I problemi della sintesi

Ogni marketologo (e non solo lui) sa che gli slogan devono essere sintetici. Ogni marketologo (e non solo) senza cervello non ragiona (che sorpresa!) sulle proprie creazioni «geniali». E allora sono i nostri cervelli a subire le conseguenze.
Per esempio: in questo caso cosa ci invitano di fare? Gustare la bottiglia o riciclare il suo contenuto?

Faccio apposta a non indicare il nome della nota azienda produttrice. Anche se sospetto che qualcuno l’abbia già riconosciuta.


Per gli amanti dei gatti

Le persone eventualmente interessate possono assistere a questo convegno internazionale dei musicisti amanti dei gatti:

Io non sono un grande fan degli animali domestici, ma riconosco che il suddetto video è guardabile.


La musica del sabato

Prima o poi in molti potrebbero chiedersi: Michele Novaro ci ha lasciato – da compositore – qualche musica importante oltre a quella dell’inno italiano? A me sembra di no…
Ma possiamo comunque provare ad ascoltare qualche altra sua composizione.
Per esempio, la gran polka nazionale «Roma e Venezia» (una composizione per il pianoforte non tanto originale, ma ascoltabile):

E poi possiamo provare qualche composizione per l’orchestra con una voce. Per esempio, «La livornese» (testo di Francesco dall’Ongaro)

Non so quale percentuale dei lettori abbia appreso delle conoscenze totalmente nuove da questo post, ahahaha


Con una penna a sfera

Non ho mai capito la moda (o la tendenza) di imitare la fotografia con gli strumenti tipici della pittura. O, almeno, non capisco il valore artistico di questa moda, mentre immagino facilmente la sua giustificazione materiale. Solitamente gli autori delle opere del genere sono orientati a un pubblico di cultura relativamente bassa, quello interessato al solo fatto che l’immagine assomigli graficamente all’originale. Just a business.
Di conseguenza, la corrente contemporanea chiamata «Ballpoint Pen Art» mi interessa solamente dal punto vista tecnico. È infatti curioso fino a quale punto riescono a spingersi certi artisti nel sviluppare il proprio rapporto con una penna a sfera. Quindi vedo alcune opere di ogni autore scoperto e dimentico per sempre il suo nome.
Allo stesso tempo, però, capisco che non dovrei essere troppo tirchio: dovrei torturare anche voi condividere anche con voi alcune scoperte relativamente interessanti. Quindi oggi vi segnalo il sito dell’artista russo Andrey Poletaev che ha raggiunto una certa abilità nell’uso della penna a sfera.

Meno male che non sono un critico d’arte…


Lukashenko quasi geniale

Se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, Aleksandr Lukashenko è un tipo che non si arrende mai.
L’altro ieri avevo brevemente scritto degli imminenti problemi finanziari del suo Stato, mentre ieri lui ha già firmato una ordinanza in base alla quale i cittadini tutto il mondo possono recarsi in Bielorussia per una vaccinazione anti-Covid a pagamento. Non penso che sia un provvedimento destinato ai cittadini europei (che ora riescono ad accedere con una relativa facilità ai vaccini affidabili). In Russia e in Ucraina, invece, le dosi dei vaccini scarseggiano. Mentre in Bielorussia viene prodotto lo Sputnik V!
Geniale…
Semplicemente geniale: in qualche modo riesce sempre a ottenere dei soldi dalla Russia ahahaha


Il film “Nobody”

Oggi anche nei cinema italiani esce il film «Io sono nessuno» (titolo originale «Nobody»), girato dal regista russo Ilya Naishuller su invito dello studio americano 87North. Io l’ho già visto qualche settimana fa, quindi ora ho la possibilità di scrivere qualche commento per le persone potenzialmente interessate.
Non essendo un grande esperto dei film d’azione, non posso dire con certezza se sia una parodia («John Wick»?), un film d’azione comico nel senso puro o, in forza al genere scelto, solo un esempio del trash cinematografico. Lo potrete determinare voi. Io, invece, devo constatare che nel film è presente una buona quantità di riferimenti al mondo criminale russo che uno spettatore occidentale non saprebbe interpretare correttamente (e in alcuni casi nemmeno notare).
Nel post odierno evidenzierei tre aspetti.

1. Il locale preferito dall’antagonista (e dai suoi «colleghi») si chiama «Malina». Non è un caso. Nel gergo dei ladri professionali russi – da oltre un secolo – la parola malina (l’accento si mette sulla i; la parola si traduce letteralmente come lampone) indica un bordello, un luogo segreto dove si riuniscono gli elementi criminali (non necessariamente della stessa «banda») e dove spesso vengono temporaneamente nascosti i beni rubati. Secondo una delle leggende metropolitane la parola malina utilizzata nel senso appena descritto provenga dalla parola ebraica malon, che significa hotel.
2. La musica preferita dell’antagonista (diciamo pure che è interpretato dal grande Alexei Serebryakov) è dello stile particolarmente popolare – tra le persone di una certa categoria – nell’URSS tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Da questo dettaglio, combinato al fatto che il film sia ambientato nei giorni nostri, possiamo dedurre che il personaggio appartenga alla cosiddetta «mafia russa» (entità quasi mitologica), formata dagli esponenti dell’ultima ondata di immigrazione dall’URSS.
3. La parola obtshak – sempre nello stesso gergo dei ladri russi – indica una specie del fondo per l’assistenza reciproca all’interno di una grande porzione della comunità criminale. Esistono due tipi dell’obtshak: in carcere e fuori dal carcere. Ogni ladro può partecipare anche a entrambi tipi. In base alla «legge dei ladri», i contributi all’obtshak devono essere volontari, anche se sulla pratica questo requisito non è sempre rispettato da chi ama i rapporti particolarmente rischiosi con i «colleghi». L’obtshak viene affidato a un leader criminale autorevole che gode della fiducia di tutti gli altri ladri (e viene definito «ladro di diritto» o «supervisore»). Le violazioni delle regole per la raccolta, la conservazione e l’uso dell’obtshak sono severamente punite.
Bene, ora siete un po’ più preparati alla visione del film.


