All’inizio di giugno ho scoperto che le Poste Italiane sono entrate nel mercato dei caricatori per le auto elettriche. Il mio amico Google sostiene che i primi caricatori delle Poste sono stati installati già nel 2023, ma io l’ho scoperto con tre anni di ritardo…

Sapevo già da anni che le Poste Italiane offrono i servizi finanziari (non mi è mai venuto in mente di diventarne un cliente: sono contento della mia banca normale) e di telefonia mobile (attualmente si appoggiano alla rete della TIM, io sono cliente direttamente della TIM normale). Ora si aggiunge pure l’energia (della rete ENI). Se le cose vanno avanti così, prima o poi le Poste Italiane decideranno di iniziare a offrire pure i servizi postali normali: appoggiandosi a qualche rete seria (per esempio, della DHL) riusciranno a consegnare le spedizioni in tempi compatibili con la vita umana, senza perdere o danneggiare alcunché, senza sbagliare gli indirizzi e, probabilmente, senza i corrieri incapaci di premere il tasto del citofono.

Speriamo…
Il rischio del progresso per le Poste Italiane
(3 Luglio 2026)
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