Fiume Nero (Hai He, in Cina),
Mekong (passa per Cina, Birmania, Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam),
Amur (una notevole parte di esso fa da confine tra Russia e Cina),
Indo (passa per Cina, India e Pakistan),
Gange (passa per India e Bangladesh),
Nilo (passa per Burundi, Ruanda, Tanzania, Uganda, Sudan del Sud, Sudan ed Egitto),
Niger (passa per Guinea, Mali, Niger, Benin e Nigeria).
È interessante osservare che il Fiume Azzurro trasporta tanti rifiuti plastici quanti gli altri nove fiumi messi insieme.

E mi sa che molte delle campagne di sensibilizzazione organizzate dagli ecologisti in Europa sono… ehm, come dire… degli sforzi sprecati. Un po’ come se fossero andati negli asili per spiegare ai bambini che non va bene essere pedofili.


Le tecnologie altissime

Pochi giorni fa l’azienda russa Innoval (non ha un sito web!) ha presentato il proprio concept della automobile volante. L’apparecchio mostrato al pubblico di una fiera di aviazione ha la carrozzeria in cartone e quattro eliche «sufficienti per decollare e volare» che in modalità «automobile» si fissano con dei chiavistelli.
Per il perfezionamento del progetto è necessario, secondo l’azienda, un miliardo di rubli (circa 125.000 euro).




Anche io so incollare insieme dei pezzi di cartone! Qualcuno mi da 125.000 euro che faccio uno smartphone di cartone capace di sbucciare le patate?


La promotrice della musica

55 anni fa, il 30 agosto del 1963, la Philips presentò una delle sue invenzioni più famose e popolari: l’audiocassetta. La comparsa di questo fantastico oggetto col tempo ebbe una importanza enorme per la diffusione e l’accessibilità della musica tra la popolazione (quasi quanto l’internet quarant’anni più tardi).

Molti giovani di oggi non sanno cosa sia – o almeno come vada usata – una audiocassetta, ed è una conseguenza normalissima del progresso. Quel che mi sorprende, invece, è che pure le persone non più giovanissime si siano dimenticati delle origini della audiocassetta. Eppure essa fu la tanto attesa soluzione alla scomodità dei nastri in bobina. Questi ultimi necessitarono più tempo e più attenzione per il caricamento sul dispositivo di riproduzione («magnetofono»), non garantirono la protezione del nastro dalla sporcizia, furono più difficili da trasportare a causa delle dimensioni…

Insomma, la nascita della audiocassetta è stata una grandissima rivoluzione.


Il momento di crescere

In Minnesota il giudice federale ha respinto il ricorso degli atei che contestavano la presenza della frase «In God We Trust» sulle banconote e monete statunitensi. Secondo i ricorrenti il motto nazionale sarebbe incostituzionale in quanto viola il principio della libertà della fede religiosa. E, purtroppo, non è la prima volta che falliscono nella loro lotta giudiziaria contro quel anacronismo.
Io, da parte mia, spero ancora di fare in tempo a vedere il mondo — almeno quello occidentale — libero da ogni genere di simbologia religiosa negli spazi pubblici. Restino pure le chiese (tanto per me sono solamente degli edifici con un loro valore artistico più o meno alto), ma tutto il resto dovrebbe sparire: i simboli, le immagini, le divise da lavoro dei preti etc. Perché gli umani, essendo dotati della ragione, hanno il compito di comprendere il mondo e non rimanere degli eterni bambini riempiti di favole. Perché ogni religione è una favola, raccontata alla società-bambino per aiutarla a crescere con dei giusti valori e principi nella testolina. Ma nel XXI secolo la (o le?) società occidentale è ormai grandicella per continuare a vivere di favole. Dovrebbe ormai liberarsi delle religioni per non apparire rimbambita.
In questo senso, le mie speranze sono ancora molto legate a quanto succede — o può succedere — negli USA, uno dei più grandi esportatori del progresso degli ultimi decenni (anche se pure la società americana ha delle grandissime stranezze).


La nostra amica compie anni

Щппш дф ефыешукф ЙЦУКЕН сщьзшу 140 фттшю
Ah no, volevo scrivere questo:
Oggi la tastiera QWERTY compie 140 anni.
Il 27 agosto 1878 l’americano Christopher Sholes ottenne il brevetto per la sua macchina per scrivere con la disposizione dei tasti che oggi conosciamo come «QWERTY». Secondo una leggenda attualmente molto diffusa, l’unico obiettivo della invenzione di questo tipo della tastiera è la velocizzazione del processo di battitura. Mentre in realtà la disposizione dei tasti dalla quale è caratterizzata è dovuta anche al tentativo di minimizzare il rischio che i martelletti con le lettere più usate si incastrassero (venendo alzati uno dopo l’altro) durante il lavoro.
Secondo un’altra leggenda altrettanto diffusa, con il passaggio dalle macchine per scrivere ai computer, non sarebbe più necessario mantenere la fedeltà a QWERTY e si potrebbe passare a uno schema più comodo. Ma ora che siamo liberi dalle specificità meccaniche del nostro strumento per battere i testi, possiamo anche ammettere la grande verità. La tastiera più comoda è quella alla quale siamo abituati. La maggioranza degli utenti è abituata alla QWERTY, e allora lasciamoli concentrarsi sui contenuti e non sulla posizione delle dita sui tasti.

P.S. Conosco un signore di Mosca molto abituato alla sua tastiera per il desktop del 1994. Egli dice di essere pienamente soddisfatto della forma fisica dei tasti e del loro movimento durante la battitura. Tanto soddisfatto da portare l’amatissima tastiera in tutti i suoi viaggi personali e lavorativi. Quindi negli ultimi 24 anni ha già dovuto modificare tre volte l’attacco del cavo per continuare a usarla.


L’uso improprio

Concerto per due Glock con l’orchestra:

Abbastanza originale…