Bloomberg riferisce che il Governo dei Paesi Bassi sta lavorando alla creazione di un’amministrazione pubblica più «efficiente». Nell’ambito di questo piano, si prevede la riduzione di circa 25 mila posti di lavoro nel settore pubblico grazie all’intelligenza artificiale. Entro il 2035, le autorità del Paese prevedono di risparmiare 3,5 miliardi di euro all’anno.
La notizia è interessante e, al giorno d’oggi, del tutto logica: l’AI non fa differenza se risolvere problemi per il settore privato o per quello pubblico.
Allo stesso tempo mi sembra ovvio che se qualcosa di simile dovesse verificarsi (o semplicemente iniziasse a essere discusso pubblicamente in chiave puramente teorica) nell’Europa centrale o meridionale, scoppierebbe una vera e propria rivoluzione. Non si tratterà di manifestazioni di teppisti e saccheggiatori, che ogni sorta di «utili idioti» cerca di presentarci come proteste contro i problemi economici e sociali, ma di una vera e propria rivoluzione dei personaggi, il cui unico traguardo e scopo nella vita è ottenere un contratto a vita garantito e un ritmo di lavoro relativamente tranquillo. Saranno proprio loro a protestare con tutte le loro forze contro il ritorno forzato a condizioni di concorrenza con gli altri attori della vita reale.
Insomma, all’orizzonte è apparsa la prima vera minaccia globale, provocata dallo sviluppo dell’AI.
Non rischieranno solo i negozi
(28 Ottobre 2026)
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