White face

Probabilmente lo avete già letto: il 19 giugno a New York è stato inaugurato un nuovo monumento a George Floyd. Sarebbe questo:

Senza commentare la figura di questo strano personaggio (sì, so essere diplomatico) e quindi l’opportunità di dedicargli dei monumenti, ho una domanda di importanza storica.
Il cosiddetto «white face» non sarebbe un problema?
Per me più no che sì, ma ho alcuni dubbi sul fatto che tutti lo debbano dare per scontato. Soprattutto quando inizia da un personaggio che – indipendentemente dalla fine che ha fatto – era quello che era.


Arriva la prima

Capisco che solo una piccola (?) parte dei miei lettori è in grado di leggere in spagnolo, ma la notizia merita di essere letta almeno con l’aiuto di qualche traduttore online (che negli ultimi anni sono migliorati notevolmente).
L’estremo riassunto dell’articolo che vi sto consigliando è: la Corte costituzionale spagnola sta per annullare le multe inflitte per il mancato rispetto del lockdown anti-covid.
Già oltre un anno fa avevo previsto che dopo le numerose restrizioni che gli umani hanno dovuto subire in quasi tutto il mondo, ci sarebbero state delle conseguenze legali per i Governi. Nella mia mente avevo (e conservo tuttora) tutte le possibili azioni per fare un ricorso contro le multe prese durante un lockdown o una «zona rossa» (non le pubblicizzo solo per non compromettere – no, non soffro la mania di grandezza! ahahaha – i rari divieti realmente sensati). Ma non pensavo che le suddette conseguenze sarebbero iniziate a) così presto e b) in uno Stato che non si distingue particolarmente per la velocità delle pratiche.
Ora voglio proprio vedere se di tratta solo di un inizio. Almeno per me sarà molto divertente osservare e studiare una sequenza di notizie simili.


Che strana trasformazione

Non so se sta succedendo anche voi, ma io ho iniziato a notare una strana tendenza nelle ultime settimane.
Sia in Russia che in Italia – per ora non saprei indicare le proporzioni – sto osservano i vari covid-isterici (quelli che per oltre un anno ci hanno invitato a chiuderci tutti e per sempre nelle camere di decompressione) che ora si stanno trasformando in anti-vax.
Alcuni di loro hanno visibilmente paura, altri cercano di mascherare la paura con dei ragionamenti logici (secondo me discutibili) o pseudo-scientifici.
Mentre io non riesco ancora a trovare una spiegazione razionale a questo fenomeno. Proprio, non ho ancora nemmeno una ipotesi più o meno seria. Ma il fenomeno è interessantissimo: cercherò di seguirlo… a debita distanza dalle cavie ahahaha


Non si smette mai di imparare

Seriously? Si può dire «18 PM»?! Allora avvisatemi quando scattano le «18 AM»…

Non c’è un limite a… alla fantasia degli umani…


I facchini talentuosi

Il video domenicale odierno testimonia che i facchini moscoviti medi hanno una molteplicità di talenti interessanti (che non incidono negativamente sulla qualità del lavoro):

La musica suonata è della canzone «Katjuša», considerata in Russia uno dei «classici» del periodo della Seconda guerra mondiale. Mi ricordo ancora bene come l’insegnante scolastica di musica la faceva cantare alla classe ogni qualvolta doveva fare finta – nei momenti delle ispezioni ministeriali o da parte del direttore – di rispettare il noioso (e poco sensato) programma scolastico. Nei momenti tranquilli, invece, ci faceva ascoltare la migliore musica classica da tutto il mondo. Non so se si rendeva conto di essere geniale.


