Una truffa banale

Potrebbe sembrare strano, ma le truffe via sms esistono ancora. Anzi, non solo esistono, ma negli ultimi mesi mi sembrano addirittura più «attive» di prima. Sicuramente un giorno pubblicherò la mia collezione degli esempi migliori, ma oggi volevo raccontare di un caso recentissimo e stilisticamente molto diverso da quello che mi capita, solitamente, di ricevere.
Ebbene, un truffatore (truffatrice?) ha finalmente deciso di fingersi una persona privata che, all’apparenza, dovrebbe essermi nota:

Il bello è all’inizio della settimana aspettavo di essere contattato di una persona che non conoscevo ancora di persona. Però dovevo essere contattato per un motivo abbastanza formale, quindi un messaggio del genere non sarebbe dovuto arrivare…
Ma secondo questo (questa?) genio – l’autore del messaggio – non sono andato a controllare le chiamate senza risposta sul telefono e sui vari messenger? Dirò di più: come al solito, sono pure andato a cercare entrambi i numeri su Facebook (molti account sono legati al numero del proprietario, quindi si riesce a vedere di chi è il numero sconosciuto) e su Google. Quest’ultimo, in particolare, già tra i primi risultati mi ha fornito una risposta banalissima: il messaggio strano mi stava proponendo di chiamare un numero a pagamento.
Qual è la morale di questa storia? Ce ne sono ben due. Prima di tutto, state attenti con i messaggi sospetti. E poi, non pensate che sia del tutto inutile cercare su internet i numeri sconosciuti.
P.S.: se avete bisogno di sfogarvi insultando qualcuno, scrivete pure al numero italiano in cima all’immagine ahahahaha


Un nuovo francese

In base a un comunicato governativo francese del 23 agosto – letto con attenzione da taluni solo in questi giorni –, il noto a molti dei miei lettori Pavel Durov avrebbe ottenuto la cittadinanza francese:

O, almeno, si tratta di una persona che ha lo stesso nome ed è nata lo stesso giorno dello stesso anno nella stessa città (10 ottobre 1984, Leningrado).
Dal 2014 – l’anno della fuga dalla Russia – Durov ha già la cittadinanza di Saint Kitts e Nevis (per via degli investimenti nella economia nazionale), la quale gli permette di viaggiare in quasi tutto il mondo; dal 2017 vive a Dubai.
Perché tale notizia dovrebbe interessarci? Perché voglio vedere tra quanto tempo qualcuno inizia a proclamare il Telegram un messenger europeo, seppure questo abbia la sede ufficiale sempre a Dubai. È veramente curioso che la relativa tranquillità sociale e politica comunitaria continui ad attirare le persone private, ma non permetta la nascita e lo sviluppo naturali delle aziende realmente innovative. Ma non sembra che qualcuno se ne accorga o se ne preoccupi.


Il politicamente scorretto che conviene

Nella natura mediatica esistono delle notizie che non si riesce a non notare nemmeno volendo. Per esempio: alcuni giornalisti si sono preoccupati per la scomparsa di una tennista cinese… Oppure non è scomparsa, non si capisce molto.
Però si può facilmente presumere che il Governo cinese abbia imparato a sfruttare — non saprei dire da quando — una certa incapacità degli occidentali a distinguere gli orientali…
Ma non insisto troppo sull’argomento perché potrei sembrare un po’ troppo politicamente scorretto. In compenso, preciso che sono capace di distinguere tutti i miei amici e conoscenti cinesi!


Tokyo in bicicletta

Il canadese Greg Lam da anni vive a Tokyo per motivi familiari. Nel 2015 ha registrato il proprio canale su YouTube per raccontare dei vari aspetti della vita in Giappone. Ai tempi della pandemia del Covid-19 non ancora conclusa, uno dei video di Greg più interessanti (e quindi meritatamente popolari) è quindi quello di carattere turistico.
In sostanza, ha pubblicato un videoracconto — nemmeno tanto lungo — sui 120 kilometri fatti con la bicicletta a Tokyo: dalla riva est del fiume Edogawa alla riva ovest del fiume Tamagawa.

Ma voi, ovviamente, potete trovare più interessante qualsiasi altro argomento tra quelli, numerosi, trovati sul canale.


La musica del sabato

Nella storia musicale sono rimasti alcuni vecchi celebri gruppi, la cui musica al giorno d’oggi sembra ormai abbastanza ingenua: quasi «da bambini». Per fortuna, non è sempre un motivo sufficiente per rimuovere quei gruppi dal mostro playlist: la musica di alcuni di quei gruppi può benissimo funzionare da sottofondo sonoro quando, per esempio, si ha bisogno di dare un certo ritmo alla nostra attività mentale (a me capita di utilizzarla in quel modo mentre formatto i testi già pronti nella loro parte significativa o sistemo grandi quantità di dati). E poi, a volte, quella musica aiuta a ereggere una sorta di barriera tra i pensieri e i suoni del mondo esterno…
Uno dei gruppi che spesso mi aiutano nel senso appena descritto sono The Shadows. Una volta, tanto tempo fa, mi era già capitato di postare due loro brani. Oggi posso proporne altri due.
Il primo brano scelto per oggi è «Atlantis»:

Il secondo brano scelto per oggi è «Geronimo»:


Il tipo di nome Nathan (non si sa chi sia e da dove venga) vive in Sud Corea e realizza dei video per il proprio canale SeoulWalker su YouTube. I video — non commentati in alcun modo — mostrano le interessanti passeggiate dell’autore a Seoul e nel resto del Paese. Dal punto di vista tecnico i video sono fatti abbastanza bene, ma l’autore, per qualche motivo incomprensibile, ha disattivato la possibilità di inserirli nelle pagine dei siti terzi. Di conseguenza, sono costretto a lasciarlo fuori dalla mia video-rubrica domenicale e mi limito a una semplice segnalazione culturale: provate a vedere qualcosa se e quando avete tempo e voglia per farlo.

Non si sa quando potremo andare noi in Sud Corea senza troppe rotture…


L’idea e l’applicazione

L’idea di imporre delle limitazioni «da zona gialla / arancione / rossa» solo alle persone non vaccinate ha una sua logica interna e, in un certo senso, anche un po’ di giustizia nel suo senso supremo. Chi, dopo oltre un anno e mezzo della pandemia, non si è ancora convinto della utilità del vaccino ha sicuramente fatto due cose: ha calcolato tutte le possibili conseguenze (almeno quelle burocratiche) e si è moralmente preparato a subirle. Il comportamento di queste persone continua a essere irresponsabile e irrazionale, ma noi, ormai, ci possiamo fare poco.
Purtroppo – per tutti noi – ci possono fare poco anche gli ideatori delle restrizioni riservate ai non vaccinati. Infatti, posso anche immaginare, più o meno, come possano essere codificate dal legislatore, ma non riesco a immaginare come possano essere messi in pratica. Per esempio: durante le «zone rosse» e «arancioni» passate (compreso anche il periodo strano del maggio 2020) nessuno mi aveva mai chiesto l’autocertificazione (anche se la preparavo quasi sempre). Chi e come farà i controlli con tutta la gente in giro?
Insomma, non vorrei mandarvi in depressione, ma io sul Natale 2021 vedo già delle brutte ombre.


L’idea di un film

Le scoperte relativamente recenti hanno confermato l’esistenza dell’acqua su Marte. Di conseguenza, si potrebbe girare un film (riservando pure dei ruoli a Arnold Schwarzenegger e Sharon Stone), il quale ci racconterà che il genere umano sarebbe in realtà nato su Marte, ma avrebbe rovinato l’ecosistema locale fino al punto da dover inviare gli ultimi due giovani sani rimasti a colonizzare uno dei pianeti vicini. Farlo nella speranza, appunto, che la razza umana riesca a «ricominciare da zero» in un mondo migliore. Ma i due giovani – supponiamo che si chiamino Adamo ed Eva – sbagliano la procedura di atterraggio (accelerando invece di frenare) e trasformano la propria navicella spaziale in un asteroide che ammazza tutti i dinosauri. La morale del film: la costruzione di un nuovo mondo è iniziata con un nuovo disastro ambientale…
Conoscete un regista capace di realizzare questa idea?

Di questi tempi potrebbe diventare un film da Oscar.


Il cavallo di Bruxelles

Ci sono molti aspetti della questione dei migranti sul confine tra la Belorussia e la Polonia che i miei lettori potrebbero (volendo, ovviamente) scoprire anche da soli. Ma l’ultima opera del caricaturista russo Sergej Ëlkin dove la scoprite? Solo da me!

Tutti i personaggi – animati e non – dovrebbero essere facilmente riconoscibili.


Il cambiamento non notato

È curiosa questa notizia. La radio Europe 1 comunica (mentre Le Parisien e Le Figaro confermano) che il presidente francese Macron ha cambiato la tonalità del blu sulla bandiera nazionale francese già a luglio del 2020. Ma nessuno se ne era accorto fino ad ora.

Precedentemente la tonalità del blu sul tricolore francese era più chiara. Fu introdotta dal presidente francese Valéry Giscard dʼEstaing nel 1976 per far coincidere — in parte — la bandiera francese con quella della Comunità economica europea (la quale è poi diventata lʼUnione europea). Macron, invece, ha restituito la tonalità più scura del blu utilizzata sulla bandiera francese dalla Rivoluzione francese fino al 1976. Allo stesso tempo, non ha annunciato pubblicamente il cambiamento nella tonalità e non ha avviato la sostituzione di tutte le bandiere nazionali del Paese. La nuova versione della bandiera è in uso durante i discorsi ufficiali di Macron dal 2018.
Detto tutto questo, riconfermo la mia percezione del fatto che Macron possa diventare il nuovo «capo» informale dell’UE dopo l’abbandono definitivo della Merkel. Vediamo se qualche pazzo lo accusi del suddetto gesto antieuropeista…