L’archivio del gennaio 2023

La musica del sabato

Vicente Amigo Hirol è un chitarrista flamenco del sud della Spagna (nato a Guadalcanal e cresciuto a Cordoba) che in trentaquattro anni di carriera da solista ha vinto un Grammy e diversi concorsi di flamenco. Ma oltre al flamenco suona anche altri generi musicali. Alcuni critici musicali lo definiscono «nuovo Paco de Lucia».
Per il post musicale di oggi ho selezionato, come al solito, due composizioni. La prima è la leggera – quasi pop – «Tres Notas Para Decir Te Quiero»:

La seconda composizione scelta tra il repertorio di Vicente Amigo Hirol è il flamenco «Tangos Del Arco Bajo»:

Lascio giudicare a voi se possa effettivamente essere considerato un «nuovo Paco de Lucia». In ogni caso, la sua tecnica sembra essere a un alto livello.


L’articolo – breve – segnalato per questo sabato è solo uno dei tanti tentativi di capire come, perché e con quale fondatezza la propaganda putiniana stia cercando di comunicare al mondo di ottenere dei «successi» militari in Ucraina. U tentativo fatto sull’esempio della cittadina ucraina di Soledar, la conquista della quale, in ogni caso, sarebbe stato un po’ difficile da spacciare per un risultato importante.


Le Yurte dell’Indistruttibilità

Intanto nelle città ucraine hanno iniziato a comparire le cosiddette «Yurte dell’Indistruttibilità»: la prima è stata aperta il 6 gennaio a Bucha, la seconda ieri nel Parco Shevchenko di Kiev. In entrambi i casi si tratta di una abitazione mobile – in sostanza una grossa tenda – usata da molti popoli nomadi asiatici: mongoli, kazaki e kirghisi etc. In Ucraina tali yurte vengono installate come luoghi in cui scaldarsi, bere tè e ricaricare i gadget in caso di interruzione della corrente elettrica in città. Le tende vengono costruite dai volontari della diaspora kazaka locale; ufficialmente, le yurte rimarranno aperte fino alla fine delle gelate invernali.

Sono ovviamente contento per l’impegno dei kazaki, ma l’aspetto ancora più curioso è la posizione ufficiale del governo russo in merito. Secondo la dichiarazione della portavoce del Ministero degli Esteri, infatti, si tratterebbe di un atto di inimicizia del Kazakistan nei confronti della Russia che metterebbe a rischio il rapporto tra i due Stati… Ed ecco che abbiamo avuto una nuova conferma del fatto che la guerra putiniana ha per l’obbiettivo principale la battaglia contro la popolazione civile ucraina.
Concludo con alcune altre immagini: Continuare la lettura di questo post »


Le notizie della numismatica

Lo Stato di Niue, nel Pacifico, ha emesso una moneta commemorativa d’argento da 5 dollari neozelandesi chiamata l’"Azovstal Warrior«.

Sulla moneta è presente il dipinto «Mariupol Azovstal» dell’artista Maxim Palenko che raffigura un soldato della guarnigione di Mariupol in armatura.

La moneta è stata cognata in 333 esemplari, il valore di mercato di un esemplare è di 279,9 euro.


La nomina di Lapin

Abbastanza prevedibilmente, anche in Occidente in tanti hanno iniziato a discutere della ennesima «notizia»: il generale Aleksandr Lapin, già capo del Distretto militare centrale, è stato nominato capo dello Stato maggiore delle forze di terra delle Forze armate russe.
A questo punto ricordo che bisogna distinguere i due tipi del «perché» che nella maggioranza delle lingue occidentali suonano, purtroppo, allo stesso modo: 1) a quale scopo e 2) per quale motivo.
Se ci chiediamo «per quale motivo» è stato nominato Lapin, stiamo solo perdendo tempo. Le decisioni militari devono essere formalmente firmate da qualcuno, non importa molto da chi. Qualsiasi generale disposto a dimostrarsi inferocito contro l’Ucraina può andare bene per il Comandante supremo delle forze armate russe.
Se ci chiediamo invece «a quale scopo» è stato nominato Lapin, la domanda è già più interessante. Infatti, le persone più attente si ricordano che in precedenza il generale Aleksandr Lapin era stato fortemente criticato da alcune figure politiche russe (tipo Ramzan Kadyrov) per i risultati scarsi raggiunti durante la guerra in Ucraina. Ebbene, proprio l’essere l’oggetto della critica è uno degli scopi per i quali Lapin ha ricevuto una nuova nomina. In tale «missione» si è dimostrato molto «forte» e indispensabile.
Ogni altra analisi più elaborata e fantasiosa della nuova nomina mi sembra per ora assolutamente inutile.