La musica del sabato

Dalle temperature non si direbbe, ma l’estate inizia solo dopodomani (almeno, secondo gli amanti di una delle due formalità esistenti). Meno male che a noi interessa sempre lo stato reale delle cose. Proclamo dunque l’estate iniziata già da tempo e scrivo il post musicale seguendo la logica già applicata all’inizio della primavera.
Oggi ascoltiamo le composizioni «estive» di Pyotr Ilyich Tchaikovsky scritte per il suo ciclo per il pianoforte «Le stagioni» (del 1876).
«Giugno. La barcarola»:

«Luglio. La canzone del falciatore»:

«Agosto. La raccolta»:

Gli interessati conoscono (o sono capaci a trovare) le altre nove parti…


19 giugno

L’assegnazione dello status di una festa federale al Juneteenth National Independence Day è, probabilmente, la prima mossa completamente sensata sulla strada imposta dal tristemente noto BLM. Perché in una certa misura riguarda entrambe le parti interessate, e non esalta, come in certi altri Stati che forse conoscete, la vittoria di una parte della popolazione sui propri co-cittadini. Assieme alla libertà personale concessa a molti, infatti, l’abolizione della schiavitù aveva anche liberato molte persone dall’esercizio di un potere poco compatibile con la società moderna.

Quindi gli interessati possono dedicare il sabato allo studio del buon esempio statunitense e tentare di diventare altrettanto intelligenti.


Dinosauri in televisione

Con una certa sorpresa ho letto che alla fine del 2021 dovrebbe uscire il documentario «The Beatles: Get Back» di Peter Jackson. Ovviamente, sarà composta di tre puntate lunghe.

Ma non è l’archeologia del pop che mi sorprende. Mi sorprende il fatto che il film debba uscire sul canale Disney+, quindi un canale teoricamente dedicato alle persone interessate ad altri tipi di dinosauri.
Sì, il mondo sta diventando un po’ strano.
Solo il mio rapporto con la musica di qualità sovrastimata non cambia (anche quando capisco a cosa era dovuta la sua popolarità).


Come valutare l’incontro

Le persone che decidano di leggere qualcosa sull’incontro di ieri tra Joe Biden e Vladimir Putin (o che abbiano già letto qualcosa), devono avere in mente un preciso punto di partenza. I due politici avevano degli obbiettivi molto diversi per questo incontro.
Joe Biden voleva – e in un certo senso doveva – esprimere di persona le principali pretese americane (o meglio dire occidentali?) nei confronti della Russia contemporanea. Quindi doveva tentare una conversazione che avrebbe potuto influire sulle relazioni tra i due Stati, sebbene non sia solo il suo compito, che possono essere più nemici o più partner nella politica internazionale.
Vladimir Putin aveva un compito molto più banale: tentare di difendersi – con delle dichiarazioni più o meno scandalistiche – dalle pretese (per non dire accuse) di Joe Biden (per non dire «dell’Occidente»). E, magari, far vedere al mondo e ai sudditi di essere un politico che è ancora accettato agli incontri internazionali seri.
Questi sono i concetti principali che possono aiutarvi a valutare l’incontro con una mente non condizionata dalle dichiarazioni più o meno forti.


MIMO 2021

È stato bellissimo vedere, la settimana scorsa, uno dei primi eventi pubblici post-(?)-Covid a Milano. Infatti, dal 10 al 13 giugno attorno alla piazza Duomo erano esposte i nuovi modelli dei produttori automobilistici partecipanti al MIMO-2021.
Ma, dato che senza la possibilità di salire (almeno quello!) sulle auto esposte è stato comunque un evento un po’ noioso, vi aggiorno su un interessante fenomeno culturale. Ebbene, almeno la metà dei russi pronuncia (e scrive in cirillico) il nome della Lamborghini con la «gi» invece che con la «ghi». Il produttore potrebbe quindi farsi pubblicità promuovendo l’inserimento del nome del marchio nei libri della grammatica italiana per gli stranieri. Gli studenti maschi – ma forse anche alcune femmine – saranno grati per un esempio pratico di larga popolarità (come a me e a molti miei compagni degli studi era piaciuto tantissimo, anni fa, il libro di un avvocato che menzionava tantissime auto e chitarre elettriche).

A tutti coloro che sono interessati alle auto esposte devo comunicare di non avere fatto in tempo a scattare molte foto. Ne ho scattata qualcuna Continuare la lettura di questo post »