Le nuove osservazioni metropolitane

Non vedevate l’ora di leggere le ultime novità sulla metropolitana milanese?
Ahahaha, lo so. Ne ho una anche oggi.
Alcuni giorni fa mi sono accorto di non avere ancora visto, da quando ho ricominciato a viaggiare quotidianamente (l’11 maggio), dei mendicanti di vario genere sulle carrozze della metro. Niente «zoppi», «piccoli imprenditori falliti» o raccoglitori di soldi «per il biglietto del treno».
Ma che fine avranno fatto tutti? Mangiati dal virus? Oppure qualcuno ha imparato a bloccarli all’ingresso? Se la seconda opzione dovesse essere vera, potremmo ipotizzare che era possibile farlo anche prima della emergenza sanitaria. Boh…
Avrei anche potuto continuare a sviluppare questa mia ipotesi, ma i miei cari amici C.C. e C.P. mi hanno consigliato di non insistere. Di conseguenza, non mi resta altro che fidarmi della vostra buona fantasia.


L’adattamento

Sono molto frequenti gli adattamenti cinematografici delle opere letterarie. Alcuni libri sono stati adattati decine di volte (per esempio, «I tre moschettieri» o alcuni racconti su Sherlock Holmes), altri una volta sola (per esempio, «Il padrino»).
Nella natura esistono delle creature da aspetto umano convinte che diversi liberi (compresi quelli citati tra gli esempi) siano stati scritti sulla base dei film. Molto probabilmente è capitato anche a voi di vedere gli screenshot dei loro post su internet: purtroppo non scherzano.
Ma il fenomeno sociale appena indicato non influisce in alcun modo su un mio semplice pensiero: perché non si fanno gli adattamenti letterari dei film?
Il cinema e la letteratura, come tutte le altre forme d’arte, hanno dei loro limiti nel rappresentare i pensieri, le storie e le immagini. Il cinema può, come sappiamo bene tutti, aggiungere qualcosa non esprimibile con le parole. La letteratura, da parte sua, è assolutamente in grado di recuperare tutto ciò che non è in grado di fare il cinema. Quindi non c’è alcunché di male nel riprendere e raccontare con i mezzi propri qualcosa di visto o letto.


Una soluzione tecnologica

Viviamo in un mondo sempre più strano. Nei giorni scorsi ho scoperto che su YouTube esistono dei video creati solo (e appositamente) per i gatti. Il video con il quale è avvenuta la scoperta dura quasi due ore e mezzo e mostra delle linee che si muovono come se fossero delle corde. Se qualcuno avesse la necessità di impegnare il proprio gatto in una attività autonoma per un po’ di tempo ed è pronto a «scarificare» uno schermo, si serva pure:

Dicono che funziona:


Sul relativo canale di YouTube, intanto, non è l’unico video per i gatti.


La musica del sabato

Il gruppo folk rock Blackmore’s Night avrebbe potuto essere interessante per la sola presenza di Ritchie Blackmore. Ma questo non è l’unico motivo per il quale mi piacciono molte loro opere musicali. Il secondo motivo è la scelta di suonare la musica rinascimentale con gli strumenti anche moderni. Mentre l’aspetto estetico-visivo delle loro esibizioni dal vivo può a volte apparire un po’ kitsch, dal punto di vista puramente musicale i risultati mi sembrano meritevoli di una buona pubblicità da parte mia.
È quasi impossibile scegliere due canzoni più rappresentative, quindi vado quasi a caso.
La prima canzone scelta è «Play, Minstrel, Play» (dall’album «Shadow of the Moon» del 1997):

Mentre la seconda canzone di oggi è la «World of Stone» (dall’album «The Village Lanterne» del 2006):

Il gruppo ha anche delle canzoni di generi leggermente diversi: probabilmente un giorno ne dedicherò un post a parte.


Sicuramente lo avete già letto. Dopo anni di tentativi, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan è riuscito a ufficializzare la trasformazione della chiesa Santa Sofia di Istanbul in una moschea. È abbastanza evidente che sia un importante — pur essendo solo uno dei tanti — passo politico sulla strada verso l’abbattimento dello Stato laico. Ma anche un tentativo di accrescere la cerchia dei propri sostenitori tra la popolazione conservatrice…
In realtà, scrivere di queste cose evidenti non era il mio obiettivo principale. Dovrebbero preoccuparsene soprattutto i cittadini turchi.
Il mio obbiettivo principale era quello di constatare il rischio di una grave perdita culturale per l’umanità intera. Santa Sofia conserverà anche lo status di museo? Potrà essere visitata dai turisti? Saranno conservati i mosaici, gli affreschi e tutte le altre opere artistiche originali? Si potrà continuare a fare i restauri e le ricerche archeologiche? Queste sono solo alcune delle tante domande che sono sorte in questi giorni.
Considerate le particolarità del periodo storico che stiamo vivendo, non posso invitarvi a tentare di vedere quella chiesa quanto prima. Però posso proporvi di vedere online quale ricchezza culturale stiamo rischiando di perdere. Le fonti possibili sono tante. Io ne consiglio una interessante ma non largamente nota: la vastissima galleria fotografica Aya Sofya Photo Gallery di Dick Osseman.


