Qualche giorno fa ho trovato un progetto curioso: una serie di mappe con le linee spartiacque. Qui riporto solo tre esempi.
Il mondo in generale:

L’Europa:
Continuare la lettura di questo post »
L’archivio della rubrica «Nel mondo»
La vita politica kazaka scorre regolarmente anche dopo l’evento epocale di ieri.
Oggi il Parlamento del Kazakistan ha approvato all’unanimità la rinomina della capitale Astana. Il nuovo nome della città è — sorpresa! — Nursultan.
Colgo l’occasione per ricordare ai miei lettori fantasiosi che in Russia esiste già una città di nome Vladimir: si trova a 176 km a est di Mosca, ha circa 357 mila abitanti e oltre mille anni di storia.
Ma, come spesso capita, c’è sempre una speranza per tutti. La dimostrazione geografica di questa tesi è semplice: in Russia esiste già la città Velikij Novgorod (il nome si traduce come «Novgorod la grande»), ma non esiste ancora un Velikij Vladimir.

P.S.: avrei voluto aggiungere anche le indicazioni stradali verso qualche toponimo italiano di questo tipo, ma non ne ho trovati. Avrò cercato male…
Le dimissioni del presidente kazako Nursultan Nazarbaeyev è un evento di portata simile a quella del pensionamento di un Papa… No, peggio: della inversione del movimento del Sole… No, ancora peggio: della sconfitta alle elezioni di Vladimir Putin… Insomma, la rappresentazione umana di uno Stato asiatico come il Kazakistan non può diventare un semplice (ma nemmeno speciale) pensionato.

Ma in realtà non dobbiamo preoccuparci. Dopo ben 30 anni alla presidenza Nazarbaeyev diventerà il dirigente a vita del Consiglio di Sicurezza del proprio Stato. Si è semplicemente stancato di giocare alla democrazia e si è scelto un posto sicuro, non soggetto agli intrighi invisibili al pubblico, e adatto all’esercizio effettivo del potere fino alla fine dei suoi giorni (ora ha 79 anni).
Ecco, è tutto qui. La eventuale analisi più profonda, discorsiva e piena di parole intelligenti verrà fatta nei prossimi giorni.
Purtroppo, i mass media di tutto il mondo da sempre trascurano lo sciopero perenne degli «studenti» contro lo studio. Quello sciopero che non permette alle persone di scoprire, per esempio, la ciclicità dei cambiamenti climatici che in sostanza si verificano a partire dal momento in cui si è formato fisicamente il nostro pianeta.
Essere ignoranti è però molto più facile di essere istruiti.
Essere ignorati e avere la mania di grandezza istallata nel cervello è pure divertente.
Per la mania di grandezza intendo, ovviamente, non l’illusione di essere cagati dai politici, ma la convinzione del fatto che l’uomo sia realmente in grado influire sul clima. In realtà l’uomo può influire sulla ecologia e sotto questo aspetto c’è ancora tantissimo da fare.
La maggior parte delle persone viaggia (o, se preferite, si sposta) quasi tutti giorni. Tra queste persone la maggioranza ha paura – più o meno fortemente – di volare. Allo stesso tempo, ogni anno circa 1,25 milioni di persone muoiono negli incidenti stradali e solamente circa 800 negli incidenti aerei. I più curiosi possono provare a contare quante decine di aerei dovrebbero schiantarsi tutti giorni per pareggiare il conto dei morti con le automobili. La probabilità di sopravvivere in caso di un incidente aereo è di 95,7%.
La storia più interessante in tal senso è l’incidente del Boeing 737-200 della Aloha Airlines impegnato sulla linea Hilo-Honolulu nelle Hawaii. Si tratta di un volo brevissimo: appena 35 minuti. Il 28 aprile 1988 alla quota di 7300 metri a causa di una decompressione esplosiva (dovuta a sua volta all’affaticamento del metallo) si staccarono la parte dello scafo sopra le prime sei file della prima classe e la portiera della cabina di pilotaggio. I passeggeri rimasero dunque senza alcuna protezione alla temperatura di –45°C e la velocità del vento frontale di circa 500 km/h. inizio l’ipossia di massa. Il comandante dell’aereo iniziò immediatamente la discesa, ma a causa di una pessima manovrabilità i piloti furono costretti a iniziare l’atterraggio con la velocità di 315 km/h anziché 250 previsti dal regolamento. il motore sinistro si ruppe in fase di discesa, mentre una spia impazzita indicò il mancato fissaggio del carrello anteriore. L’atterraggio è comunque stato eseguito con successo.
All’incidente sopravvissero 94 persone su 95: morì l’assistente di volo risucchiata dall’aria perché stette in piedi al momento dello «scoperchiamento».
La Wikipedia italiana dice ben poco su questa storia, quindi vi do il link alla versione inglese dell’articolo.


Le radio si stanno rifiutando di trasmettere le canzoni di Michael Jackson.
I creatori dei Simpson «ritirano» la puntata doppiata da Michael Jackson.
Dallo stadio Manchester National Football Museum tolgono la statua di Michael Jackson.
Etc. etc.
La causa è sempre il documentario «Leaving Neverland» della HBO dal quale la gente ha finalmente appreso una notizia nota a tutti da decenni.
È un mondo divertente.
La distribuzione dei centri abitati con la parola «santo» nel nome:

Devo ammettere che ero convinto della esistenza di altre zone di concentrazione.
Probabilmente lo avete già letto, ma non potevo non condividere questa battuta [da guerra] geniale.
Nell’ambito della attuale intensificazione del conflitto, il 27 febbraio l’esercito pakistano ha riconsegnato all’India il pilota abbattuto e, allo stesso tempo, presentato il conto per il thè servitogli durante la breve prigionia. Nella colonna «prezzo» vediamo bene la scritta «MiG-21».

Per chi non conoscesse il «MiG-21» allego il link al rispettivo articolo della Wikipedia e una foto: Continuare la lettura di questo post »
«Questi coreani sono tutti uguali, rischiamo di confonderci», hanno detto i vietnamiti. E hanno espulso il sosia di Kim Jong Un.
Donald Trump, invece, è difficile da confondere.
Mentre ero impegnato a scrivere dei testi seri per alcuni miei lavori offline, è maturato un nuovo argomento che i miei lettori logicamente si aspetterebbero di incontrare sulle pagine del blog.
Ebbene, si avvicinano le elezioni presidenziali ucraine: il primo turno è fissato per il 31 marzo 2019. Meno di due settimane fa, l’8 febbraio, si è invece concluso il periodo della registrazione delle candidature. Ora sappiamo che qualora non dovessero esserci rinunce, sulla scheda elettorale saranno elencati 44 candidati (sì, quarantaquattro).
Queste elezioni, però, sono interessanti non per la quantità dei candidati (la maggioranza di loro sono dei «compagni di sparring» dei candidati reali). Sono interessanti non solo perché per la prima volta non si conosce in anticipo il vincitore (non si è mai stato ai livelli della Russia, ma prima il candidato più forte è sempre stato evidente). Le elezioni presidenziali di quest’anno sono interessanti perché i candidati più forti sono tre, di conseguenza non si sa nemmeno come sarà la scelta al secondo turno.
Penso che la maggioranza di voi conosca due personaggi su tre, ma provvedo presentarli comunque tutti. Continuare la lettura di questo post »



RSS del blog

