Watermark

Una idea interessante per la gente paranoica che non vorrebbe essere fotografata per strada:

Quando, finalmente, torneremo alla vita normale, si potrà fare lo stesso con l’abbigliamento o con i cappelli.
P.S.: per coloro che non hanno proprio capito il trucco, aggiungo un solo link.


Alla base dell’arresto

Alcuni di voi hanno probabilmente già letto della condanna per spionaggio dell’americano Paul Whelan in Russia. A me, nei mesi precedenti, era capitato di leggere alcuni articoli russi dedicati al suo caso, ma nonostante ciò non ho ancora capito una delle cose fondamentali: cosa avrebbe «spiato»?

In realtà, però, il motivo primario della condanna è di carattere politico: creare un ennesimo ostaggio da scambiare con qualche russo condannato all’estero (in questo specifico caso negli USA). Purtroppo, si tratta ormai quasi di una prassi. Ed è la cosa più importante che bisogna capire sul caso concreto.
Allo stesso tempo – per la fortuna della maggioranza dei miei lettori abituati a viaggiare – il suddetto modo russo di relazionarsi con l’estero non si applica all’Europa continentale. Esistono (per ora) altri mezzi di esercitare la pressione.


La casa per le vacanze

Una delle idiozie più grandi nella vita è l’acquisto di una [seconda] casa per le vacanze. Ho almeno due motivi per affermarlo.
Il primo motivo è di carattere economico. Perché spendere tutti quei soldi in acquisto, imposte sugli immobili (da pagare ogni anno) e manutenzione se poi la casa è utilizzata al massimo per un mese all’anno? Anche se avete la fortuna di poter dedicare il 100% delle ferie alle vacanze e di potere fare utilizzare quella casa a qualche amico e/o parente, resta comunque vuota per la maggior parte dell’anno. A quel punto conviene prenderne una in affitto quando ce n’è il reale bisogno. Oppure andare in un bel albergo.
Il secondo motivo per il quale la casa delle vacanze non va comprata è di carattere psicologico. Ma pure educativo. Avete notato che i proprietari delle seconde case si sentono obbligati ad andarci per tutte le vacanze? Lo fanno perché logicamente cercano di giustificare quel grande acquisto. Ma il risultato è tristissimo: quelle persone non vedono il mondo. Passano tutta la loro vita tra la casa, il lavoro e la casa delle vacanze (in questo periodo particolare, poi, solo tra le due case). In sostanza, si sono incatenate con le proprie mani. Che tristezza…
P.S.: in generale, secondo me è inutile l’acquisto di tutti gli oggetti costosi di uso non quotidiano (barche, aerei, spesso anche auto), ma questo è l’argomento di un altro post.

P.P.S.: ricordo a tutti che a partire dal 3 giugno sono consentiti gli spostamenti in tutta Italia. A partire dal 1 luglio, se non dovesse succedere qualcosa di catastrofico, si potrà viaggiare anche all’interno dell’UE. Di questi tempi non è poco. In più, si tratta già di una porzione del mondo interessantissima.


La pace e la tranquillità

Esistono diversi modi di raggiungere la pace e la tranquillità (ma pure la serenità). Qualcuno, per esempio, compra (o adotta) un animale domestico. Qualcun altro suona uno strumento musicale. Esistono tantissimi modi diversi…

P.S.: a me piacciono gli animali, ma solo fino al momento in cui diventano domestici.


La musica del sabato

Il gruppo rock sovietico Gorky Park è stato un fenomeno stranissimo e, come potrei immaginare ora, non destinato a un successo duraturo a causa di tutte le sue particolarità. Prima di tutto, è un gruppo perfettamente artificiale, inventato e raccolto da un manager (Stas Namin, un personaggio a sua volta molto particolare in tutti i sensi). Si tratta dunque di una nascita abbastanza anomala: solitamente sono i gruppi pop a essere creati dai manager, mentre i gruppi rock nascono nelle cantine o nei box, per volontà di amici o conoscenti che condividono gli stessi interessi per la musica più sensata e «impegnativa». L’unica eccezione fortunata alla regola che conosco io sono i «The Rollig Stones», creati da Andrew Loog Oldham come gli anti-«The Beatles».
In secondo luogo, per il volere del manager il gruppo Gorky Park è stato fin da subito pensato come un prodotto destinato al mercato estero (in particolare gli USA). Se inizio a spiegare tutti i motivi di questa scelta, mi viene un manuale di sociologia sovietica, quindi passo subito all’aspetto culturale che volevo sottolineare. Il gruppo è stato sempre caratterizzato da una immagine che potremmo definire «kitsch russo»: esso consisteva nell’abbigliamento pseudorusso, l’uso massiccio della simbologia sovietica e degli strumenti musicali stilizzati («balalaika elettriche» etc).
Nonostante tutto questo – ma in parte anche grazie a – il gruppo ottenne un certo successo negli USA e una parte dell’Europa. Una parte della popolarità, sicuramente, fu dovuta anche all’interesse verso le persone provenienti da uno degli Stati più particolari di quel momento storico.
Quindi oggi ho pensato di postare due canzoni dal primo album dei Gorky Park: l’unico prodotto non solo dalla formazione originale, ma anche sotto la direzione del manager-creatore.
La prima canzone scelta è quella più nota: «Bang» (dall’album «Gorky Park» del 1989):