Economia creativa

L’analisi della politica internazionale (ma anche quella nazionale) molto spesso assomiglia alle scommesse sportive: si raccolgono dei piccoli segnali apparentemente poco significativi e si proiettano sul futuro.
Ma facciamo subito un esempio pratico. L’altro ieri la più grande compagnia aerea cargo russa – la Volga-Dnepr – ha annunciato di voler evitare, nelle occasioni dei propri voli, lo spazio aereo bielorusso. Noi conosciamo già il fatto passato che avrebbe determinato tale scelta: l’atterraggio forzato dell’aereo di Ryanair con un oppositore bielorusso e diversi cittadini europei a bordo. Ma noi vogliamo interpretare i fatti politici del presente e del futuro. Quindi io potrei ipotizzare quanti segue.
Le grandi aziende russe – private o statali che siano – non hanno una assoluta libertà nel prendere le decisioni importanti. Come minimo, i loro dirigenti si consultano con qualche dirigente statale russo. Di conseguenza, si potrebbe ipotizzare che a livello statale si voglia in qualche modo «punire» o «mettere in guardia» Lukashenko. quest’ultimo, però, è uno dei pochi «amici e alleati» della Russia.
A questo punto dobbiamo ricordare almeno due cose:
1) da decenni ormai la Bielorussia è di fatto finanziata dai soldi pubblici russi (prestiti coperti con altri prestiti fino all’infinito, prezzi favorevoli del gas e del petrolio etc);
2) le recenti sanzioni europee dovrebbero far perdere alla Bielorussia circa cinquecento milioni di dollari all’anno.
Come cercherà Lukashenko di recuperare le perdite? Esatto: chiedendo altri soldi a Putin.
Il risultato della analisi: la ripresa dei voli della (o delle) compagnia aerea russa sarà una delle forme dei futuri aiuti. In sostanza, sarà una questione di contabilità e non dei soldi realmente regalati. Perché la liquidità è limitata un po’ per tutti.
Anche da questa storia, impariamo pure un po’ di contabilità creativa ahahaha


Ancora la metro milanese

Qualcuno si aspetta da me dei nuovi aggiornamenti sulla metropolitana milanese? Ne ho anche oggi.
Come saprete, a partire dal 21 giugno il limite di riempimento dei mezzi pubblici nelle cosiddette «zone bianche» (quindi in quasi tutta Italia) è stato aumentato fino all’80%. In più, ora sono accessibili tutti i posti a sedere. Quindi sulla metropolitana milanese dai sedili dei treni sono nuovamente (come l’estate scorsa) spariti gli adesivi:

E si è già formata la moda del 2021: ora si siedono due persone ai lati e una in mezzo ai due sedili centrali:

Vediamo quanto dura questa semilibertà mentale…


Sta nevicando?

Ho appena letto che in Sicilia ha iniziato a nevicare… Ah, no, ho letto male: in realtà nelle «zone bianche» di tutta Italia non è più obbligatorio indossare la mascherina quando si cammina da soli in mezzo a una via deserta. Dopo oltre un anno delle regole sempre più cretine, ci voleva almeno un segnale di normalità legislativa.
Allo stesso tempo, osservando già da alcune settimane le persone incontrate per strada – si parlano tranquillamente senza indossare le mascherine anche quando sono reciprocamente estranei – non posso non ricordare un concetto informale spiegatomi già tempo fa da diversi medici. In sostanza, la «propaganda» medico-sanitaria deve essere orientata a un idiota medio. Perché se ti metti a spiegare tutti i dettagli, tutti i possibili casi e le loro conseguenze a un idiota, quello decide di non complicarsi la vita e di non seguire alcuna regola (per esempio, non mettersi mai la mascherina). Quindi scattano delle regole assolute: per esempio, coprire naso e bocca anche sei da solo in mezzo a un campo agricolo.
Ma i miei lettori sono delle persone intelligenti, quindi sapranno utilizzare bene la nuova libertà concessa da oggi. Sapranno anche trovare una giusta combinazione tra il caldo e l’autoprotezione dal virus: ricordando anche l’uso improprio (o esagerato) potrebbe portare, tra le altre cose, all’atelettasia.
Io, nel frattempo, spero che sia solo il primo dei miglioramenti sensibili.