L’archivio della rubrica «Russia»

“Umorismo” putiniano

La mia più grande scoperta delle ultime 24 ore è stata: Putin è [ancora] capace di raccontare delle barzellette. Sceglie abbastanza male gli argomenti, ma almeno ci prova. L’ultima è stata raccontata ieri durante un incontro con i vincitori dei premi statali al Cremlino:

Perché, per dirla senza mezzi termini, il nemico colpisce le aree residenziali? Non c’è alcuna logica. Per cosa, perché, qual è lo scopo? E su obiettivi chiaramente umanitari: è incredibile. E non c’è alcun senso militare, è zero.

A questo punto conviene definire bene anche il contesto, se per qualche strano motivo fosse sfuggito a qualcuno. In base ai dati dell’ONU, al 15 maggio almeno 23.600 civili sono stati uccisi e feriti in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa. L’Ufficio del Procuratore generale ucraino ha dichiarato che 487 bambini sono stati uccisi nel Paese a causa dell’aggressione armata della Russia.


L’importanza di leggere i decreti

Non ho raccolto delle statistiche – ho di meglio da fare – e quindi non so in quanti in Europa si siano accorti di quella bellissima norma adottata dal Governo russo il 30 maggio 2023, esattamente 7 giorni prima della distruzione della diga di Kakhovka. Intendo il Decreto del Governo della Federazione Russa n. 873 del 30.05.2023 «Sulle peculiarità dell’applicazione nei territori della Repubblica Popolare di Donetsk, della Repubblica Popolare di Luhansk, della regione di Zaporozhye e della regione di Kherson delle disposizioni della legislazione della Federazione Russa nel campo della sicurezza industriale degli impianti di produzione pericolosi e della sicurezza delle strutture idrauliche». Chi legge in russo (e non ha paura del linguaggio giuridico/burocratico), può andare a vederlo. A tutti gli altri traduco direttamente (e letteralmente) il comma 10 della seconda sezione:

Fino al 1° gennaio 2028 le indagini tecniche degli incidenti alla strutture industriali pericolose e degli incidenti alle strutture idrauliche avvenuti in seguito alle azioni militari, sabotaggi e atti terroristici non vengono condotte.

Ecco, vi ho tradotto questa norma bellissima non per confermare – per l’ennesima volta – che «a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina». L’ho tradotta per avvertirvi: se, per caso, sentite parlare di una norma analoga dedicata alle centrali nucleari, sappiate di avere circa 7 giorni per prepararvi.
E speriamo che non siano meno di 7…


Il canale televisivo britannico Sky News ha pubblicato un presunto contratto – firmato il 14 settembre 2022 – tra la Russia e l’Iran per l’acquisto di armi per un valore di oltre un milione di dollari. Secondo i giornalisti, il documento sarebbe stato ottenuto da un funzionario della sicurezza innominato. In base alle pagine del contratto consultate dai giornalisti, il documento parlerebbe dei proiettili e missili per artiglieria e carri armati, canne per carri armati T-7 e canne per obici.
I giornalisti non sono in grado di garantire che si tratti di un contratto reale, non lo posso fare nemmeno io. Però posso – come voi – leggere alcuni pezzi del documento e i relativi commenti di Sky News. Posso dunque vedere almeno due stranezze del suddetto documento.
Prima di tutto, vedo la «qualità» dell’inglese (la lingua del contratto) che secondo la mia logica confermerebbe il coinvolgimento delle Istituzioni russe nella stesura del documento. Vi è mai capitato, per esempio, di sentire parlare in inglese il ministro degli Esteri Lavrov? Provate: vi sentirete dei geni delle lingue straniere.
In secondo luogo, negli estratti del contratto pubblicati ho notato dei tentativi – per me parziali e dunque poco chiari – di stabilire il giudice competente per le eventuali controversie. Ci voleva una enorme ingenuità per sperare di poter regolare in conflitti in merito a un contratto del genere in una legislazione occidentale. A metà settembre del 2022 solo una persona totalmente sconnessa dal mondo reale poteva scrivere una cosa del genere in un documento reale.
Quindi boh, non so proprio cosa pensare di questo «contratto».