Uno in meno

Pavel Kamnev – il direttore scientifico della azienda russa Almaz-Antey Aerospace Defence Concern e lo sviluppatore del missile da crociera Kalibr – è morto ieri all’età di 85 anni. Nel corso della guerra con l’Ucraina, l’esercito russo ha ripetutamente utilizzato i missili Kalibr per colpire il territorio ucraino. Di conseguenza, di fronte alla notizia riportata sopra ho provato una sensazione strana.
Purtroppo, in Russia le persone che prendono le decisioni sull’utilizzo dei missili (e di tutte le altre armi) si trovano sempre lontano dai campi di battaglia e, molto probabilmente, moriranno come Pavel Kamnev: a casa propria o, al massimo, all’ospedale. Mentre io, in ogni caso, devo provare a resistere dal pubblicare un bel contatore.
P.S.: ma mi ricorderò i loro nomi.


La solitudine. Davanti a

Potrebbe essere curioso osservare come è cambiata la partecipazione di Vladimir Putin alla liturgia natalizia negli ultimi anni.
Il Natale ortodosso 2019 (ai poco esperti ricordo che si festeggia il 7 gennaio):

Il Natale ortodosso 2020: Continuare la lettura di questo post »


Gli auguri per il 2023

Per alcuni anni sul mio blog italiano c’è stata anche la tradizione di postare, in qualità di uno dei primi video domenicali dell’anno, il messaggio di auguri per il nuovo anno di Vladimir Putin: quel breve discorso che viene trasmesso pochi minuti prima del Capodanno. L’ho sempre fatto perché ho sempre pensato che non è possibile analizzare (e criticare) un personaggio senza sapere (e far sapere) cosa fa e cosa dice.
Per questa volta, però, ho pensato di interrompere la tradizione… Interromperla non solo perché è abbastanza difficile immaginare le parole che possano aggiungere qualcosa di rilevante ai fatti compiuti. Ho pensato di interrompere la tradizione anche perché io stesso – un tipo dotato di buoni filtri mentali – ho dovuto fare uno sforzo morale enorme per provare ad ascoltare il messaggio per il 2023. Chi ha lo stesso coraggio, può provare a leggere la traduzione di quel discorso e apprezzare l’inquadratura: il discorso è il più politico di sempre (e in linea con le cose dette negli ultimi dieci mesi), mentre l’inquadratura è nettamente militarista (anziché il tradizionale Cremlino sullo sfondo). In più, il personaggio mi è sembrato visibilmente nervoso, quasi isterico, il che è abbastanza strano per un discorso tradizionalmente registrato in condizioni più confortevoli possibile…
Ma mi sono dilungato un po’ troppo…
Oggi è la domenica, quindi è il giorno del video. Oggi posto solo il video del messaggio per il Capodanno 2023 del presidente più cool del momento: Vladimir Zelensky. È un po’ lungo, ma di contenuti importanti; sono presenti i sottotitoli in inglese.

Nell’anno passato è sicuramente stato il politico che mi ha sorpreso di più.


La musica del sabato

Il giorno del Natale ortodosso io, pur essendo un apateista, non potevo non selezionare – per il post musicale del sabato – qualche esempio di musica sacra suonata dalla gente palesemente ortodossa in tutti i sensi.
Il primo brano selezionato è la canzone «Angels In Heaven» interpretata da Chris Rodrigues e Abby the Spoon Lady:

Il secondo brano di oggi è invece la canzone «The Cuckoo» interpretata da Les Blackwell e Abby the Spoon Lady:

In qualità del regalo di Natale vi lascio link del canale YouTube della Spoon Lady.


Un sabato come quello di oggi – Natale ortodosso – non potevo non segnalare ai miei lettori l’articolo «Church of the Iron Cross»: basato sulla constatazione del fatto che il nazismo ha trovato il proprio spazio anche nel ramo ortodosso del cristianesimo.
Non si tratta di un articolo teologico. È sempre un articolo politico-sociale, ma dedicato a una questione abbastanza specifica e, spesso, poco concepibile a una persona comune.