Mentre la seconda è la «My Generation» (sempre dall’album «Gorky Park» del 1989):

Nel 1990, a causa di alcuni conflitti interni, il cantante Nikolai Noskov lasciò il gruppo. I restanti tre membri del «Gorky Park», convinti delle proprie capacità e popolarità, decisero di sbarazzarsi del manager-creatore e di rimanere illegalmente negli USA dopo la scadenza dei visti. Tuttavia, non riuscirono più a produrre delle canzoni della stessa popolarità di prima. Di fatto, il gruppo si sciolse abbastanza velocemente e tutti i componenti si ridussero al pop più o meno schifoso. Da oltre vent’anni vivono tutti in Russia.


Le mappe topologiche, solitamente, ignorano le dimensioni e le proporzioni dei territori (come, per esempio, lo schema di una metropolitana). Allo stesso tempo, illustrano bene la disposizione degli oggetti rispetto ai loro «vicini».

La stessa immagine in un formato più grande.


I due giudizi futuri

Come avete probabilmente già letto, le principali compagnie aeree britanniche hanno deciso di fare una causa al Governo. In sostanza, contestano le nuove misure di quarantena nei confronti delle persone che intendono entrare sul territorio del Regno Unito. Quelle misure che avranno il naturale impatto negativo sulla economia e sui bilanci delle aziende-promotrici della causa.
Ebbene, è abbastanza facile prevedere che in futuro non molto lontano vedremo diverse altre cause del genere in giro per il mondo. Perché molte persone, logicamente, non vedono una particolare differenza tra la morte (ipotetica) per il coronavirus e la morte (non meno probabile) per la denutrizione: il risultato finale è sempre quello.
L’esito di quelle cause non mi sembra invece scontato. A essere [quasi] scontato è il giudizio del popolo: le prossime elezioni in giro per il modo dovrebbero liberarci di un po’ di Governi un po’ «particolari» (i quali, indipendentemente dalla propria qualità politica precedente, spesso hanno adottato delle misure anti-corona poco sensate dal punto di vista pratico). Grazie al COVID-19, avrà almeno un effetto positivo.


Immaginare il proprio futuro

Non è ancora passato un virus, ed ecco che ne arriva un altro: più pericoloso perché non curabile per via farmacologica.
Le grandi masse di persone in tutto il mondo hanno deciso – per l’ennesima volta – che fosse possibile rivalutare il passato secondo i criteri morali di oggi. E l’assurdità dei dettagli non è inferiore a quella dell’idea generale: a Milano il primo bersaglio è diventato Indro Montanelli (si vedano il tentativo 1 e il tentativo 2).
La storia di un qualsiasi Paese preso a caso è piena di guerre, commercio degli schiavi, genocidio e crimini di massa. L’Impero Roma, L’Impero mongolo, il Califfato, l’Impero ottomano, l’Inghilterra, la Francia, la Spagna, la Germania, la Cina, il Giappone, gli Stati Uniti, l’URSS e così via.
Pure l’Italia contemporanea è piena delle rappresentanze (ma anche monumenti e rapporti giuridici con) di uno micro-Stato che si basa su una ideologia che nel corso di lunghi secoli ha causato – e continua a causare tutt’oggi – milioni di morti in tutto il mondo: attraverso l’inquisizione, le crociate, le guerre e le persecuzioni scatenate per motivi religiosi.
Per la pace comune e la serenità interiore conviene capire presto due principi importantissimi. In primo luogo, il nostro mondo è una continua evoluzione. In secondo luogo, il principio di non retroattività non è solo un concetto giuridico: si applica anche ai valori morali.
Di conseguenza, le vie percorribili sono solamente due:
1. Demolire quasi tutti i monumenti ai grandi personaggi della storia. Ma in questo caso prepariamoci al fatto che un domani, in un’altra fase dello sviluppo della società, verremo «demoliti» pure noi. Perché? Per esempio, perché abbiamo «sfruttato» le donne delle pulizie latinoamericane o i conducenti dei tram arrivati dal Sud Italia. Oppure perché abbiamo «maltrattato» i figli bocciati, ammazzato delle zanzare, detto delle bugie, mangiato della carne etc.
2. Riconoscere che nella storia della nostra civiltà sono successe molte cose. Molte cose che oggi ci sembrano negative, ma che ormai appartengono al passato. Cerchiamo dunque di trarre delle giuste conclusioni e di fare in modo che non si ripetano più.
La seconda via è molto più lunga e difficile. Forse per questo motivo è anche poco popolare. Ma io spero che diventi presto di moda.


