L’archivio del tag «scienza»

La moda sicura

Secondo la tradizione generalmente riconosciuta, l’inventore del parafulmine sarebbe il fisico americano Benjamin Franklin (che alla maggioranza dei nostri contemporanei è noto per l’impegno nelle attività un po’ lontane dalla fisica). Paradossalmente, però, il primo parafulmine fu installato non in America del Nord, ma in Europa: successe a Parigi il 10 maggio 1752. I pochi primi esemplari installati in Europa – per volontà dei proprietari delle case particolarmente entusiasti del progresso scientifico – furono inizialmente visti dalle masse con un forte sospetto, diffidenza, a volte anche ostilità. Vi furono addirittura delle cause civili avviate dai vicini contrari alla «pericolosa invenzione diabolica».
Ma, per fortuna, tutto passa. L’inversione della tendenza iniziò nelle grandi città, dove la concentrazione delle persone istruite è un po’ più alta. Così, per esempio, nel 1778 andavano già di moda a Parigi gli ombrelli e i cappelli con un parafulmine.

In provincia, invece, l’ignoranza medioevale continuò ancora per un certo periodo. Facciamo un esempio. Nel 1780 Charles-Dominique de Vissery de Bois-Valé, un anziano avvocato di Saint-Omer (una cittadina al nord di Francia), decise di aggiungere una parafulmini alla propria casa seguendo il progetto descritto da Franklin. Pensando però che il filo di metallo della messa a terra debba essere più lungo possibile (per motivi di efficienza), fece passare il suddetto filo anche sul muro della casa vicina. Ma quella casa fu abitata da una signora con la quale ebbe dei rapporti di vicinato – e di conseguenza anche quelli personali – un po’ tesi. La vicina convinse dunque altre signore della via e della città a denunciare il vicino per la costruzione di uno strumento che «potrebbe causare gli incendi, le perdite della gravidanza, il cancro» etc. In qualità dell’arma d’attacco fu utilizzato il marito della promotrice della causa: il balivo della città. La causa venne dunque presentata al consiglio cittadino.

N.B.: nella Francia pre-rivoluzionaria un balivo, in sostanza, fu un giudice locale con delle competenze che variavano da zona a zona. Fece parte di un sistema abbastanza complesso che non ha senso spiegare ora.

La difesa di de Vissery de Bois-Valé si basò sui lavori di Franklin nei quali il parafulmini fu in realtà definito «molto probabilmente sicuro» se realizzato in un determinato modo. La riserva di Franklin fu nascosta ai giudicanti, ma questi ultimi imposero comunque la rimozione dell’attrezzo entro le 24 ore per la violazione dell’ordine pubblico e la sicurezza della proprietà privata altrui.
L’anziano avvocato, però non si arrese, smontò solamente la parte del parafulmini visibile sul tetto e, ai fini del futuro ricorso, chiese il parere scientifico ad al cune Accademie delle Scienze francesi. Non tutte le Accademie mostrarono un dovuto entusiasmo e, di conseguenza, il nuovo avvocato dell’avvocato (non incasiniamoci ahahaha), un certo Maximilien François Marie Isidore de Robespierre, costruì il ricorso attorno ai precedenti storici positivi: dimostrò con degli esempi concreti che la presunta pericolosità dei parafulmini non fu mai provata dalle perizie mediche. All’entusiasta del progresso de Vissery de Bois-Valé fu dunque consentito di lasciare il parafulmini al suo posto.
De Vissery de Bois-Valé, deceduto nel 1784 – poco dopo questo trionfo – nominò il tanto amato parafulmini nel testamento, rendendolo una parte inseparabile della casa e obbligando dunque gli eredi a mantenerlo al suo posto e prendersene cura. Gli eredi, purtroppo, dovettero cercare e trovare un modo legale per rimuovere il parafulmini perché esso rese invendibile la casa: sempre per la colpa dei pregiudizi popolari.
Fortunatamente, i pregiudizi verso il progresso scientifico e tecnologico non superano la prova del tempo. Sfortunatamente, il tempo necessario può a volte diventare un po’ lungo.
Potrei anche fare delle analogie con le persone – presenti un po’ in tutti gli Stati del mondo – che ora hanno paura dei trasmettitori del 5G, ma non vorrei dilungarmi troppo. Gli ignoranti non meritano il nostro tempo prezioso: come possiamo vedere, sarà il normale corso del progresso a spazzarli via.
P.S.: aggiungo il link a un articolo in francese per gli approfondimenti.


