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Le nuove monete dell’euro

Da ieri (1 gennaio 2026) l’euro è adottato pure in Bulgaria: penso che la maggioranza di voi lo abbia già letto o sentito.
Ovviamente, possiamo fare tanti auguri ai bulgari (e ai turisti europei) per il fatto che non hanno più il problema del cambio della moneta. Ovviamente possiamo augurare ai bulgari di minimizzare l’inevitabile (ma emozionante) casino dei primi mesi con la nuova moneta: i lettori italiani abbastanza «anziani» possono provare a ricordare la propria esperienza del passaggio all’euro (io ho fatto in tempo a vedere ben quattro passaggi al rublo nuovo, dunque rimango imbattibile, ahahaha).
E, nel frattempo, possiamo osservare alcune curiosità legate alle monete bulgare:

In primo luogo, anche in Bulgaria sono costretti (la legge è uguale per tutti) a spendere i soldi per coniare le monete inutili da 1 e 2 centesimi: immagino quanto ne è contento lo Stato più povero dell’UE.
In secondo luogo, tutte le monete dei centesimi richiamano il design delle vecchie monete nazionali: così la gente si abitua più facilmente?
In terzo luogo, io e miglia di altri collezionisti abbiamo aperto i file con i nostri cataloghi e abbiamo aggiunto una riga tra le monete dell’euro. Dopodiché abbiamo dichiarato la caccia aperta. La Bulgaria ci ha sincronizzati ahahaha


Per ora siamo a tre

Nei giorni scorsi la Bulgaria ha trovato il modo di trasferisce all’Ucraina un altro centinaio di BTR-60 sovietici: con pezzi di ricambio, armi e munizioni.

C’è un po’ di ironia nel fatto che prima i comunisti hanno derubato e impoverito il popolo del proprio impero spendendo cifre folli per la produzione di veicoli da combattimento. Poi i comunisti hanno spedito quei pezzi di ferro in tutto il mondo, nella maggior parte delle occasioni gratuitamente (il tutto è andato a credito, che poi è stato cancellato). E ora tutte queste macchine da combattimento vengono portate da tutto il mondo in Ucraina per combattere contro gli ex funzionari comunisti completamente impazziti nel 2022.
Solo i comunisti possono fare tre deficit sugli stessi propri prodotti (in questo caso militari).


La lista si allunga

Per fortuna o purtroppo, ma nel mondo non c’è solo Trump. Proprio in questi giorni la lista dei presidenti populisti si è allungata ancora. Si sono aggiunti Dodon (Moldova) e Radev (Bulgaria). Il cerchio attorno alla vecchia Europa si sta stringendo. E si sta registrando una brutta tendenza di portata mondiale.

La gente si sarà stancata di vivere bene: si è rivelata una attività troppo difficile. «Meno male» che qualcuno smaschera «i poteri forti» che ci hanno complicato la vita per decenni e propone delle soluzioni semplici. Le soluzioni semplici sono belle per farsi votare ma non risolvono i problemi. Quindi per farsi amare c’è bisogno di proporre altre soluzioni semplici. Aspettiamo per vedere dove ci porta questa tendenza.

Vogliamo, dobbiamo o siamo costretti ad aspettare?