Scacciare la merda dal cervello

Non mi sarei mai aspettato di vedere una persona laureata pubblicare una minchiata del genere (e un po’ sono sorpreso per il fatto che questo tipo di gioco vada ancora di moda):

Ebbene, mi sento costretto a ribadire alcuni concetti che dovrebbero essere già noti da anni a tutte le persone dotate di cervello:
1. Iscrivendovi (o rimanendo iscritti) a un qualsiasi sito, accettate automaticamente i termini di utilizzo e tutti i loro aggiornamenti. Se rifiutate, non riuscite a iscrivervi. Se accettate, non potete disdirne unilateralmente una parte, nemmeno pubblicando un qualsiasi testo sulla propria pagina. Al massimo potrebbe esistere, da qualche parte nelle impostazioni, una pagina che permette di attivare/disattivare alcune opzioni (come si fa spesso per il software).
2. Se siete preoccupati per i propri dati personali (di qualsiasi tipo, le immagini comprese), la soluzione è semplice: non pubblicateli. Nessuno vi costringe a pubblicarli (come, in realtà, nessuno vi costringe a registrarvi su un qualsiasi sito). Nessuno vi costringe nemmeno a comunicare ai siti web i vostri dati reali (compresi i nomi, cognomi, date di nascita, numeri di telefono etc etc). Chi mi ha tra gli amici su Facebook lo sa bene, ahahaha!
3. La responsabilità giuridica delle persone non può essere declinata con una pubblicazione generica su Facebook. Si potrebbe fare un esempio un po’ estremo: provate a pubblicare su Facebook una foto con, che ne so, la vostra amante e poi, ormai in fase di separazione, portare davanti al giudice la stampa di quel testo. Infatti, tutti hanno il diritto di poter ridere anche sul posto di lavoro.
4. La profilassi intellettuale quotidiana vi salverà dal fare tante figure di merda. Comprese quelle simili allo screenshot riportato sopra.
Cercate di spiegare queste semplici cose ai vostri amici e conoscenti che dovessero pubblicare dei testi «magici» del genere.
A questo punto non resta altro che augurarvi tanta serenità!


Come spiegare questo fenomeno?

Purtroppo, Dante non aveva previsto che il nostro povero pianeta potesse essere invaso dai pervertiti che realizzano i video verticali, quindi a soffrire – già nel corso della vita terrestre – sono i poveri consumatori dei suddetti video.
Un tentativo di allentare le sofferenze è stato fatto dalla Samsung che ha concepito il televisore The Sero.

La particolarità tecnica di quel televisore è un motore che in base all’orientamento del video gira lo schermo, dandone la posizione verticale o orizzontale.

Dal punto di vista tecnologico, la scelta di fissare il televisore su un supporto appoggiabile sul pavimento è stata quasi obbligata. In caso contrario, lo schermo orizzontale starebbe troppo in alto.

Le altre caratteristiche tecniche di Samsung The Sero QE43LS05TAUXZT non hanno alcunché di particolare: lo schermo 43″ QLED, definizione 4К, Smart TV e la connessione wireless con il telefono (senza di esso il modello non avrebbe molto senso).
In Italia è preordinabile a 1499 euro: infatti, anche gli amanti dei video verticali devono soffrire!
Ma perché ho deciso di scrivere di questo argomento? No, non l’ho fatto per l’interesse o curiosità verso il modello. L’ho fatto perché sono sorpreso dal fatto che nel 2020 vengano ancora prodotti i televisori e sviluppati dei nuovi modelli.
Pensiamo, per esempio, alle macchine da scrivere. Spesso sono esteticamente belle, producono dei suoni curiosi, scrivono bene se conservate come si deve e provocano degli attacchi di nostalgia alle persone di una certa età. A volte possono anche essere utilizzate: per divertimento o se non si è molto aggiornati sulle alternative tecnologicamente più avanzate. Ecco, lo stesso vale per i televisori.
Evidentemente, le persone appartenenti all’età dei televisori sono ancora abbastanza numerose.