Sono quasi totalmente disinteressato al calcio (come a tutti gli altri sport di squadra e al 99,99999% dello sport professionale), ma non potevo ignorare questa notizia: l’Unione calcistica russa ha presentato ieri una nota di protesta all’UEFA per la nuova uniforme della squadra nazionale ucraina. Sul petto delle nuove magliette, infatti, è tracciato il contorno della penisola di Crimea unito al resto del territorio ucraino. E secondo la posizione ufficiale del calcio professionale russo, questa sarebbe la politicizzazione dello sport…

OK, non si tratta proprio di una notizia sportiva.
Nei prossimi giorni (oppure ore?) vedremo se sia una notizia politica (l’uniforme ucraina rimane immutata perché l’Europa non è disposta a riconoscere l’annessione della penisola) o economica (l’uniforme cambia perché fare contenti tutti i partecipanti grossi conviene). Ma, in ogni caso, sarà una lotta interessantissima. Finalmente riuscirò a seguire un evento quasi calcistico senza entrare in conflitto con il proprio cervello…
È sempre curioso osservare come il mutamento della quotidianità influisca — mescolandosi con il bagaglio culturale personale — sul subconscio della persona. Per esempio: ieri sera, andando a casa, ho avvistato a un semaforo una macchina rara per le strade italiane. E il mio primo pensiero è stato: «finalmente sono arrivati i Covidbusters!»…

Alcuni attimi dopo ho riso e ho pensato che i quattro vecchietti hanno perso i riflessi di prima: sono arrivati un po’ in ritardo.
Oppure è meglio tardi che mai?
Dopo appena dodici anni di vita, il WhatsApp sta per essere aggiornato nel modo più ovvio: lo stesso account potrà essere utilizzato su più dispositivi contemporaneamente. Anche quando il dispositivo principale si disconnette dall’internet. La versione beta del «nuovo» WhatsApp dovrebbe arrivare entro due mesi.
A questo punto non mi resta altro che fare gli auguri a tutte quelle persone che nella vita quotidiana usano più di uno smartphone.

E poi aggiungo che dobbiamo avere sempre fiducia nel progresso. Per esempio, possiamo e dobbiamo sperare che tra qualche altro anno venga «inventata» la possibilità di postare le foto su Instagram direttamente dal computer.
Secondo me anche le persone che non leggono le note da molto tempo dovrebbero essere in grado di valutare la gravità della situazione:

Ebbene, questa composizione diabolica può essere suonata… Ma solo a dieci mani:
Il compositore Domenico Scarlatti fu italiano, ma passò quasi tutta la sua vita professionale tra la Spagna e il Portogallo (e fu influenzato molto dalla musica popolare spagnola). Lavorò all’epoca della prevalenza stilistica del barocco, ma con le proprie composizioni influenzò principalmente il classicismo musicale. Compose molto, ma al giorno d’oggi è noto prevalentemente per le sue sonate (che hanno avuto una certa influenza sulle tecniche moderne del suonare il pianoforte). E allora dedico il post musicale odierno proprio alle sonate di Scarlatti.
Inizio con la Sonata in Si minore (L. 449), suonata da Leonard Gilbert all’Arthur Rubinstein Piano Master Competition (maggio 2011, Tel Aviv):
E poi continuo con la Sonata in Re minore (K 141), suonata da Martha Argerich:
Arriverà il giorno in cui metterò anche qualche composizione di genere diverso di Domenico Scarlatti.
Si sostiene che questo sia il foto-panorama sferico di New York più grande al mondo. Non so se sia vero, ma sicuramente l’immagine ha una risoluzione fantastica. Provate anche a voi a ingrandirla nei punti che vi interessano: con la rotella del mouse o con le dita (ma io vi consiglio di vedere i dettagli su uno schermo grande). E non esagerate a guardare alcune finestre, che capitano delle scene… ehm… un po’ private…
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Sono belle, comunque, queste manifestazioni del progresso tecnologico.
Alla fine di maggio Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko (potreste avere già sentito questi due nomi) hanno avuto un incontro lungo due giorni a Sochi. Il principale risultato politico dell’incontro è un nuovo «prestito» (si traduce in italiano come regalo) all’ospite Lukashenko: 500 milioni di dollari statunitensi per la continuazione della sua fantastica politica interna.
Ma a un lettore italiano medio potrebbero anche non interessare questi dettagli.
Un lettore italiano medio potrebbe invece provare ad apprezzare lo humor popolare circa il tempo passato dai due politici su una barca:

Le persone che risiedono sul territorio europeo potrebbero provare a indovinare – senza temere le conseguenze fatali – chi due personaggi ritratti abbia la parte maschile e a chi, invece, rimanga quella femminile…
P.S.: la sorte della loro nave comune sarà l’oggetto di un esercizio mentale futuro.
Come avrete già letto o sentito, Joe Biden ha indicato un nuovo obiettivo per la campagna vaccinale anti-Covid negli USA: vorrebbe che entro il 4 luglio il 70% della popolazione americana adulta ottenga almeno una dose di uno dei vaccini applicati. L’aspetto della vaccinazione che mi stupisce – non solo per quanto riguarda gli USA, ma a livello mondiale – è però il fatto che molte persone debbano essere motivate per andare a vaccinarsi. Non riesco a immaginare come un vaccino possa essere più preoccupante del rischio della malattia o delle varie limitazioni agli spostamenti. È vero che tutti i vaccini anti-Covid attualmente riconosciuti come funzionanti sono stati sviluppati con almeno tre anni di anticipo rispetto alla prassi «normale» (come sostengono tutti i medici che conosco), ma anche in mancanza di una fiducia assoluta consentono comunque di pensare di avere fatto tutto il possibile per proteggere la propria salute.
Ma in realtà oggi volevo concentrarmi sui modi di motivare la gente.
Infatti, l’Associated Press comunica che ci sarebbe l’intenzione di le iniziative delle aziende che incoraggiano la vaccinazione tra la popolazione. In particolare, ci sarebbe una campagna della Anheuser-Busch Brewing Company (l’azienda che produce la birra Budweiser): il produttore avrebbe promesso di iniziare a regalare la birra se l’obiettivo di Biden dovesse essere raggiunto. Le persone maggiorenni partecipanti alla iniziativa della Anheuser-Busch potranno ricevere un coupon di cinque dollari se si registrano sul sito web dell’azienda. Solo i 200.000 partecipanti registrati (se e quando l’obiettivo di vaccinazione sarà raggiunto) avranno diritto al buono per la birra.
Ecco, dato che non si tratta di una notizia falsa, possiamo constatare almeno due cose. Prima di tutto possiamo constatare che la promessa della birra gratuita corrisponda perfettamente al livello intellettuale di tutte quelle persone che debbano essere motivate per andare a vaccinarsi.
E poi possiamo logicamente sorprenderci per il fatto che nessuna azienda europea abbia tentato di farsi una pubblicità altrettanto forte e socialmente utile. Nell’UE risiedono quasi 447 milioni di persone: più che negli USA. Sentendo molte persone che lavorano in varie aziende sparse per il mondo, so che anche molti europei aspettano di essere motivati a vaccinarsi. Di conseguenza, posso dire che solo un marketologo professionalmente inadeguato potrebbe rifiutare l’idea di sfruttare uno degli argomenti più discussi del pianeta per pubblicizzare i prodotti di della propria azienda tra una quantità così alta di persone. E farlo al costo di sole duecento mila bottiglie di birra / magliette (prodotte con pochi centesimi in Cina ahahaha) / confezioni di caramelle etc etc.
Boh, forse le campagne motivazionali europee partiranno tra un paio di mesi, rispecchiando il ritardo nella vaccinazione rispetto agli USA. Ma questo non significa che dobbiamo aspettarle.
Sul nostro pianeta tormentato ci sono ancora delle cose che possono farmi ridere all’infinito.
Una di quelle cose è la lotta dei deficienti contro le ingiustizie sociali realmente esistenti. L’esempio più recente è la produzione, da parte delle Poste spagnole, dei francobolli monocromo «contro il razzismo». Il francobollo di valore inferiore è – sorpresa! – quello più scuro:

Avrei aggiunto pure il link alla relativa pagina del sito delle poste spagnole, ma su di essa i famosi francobolli non si trovano più. Si vede che almeno la reazione delle persone dotate di cervello abbia fatto venire qualche dubbio ai dirigenti delle Poste…
P.S.: la mia lotta personale contro il razzismo è semplicissima. Ignoro l’esistenza delle razze. Perché, come mi disse una persona saggia, ognuno deve essere l’ultimo nella catena della trasmissione del male.
Il mondo automobilistico russo e il mondo (micro-, ma pur sempre esistente, a giudicare dalle mail che mi scrivono i visitatori del mio sito) degli amatori delle auto russe/sovietiche stanno per essere scossi. Fortemente scossi.
L’UAZ-452, in produzione dal 1965 senza delle modifiche particolari, sta per essere dotato – finalmente – dell’aria condizionata! Ma non preoccupatevi: tale aggiornamento clamoroso riguarderà solo la versione «camper». La produzione in serie dovrebbe partire «a breve».

Prevedendo già una nuova ondata delle domande sul come portare legalmente questa auto in Italia, inizio subito a preparare una guida dettagliata. Le persone non troppo pigre possono iniziare, nel frattempo, a organizzare una start-up che faciliti l’importazione, ahahahaha



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