Dal bordo della navicella spaziale «Orion» (missione Artemis II) è stato girato il video della Luna più ravvicinato e di migliore qualità della storia. È talmente bello che non sono riuscito a resistere da inserirlo nella mia video-rubrica domenicale.
A questo punto aggiungo pure una foto, così non devo scrivere due post separati: Continuare la lettura di questo post »
L’archivio del tag «spazio»
Tra poco, il 12 aprile, sarà il 65-esimo anniversario del primo volo (riuscito?) dell’uomo nello spazio. A marzo, invece, c’era già stato il 61-esimo anniversario della prima passeggiata di un uomo nello spazio libero. Io non potevo non ricordare questi rari momenti positivi della storia sovietica e, in generale, due momenti positivi della storia della umanità (in quest’ultimo caso, ovviamente, un po’ meno rari).
Tra i vari possibili modi li ricordo anche con il seguente sondaggio:
Ci avete pensato bene prima di votare?
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.
Meglio tardi che mai. Ecco la trasmissione del sorvolo del lato nascosto della Luna da parte dell’equipaggio di Artemis II:
Ma che sto dicendo? Per i post su missioni di questa portata non è mai troppo tardi. Quindi, se non l’avete vista in diretta, guardatela quando avete tempo.
Mentre il link per seguire la posizione di Artemis II sarà attuale per molto meno tempo, per ovvie ragioni.
Il mio sondaggio di questo mese potrebbe sembrare totalmente privo di senso e, allo stesso tempo, contrario alla teoria della Terra piatta in tutte le sue risposte. Ma in realtà può fornirci delle preziose conoscenze nuove nell’ambito della psichiatria sulla suddetta teoria: ogni risposta data significherebbe che pure l’Universo si trovi in una posizione orizzontale rispetto a qualcosa…
Ebbene sì, l’opposto della conoscenza può essere può essere più grande dell’Universo!
N.B.: il sondaggio è anonimo per i votanti non registrati o non loggati sul sito. Il sondaggio più recente è sempre visibile sulla prima pagina del sito. Tutti i miei sondaggi sono raccolti su una apposita pagina.
Proviamo a distrarci un po’ con qualche evento epocale. Per esempio: come avete sicuramente letto, sentito e visto, la settimana scorsa il booster Super Heavy, la parte inferiore del StarShip della SpaceX, è rientrato esattamente nel sito di lancio. Sicuramente lo avete visto:
I vari terrapiattisti, negazionisti del progresso scientifico e tecnologico e altri ignoranti hanno iniziato subito a dire e scrivere che si tratterrebbe di un filmato del lancio «riprodotto al contrario». Certo, come se il booster Super Heavy fosse stato lanciato da solo, senza niente…
Gli ignoranti che appartengono alla categoria delle persone un po’ «meno perse» per la società – cioè quelle capaci di motivare le proprie parole con qualcosa che assomiglia alla logica umana – fanno notare che nel video le nuvole iniziano a muoversi solo quando la fase di atterraggio si conclude con l’agganciamento alla base. Certo, come se nessuno si fosse accorto del fatto che è il punto di ripresa a cambiare rispetto alle nuvole (lo potete notare da come cambia l’inquadramento della base).
Insomma, è una delle rare (negli ultimi anni) occasioni in cui posso fare i complimenti a Elon Musk.
E, allo stesso tempo, è una delle tantissime occasioni in cui posso augurarvi di non sprecare la vostra unica vita per l’ascolto degli ignoranti.
Le immagini del lancio del satellite «spia» nordcoreano non hanno tanto di particolare per quelli di noi che hanno visto dei lanci molto più importanti. Dunque io spero l’amore nordcoreano verso la pubblicizzazione dei propri «grandi successi» lo porti anche farci vedere cosa è riuscito a «spiare» con quel satellite: riusciremmo a capire qualcosa sull’attuale livello tecnologico nordcoreano.
Anche se potrebbero capire il rischio di farci ridere…
Mi piacciono da anni i comunicati ufficiali della azienda statale russa Roskosmos (quella responsabile per il programma spaziale russo):
Secondo i risultati delle analisi preliminari, a causa della deviazione dei parametri effettivi dell’impulso da quelli calcolati, la navicella si è spostata su un’orbita non calcolata e ha cessato di esistere in seguito alla collisione con la superficie della Luna.
Effettivamente, la comunicazione con la navicella era stata interrotta il 19 agosto alle 14:57 circa, l’ora di Mosca. E la Roskosmos ha continuato a seguire il linguaggio ufficioso russo, quello che parla della «crescita negativa» dei fattori economici, la «controffensiva russa» sul fronte ucraino etc…
Per il resto, non mi è ancora chiaro se il progetto «Luna 25» sia stato identico al progetto «Luna 24» del 1976 (ha pure fatto in tempo a «trasmettere» delle foto della Luna di qualità tipica del 1976) oppure un modellino incompleto lanciato sull’orbita tanto per lanciare qualcosa prima degli indiani.
Beh, non facciamoci distrarre.
Oggi, nel 61-esimo anniversario del volo di Yuri Gagarin nello spazio, posso fare solo la triste constatazione di un fatto già ben noto a tutti: con l’invasione militare dell’Ucraina la Russia si è nuovamente sparata a una gamba ritagliata fuori anche dal progresso tecnico-scientifico legato allo studio dello spazio. Nessuno Stato, nemmeno il più ricco, avrebbe le risorse intellettuali ed economiche sufficienti per condurre gli studi di tale portata. E il governo russo (in realtà una persona in particolare) in un mese e mezzo è riuscito ad attirare le sanzioni internazionali sufficienti non solo per escludere il settore nazionale dal mondo scientifico globale, ma anche per seppellirlo del tutto.
Gli interessati a questa conseguenza — naturalmente non la più grave dal punto di vista umanitario — della guerra troveranno facilmente molti articoli validi sull’argomento, quindi io vi propongo solo un link utile per farsi una prima idea.
È così che i primi diventano peggio degli ultimi: si azzerano. E non si sa se e quando ripartono.

A me, personalmente, dispiace tanto che gli sforzi di alcuni geni della metà del XX secolo siano stati sprecati in questo modo…
Il polo oceanico dell’inaccessibilità – noto con il nome di punto Nemo – è situato nell’oceano Pacifico e ha le terre emerse più vicine a 2688 km di distanza. Se a qualcuno dovesse capitare di sostare, in qualche modo, in quel punto per un po’ di giorni, in alcuni momenti gli umani più a egli vicini sarebbero gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale (l’altezza media alla quale si trova è di 384,7 km).

Ma non conviene andarci per troppo tempo o in un momento scelto completamente a caso. Infatti, il punto Nemo è anche la coordinata di rientro per i veicoli e i corpi spaziali artificiali destinati alla distruzione. I resti delle opere umane bruciate nell’atmosfera potrebbero arrivarvi in testa un po’ troppo fortemente, anche se senza alcun umano «a bordo».
L’astrofotografo Andrew McCarthy si autodefinisce, sul proprio Instagram, «solo un tipo normale con un telescopio». Ma io, vedendo i suoi risultati, non riesco proprio a considerarlo «solo normale». Per ognuna delle proprie opere Andrew fa una grandissima quantità di scatti per poi montarli in una unica foto di altissima risoluzione.
Per esempio: per ottenere le immagini della Luna come quelle seguenti, Andrew deve scattare e poi mettere insieme alcune decine di migliaia di foto.

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