L’azienda italiana Danieli – uno dei leader mondiali nella produzione di altiforni, presse da forgiatura e laminatoi – due anni fa aveva dichiarato di essersi completamente ritirata dal mercato russo. Tuttavia, è emerso che ciò non corrispondeva al vero: nel 2025 l’azienda continuava ancora a vendere i propri prodotti alle acciaierie russe, sia direttamente che tramite una filiale russa apparentemente «non più controllata». Dai dati doganali emerge che nel 2025 Danieli importava in Russia pezzi di ricambio per la riparazione di laminatoi, per l’impianto di fusione elettrica dell’acciaio e per l’area di installazione dell’impianto di depurazione dei gas.
Ehm… ma voi sapete qual è il settore produttivo russo che da oltre quattro anni consuma la maggior parte dei prodotti metallurgici russi? Di conseguenza, riuscite a immaginare anche su cosa, seppur indirettamente, guadagna la Danieli?
Io, intanto, inizierei a lavorare su un elenco delle aziende italiane con gli interessi simili. Se andiamo in ordine alfabetico, la prima componente della lista che mi viene in mente è Beretta, poi segue l’azienda menzionata sopra.
Farei una lista
(17 Luglio 2026)
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