P.S.: una osservazione che non c’entra con la notizia, ma molto utile per la vostra vita privata e lavorativa: la parte più importante di ogni contratto è quella che contiene le condizioni di recesso. Se volete cercare le fregature, iniziate proprio da quella parte.


Il bombordamento di Shebekino

Il bombardamento della cittadina russa Shebekino (a 6 chilometri dal confine con l’Ucraina) del 1 giugno è una delle dimostrazioni del fatto che se «apri» il confine con la guerra, lo apri in entrambe le direzioni.

E sì, indipendentemente da chi, perché e su ordine di chi lo abbia fatto, dico che nella situazione corrente gli ucraini lo possono fare.


Quanto ha funzionato la magia…

Mi ero quasi dimenticato che il 17 e il 18 maggio la Chiesa ortodossa russa aveva effettuato, in collaborazione con il Ministero della «Difesa» russo dei sorvoli dei territori russi potenzialmente in pericolo nell’ottica della guerra con una «icona miracolosa» per prevenire gli attacchi dei droni. Nell’occasione sono state pure recitate delle preghiere per la Santa Russia.
Capisco che si tratta di un aspetto di importanza minuscola rispetto alla distruzione delle vite umane, ma spero che al termine di questa guerra riceva una bella sconfitta anche la barbaria preistorica chiamata religione. Almeno nella sua forma istituzionalizzata.
In ogni caso, la Chiesa ortodossa del patriarcato di Mosca è uno degli organi del potere dello Stato, quindi di Putin. Inevitabilmente, avrà anch’essa la sua punizione.


Cosa hanno attaccato i droni

Per qualche strano motivo pure i media occidentali hanno iniziato a scrivere che i droni «ucraini» (in realtà non si capisce proprio da chi siano stati inviati) avrebbero «colpito Mosca». Molto probabilmente i loro autori sono rimasti vittime della propaganda russa e non hanno avuto abbastanza pazienza per guardare bene la mappa. Mentre in Russia qualcuno ha fatto lo sforzo di segnare sulla mappa i punti ai quai ieri è arrivata la maggioranza dei famosi droni:

Ebbene, le mappe vanno non solo contemplate, ma anche analizzate: nel caso specifico considerato ora non si tratta di una zona geografica qualsiasi. Si tratta di una delle zone più costose, più «fighe», più prestigiose, più di lusso della periferia moscovita (si trova a sud-ovest della città). Per comprarci un terreno e/o un immobile molto spesso non è nemmeno sufficiente avere tanti soldi: ci vogliono anche le amicizie giuste (altrimenti non avrai la vita tranquilla). In particolare, i droni sono andati nei seguenti punti:
Uno dei droni è caduto nel villaggio di Ilyinskoe, a soli 3 chilometri dalla residenza del presidente Putin a Novo-Ogarevo.
Uno dei droni è caduto nel villaggio di Znamenskoe si trova la tenuta di Gennady Timchenko, un amico di Putin. Accanto c’è la residenza Gorki-9 del Primo Ministro Mikhail Mishustin e la casa di Kirill Shamalov, l’ex genero di Putin. Nelle vicinanze vivono il padre del governatore della Regione di Mosca, il senatore Yury Vorobiev e il ministro della «Difesa» Sergei Shoigu.
Passiamo al punto seguente. Le ville degli amici più stretti di Putin, Arkady e Boris Rotenberg, si trovano una di fronte all’altra nel villaggio di Zhukovka, nel polo di Ilyinskoe. E accanto c’è la casa dell’amante di Shoigu, Elena Shebunova. Nell’insediamento di Landscape, Sergei Kirienko ha una casa. Igor Sechin ha una casa a Barvikha. L’ex dacia del ministro sovietico Mikoyan è di proprietà di Viktor Zolotov, capo del Servizio di Guardia Nazionale.
Un altro punto di caduta. Ad Arkhangelskoye si trova la casa di Valery Zorkin, capo della Corte Costituzionale.
Negli stessi luoghi vivono anche i «principi»: i figli di Igor Sechin (il capo della Rosneft), Inga e Ivan (a Barvikha), il genero di Zolotov (il capo della Guardia Nazionale), Yuri Chechikhin, e il figlio di Zolotov, Roman (a Rechnoye).
Un altro drone, poi, drone era diretto a Vlasikha, il posto di comando centrale delle forze missilistiche strategiche.
Insomma, cosa (chi) e per quale scopo i droni abbiano attaccato non è quella domanda alla quale si possa rispondere con «Mosca, per intimidire».
E non vedo nemmeno alcuna chiara indicazione del fatto che i droni siano stati lanciati dall’esercito ucraino.


