Un regalo europeo al Kirghizistan

(10 Giugno 2026)

In un comunicato ufficiale pubblicato sul sito web del presidente del Kirghizistan si legge che il Kirghizistan è stato escluso dall’elenco dei Paesi i cui vettori aerei non sono autorizzati a operare voli verso l’Unione Europea. Il Kirghizistan figurava in tale elenco dal 2006. La decisione di escluderlo dall’elenco è stata presa a seguito della riunione del Comitato per la sicurezza aerea dell’UE (ASC) tenutasi dal 19 al 21 maggio 2026 e sarà formalizzata con un apposito regolamento della Commissione europea.
Per la maggioranza di voi è una notizia minuscola, praticamente irrilevante… Mentre per il Kirghizistan è una notizia economica gigantesca. Seguite questi pochi passaggi del mio ragionamento:
Il Kirghizistan è uno dei vicini della Russia.
Dall’inizio della grande guerra in Ucraina i cittadini russi (anche coloro che sono contrari alla guerra) hanno solo due possibilità di volare verso l’Europa: facendo il cambio in Turchia o in Armenia (se non consideriamo i viaggi di estrema complessità via Cina etc.). Succede perché i voli diretti non ci sono più a causa delle sanzioni.
Gli aeroporti turchi e armeni guadagnano bene sulla situazione creatasi.
Da quando il Kirghizistan sarà rimosso dalla suddetta lista, inizierà a guadagnare bene pure almeno uno dei suoi aeroporti.
Per il Kirghizistan con il suo PIL di 21,57 miliardi di dollari (nel 2025; quasi un millesimo di quello italiano) è un regalo economico enorme!
Il perché di questo regalo da parte dell’Europa è un argomento a parte. Per ora cerchiamo di comprendere il fatto puro.

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