Mancano tre giorni alle votazioni presidenziali russe (purtroppo a volte faccio un po’ fatica ad applicare la parola elezioni a certi giochi di ruolo russi). Di conseguenza, domani è l’ultimo giorno della campagna elettorale e noi possiamo ormai dire se i candidati l’abbiano condotta bene oppure no.
Il candidato al primo posto ha fatto una campagna elettorale lunga quasi due ore. Infatti, con l’eccezione dei cartelloni pubblicitari sorvegliati in regime 24/7 dalle pattuglie della polizia, la replica in TV di alcuni film «documentari» con la sua presenza (per esempio quello di Oliver Stone) e la abituale massiccia presenza quotidiana nei servizi dei telegiornali, è stato un candidato invisibile. In qualità della sua unica partecipazione attiva alla lotta elettorale presidenziale può essere visto il suo discorso alle Camere riunite del parlamento. Da quel discorso i cittadini russi hanno appreso che i sacrifici degli anni passati sono dovuti ai preparativi alla guerra, ora siamo capaci di distruggere gli USA con un nuovo razzo figo (segue un cartone animato sul bombardamento della Florida disegnato nel 2007) e quindi ora tutti ci devono ascoltare con attenzione e timore. Insomma, ha regalato degli attimi di orgoglio ai propri elettori tipici.
Uno dei due veri candidati al secondo posto è sicuramente Pavel Grudinin. Nella campagna elettorale che sta per finire il suo compito informale ma evidente a tutti è stato quello di darne Continuare la lettura di questo post »
L’archivio del 2018 год
Come avrete già letto, è stata presa la decisione sulla espulsione di 23 diplomatici russi dalla Gran Bretagna. Si tratta di una delle possibili misure più logiche e attese, ma, evidentemente, non la più sperata.
La vera speranza dei vertici (passati e attuali) di quella Organizzazione che si occupata, molto probabilmente, dell’avvelenamento di Skripal consisteva in una nuova ondata delle sanzioni occidentali. Perché le sanzioni consolidano la squadra (costretta a rimanere fisicamente e finanziariamente sulla nave e condividere la sorte del capitano) e giustificano la propaganda («il mondo è contro di noi!»).
Ma l’introduzione delle sanzioni richiede del tempo. Quindi per ora ci si deve accontentare di poco: l’Occidente ha confermato di non volere/potere adottare le risposte simmetriche. Ed un modo perverso di sentirsi forti.
Avevo già scritto della logica da bullo?
Negli ultimi due mesi in Russia molti dipendenti statali (di diversi ospedali e università pubbliche) hanno improvvisamente avuto dei forti aumenti dello stipendio. In alcuni casi si tratta degli aumenti del 400%. Secondo il commento odierno del ministro del lavoro russo Topilin, si tratterebbe della attuazione di uno dei famosi «decreti di maggio», firmati da Vladimir Putin il 7 maggio 2012 poco dopo l’inizio del suo (attuale) mandato presidenziale.
Per chi non sapesse ancora di quali decreti si tratta, per ora dico solo che quelle norme – mai attuate – obbligano gli enti locali e le aziende pubbliche ad aumentare la spesa a favore della popolazione, non fornendo però i fondi necessari.
In Russia, intanto, c’è chi tende a pensare male, collegando l’avverarsi del miracolo di maggio con l’imminente miracolo del 18 marzo.
Mah, vedremo.
Il 6 marzo Wes Montgomery avrebbe compiuto 95 anni. Per ricordarlo metterei nel post di oggi questi due brani:
«The Big Hurt» (dall’album «Just Walkin’» del 1971)
«Sunny» (sempre dall’album "Just Walkin’» del 1971)
Il film «Loveless» di Andrej Zvjagintsev era stato nominato all’Oscar, ma non l’ha vinto. Questo però non significa che non siaun gran bel film. In più, è un film fortemente consigliato da me (spero che questa ultima affermazione non venga considerata come un difetto).
Ci terrei di comunicare – a tutti coloro che conoscono già il regista – che «Loveless» rappresenta una certa anomalia nella sua filmografia. Infatti, è il suo primo film che lascia una piccola speranza allo spettatore. Si tratta di una speranza misera, ma pur sempre di una speranza.
Vorrei evitare di fare dei spoiler, quindi scrivo così: dopo aver visto il film ho continuato a pensare «ma era lui o non era lui?»
Il regista interrogato si è rifiutato di rispondere.
Ho sempre pensato che il pallone da calcio classico fatto di pentagoni bianchi e neri esistesse almeno dagli anni ’50 del XX secolo.
E invece no: un Pallone da calcio di questo aspetto è stato prodotto per la prima volta appositamente per i Mondiali del 1970. Per di più, è una invenzione della Adidas. Tale modello di pallone è stato chiamato Telstar in onore del satellite, al quale assomiglia esteticamente, ed è stato concepito in quei colori per essere ben visibile sugli schermi dei televisori in bianco e nero (proprio allora il Campinato è stato trasmesso in television per la prima volta).
Mentre prima di quella occasione si giocava ancora con i vecchi palloni marroni simili a quelli da basket:
È interessante notare che pure Google in risposta alla ricerca «pallone da calcio classico» ci mostra quasi esclusivamente i palloni a pentagoni.
In pratica io non seguo il calcio (anche se ho passato un piccolo pezzo della mia vita in un ambiente dove si parlava moltissimo di questo sport), quindi comprendo di aver fatto una scoperta banalissima.
Care lettrici, auguri a tutte voi.
Siate libere, almeno oggi (meglio se sempre), dalla applicazione degli steriotipi come questa:
Alla fine di febbraio mi ero accorto di questo adesivo comparso in alcuni punti della stazione «Duomo» sulla metropolitana milanese:
All’inizio di marzo mi sono finalmente ricordato di andare a leggere di cosa si tratta. Ebbene, sul sito della ATM è disponibile un comunicato (datato 21 febbraio) sull’avvio della sperimentazione in alcune stazioni: Duomo (da febbraio), San Babila (da marzo) e Cadorna (da aprile). Sono promesse la registrazione semplice è una velocità decente (500 Megabit al secondo) nelle prime 4 ore di utilizzo al giorno.
Ovviamente siete capaci anche voi a leggere quel comunicato. Molto più importante e interessante è, invece, sperimentare praticamente tale servizio. Io l’ho fatto martedì sera metre tornavo a casa.
Ora posso testimoniare due cose. Prima di tutto, la registrazione è veramente semplice e veloce: può essere fatta nell’arco temporale medio necessario per l’attesa del treno. Selezionate la rete tra quelle rilevate dalvostro telefono, scegliete il modo in cui autentificarvi (con un social network o inserendo manualmente il nome), fornite il vostro numero di telefono e, infine, inserite il codice di controllo ricevuto via sms.
Bene, siamo già collegati:
Per ora ho navigato poco, ma ho comunque avuto l’impressione che la velocità dell’internet «metropolitano» sia realmente buona. Vedremo se resterà tale anche con una maggiore quantità delle persone connesse. E, soprattutto, speriamo che il servizio si estenda presto a tutta la rete dei mezzi pubblici milanesi.
Ma già ora possiamo festeggiare per il fatto che, finalmente, anche Milano si sta avvicinando agli standard tecnologici del primo mondo!
[Sulla metropolitana moscovita il wi-fi è stato attivato nel 2013.]