Una pubblicità onesta

All’inizio di agosto era stato pubblicato questo video pubblicitario della compagnia aerea Emirates:

Molto probabilmente, la maggioranza degli spettatori di questo video abbia pensato che si tratti di un videomontaggio digitale. E invece no: la pubblicità in questione è stata onesta anche nella fase della sua realizzazione. Una assistente di volo viva è stata realmente collocata in cima al grattacelo Burj Khalifa (828 metri, si tratta dell’edificio più alto al mondo). Ecco una delle foto «dal set»:

Ora sapete perché nel video la signora sembra un po’ tesa. Non posso non aggiungere un video sulla realizzazione di questa pubblicità:

Ovviamente, il tutto è stato realizzato in massima sicurezza, la signora era ben legata alla guglia. Ma io non so ancora quale somma sarebbe stata sufficiente per farmi accettare di ripetere la stessa impresa della protagonista. Probabilmente, almeno a sei zeri…

Aggiungo, infine, che tutti sono sopravvissuti alla realizzazione della pubblicità!


La musica del sabato

Come probabilmente sapete, la settimana scorsa in Germania si sono tenute le elezioni politiche. Indipendentemente dal loro risultato definitivo e dagli accordi successivi tra i partiti, sapevamo già da tempo che Angela Merkel non avrebbe continuato a fare la cancelliera dopo la formazione di un nuovo governo (anche se tecnicamente avrebbe potuto continuare). Vi state chiedendo come c’entra tutto questo con un post musicale? Ma è elementare!
Qualcuno dei presenti potrebbe anche sapere che il soprannome popolare di Angela Merkel è Mutter (madre in tedesco), quindi ho pensato di rendere onore ai quasi sedici anni di servizio della Mutter Angela con una canzone di un noto gruppo tedesco che si chiama proprio così…
Oggi propongo la canzone «Mutter» dei Rammstein (è contenuta nell’album «Mutter» del 2001):

In qualità della tradizionale seconda canzone del post musicale metterei la «Feuer Frei!» dallo stesso album. Non so come collegarla con gli eventi attuali: provate a farlo voi.

E poi non so se mi sarebbe mai capitata una occasione più opportuna per postare qualcosa dei Rammstein…


Quasi un secolo fa il fotografo americano Clifton R. Adams trascorse, sull’incarico della National Geographic, diversi anni nel Regno Unito per fotografare la vita quotidiana della popolazione locale. Viaggiò dunque per diverse città, paesi e fattorie.
Clifton morì nel 1934 all’età di soli 44 anni, ma riuscì comunque a lasciarci un preziosissimo archivio fotografico. Fanno parte di quest’ultimo anche le fotografie a colori scattate nel Regno Unito dal 1927 al 1934. Per realizzare le immagini a colori, in particolare, il fotografo utilizzò il metodo dell’autocromia (brevettato nel 1903 dai fratelli Lumière).
Il principio del suddetto metodo consiste nel colorare i grani di fecola di patate (circa 0,01 mm di diametro) di rosso-arancio per 3 parti, verde per 4 parti e blu-viola per 2 parti. Una comune piastra di vetro (utilizzata nelle macchine fotografiche di allora al posto della pellicola) era grande 13×18 cm e poteva «ospitare» sulla propria superficie utile circa 200 milioni di grani. Al vetro veniva dunque applicata una colla speciale, sopra la quale veniva spalmato uno strato sottile di grani setacciati. Inoltre, bisognava assicurarsi che i colori fossero distribuiti uniformemente su tutto il piano. Non ci dovevano essere delle senza stratificazioni. Lo spazio tra i grani veniva riempito di nerofumo. Infine, sopra veniva aggiunto uno strato di lacca e poi uno strato di fotoemulsione pancromatica.
La piastra preparata come appena descritto veniva posizionata con il lato di vetro rivolto verso l’obiettivo. La luce entrata dall’obiettivo si colorava passando attraverso i grani colorati e solo dopo cadeva sull’emulsione. Si doveva usare un filtro fotografico giallo per scattare le foto.
La luce passata attraverso il vetro preparato nel modo sopraindicato era attenuata di 60 volte rispetto a quella che si poteva ottenere con delle lastre non autocromatiche. Ma pure in queste condizioni era possibile fotografare, in una giornata di sole, con una apertura di 4 o 5 e un’esposizione normale di 2 secondi. Le foto venivano di una qualità alta ed erano facili da elaborare.
Bene, ora possiamo finalmente vedere alcune foto di Clifton R. Adams. La fonte scoperta da me ne contiene tante belle e interessanti. Per il presente post ho dunque selezionato solo una parte di quelle immagini, ma i lettori più interessati potranno vederle facilmente tutte.
Bambini che giocano sulla sabbia vicino a Yarmouth, un luogo di vacanza popolare sull’isola di Wight (1928):
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Imparare storia online

