La Reuters scrive che l’UE ha attivato per la prima volta il meccanismo contro l’elusione delle sanzioni contro lo Stato russo attraverso Paesi terzi (previsto dal diciannovesimo pacchetto dell’ottobre 2025). In particolare:
1) ha imposto sanzioni contro una società kirghisa che gestisce un exchange di criptovalute su cui vengono scambiati volumi significativi dello stablecoin A7A5 (creatura russa per ricevere dei soldi dall’estero);
2) ha vietato le operazioni con il terminal del porto petrolifero di Karimun in Indonesia;
3) ha introdotto disposizioni a tutela della proprietà intellettuale e delle società dell’UE da azioni legali russe in paesi terzi.
Complessivamente, è una notizia positiva, ma mi preoccupa un po’ il ritmo: se vanno avanti con tre misure ogni sei mesi, rischiano di vedere qualche effetto rilevante già alla fine del secolo. Mentre noi (beh, almeno io) rischiamo di dover affidare tutte le speranze alla soluzione biologica del problema principale.
Già fatto?!
(24 Aprile 2026)
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