Anche l’esempio di un grande compositore come Niccolò Paganini ci insegna che in questo mondo nulla viene inventato da zero. Ogni cosa nuova è costruita con dei mattoncini delle esperienze passate: viste o vissute. Così, per esempio, «Le Streghe» (una delle composizioni più famose di Paganini) è stata scritta dopo l’ascolto de «Il noce di Benevento» del compositore austriaco Franz Xaver Süssmayr al Teatro alla Scala. Paganini fu particolarmente colpito dal ballo delle streghe e dunque scrisse una propria variazione:
In qualità del «B-side» del post musicale odierno metto la «Grande sonata per violino e chitarra» di Paganini:
Non so se succede anche in Italia, ma in Russia Paganini è uno dei compositori più utilizzati nelle prime fasi dello studio del pianoforte. Ancora adesso non riesco a capire come sono riuscito a non odiarlo (anzi!).
Pare che sia finito il «Trono di Spade» del quale scrivono pure gli analfabeti.
Io, che non ne ho visto nemmeno una puntata, mi sono guadagnato un posto al museo: in qualità del pezzo da esporre.
Non sono proprio l’unico? Potrebbe anche essere. Allora mi candido alla posizione di colui che vede una serie ogni due anni e non sa bene cosa sia il Netflix (valuto troppo caro il proprio tempo).

Però, conoscendomi, non escludo che tra cinque o dieci anni mi possa venire la curiosità di vedere un paio di episodi del «GoT». Tanto per capire le cause della moda.
Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia visita a Crespi d’Adda di aprile.

Ringrazio infinitamente il lettore che mi ha ricordato di questa località interessante: ne avevo sentito parlare qualche anno fa, ma poi, per qualche strano motivo, mi ero dimenticato di inserirla nella lista dei posti da visitare.
I consigli sui posti interessanti sono sempre benvenuti.
Ho scoperto che oggi, in onore del primo acquisto della storia in bitcoin, si celebra il Bitcoin Pizza Day. Infatti, il 22 maggio 2010 il programmatore statunitense Laszlo Hanyecz pubblicò su un forum la proposta d’acquisto di due pizze grandi per 10.000 BTC da egli stesso generati. Alcuni giorni dopo all’annuncio rispose Jeremy Sturdivan e l’affare fu fatto.
Attualmente quella somma dei bitcoin vale circa 83 milioni di dollari.
La curiosità (o la tristezza?) consiste nel fatto che nessuno dei due è riuscito a diventare ricco grazie ai bitcoin. Laszlo Hanyecz spese tutti i suoi bitcoin prima della crescita pazza del loro prezzo, mentre Jeremy Sturdivan li tenne per un po’ per spenderli comunque presto per un viaggio turistico.
Quindi l’unico risultato durevole di quel affare è la festa, il Bitcoin Pizza Day.
E poi c’è la foto di quelle pizze:

Ci vuole una morale della storia? Boh… Potrei dire che non buttare via le cose apparentemente inutili potrebbe rivelarsi una scelta vincente. Ma molto spesso è solo una lotteria, quindi non posso consigliarvi di giocarci.
Avrete già letto che da ieri Vladimir Zelensky è ufficialmente il nuovo presidente ucraino.
Una delle sue prime mosse politiche era già stata annunciata tempo prima, ma mi fa sorridere comunque. Il nuovo presidente ha presentato un piano di provvedimenti da far approvare al Parlamento nei prossimi due mesi e, allo stesso tempo, ha annunciato il suo scioglimento e le elezioni politiche anticipate per il 21 luglio.

Boh, io avrei scelto una delle due.
I parchi eolici rovinano il paesaggio e sono di economicità dubbia (immaginate i costi economici, ambientali ed energetici di tutto il ciclo della loro produzione, installazione e manutenzione).
Allo stesso tempo è possibile fare due cose:
a) aumentare la loro produttività (quindi ridurre i costi di cui sopra) costruendoli nei luoghi dove oltre al vento naturale c’è anche quello artificiale,
e
b) ridurre il loro impatto estetico negativo costruendoli nei luoghi già compromessi.
A soddisfare entrambe le condizioni sono le autostrade e i binari delle ferrovie ad alta velocità. I mezzi che ci passano potrebbero far funzionare le eliche piccole (non quelle giganti che abbiamo tutti in mente).

Regalo l’idea alle start-up e ai laureandi in ingegneria.
Per puro caso ho scoperto il video di quasi un anno fa che mostra la Bugatti Chiron costruita interamente con i pezzi della Lego (tranne il telaio e le ruote). Funziona pure:
Ci è voluto più di un milione di pezzi. Le ruote vere e il telaio di acciaio sono necessari perché la macchina pesa circa 1,5 tonnellate. Il motore è fatto con 2304 motori della Lego (per costruirne uno uguale bisogna comprare dei set della Lego per circa 70 mila dollari). La macchina ha accelerato sino ai 20 km/h, ma può arrivare anche a 30 km/h.
Ora che sapete che è possibile, potete iniziare a progettare la vostra futura macchina da costruire a casa. Sarà per forza originale (quindi invidiata dagli altri) e tecnicamente facile da riparare (non dipenderete più dalle autofficine e carrozzerie).
La famosissima canzone «My Way» (secondo le statistiche è cantata a un funerale su sette negli USA) in origine era completamente diversa da come la conosciamo noi oggi. Il musicista francese Claude François aveva scritto la musica, mentre il testo originale era questo (c’è anche la traduzione in inglese). Successivamente, il compositore canadese Paul Anka aveva acquistato i diritti per la musica e scritto un testo completamente diverso. La nuova versione della canzone è oggi comunemente associata al nome di Frank Sinatra.
Prima ascoltiamo l’originale di Claude François:
E poi la versione cantata da Frank Sinatra:
L’unico gioco che tengo sul telefono è il tetris, uno dei miei giochi preferiti da quando l’ho scoperto verso la metà degli anni ’90. Non crea troppa dipendenza e, di conseguenza, non fa perdere troppo tempo. Ma il suo vantaggio principale (almeno per me) è la funzione del «accordatore» della mente: quando sento la mancanza della concentrazione, il tetris mi aiuta a ritrovarla.
Tutte le versioni del tetris che mi è capitato di provare (non solo quelle per il telefono) hanno però lo stesso difetto. Dopo il raggiungimento di un certo punteggio, nemmeno elevatissimo, la velocità della «caduta» delle figure diventa tanto alta da non permettere al gioco stesso di eseguire i miei comandi. Una partita media dura quindi non più di cinque minuti e si interrompe, puntualmente, a causa di una valanga delle figure che persino distinguo a fatica.
Potete immaginare la mia grande domanda: chissà se esiste una versione del tetris priva del difetto descritto?

La versione attualmente in uso – e riportata sullo screenshot – si chiama semplicemente bricks.



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