Nel titolo del video gli autori specificano che questo anfibio sia fatto per spostarsi sul ghiaccio e nell’acqua (o, almeno, può essere interpretato in questo modo), mentre a me sembra che sia quasi universale:
In ogni caso è una invenzione abbastanza curiosa.
In molte cuffie funzionanti in giro per il mondo capita, più o meno frequentemente, la musica che potrebbe essere definita poco tipica per il proprietario. Nelle mie cuffie, per esempio, un giorno è capitato il primo album di Jamey Johnson. Ho pensato che a questo punto potrebbe essere sfruttato per la rubrica musicale del sabato.
La prima canzone selezionata è «The Dollar» (dall’album «The Dollar» del 2006, appunto):
Mentre la seconda canzone è "Ray Ray’s Juke Joint (sempre dallo stesso album):
Forse un giorno darò una possibilità anche agli altri album di Jamey Johnson, ma non so ancora se e quando…
Sono quasi dispiaciuto per avere saputo del libro «Prisoners’ Inventions» solo ora e non sedici mesi fa. Avrei potuto provare – grazie anche ai disegni riportati – a «ripeterlo a casa» almeno in una minima parte…

Ma è interessante non solo dal punto di vista tecnico. È interessante anche vedere quali sono gli oggetti realmente importanti per i detenuti californiani; come sono capaci le persone a organizzare una vita normale (almeno dal loro punto di vista) anche nelle condizioni di vita più anomale.
La scorsa notte avevo ricevuto il seguente messaggio e avevo sospettato – non so bene perché – una ennesima truffa:

Per fortuna mi ero sbagliato. Infatti, giovedì sul canale ufficiale sul Telegram è uscita la conferma – sempre ufficiale – della notizia:

A questo punto non mi resta altro che invitarvi fare con serenità ciò che ritenete giusto di fare. Per essere completamente sereni, però, non utilizzate il link del sms, ma un link diretto o il link contenuto nella app che andrete a utilizzare. È una questione di pura sicurezza informatica.
Aggiungo, infine che a livello personale comprendo bene almeno tre cose:
1) grazie all’età non particolarmente avanzata e allo stato di salute buono sono notevolmente meno vulnerabile di molte altre persone;
2) pur essendo vaccinato, rimango un potenziale tassello nella catena di diffusione del virus…
Ma nonostante tutto questo:
3) mi sono vaccinato anche con l’obbiettivo di garantirmi qualche libertà in più nei prossimi mesi o anni.
Quindi con il messaggio della scorsa notte ho ricevuto una nuova conferma: meno male – in tutti i sensi – che per ora non ho sbagliato con la vaccinazione.
Probabilmente lo avete già letto: il 19 giugno a New York è stato inaugurato un nuovo monumento a George Floyd. Sarebbe questo:

Senza commentare la figura di questo strano personaggio (sì, so essere diplomatico) e quindi l’opportunità di dedicargli dei monumenti, ho una domanda di importanza storica.
Il cosiddetto «white face» non sarebbe un problema?
Per me più no che sì, ma ho alcuni dubbi sul fatto che tutti lo debbano dare per scontato. Soprattutto quando inizia da un personaggio che – indipendentemente dalla fine che ha fatto – era quello che era.
Capisco che solo una piccola (?) parte dei miei lettori è in grado di leggere in spagnolo, ma la notizia merita di essere letta almeno con l’aiuto di qualche traduttore online (che negli ultimi anni sono migliorati notevolmente).
L’estremo riassunto dell’articolo che vi sto consigliando è: la Corte costituzionale spagnola sta per annullare le multe inflitte per il mancato rispetto del lockdown anti-covid.
Già oltre un anno fa avevo previsto che dopo le numerose restrizioni che gli umani hanno dovuto subire in quasi tutto il mondo, ci sarebbero state delle conseguenze legali per i Governi. Nella mia mente avevo (e conservo tuttora) tutte le possibili azioni per fare un ricorso contro le multe prese durante un lockdown o una «zona rossa» (non le pubblicizzo solo per non compromettere – no, non soffro la mania di grandezza! ahahaha – i rari divieti realmente sensati). Ma non pensavo che le suddette conseguenze sarebbero iniziate a) così presto e b) in uno Stato che non si distingue particolarmente per la velocità delle pratiche.
Ora voglio proprio vedere se di tratta solo di un inizio. Almeno per me sarà molto divertente osservare e studiare una sequenza di notizie simili.
Non so se sta succedendo anche voi, ma io ho iniziato a notare una strana tendenza nelle ultime settimane.
Sia in Russia che in Italia – per ora non saprei indicare le proporzioni – sto osservano i vari covid-isterici (quelli che per oltre un anno ci hanno invitato a chiuderci tutti e per sempre nelle camere di decompressione) che ora si stanno trasformando in anti-vax.
Alcuni di loro hanno visibilmente paura, altri cercano di mascherare la paura con dei ragionamenti logici (secondo me discutibili) o pseudo-scientifici.
Mentre io non riesco ancora a trovare una spiegazione razionale a questo fenomeno. Proprio, non ho ancora nemmeno una ipotesi più o meno seria. Ma il fenomeno è interessantissimo: cercherò di seguirlo… a debita distanza dalle cavie ahahaha
Seriously? Si può dire «18 PM»?! Allora avvisatemi quando scattano le «18 AM»…

Non c’è un limite a… alla fantasia degli umani…
Il video domenicale odierno testimonia che i facchini moscoviti medi hanno una molteplicità di talenti interessanti (che non incidono negativamente sulla qualità del lavoro):
La musica suonata è della canzone «Katjuša», considerata in Russia uno dei «classici» del periodo della Seconda guerra mondiale. Mi ricordo ancora bene come l’insegnante scolastica di musica la faceva cantare alla classe ogni qualvolta doveva fare finta – nei momenti delle ispezioni ministeriali o da parte del direttore – di rispettare il noioso (e poco sensato) programma scolastico. Nei momenti tranquilli, invece, ci faceva ascoltare la migliore musica classica da tutto il mondo. Non so se si rendeva conto di essere geniale.
Dalle temperature non si direbbe, ma l’estate inizia solo dopodomani (almeno, secondo gli amanti di una delle due formalità esistenti). Meno male che a noi interessa sempre lo stato reale delle cose. Proclamo dunque l’estate iniziata già da tempo e scrivo il post musicale seguendo la logica già applicata all’inizio della primavera.
Oggi ascoltiamo le composizioni «estive» di Pyotr Ilyich Tchaikovsky scritte per il suo ciclo per il pianoforte «Le stagioni» (del 1876).
«Giugno. La barcarola»:
«Luglio. La canzone del falciatore»:
«Agosto. La raccolta»:
Gli interessati conoscono (o sono capaci a trovare) le altre nove parti…



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