Non mi capita proprio tutti i giorni, quindi ogni volta è una «bella» sorpresa: alcuni siti italiani di fatto mi impediscono la registrazione (o l’accesso ad alcuni servizi) perché sospettano una divergenza insuperabile tra i miei dati anagrafici e il mio codice fiscale.
Vi chiederete se io sia capace di inserire correttamente i propri dati?
Ahahaha triplo… No, siete voi che avete la fantasia un po’ povera!
Il motivo reale è molto più interessante: i creatori di molti siti italiani (ma in realtà anche dei database aziendali e istituzionali) non sanno che da qualche parte del nostro pianeta fino al 1991 è esistito uno staterello chiamato URSS. Uno staterello dove in quasi settant’anni di storia sono nate un po’ di persone. E, soprattutto, molte di queste persone continuano a spargersi per tutto il mondo. Nonostante tutto, molte di quelle persone nate (me compreso) in uno Stato non più esistente sono ancora in vita e devono in qualche modo interagire con le aziende e le istituzioni… Ed ecco che, molto spesso, non avendo alcuna possibilità tecnica di inserire (o scegliere dalla lista) in una form di registrazione il nome dello Stato dove mi ricordavo di essere nato – la form lo segna come nome di Stato sbagliato –, mi trovo costretto ad ammettere: nel lontano 1983 avevo già previsto tutto ed ero nato nella Federazione Russa ancora inesistente!
Purtroppo, i siti (e/o i vari database) non si accontentano di questa mia concessione alla storia moderna e al diritto internazionale e dicono:  «ah, ti abbiamo beccato!»  «ma allora il tuo codice fiscale è sbagliato!». Beh, effettivamente, nel mio codice fiscale lo Stato di nascita codificato è, giustamente, l’URSS e non la Federazione Russa…
A questo punto io, ormai totalmente confuso nelle mie conoscenze di storia, diritto e logica, ho solo due opzioni: andare a litigare con un operatore umano (il quale, come me, non ha alcun potere di raggirare le pretese della form) o falsificare il mio codice fiscale (codificando la Federazione Russa al posto dell’URSS). Con la pandemia del Covid ancora in corso, la prima opzione è molto meno praticabile di una volta: non per le mie fobie (non ne ho), ma perché lo hanno deciso le aziende e gli enti.
Non so ancora quale sia la morale di tutto questo. Devo essere contento per avere fatto delle scoperte storiche o per avere saputo della propria capacità di viaggiare nel tempo? Boh…
P.S.: non so se anche le persone nate, per esempio, nella ex Jugoslavia hanno lo stesso problema; proverò a indagare.
P.P.S.: se lavorate in una azienda o in un ente che per qualche motivo tratta i dati personali, provate a vedere se anche da voi esiste il problema descritto.


Una censura valida

Lo avrete già letto: il Telegram ha bloccato due canali dei «novax» covidici – uno italiano e uno tedesco – che incitavano alla violenza contro il personale medico impegnato nella vaccinazione contro il Covid-19, pubblicando anche i dati personali delle persone (scusate la tautologia) concrete. Il creatore del Telegram Pavel Durov descrive bene quella decisione (in inglese), quindi non mi metto a riassumere le sue parole.
La cosa che posso constatare io è semplice: anche qualora non ci fossero stati degli inviti alla violenza e/o la pubblicazione dei dati personali, avrei pienamente appoggiato questa forma di censura. Perché grazie a quei [censured censured censured censured censured] dei novax si diffondono e continuano a mutare non solo i virus come il Covid-19, ma pure tante di quelle malattie che l’umanità riteneva di avere superato già decenni o secoli fa: la peste, la pertosse, la difterite, il morbillo, la poliomielite etc.
Quindi, cari novax, chiudetevi in casa e godetevi la vostra libertà di schiattare per le malattie obsolete senza violare la libertà di vivere di tutte le altre persone.


