L’architetto di Putin

(4 agosto 2022)

All’"architetto di Putin" Lanfranco Cirillo, accusato di reati fiscali e tributari, sono stati sequestrati beni per 141 milioni di euro. Per ora non riesco a capire quanto le accuse siano fondate, ma vedo già che Cirillo sta per qualche strano motivo (e in un modo un po’ debole) tentando di difendere Putin dalle accuse di corruzione. Certo, posso presumere che l’unico suo intento sia quello di non perdere i ricchi contratti in Russia, ma di questi tempi non mi sembra una cosa tanto conveniente: almeno per una persona capace di pensare – a differenza dello stesso Putin – alle condizioni della propria vita in un futuro più lontano di qualche mese…
Ma nell’attesa degli sviluppi di questa storia (che un po’ mi incuriosisce) posso constatare già ora che con l’aiuto di Lanfranco Cirillo la Russia contemporanea è riuscita a esportare nel mondo qualcosa di diverso dal petrolio, gas e bombe: il modo di conservare i beni personali (soldi contanti e oggetti di valore registrati all’estero) e di giustificare la loro provenienza («vivo e lavoro all’estero»). Questo «favore» reputazionale potrebbe essere ricordato nel futuro inevitabile senza Putin, quindi qualcuno rischia di perdere più o meno tutto in entrambi gli Stati: quello delle indagini e quello dei guadagni.

Rubriche: Italia, Russia

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