Una webcam HD gratis (quasi)

Per dei motivi abbastanza ovvi negli ultimi mesi sono diventate particolarmente popolari le videoconferenze e le videochiamate. Più o meno tutti si sono dunque accorti che le webcam a basso costo hanno una pessima risoluzione video (lo stesso vale per le webcam di alcuni computer portatili), mentre le webcam di qualità possono costare anche diverse centinaia di euro.
Ebbene, esiste un modo di ottenere una webcam di altissima qualità praticamente gratis: con i mezzi già disponibili in quasi tutte le famiglie/case.
Oltre al computer connesso all’internet ci serviranno due cose: un qualsiasi smartphone e un programma. Il programma gratuito che posso consigliarvi io si chiama DroidCam: deve essere installato sul computer (il sito del programma) e sullo smartphone (eccolo sull’AppStore ed eccolo sul GooglePlay). Sì, nonostante il nome, il programma ha le versioni anche per i dispositivi della Apple.
Il computer e lo smartphone devono essere connessi alla stessa rete WiFi. L’app dello smartphone, una volta avviata, mostrerà un indirizzo IP:

Quell’IP dovrà essere inserito nell’apposito campo del programma avviato sul computer: Continuare la lettura di questo post »


Le vostre letture del giovedì

Le persone che semplicemente cercano di apparire sempre e comunque politicamente corrette, in realtà sono solo infinitamente noiose. Tutta la loro vita ha il «sapore» dell’acqua demineralizzata. Ma è soprattutto un loro problema personale: i loro amici, conoscenti e colleghi hanno a disposizione molti modi di eliminare quelle persone dalla propria vita.
Le persone che cercano di dettare alla comunità delle regole comportamentali – anche quelle derivanti dai principi più corretti e condivisibili – sono invece socialmente pericolose. Perché superano velocemente ogni limite di ragionevolezza nei modi di agire, nelle proprie richieste e nella scelta delle vittime (in sostanza, delle streghe). Queste persone solitamente appartengono a qualche minoranza attiva e rumorosa (quindi difficilmente evitabile), ma costituita da una massa uniforme grigia (non intendo il colore della pelle!). Scelgono come vittime gli esponenti più interessanti della società: quelli che non si accontentano di produrre l’acqua demineralizzata al posto dei contenuti di qualità.
Più di quaranta anni fa Ray Bradbury aveva già scritto un testo bellissimo sull’argomento. Conviene rileggerlo ogni qualvolta sentite delle accuse verso qualcuno che non tenta di essere completamente inoffensivo verso il mondo intero.
I personaggi della cultura di oggi, purtroppo, si sono sentiti costretti a tentare una azione collettiva. Non so se servirà a qualcosa ma, almeno, non esporrà a dei rischi eccessivi ogni singolo partecipante.


Il tempo per viaggiare

Negli anni precedenti al Covid-19 ho sempre sostenuto che il periodo dell’anno ottimale per vedere le città sia quello di ottobre-novembre. Infatti, nelle condizioni di normalità sono i mesi con meno turisti in giro: i centri storici non sono affollati, i musei non hanno le file chilometriche all’ingresso, i biglietti aerei (spesso anche dei treni) e gli alberghi costano meno, i ristoratori non vi vedono come un ennesimo motore della Ford sulla catena di montaggio etc etc.
Quest’anno, invece, abbiamo la «fortuna» singolare (spero tanto che lo sia!) di poter pianificare il turismo interno nelle condizioni della concorrenza minima da parte dei turisti stranieri e, in una certa misura, anche quelli connazionali. Di conseguenza, ai viaggiatori del 2020 sono garantite la libertà spaziale e una buona accoglienza. Chi ha le possibilità economiche e temporali, farebbe bene ad approfittarsi della situazione creatasi. L’Italia è piena di cose interessanti da vedere. Non è nemmeno necessario andare lontano o in una località grande e famosa.
Pensateci.


L’evoluzione delle limitazioni

È bello notare che, col passare del tempo dalla fine della quarantena, a mutare non è solo il comportamento delle persone, ma anche quello delle aziende. Nemmeno due settimane fa, per esempio, avevo scritto delle misure adottate dalla metropolitana milanese al fine di garantire la distanza tra i passeggeri. Tra le altre, avevo inserito nel post anche questa foto:

Ebbene, venerdì sera mi sono accorto di un cambiamento: Continuare la lettura di questo post »


I problemi del confezionamento

È noto più o meno a tutti che i produttori del cioccolato non sanno imballare correttamente i propri prodotti. A me sembra evidente che una tavoletta di cioccolato debba essere posata in modo da permettere di vedere i rettangoli (con gli eventuali rilievi grafici) subito dopo l’apertura della busta. Sulla pratica, però, le tavolette sono sempre «rovesciate»: quando apri la busta, vedi la base piatta.
Non ci vuole molto a impostare diversamente i macchinari di confezionamento, ma per qualche motivo strano nessun produttore lo ha ancora fatto.

E poi esiste un altro grande mistero legato al confezionamento che è diventato particolarmente rilevante ai tempi del coronavirus.
Se tu, caro lettore, sei un minorenne o una persona particolarmente sensibile, interrompi la lettura di questo post. Faresti meglio a leggere qualcosa su, che ne so, Venezia o le targhe automobilistiche.
Bene. Continuare la lettura di questo post »