Un po’ di populismo alimentare

Ho letto solo ieri che in Sud Corea il presidente ha proposto – finalmente? – di valutare l’opportunità di vietare i hot dog locali (ehm, che battuta…).
Di fronte a questa notizia, mi sono improvvisamente accorto di essere assolutamente indifferente, dal punto di vista estetico, al «donatore» della carne che mangio. La maggioranza degli animali vivi mi è simpatica, ma in in qualità del cibo mi piacciono (non sempre, ma di solito) allo stesso modo. L’unico mio desiderio è quello non vedere nemmeno un pezzo del percorso che fanno dalla «stalla» alla cucina.
Però non posso non constatare che in una realtà politica più simile a quella occidentale (non solo dal punto di vista visuale, come, per esempio, l’abbigliamento formale) in questo periodo i sudcoreani avrebbero iniziato da altri rappresentanti della fauna.


Le elezioni tedesche 2021

Non c’è bisogno di fare chissà quale analisi politica per osservare due grande evidenze confermate dalle elezioni politiche tedesche di domenica.
1. Nessuno dei partiti può dirsi un grande vincitore. Di conseguenza, Angela Merkel rimarrà al suo posto ancora per un po’ di tempo: fino alla formazione di un Governo (con la relativa coalizione). La volta scorsa ci erano voluti circa sei mesi, vediamo quanto tempo ci mettono ora. Ma il fatto importante è: tanta gente in giro per il modo ha troppa fretta di salutare la cancelliera uscente.
2. Il partito di Angela Merkel ha mostrato il peggior risultato dal 1949 e, di fatto, ha perso le elezioni. Ma questo non significa che dobbiamo necessariamente cercare delle spiegazioni più o meno complicate o fantasiose alla sconfitta. Secondo il mio parere autorevole, tutti i Governi con i relativi leader e, in alcuni casi, i Presidenti degli Stati democratici mostreranno dei brutti (sicuramente inferiori al passato) risultati alle loro elezioni più vicine. Il motivo sarà sempre lo stesso: le scelte impopolari nella gestione della pandemia. Le scelte che in qualche modo hanno colpito quasi tutti gli elettori. Le scelte non solo impopolari, ma spesso anche palesemente confuse e stupide. Di conseguenza, possiamo dire che alla Germania è andata anche abbastanza bene: i pazzi verdi e i populisti marroni avrebbero potuto ottenere dei risultati ancora più alti.
Ecco, solo tenendo in mente le suddette due osservazioni possiamo fare tutti le analisi possibili e immaginabili delle elezioni tedesche.


L’estimated sign

Sulle confezioni di molti prodotti consumabili (non solo quelli mangiabili o bevibili) accanto alla indicazione del peso o del volume del contenuto si trova il simbolo «℮».

Non tutti sanno cosa significa e a cosa serve. Ancora meno persone si ricordano di informarsi sull’argomento. Ebbene, il Capitan Ovvio si affretta a fornire una risposta alle domande non fatte. Continuare la lettura di questo post »


Un mezzo ecologico

L’energia eolica e le automobili elettriche sono ecologici solo nelle teste delle persone che non sanno come vengono prodotti gli impianti eolici, le batterie delle auto e l’energia per caricare queste ultime. Solo i pochi geni riescono a cercare e trovare i modi realmente efficaci per ridurre al minimo l’impatto ambientale della propria attività quotidiana.
Uno di quei geni è il signore filmato su un fiume vicino a Brunswick Heads (in New South Wales, Australia):

Il suo mezzo di trasporto, costituito da una tavola e da un ombrellone (che fa da vela), gli permette di superare tranquillamente pure la gente con dei kayak. Grande…


La musica del sabato

Formalmente l’autunno è già iniziato? Da quando siamo a settembre, per me è iniziato automaticamente. Di conseguenza, per la scelta della musica del sabato applico la stessa logica dell’estate e della primavera.
Oggi ascoltiamo le composizioni «autunnali» di Pyotr Ilyich Tchaikovsky scritte per il suo ciclo per il pianoforte «Le stagioni» (del 1876):
«Settembre. La caccia»:

«Ottobre. La canzone autunnale»:

«Novembre. Con la troika»:

Gli interessati conoscono (o sono capaci a trovare) le altre nove parti…