Il cibo sano

Il concetto del «cibo sano» è una delle più grosse stronzate del mondo. Se non mangiate l’asbesto e non bevete l’acido solforico, tutto quello che mangiate è sano. Una persona che mangia continua a vivere. Una persona che non mangia schiatta molto prima (e molto peggio) di quella che mangia.
Ogni generazione ha dei propri stereotipi alimentari: si può mangiare i grassi, non si può mangiare i grassi, poi di nuovo si può. L’unica cosa certa è che si può mangiare qualsiasi cosa. Più il cibo è vario meglio è. Non esiste un solo prodotto infinitamente positivo per la salute. Anzi, ogni prodotto esistente nella natura produce – in una misura più o meno rilevante – anche qualche effetto negativo. Inoltre, se tutti i giorni mangiate solo le carote, non solo non diventate perfettamente sani, ma vi rompete pure il cazzo vi annoiate pure.
Le patatine fritte e la Coca-Cola fanno male solo quando la persona non mangia null’altro. Chi mangia solo le mele si danneggia altrettanto gravemente.
Insomma, siate sereni e mangiate tutto ciò che volete.


La generazione dei bocciati

Ogni autore deve comprendere bene la grande differenza tra le notizie e gli eventi. Le notizie costituiscono un flusso continuo di parole che perdono la loro importanza in pochi giorni o addirittura ore. Gli eventi, invece, hanno un impatto sensibile sulla vita degli umani o sulla loro percezione del mondo. Un buon autore, dunque, deve astenersi dal commentare le notizie e concentrarsi sugli eventi.
Uno dei più grandi eventi delle ultime settimane – forse non notato da alcuni lettori accaniti delle notizie – è la nostra consapevolezza del fatto che la Russia non dispone più dei servizi segreti di qualità.
Anzi, la loro qualità è scesa ai livelli talmente bassi che potremmo affermare: la Russia non dispone più dei servizi segreti.
Infatti, nelle ultime settimane abbiamo scoperto – anche grazie alle pubblicazioni del gruppo Bellingcat – che quel che rimane dei servizi segreti russi funziona secondo i seguenti principi:
– una volta assunti, ricevono i documenti con un nome fittizio;
– alcuni cambiano solo il cognome, altri pure il nome, il patronimico, la data e il luogo di nascita;
– in qualità dei cognomi fittizi vengono scelti quelli più diffusi;
– ogni agente dei servizi segreti cambia quindi il passaporto e il passaporto interno (l’equivalente della carta di identità italiana), ma non la patente;
– nella fase della creazione dei nuovi documenti all’agente non viene fornita una nuova biografia. Negli archivi dell’Anagrafe al posto delle informazioni sui documenti precedenti viene scritta l’espressione «informazione segreta» e posto il timbro «non fornire le informazioni» con il numerodi telefono del servizio informazioni delle forze armate russe;
– gli agenti russi viaggiano all’estero esclusivamente con i passaporti riportanti i nomi nuovi;
– i numeri di serie di quei passaporti sono consecutivi, nel senso che dalla tipografia ne viene preso un intero blocco e consegnato a un gruppo di agenti;
– tutti gli agenti e i loro parenti indicano, sui documenti ufficiali, in qualità della propria residenza/domicilio la sede del quartier generale di GRU (Direttorato principale per l’informazione, cioè il loro reale datore di lavoro) o una delle basi militari sparse per la Russia. Chi ha l’accesso alle banche-dati di quei documenti può…;
– l’onoreficenza più importante dello Stato – l’«Eroe di Russia» – viene consegnata agli agenti direttamente dal Presidente. Il relativo decreto presidenziale, in questo caso, non viene pubblicato, ma del fatto della decorazione sono comunque informati i parenti, gli amici, gli ex professori… A volte la notizia della premiazione di un agente viene addirittura pubblicata sulla bacheca della sua ex università;
– assieme all’ordine dell’«Eroe di Russia» gli agenti decorati ricevono in regalo in appartamento a Mosca;
– durante i viaggi di lavoro (cioè le cosiddette missioni) gli agenti russi chiedono e poi conservano tutte le ricevute cartacee per poterle consegnare al contabile aziendale e quindi fare i resoconto delle spese sostenute.
Se almeno uno di questi punti non vi sembra del tutto normale, siete una spia russa!


Google minus

Senza provare alcun sentimento particolare, ho appreso dal blog ufficiale di Google che tra 10 mesi (quindi entro la prima metà dell’agosto 2019?) verrà chiuso ai privati il social network Google+.
Potrei provare una specie di nostalgia perché nel sempre meno vicino 2011 — l’anno di apertura del Google+ — avevo guadagnato la possibilità di registrarmi un account quando lo si faceva ancora solo su invito (come nel periodo iniziale del Facebook). Ma non riesco proprio a provare questa nostalgia: non ho mai capito a cosa possa servire un social network privo di alcuna funzionalità interessante e di utenti attivi. Secondo i dati dello stesso Google, non sono l’unico: più del 90% degli utenti registrati passa al massimo 5 secondi al giorno su Google+.
Da diversi anni Google continua, con un buon ritmo, a partorire e uccidere delle creature di qualità e popolarità molto varie. Di solito si tratta di un processo tecnico giustificabile almeno dalla necessità di proporre delle sfide nuove al proprio team di programmatori e manager. Inoltre, si tratta sempre dei gesti di enorme fiducia nella capacità dei propri clienti di arrangiarsi. L’assassinio più noto, triste e pianto dalla gente è stato quello di Picasa. Ora, invece, è finalmente arrivata la prima constatazione della morte. Quella di Google+, appunto.