“Science” per tutti

Carissimi lettori, non preoccupatevi: commenterò all’inizio della settimana prossima le dimissioni del Governo russo e la imminente riforma costituzionale menzionata ieri da Putin. Nel frattempo ribadisco uno dei concetti chiave: si sta cercando una formula alternativa per farlo rimanere al potere anche dopo la scadenza dell’attuale mandato.
Oggi, invece, vorrei segnalarvi un bel articolo sull’argomento che prima o poi avrei trattato io stesso. Il «Science», una delle riviste scientifiche più importanti al mondo (assieme al «Nature»), ha dedicato un testo al progetto russo «Dissernet». Quest’ultimo è una associazione di scienziati, giornalisti e semplici cittadini indifferenti che hanno unito le forze per smascherare i falsi scienziati tra i politici russi. Infatti, da quasi vent’anni nel mondo politico russo è diffusa la moda di possedere almeno un titolo di studio superiore al semplice diploma di laurea. Quei titoli vengono solitamente ottenuti in modo molto fantasiosi e quasi mai onesti. I membri del «Dissernet» analizzano le tesi, avvisano i loro «autori» dei risultati e, nel caso della mancata rinuncia volontaria al titolo, danno il via alla battaglia per la privazione del titolo.
Insomma, voi leggete l’articolo di «Science» e io, prima poi, vi racconto di qualche esempio di smascheramento curioso.


Konstantin Batygin

Trovandomi ancora nel periodo delle semi-vacanze forzate (come, presumo, anche una parte dei miei lettori), dedico il post di oggi a una bellissima video-intervista. Il protagonista del video, l’astrofisico Konstantin Batygin, farà almeno due cose importantissime:
1) risponderà alle domande sullo spazio che molti hanno paura di fare,
2) dimostrerà che le interviste con gli scienziati possono essere divertenti.
Cliccate sul simbolo dei sottotitoli per vedere quelli in inglese:


Le statistiche sugli scienziati

Il fatto del giorno: il 90% degli scienziati mai vissuti sulla Terra sono ancora in vita.
Altre statistiche curiose sugli scienziati possono essere scoperte su questo articolo.


Le notizie della scienza

Il britannico Ryan Scoats si è dottorato alla Birmingham City University con una tesi dedicata al sesso a tre. Lo comunica Broadly.
Sapevo di aver sprecato in maniera ingloriosa gli anni migliori della mia vita!


Il sapere libero online

Molti di noi conoscono, apprezzano e utilizzano il mitico sito sci-hub.ac
Ma siccome la libera diffusione del sapere sull’internet è spesso ostacolata dalle persone che mentalmente vivono ancora nel Medioevo, conviene conoscere anche alcuni siti alternativi. Secondo me in casi di emergenza potrebbero esservi utili questi link:
1. Unpaywall è una estensione per i browser Chrome e Firefox che cerca in automatico i testi completi degli articoli scientifici. Visitando la pagina di una pubblicazione, a destra vedrete l’immagine di un lucchetto. Se il lucchetto è di colore verde e «aperto», è sufficiente cliccarci sopra: verrete reindirizzati alla pagina con il testo dell’articolo completo in PDF. Ecco il sito della estensione.
2. Scholar Google è uno strumento specifico dedicato alla ricerca dei testi scientifici legalmente dotati dell’accesso libero. Inserite i titoli che vi interessano e provate.
3. OpenAccessButton è un sito che sembra un mix delle prime due opzioni.
4. ArXiv.org è un sito sul quale i matematici e i fisici pubblicano i preprint [non so se esiste un nome italiano oltre al «manoscritto»] dei propri articoli: in sostanza sono le versioni dei loro testi preparati per la pubblicazione ma non ancora revisionati dalle redazioni interessate.
5. BioRxiv.org è un sito della stessa tipologia del precedente, ma dedicato alla biologia e altre scienze naturali.
6. A tutti coloro che cercano, per qualche motivo, dei testi scientifici in russo, poso consigliare il sito della Biblioteca di Stato russa: si trovano non solo gli articoli, ma pure le monografie e le tesi di dottorato.
7. Infine, vi ricordo gli indirizzi di alcuni database specializzati:
1) Jstor – argomenti vari;
2) Psyjournals – le riviste di psicologia;
3) ERIC – le pubblicazioni di psicologia di tutto il mondo;
4) PubMed – medicina e biologia, spesso si trovano i testi completi ad accesso libero;
5) MedLine – medicina;
6) SciFinder – chimica.


Sacro fuoco

Come probabilmente alcuni di voi sanno, quest’anno la Pasqua cattolica coincide con quella ortodossa.

Come probabilmente alcuni di voi sanno, la Pasqua 2017 è oggi, il 16 aprile.

Per fare gli auguri a tutti coloro che la festeggiano, ho deciso di pubblicare un breve video di divulgazione scientifica. Il trucco illustrato in esso potrebbe essere interessante anche agli atei e agli agnostici. Infatti, lo stesso trucco si usa anche in Grecia poco prima delle Olimpiadi.

Come probabilmente alcuni di voi sanno, il sabato prima di ogni Pasqua a Gerusalemme avviene un «miracolo»: il Sacro Fuoco si accende «da solo». Ancora meno persone sanno, però, che si tratta di una semplice reazione chimica di solfuro di carbonio e fosforo bianco.

I sacerdoti cristiani non sono però gli unici a imbrogliare il proprio gregge. Lo fanno anche i sacerdoti delle Olimpiadi che accendono il fuoco olimpico allo stesso modo.

Il fatto che alcuni di questi «giovani chimici» a volte sbagliano la quantità o la qualità degli ingridienti o le condizioni dell’ambiente, non fa certo venire meno il senso di quanto appena dimostrato. In un mondo di ignoranti la scienza si trasforma nella magia.


121 Robin

121 vincitori del Premio Nobel (ovviamente quelli seri: medicina, biologia, fisica, chimica etc) hanno firmato una lettera indirizzata al Greenpeace, ONU e Governi di tutto il mondo, nella quale chiedono di interrompre la lotta contro gli OGM.

La divulgazione scientifica ha fatto dei notevoli progressi negli ultimi decenni. Ma la lettera degli scienziati, purtroppo, è indirizzata proprio a quelle organizzazioni che spesso giocano sulla ignoranza delle persone per difendere gli interessi degli attori già affermati sul mercato. Quegli attori che alimentano delle paure primiteve della gente ignorante in biologia e chimica per non investire nella modrnizzazione del proprio business già redditizio.

La lotta degli scienziati contro i populisti e i loro elettori dovrebbe rivelarsi uno spettacolo piuttosto triste…


Missione compiuta

Oggi è finita la missione di Rosetta, la quale resta per sempre con il suo cometa ma non con noi. Quindi ora dorei (e vorrei tanto avere la certezza di poter scrivere dovremmo) trovare un altro pretesto per leggere dello Spazio con una buona periodicità. Perché la nostra storia è lì.

L’ultima foto, scattata a 51 metri dalla cometa 67P/Churyumov—Gerasimenko è questa:

Molto probabilmente, la prossima foto del corpo in questione scattata da una distanza simile sarà accompagnata da un testo più o meno di questo tipo: «Gli archeologi hanno trovato un attrezzo dell’uomo primitivo». Ma solo se la Rosetta verrà inquadrata.


Brexit accademico

Era troppo prevedibile: gli studenti universitari hanno già iniziato a chiedere di poter scrivere la tesi di laurea sugli effetti del Brexit. Non ridevo tanto dalla primavera del 2006, quando un mio conoscente (ora assessore milanese di fatto al secondo mandato) scrisse la tesi sulla «rivoluzione arancione» ucraina basandosi su una buona quantità di libri belli voluminosi.

Ma che cazzo di tesi volete fare se non si sa ancora se, quando, come e per quanto tempo avverrà il vero Brexit? E, soprattutto, quali effetti volete analizzare se:

a) alla vera uscita della Gran Bretagna dall’UE mancano minimo due anni;

b) la Gran Bretagna è stata un membro dell’UE a regime molto ridotto; e

c) dato che dovrà necessariamente trattarsi delle vostre fantasie, perché avete aspettato proprio questo momento storico per scegliere un argomento del genere?

Ricordatevi che la maggior parte degli effetti a cui assistiamo in questi giorni sono più di carattere politico ed economico. Consiglierei di aspettare la riscrittura dei 177 accordi commerciali tra la Gran Bretagna e l’UE: il vero show giuridico e diplomatico sarà proprio lì. Sarà, secondo le mie previsioni, una delle migliori illustrazioni della frase più citata de «Il Gattopardo».

P.S.: a settembre spero di sapere la quantità precisa dei progetti di ricerca in materia del brexit presentati per le scuole di dottorato.