Un’altra grande vittoria

Molto probabilmente vi è già capitato di leggere che la settimana scorsa Vladimir Putin ha ottenuto una importantissima vittoria nella sua «guerra del gas».
Il Bloomberg scrive, citando i partecipanti alla fiera annuale dell’energia E-World di Essen, che secondo i top manager dei principali operatori i prezzi dei contratti del gas a breve termine in Europa potrebbero diventare negativi in alcuni brevi periodi di questa estate. Un evento di questo tipo (in cui i produttori di gas pagano gli acquirenti che prendano il loro gas) sta diventando sempre più probabile, dato che i prezzi si sono già avvicinati ai livelli pre-crisi. La settimana scorsa i prezzi del gas nella borsa europea sono scesi sotto i 300 dollari per mille metri cubi per la prima volta in due anni. Alla contrattazione del 26 maggio, il costo dei futures di giugno sull’hub TTF nei Paesi Bassi è sceso dello 0,3%, a 25,38 euro per 1 MWh, o circa 286 dollari per 1000 metri cubi, incluso il tasso corrente sul mercato forex internazionale.
In particolare, in alcuni mercati regionali del gas in Europa i prezzi potrebbero diventare negativi nelle ore o nei giorni in cui si registra un’elevata produzione di energia rinnovabile.
Per apprezzare meglio la suddetta notizia, ricordatevi le preoccupazioni per l’inverno freddo che si provavano in Europa appena otto o nove mesi fa. La velocità con la quale è stata raggiunta la «grande vittoria» è impressionante.


La lettura del sabato

L’articolo potenzialmente interessante consigliato per questo sabato è dedicato alla detenzione nelle carceri russe dei civili ucraini sequestrati sui territori occupati dall’esercito russo. Si tratta di una lettura non sempre leggera e, in ogni caso, illustra un aspetto della guerra poco scontato. O, almeno, non tutti immaginano che possano succedere anche delle cose del genere.


Ovviamente ci crediamo

Il canale televisivo russo di propaganda statale Russia Today (noto ad alcuni di voi anche con il nome RT) afferma che l’esercito russo avrebbe deliberatamente lasciato entrare i sabotatori ucraini nel distretto russo di Hrayvoron per circondarli e distruggerli.
Potete facilmente immaginare anche voi che si tratta di un piano geniale e potenzialmente universale. Per esempio: si potrebbe suggerire all’esercito russo di continuare su tale strada e di ritirarsi dunque dalla Crimea e dal Donbass per attirare in quelle regioni gli ucraini creduloni e farli dunque in una trappola pericolosa! (avendo visto i «successi» dell’esercito russo degli ultimi sedici mesi, possiamo intuire la pericolosità strategica di una trappola del genere)
Boh, prima o poi potranno inventare una scusa del genere anche da soli…


Piccoli dettagli importanti

Nella vita quotidiana capitano regolarmente delle piccole notizie che pur non ricevendo una meritata pubblicità sui media (soprattutto quelli esteri), illustrano molto bene l’evoluzione di una società o di uno Stato. Oggi, per esempio, vi posso comunicare di una nuova frontiera raggiunta dalla «giustizia» russa nel 2023.
Il martedì 16 maggio il tribunale della città di Raduzhninsk (nella regione autonoma russa di Khanty-Mansi) ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione il residente locale Ivan Chistyakov che ha accoltellato più volte due conoscenti durante una festa casalinga. Come circostanza attenuante, il giudice Natalia Studenikina ha considerato il fatto che le vittime avevano «screditato» l’esercito russo in azione sul territorio ucraino durante la discussione con il giudicato.
«Quando c’era lui…»