Inerario, § 11

Nel nuovo paragrafo di Inerario (§ 11) illustro come può essere realizzato il reindirizzamento (redirect 301) tramite il file di configurazione del server: .htaccess e web.config.
http://www.eugigufo.net/it/inerario/paragrafo11/


I lacci sicuri

L’azienda californiana Zubits propone un attrezzo interessante e banale che permette di legare i lacci solo una volta nella vita (delle scarpe):

Sui vari siti di e-commerce queste calamite costano circa venti euro. Se avessi qualche certezza in più sulla loro buona tenuta, potrei anche testarle sulle scarpe sportive. Ma senza le certezze trovo un po’ costosa questa lotteria.


La musica del sabato

Ca**o, mi sono ricordato che in un certo periodo – breve – della mia adolescenza mi piacevano i Kansas… Non ho una spiegazione razionale a questo fatto della mia biografia. Ma dedico comunque la edizione odierna della mia rubrica musicale a questo gruppo. Almeno per dimostrare che gli sfasamenti dovuti alla crescita di una persona vengono [quasi] sempre superati con successo.
La prima canzone scelta è «Dust in the Wind» (dall’album «Point of Know Return» del 1977):

Mentre la seconda canzone è «Carry on Wayward Son» (all’album «Leftoverture» del 1976):


La lingua nazionale

Da dove arrivarono gli antenati degli statunitensi: la nazionalità dominante nei quadrati del territorio 100×100 miglia.

Al giorno d’oggi negli Stati Uniti quasi 50 milioni di persone si autodefiniscono discendenti degli immigrati tedeschi: molti più di quelli originari del Regno Unito. Nella maggioranza delle città americane esisteva almeno un giornale locale in lingua tedesca; a New York ce n’erano dodici.
Nel 1917, però, gli USA entrano nella Prima guerra mondiale e l’uso del tedesco diventa anti-patriottico. Cambiano molti termini comunemente diffusi (per esempio, frankurter diventa hot dog) e cognomi (per esempio, Schmidt diventa Smith), in molti Stati viene vietato l’insegnamento della lingua tedesca nelle scuole (a volte anche nelle scuole private). Nel 1923 la Corte Suprema riconosce l’incostituzionalità di tutte le limitazioni, ma il danno ormai è fatto. La lingua tedesca è quasi completamente sparita dall’uso nei luoghi pubblici e quindi nella vita quotidiana.
A causa di una aggressiva politica imperiale russa lo stesso succede oggi nelle ex Repubbliche sovietiche con la lingua russa.
Alla base c’è sempre la stupidità.


Con le cuffie

Nel nostro mondo imperfetto esistono due categorie delle regole: le regole importanti e le regole del terzo piede.
Nella regolamentazione del traffico automobilistico, per esempio, è assolutamente inutile la P gigantesca applicata sulle auto dei guidatori inesperti. Guidando, incontro spesso degli «esperti» che fanno le cose immaginabili anche per i terroristi dell’ISIL. Di conseguenza, quando si guida bisogna essere attenti a tutte le auto incontrate.
E poi esiste il pericolo reale: il guidatore con le cuffie. Le cuffie, stranamente, non sono contemplate dal codice della strada. Quindi dal punto di vista formale un automobilista, un camionista, un motociclista o un ciclista che ascolta la musica con le cuffie non viola alcuna norma. Eppure quei personaggi sono pericolosissimi!
Un guidatore (di qualsiasi mezzo) con le cuffie ha una capacità ridotta di orientarsi nello spazio: non sente l’arrivo di altri mezzi, il suono del clacson altrui, il grido della vecchietta investita etc. Ma la legge non vieta le cuffie. Allo stesso tempo la legge vieta di parlare al telefono, cioè una attività abbastanza innocua.


Comunicare

È abbastanza curioso scoprire quante persone occupate nell’IT non conoscono il potentissimo mezzo di comunicazione chiamato e-mail. Ovviamente capisco che si tratta di uno strumento di recente invenzione (è nato relativamente pochi decenni fa) e non tutti hanno già avuto modo di scoprirlo o solamente sentirlo nominare. Allo stesso tempo, una persona che lavora in uno dei settori più soggetti al progresso dovrebbe dimostrare una maggiore capacità di aggiornarsi. Indipendentemente dal fatto che sia un lavoratore dipendente non licenziabile, un precario, un lavoratore autonomo o il capo/proprietario di una azienda privata.
Porco Byte, posso non avere la possibilità di rispondere alla telefonata per 1024 motivi. Sto dormendo perché lavoro di notte. Sto intensamente pensando sulla soluzione di un problema colossale. Sto scrivendo una poesia per la donna dei miei sogni (oppure sto rimediando le conseguenze della sua lettura). Sto guidando una auto semi rotta in mezzo a un campo minato seguendo una mappa usurata. Assomiglio tantissimo all’autore di questo blog che odia parlare al telefono. Banalmente, non mi sono accorto della telefonata.
Apprezzo tantissimo tutti quei miei clienti e datori di lavoro che mi contattano (spesso sin dalle prime volte) via e-mail o altri messaggi scritti. Dimostrano di avere il rispetto del mio tempo.


Scoperte irrelevanti

Il fisico Alessandro Strumia è stato sospeso dalla CERN per le «dichiarazioni sessiste». In sostanza, nel corso di una conferenza ha mostrato le statistiche che mostrano quanto siano i risultati scientifici delle donne inferiori a quelli degli uomini.
Penso che tutti gli scienziati seri del mondo debbano indignarsi per quanto è successo. Anziché essere sospeso per l’inadeguatezza professionale (cioè per aver esposto una scoperta scientificamente irrelevante, una banalità comunemente nota e noiosa), è stato definito un sessista. I dirigenti della CERN dovrebbero trattenersi dall’inseguire quella stupida moda…
Insomma, hanno sbagliato entrambi.