La tregua pasquale

(10 Aprile 2026)

Ieri sera Putin ha annunciato una «tregua pasquale» dalle ore 16:00 dell’11 aprile fino al termine della giornata del 12 aprile (il giorno della Pasqua ortodossa) e ha ordinato alle forze armate della Federazione Russa di «sospendere le operazioni militari su tutti i fronti»: ma le truppe devono essere pronte a «reprimere eventuali provocazioni da parte del nemico, nonché qualsiasi sua azione aggressiva». Il comunicato ufficiale della tregua contiene anche la frase «partiamo dal presupposto che la parte ucraina seguirà l’esempio della Federazione Russa».
È abbastanza facile presumere (per noi, non per Putin) che la tregua non sarà tanto rispettata nemmeno dall’esercito russo: un po’ come era successo nelle occasioni delle tregue precedenti. Allo stesso tempo, è molto più interessante chiedersi se si riuscirà a concordare una tregua per il 9 maggio.
In effetti, Putin è un maniaco dei rituali religiosi visivi (perché vuole sembrare a tutti, lui stesso compreso, un buon cristiano… aspettate la fine del post per iniziare a ridere!), ma alcuni altri rituali per lui sono ancora più importanti. Prima di tutto, anche quest’anno vorrebbe festeggiare sulla piazza Rossa la vittoria nella Seconda guerra mondiale contro il nazismo (anche di questa potrete ridere alla fine) e farlo senza rischiare gli attacchi militari ucraini ai luoghi della grande festa militarizzata (aspettate, aspettate…). Vorrebbe anche evitare di dover scegliere tra partecipare ai festeggiamenti di persona o via videoconferenza.
Ma Zelensky che interesse ha di fargli questo regalo?
Bene, ora sfogatevi.
Quando vi riprendere, provate a riflettere su quanto scritto prima.

Rubriche: Nel mondo

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