Le tazze dei presidenti

Le persone attente hanno avvistato in alcune librerie vicino al Cremlino di Mosca dei set come quello della foto (ovviamente in vendita):

Avete pensato che siano degli adesivi per l’adattamento dei piccoli crocefissi ai trend moderni? Ebbene, avete sbagliato. Sono le bustine di tè.
Non so bene a chi sia venuta in mente l’idea di immergere gli organi presidenziali più sensibili nell’acqua bollente. Nemmeno i politici più antipatici andrebbero torturati in tal modo. I presidenti sgraditi vanno messi nella tazza in questo modo:


Contro la chinetosi

In giro di due settimane ho appreso ben due notizie curiose (e positive) sulla lotta tecnologica contro la chinetosi (un problema serio sia per chi ne soffre, sia per molte persone circostanti).
Il primo strumento contro la chinetosi del quale ho letto è stato inventato da Samuel Owen. L’apparecchio, fissato dietro all’orecchio (si veda la foto), emette delle deboli vibrazioni facendo «distrarre» il cervello dal problema. Non vi è ancora una spiegazione scientifica seria del fenomeno, ma l’importante è che funzioni. Per i dettagli maggiori si veda questo articolo.

Il secondo strumento è stato proposto dalla Citroën (finalmente riescono a fare qualcosa di buono): Continuare la lettura di questo post »


Un esempio di fake news

L’altro ieri, il 3 dicembre, alcuni miei conoscenti hanno condiviso su Facebook questo articolo:

Alcune altre persone mi hanno chiesto se la notizia fosse giunta anche a me.
Ebbene, il livello di fake di questa notizia è talmente alto che mi rifiuto di mettere il relativo link. Nel paese russo chiamato Oymyakon si erano realmente raggiunti —89°C, ma nel 2013 e non «nei giorni scorsi». In base alle informazioni diffuse dal servizio meteorologico russo, all’inizio di dicembre la temperatura più bassa è stata raggiunta in Jacuzia: solo —52°C.
A questo punto mi permetterei di dare tre consigli ai miei amatissimi lettori: siate sereni, copritevi bene e non credete alla prima stronzata che capita sullo schermo.


Le copie famose

Molto probabilmente è la raccolta più grande delle cover che sono diventate più note degli originali: ben 80 canzoni. Non preoccupatevi per la durata: nel video sono citati solo delle brevi citazioni audio.

Ammetto che in diversi casi (tra i riportati) non sapevo nemmeno della esistenza delle canzoni di ispirazione. Ma in parte ciò è dovuto anche alle mie preferenze sui generi musicali.


La musica del sabato

Per il post musicale di oggi avevo pensato di scegliere una delle opere di Modest Mussorgsky (uno dei miei compositori russi preferiti). Tra le opere da lunghezza e intensità compatibili con le esigenze di un mio lettore medio avevo poi quasi subito selezionato il quadro sinfonico «La notte sul Monte Calvo» (suonato dalla orchestra di Omsk).

Avevo inoltre pensato che il titolo di tale opera richiederebbe almeno una breve spiegazione. Il Monte Calvo (Lysaja Gora in russo) è un elemento del folclore slavo, un analogo, per esempio, del Brocken tedesco. Sul Monte Calvo russo le streghe e le altre creature maligne periodicamente si riuniscono di notte per il sabba.


I mondi tra i libri

Relativamente alle mie librerie ormai da anni sono costretto ad affrontare almeno una delle seguenti questioni:
1. Come ingrandirle,
2. Come infilare dentro un libro in più.
Fino a pochi giorni fa ho affrontato felicemente e con un certo successo entrambe le questioni, rischiando gravemente di essere nominato al Nobel per la fisica. Nonostante il fatto che almeno la metà dei libri che leggo sia ormai in formato digitale (lunga vita al mio Kindle!), non penso di smettere ad amare pure quelli analogici.
Ma ecco che pochi giorni fa ho scoperto di poter affrontare anche una terza questione che riguarda le librerie. È possibile anche abbellirle senza ostacolare l’accesso ai libri stessi!

Beh, con la scusa di dover rafforzare la struttura si può anche fare…

Ma senza esagerare. Andrebbe benissimo solo uno tra i pezzi esistenti (se compatibile con le proporzioni della libreria).


Come si fanno i soldi

Cari lettori, vi devo dare una bella notizia: per lunghi anni alcune «usanze furbe» sono state attribuite esclusivamente al Sud dell’Italia in un modo del tutto ingiustificato e discriminatorio. Il Nord non è assolutamente inferiore al Sud.
Oggi vi racconto di un curioso metodo che l’Università Statale di Milano adotta per guadagnare qualche spicciolo in più.
Immaginiamo dunque uno ex-studente residente all’estero che vuole chiedere un certificato di laurea nella Segreteria universitaria. I servizi online della Segreteria si trovano a un livello tecnico preistorico, quindi l’ex-studente è costretto a fare la delega a nome di un’altra persona: di quella persona che è disposta a recarsi presso gli sportelli offline (funzionanti in un orario un po’ limitato).
In compenso, la Segreteria concede all’ex-studente l’opportunità di eseguire un bonifico al posto dell’acquisto delle marche da bollo. Prima di continuare vediamo questo documento storico:

La persona delegata dall’ex-studente si presenta dunque in Segreteria, munita dei documenti magici: la delega, la ricevuta del bonifico, la copia del documento dell’ex-studente e modulo di richiesta compilato.
Volete provare a indovinare la risposta della Segreteria?
Sono certo che non ci sareste mai arrivati, quindi vi subito la soluzione.
La risposta della Segreteria è stata: «Spiacente, noi non vediamo le marche da bollo. Vada a comprarle».
Bambini! Ricordatevi: per guadagnare ci vuole fantasia. Alla Università Statale di Milano la fantasia non manca.


La musica marziana

Non so se uno strumento del genere sia mai stato utilizzato anche per registrare la musica di qualche film di fantascienza.


La musica del sabato

La data odierna è una delle più adatte per dedicare il post musicale del sabato ai Queen. Considerando però la larga notorietà del gruppo, mi sembra poco utile pubblicare i video delle loro canzoni più note (altrettanto poco utile è spendere il tempo e le forze per tentare di sceglierne solo due).
Per illustrare i lati purtroppo poco noti del loro valore musicale (ed è importante precisare che per i Queen intendo sempre e solo la formazione classica Mercury – May – Deacon – Taylor) ho scelto le seguenti due canzoni.
Prima di tutto la «Sail Away Sweet Sister» (dall’album «The Game» del 1980):

E poi un po’ cupa, ma allo stesso tempo fiabesca, «White Queen» (dall’album «Queen II» del 1974):


In realtà si tratta di una scoperta abbastanza banale, ma per me è comunque una conoscenza nuova.
Ho scoperto che esiste un sistema abbastanza preciso per riconoscere lo Stato di provenienza di un arabo in base al suo modo di vestirsi.

Lo stesso vale per una araba: