Tenete i bambini lontani da Amazon: su quel sito vendono dei prodotti sospetti…
Ieri, il 17 settembre 2015, il famoso designer russo Artemy Lebedev ha compiuto, dopo tanti anni di duro lavoro, una storica impresa. E’ diventato il primo cittadino dell’ex URSS ad aver visitato tutti gli Stati e Territori del mondo. Nella sua lista ci sono ora 193 Stati facenti parte dell’ONU più 69 dei 73 territori non riconosciuti come indipendenti.

Foto di Artemy Lebedev
Purtroppo non è stato il primo in ordine cronologico.
Al giorno d’oggi sul mio sito sono disponibili 56 reportage fotografici, nei quali ho descritto 45 città e paesi italiani. Tutte queste località sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici: di solito a un viaggiatore proveniente da Milano (come nel mio caso) è sufficiente il treno per raggiungerli e solo in 4 casi è necessario trasbordare su un autobus di linea nella città dalla stazione ferroviaria più vicina alla destinazione. Ma, in ogni caso, si tratta sempre dei viaggi semplici da compiere.
Uno dei motivi che mi hanno spinto a raccontare agli italiani dei miei viaggi nelle città italiane è la voglia di indurli a capire che per viaggiare non servono ne troppi soldi ne troppo tempo. Basta avere l’interesse verso la scoperta dei luoghi nuovi. Viaggiare non è impegnativo perché chiunque è in grado di dedicare una [mezza]giornata allo studio di una città vicina alla propria. E non è nemmeno costoso perché basterebbe alzare il culo dal divano, uscire di casa e prendere il treno, la macchina o la bicicletta.
Quindi oggi vi fornisco un suggerimento prezioso su come pianificare i propri viaggi con i mezzi pubblici. I due semplicissimi passaggi sono questi:
1)Controllare il sito delle ferrovie – i suggerimenti della form «Biglietti» vi diranno se località di vostro interesse è servita dai treni, mentre i risultati della ricerca forniranno gli orari (il biglietto può essere acquistato anche alle casse tradizionali);
2)Se non è possibile arrivarci con il treno, consultate il sito percorsokm.it – esso, in base alle località di partenza e di destinazione, calcola la combinazione dei mezzi pubblici ottimale (funziona un po’ come il sito della milanese ATM). Ora spiego il suo funzionamento sull’esempio del viaggio da Milano a Lovere.
Prima di tutto, inserite i nomi delle due località e selezionate la modalità di viaggio:
Una volta cliccato sul pulsante «calcola percorso», consultate la tabella grigia che comparirà sotto la mappa:
Ecco, è tutto qui. Ora non avete più scuse: sapete come raggiungere qualsiasi località abitata d’Italia.
Come alcuni di voi sapranno, ora anche in Italia i proprietari dei siti web devono chiedere ai propri visitatori il consenso al trattamento dei cookies (vedi il sito del Garante per la Privacy).
Non condivido l’idea dei legislatori comunitari che hanno inventato tale regola, ma le leggi vanno rispettate. Anche quelle che sembrano di essere scritte dalle persone tecnicamente analfabete. Quindi facciamo finta pure noi che i cookie siano qualcosa che incide sui nostri diritti e non uno di quegli semplici strumenti tecnici, senza i quali l’internet moderno non sarebbe possibile.
Se anche voi, come me, avete un sito proprio e non vi siete ancora adeguati alla normativa, fatelo al più presto. La soluzione efficiente e completamente gratuita è disponibile, per esempio, su questa pagina. Anch’io avrei potuto scrivere qualcosa del genere, ma ritengo inutile sprecare tempo per fare delle cose già realizzate bene da altri.
Il mio sito è già in regola, per non vedere il fastidioso banner per almeno un mese cliccate pure sul buttone «OK».
Ci sto pensando da anni: perché non è ancora morta la tradizione di chiudere le bottiglie di vino con dei tappi di sughero? Che pregi hanno questi tappi tradizionali? Costano di più, si rompono facilmente, rovinano il contenuto dell’intera bottiglia se perdono briciole (e capita spesso).
I tappi di silicone non si rompono e costano meno. Emettono qualche sostanza dannosa per il vino? Alcuni produttori seri, però, li usano.
Capisco che fino a circa cento anni fa l’industria e la ricerca scientifica non erano in grado di offrire ai produttori di vino una valida alternativa al sughero. Ma oggi non è più così.
In un solo caso uso volontariamente i tappi fatti di un materiale naturale: quando devo chiudere una bottiglia non finita. Di solito capita perché il contenuto si rivela non di mio gradimento. Ma, in ogni caso, uso questi comodi tappi delle bottiglie del marsala: non dovendo essere trattati con un cavatappi, non rischiano di rompersi o perdere briciole.
Secondo me le scuoleguida, per essere più efficienti, dovrebbero mostrare agli studenti dei video sugli incidenti stupidi. Giusto per far capire alle gente che alla guida va utilizzata anche la testa.
Nella puntata odierna dei video domenicali vediamo un bel esempio:
Pare che la gente sappia qualcosa di molto interessante su di me, lo dice uno dei miei servizi di statistiche web preferiti. Ecco come cercano e trovano il mio sito su Google:
Come potete osservare, mi trovano già sulla prima pagina dei risultati.
Il 1 agosto, essendo un po’ stanco di vedere le città di montagna, ero andato a Mede (in provincia di Pavia). Oggi è arrivato il momento di pubblicizzare il relativo fotoracconto.
Devo constatare che il livello di istruzione medio sta crescendo anche in Italia. E vi racconto subito perché lo penso.
Per tanti anni, praticamente dal giorno del mio primo arrivo in Italia, ho vissuto nella convinzione che immobiliaristi italiani non conoscano la propria lingua. La mia convinzione era fondata su numerosissime prove materiali trovate nei luoghi pubblici di tutte le città italiane che mi è capitato di vedere.
Per farvi capire di cosa sto parlando, vi mostro appena due dei numerosissimi esempi milanesi. Entrambi sono esposti in pieno centro, sotto gli occhi di una quantità immisurabile di persone. Il primo esempio è stato esporto in via Dante.
Non mi ricordo più con precisione l’indirizzo del secondo esempio.
Non sto scrivendo il presente testo per farmi delle domande retoriche sulla ignoranza dei produttori o sul coraggio dei proprietari di questi cartelli. Lo sto scrivendo per condividere con voi la mia testimonianza di un miracolo visto alla fine di agosto in un sottopassaggio in zona San Babila. E’ incredibile, ero rimasto immobile per qualche minuto ad osservarlo:
C’è ancora speranza per un mondo migliore!
P.S.: secondo voi, i proprietari dei cartelli lavorano come scrivono o scrivono come lavorano?
P.S.: perché questo articolo è stato scritto da un russo?
Suppongo che negli ultimi giorni tutti abbiano visto le immagini dei profughi che camminano lungo i binari o il bordo di una autostrada per raggiungere l’Ungheria.
Suppongo anche che tutti sappiano che l’Ungheria è considerata, dai profughi in questione, solo una tappa intermedia.
A questo punto non capisco perché si insiste a ripetere che quelle persone «stanno fuggendo da una guerra (dalle guerre) e dalle persecuzioni». Mi dispiace per la situazione che si è creata nei loro Paesi d’origine, ma non posso non ricordare che, per esempio, in Serbia non c’è alcuna guerra da ben 16 anni. E’ altrettanto logico ricordare che la guerra manca pure in alcuni altri Paesi musulmani, dove i profughi si troverebbero, in teoria, in un ambiente più «di casa».
Nemmeno in Grecia, Ungheria e Italia, a quanto mi risulta, ci sono delle guerre in corso. I profughi, però, vogliono andare avanti, verso gli Stati europei più ricchi: Germania, Francia e Inghilterra. Qualcuno si è già dimenticato che le destinazioni preferite sono sempre state quelle? Nessuno però si è reso conto che è cambiata la scusa: la guerra ha sostituito la «ricerca di una vita migliore» perché funziona meglio, colpisce di più l’opinione pubblica per la propria gravità umanitaria.
Più che scappare da una vita pesante, corrono verso una vita bella, piena di sussidi da prendere nei ricchi Stati dell’UE (provenienti dalle tasse degli europei). Spero che gli elettori-contribuenti europei se ne accorgano prima della salita al potere dei vari Governi di estrema destra, intenzionati di deportare tutti gli stranieri, compresi quelli si integrano, lavorano, studiano o semplicemente hanno bisogno di una vera protezione umanitaria.
Se a un buon musulmano non piace l’ISIS, potrebbe almeno provare a combatterlo a casa anziché caricare l’Europa dei propri problemi. Lo stesso vale per tutti coloro che «non hanno futuro» in Patria: fare qualcosa per crearlo? La vita consiste nella soluzione dei problemi ai quali ci troviamo di fronte, non nel tentativo di fuggire verso una esistenza tranquilla.



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