Trump ha incontrato Zelensky l’8 luglio durante il vertice NATO ad Ankara, dove ha promesso di concedere all’Ucraina la licenza per la produzione di missili Patriot e ha accolto con favore gli attacchi a lungo raggio delle Forze armate ucraine sul territorio russo, definendoli «un’escalation che potrebbe portare alla fine della guerra». L’ufficio del presidente ucraino ha dichiarato che l’incontro tra Trump e Zelenskyy è stato «uno dei migliori, se non addirittura il migliore» di sempre.
Prima dell’incontro, Trump aveva dichiarato pubblicamente che, al termine dello stesso, avrebbe chiamato Putin. Ma, come ha riferito il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, la telefonata non è avvenuta: «Il signor Trump, a quanto pare, era molto impegnato dopo tutti i contatti avuti ad Ankara, quindi ieri nessuno ha chiamato».
Nonostante tutto, mi diverte ancora tanto la convinzione degli «abitanti» del Cremlino che si possa avere un rapporto stabile e costantemente positivo con Donald Trump (secondo me sono gli unici sulla Terra a non essersi ancora accorti che quello cambia idea su tutto più volte al giorno). E, allo stesso tempo, noto quasi una servile ammirazione per l’America proprio tra gli abitanti del Cremlino: sembrano che cerchino di far vedere a tutti di essere pari ai grandi (in tutti i sensi) amministratori statunitensi. Anzi, di essere dei partner prescelti degli ammirevoli amministratori statunitensi: per esempio, nel messaggio di auguri per i 250 anni della Indipendenza destinato a Trump, Putin gli aveva dato del tu. Era talmente desideroso di apparire un grande amico del «mitico» Trump, che si era dimenticato che il «tu» è percepibile solo nel testo russo del messaggio…
Al colonello non telefona Trump
(10 Luglio 2026)
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