Il gas russo sanzionato

Ieri, l’8 marzo, Joe Biden ha annunciato il divieto dell’import del gas e del petrolio russi. Si tratta di una sanzione logica, ma dobbiamo ricordare che gli Stati Uniti (così come il Canada) non sono l’importatore principale delle materie prime russe in questione. L’importatore principale è l’Europa…
Ed ecco la Commissione europea propone agli Stati membri una bozza del piano di rinuncia al gas e al petrolio russi «molto prima del 2030». In particolare, le misure proposte dovrebbero ridurre la dipendenza europea dal gas russo di due terzi già entro la fine del 2022. Ehm… Non sarei in grado di valutare – velocemente, almeno – se sia un piano realistico, ma supponiamo pure che lo sia. Anche questa sanzione è logica. Sarà, soprattutto, una sanzione molto sensibile per l’economia russa in generale e per l’economia personale di molti personaggi vicini a Putin. [Potrebbe rivelarsi sensibile anche per l’economia europea, ma la pace, la libertà e i principi umani hanno un costo: nella vita ci sono dei momenti in cui non bisogna cercare di sottrarsene.] Di conseguenza, si può dire che sarebbe una sanzione pienamente («la più», direi) azzeccata. Nell’attesa di una redazione più e meglio definita del piano (del quale si potrà discutere con più serietà), vorrei solo ricordare ai miei lettori un altro aspetto.
Il gas e il petrolio russi sono attualmente già colpiti da sanzioni che io chiamerei «indirette». Infatti, gli acquirenti europei – e non solo quelli europei – già oggi hanno paura o addirittura non possono pagare il gas e il petrolio russi. Perché si tratterrebbe di fare dei pagamenti in dollari o in euro alle aziende russe che si trovano sotto le recentissime sanzioni.
Comunque sia il piano europeo di cui sopra, speriamo che l’inverno prossimo sia caldo!
E ancora di più speriamo – io lo spero – che la situazione odierna si risolva presto.


L’oro degli infedeli

Quando, negli anni ’30 del XX secolo, furono in corso le ricerche del petrolio in Arabia Saudita, il re Abd al-ʿAzīz ibn ʿAbd al-Raḥmān ibn Fayṣal Āl Saʿūd pretese che le concessioni venissero pagate solo in oro. Allo stesso tempo, si rifiutò categoricamente di accettare i sovereign con il profilo della regina Vittoria. Furono dunque ammesse solo le monete con le immagini dei monarchi uomini.

Cosa ne avrebbero detto le femministe di oggi? Avrebbero preteso di essere accettate in qualità di un mezzo di pagamento?..
Ma, tornando a essere serio, faccio gli auguri a tutte le lettrici.


Gli aiuti per l’Ucraina

Il nostro pianeta è popolato, purtroppo, di persone con il senso dell’ammissibile molto vario, quindi è logico presumere che qualcuno possa anche tentare di guadagnare sulla guerra (qualsiasi guerra) e sulla crisi umanitaria connessa. C’è chi tenta di guadagnare non [solo] in soldi, ma ora mi concentro solo sull’aspetto economico. Infatti, avrebbe senso pubblicare quei link verificati dove vengono realmente raccolti i soldi per l’Ucraina e non per la Ferrari nuova di un ipotetico Tizio Caio. In questo modo le persone intenzionate di sostenere attivamente il primo Stato europeo aggredito possono avere la certezza di non sprecare le risorse.
I primi link verificati che posso proporre alla attenzione di tutti gli interessati:
– la pagina ufficiale per la raccolta fondi per l’esercito ucraino (si tratta del sito della banca nazionale ucraina);
– le informazioni su come è possibile aiutare i profughi ucraini in arrivo in Italia.

E poi vedete voi se conoscete qualche organizzazione o personaggio singolo affidabile…


39


La prima cifra non è ancora preoccupante (e se me lo avessero detto vent’anni fa? ahahaha), quindi si procede…
E chi mi avrebbe detto che la mia vita coincida con un periodo come questo.


Meglio di Michael Jackson

Per non rischiare di rendere questo blog troppo deprimente, oggi provo a postare qualcosa di più positivo. Per esempio…
Al Pacino è Al Pacino perché sa vivere da Al Pacino: sempre, in ogni momento, anche quando va a passeggiare.

Molto probabilmente avete già visto questo video, quindi lo posto prevalentemente per non perderlo.


La musica del sabato

Secondo la cronologia ufficiale, 69 anni fa – il 5 marzo 1953 – è schiattato uno dei personaggi più repugnanti della storia. È schiattato con l’aiuto dei propri collaboratori più «fedeli», «fidati» e fino a poco tempo prima pure impauriti.

La storia si ripete spesso. Spero.
E intanto metto, nella consueta rubrica musicale del sabato, due brani dal film «The Death of Stalin».

Aggiungerei anche questa:

Libertà e pace a tutti.


Tesla che inquina

È sempre curioso apprendere le notizie come questa: negli USA l’agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA, Environmental Protection Agency) ha multato la Tesla per 275.00 USD per le ripetute violazioni del Clean Air Act. Le violazioni sono state rilevate in un impianto produttivo a Fremont (in California) nel periodo tra il 2016 e il 2019. In particolare, la fabbrica non è riuscita a sviluppare un piano di minimizzazione delle emissioni e a registrare il livello delle emissioni di sostanze inquinanti provenienti dai processi di verniciatura delle auto. Si tratta delle sostanze formaldeide, etilbenzene, naftalina e xilene.
Secondo l’EPA, La Tesla avrebbe corretto tutte le violazioni, ma già il solo fatto della multa per le questioni legate all’inquinamento inflitta a una azienda che sembra quasi un simbolo religioso di alcuni ecologisti è abbastanza divertente.


Le manifestazioni contro la guerra

Ogni sera, da alcuni giorni ormai, passando in piazza Duomo (a Milano) verso le 19:15, vedo questa piccola manifestazione contro la guerra in Ucraina. Si tratta di poche decine di persone (una trentina o poco più? boh, non si capisce molto) con una lunga bandiera ucraina e pochi slogan esclamati in italiano, in russo e in ucraino (a giudicare dall’accento, sono prevalentemente gli ucraini).

Un po’ mi dispiace che siano in pochi a manifestare, anche se capisco benissimo che la sera di un giorno feriale non è il momento ideale per aspettare una ampia partecipazione delle persone impegnate in quella vita quotidiana che rimane sempre importante per i singoli e per la collettività.
Allo stesso tempo, spero che un giorno si ripetano delle grandi manifestazioni che abbiamo visto in giro per il mondo nel fine settimana passato. Anche se osservando da anni il mondo posso constatare che la partecipazione alle manifestazioni può solo diminuire. Però qualche altra grande manifestazione sarebbe stata utile: perché una delle cose che infastidiscono maggiormente Putin è l’amore non condiviso da parte dell’Occidente (in tutte le sue forme, cominciando dalla comunità dei leader politici). Se il termine amore vi pare poco appropriato nel contesto delle relazioni internazionali, sostituitelo pure con l’amicizia. Ma la sostanza è la stessa: in oltre ventitré anni Putin ha percorso la strada da un politico orientato ai buoni rapporti con l’UE e la Nato a un politico che inizia una guerra di conquista in Europa proprio perché si sente – almeno a partire dal 2008 – una persona rifiutata. Una persona rifiutata dalla collettività la cui attenzione e benevolenza ha cercato di conquistare con tutta la sincerità e (oppure «ma»?) con tutti i modi a egli noti. Una persona rifiutata che ora si è arrabbiata e quindi tira le pietre contro le finestre chi lo ha rifiutato.
(Una tristissima curiosità: si dice che ora sarebbe depresso per il fatto che il suo esercito «liberatore» non sia accolto con gioia dagli ucraini!)
Ci vogliono – forse – diverse e intense manifestazioni per convincere definitivamente Putin o almeno una persona della sua cerchia (sì, ne basterebbe una ma coraggiosa) che non ha più senso insistere.


Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia visita ad Albino del 24 dicembre 2021.
E sono costretto ad anticipare alcune domande particolarmente «divertenti»: no, a Leffe non ci sono (ancora) stato…


Eccesso di incoraggiamento

Non voglio certo dare dei suggerimenti agli avvocati del prossimo processo di Norimberga (spero che l’imputato principale sopravviva per essere presente fino alla fine), ma Putin avrà una interessante attenuante: è riuscito a scacciare dalle teste delle masse e dalle prime pagine dei mass media i resti del panico per il Covid-19.
Ma ha ampiamente esagerato con i metodi. Quindi è già diventato il protagonista di alcune copertine abbastanza gentili e diplomatiche:

Continuare la lettura di questo post »