L’archivio del tag «storia»

Salò, 26 luglio 2014

A Salò, mentre stavo camminando tranquillamente sul lungolago in mezzo a tanti turisti non solo stranieri, avevo sentito parlare una coppia di aborigeni apparentemente ultrasessantenni.

«E certo che di questa associazione non si può più», aveva detto lui a lei.

In un certo senso lo posso capire: anche io avrei preferito vedere apprezzare la propria città per qualche episodio storico più glorioso o per degli aspetti culturali universalmente riconosciuti. Ma la realtà è quella che è. Nel 2014 quella associazione storica lamentata dal signore del posto è ancora l’unica cosa che distingue (e rende famosa) la città di Salò da tante altre belle località del Nord Italia. Se non ci fosse questa associazione, non so se e quando sarei andato fino a lì. E penso che valga per una buona parte dei turisti che pianificano i propri viaggi ascoltando non solo il portafogli. Di conseguenza, non so se la città sarebbe stata altrettanto bella e curata.

Ora potete leggere/guardare il racconto sul mio viaggio a Salò.


Il restauro di “Avrora”

Come tanti avranno già letto o sentito, la mattina della domenica 21 settembre è stato spostato nelle darsene l’incrociatore «Avrora» (in russo è il suo nome è con la v e non con la u). Lo scopo è quello di restaurarlo e riportarlo al suo posto entro il 2016. Si intende conservare tutte le parti storiche della carrozzeria e della meccanica, ma non ridare alla nave la capacità di navigare autonomamente.

Non tutti (pure in Russia) sanno, però, che non si tratta più della storica nave «rivoluzionaria». L’incrociatore originale aveva avuto bisogno dei lavori di restauro massicci già all’inizio degli anni ’80: il suo scafo era tutto marcio, di conseguenza nella stiva erano costantemente accese le pompe che buttavano fuori decine di tonnellate d’acqua al giorno. Lo scafo era stato valutato irrecuperabile.

Nel corso dei lavori iniziati nel 1984 l’"Avrora" era stata tagliata in orizzontale in due parti. La parte dal ponte in su è stata mantenuta e restaurata tutta, mentre della parte inferiore erano stati salvati solo alcuni meccanismi. La nuova nave, spacciata per l’"Avrora", era stata consegnata alla città per i 70 anni della rivoluzione.

Che fine ha fatto la parte valutata irrecuperabile? Nel 1987 è stata abbandonata nei pressi di un vecchio molo lontano dal centro storico. In sostanza, è stata nascosta al grande pubblico. Perché? Perché fondere i resti di una nave tanto simbolica sarebbe stato, all’epoca dell’URSS, un po’ come bruciare un crocifisso rotto nell’Italia del XVI secolo. Quindi durante la bassa marea si possono ancora vedere. Chiedete pure agli abitanti di San Petersburg che conoscono bene il posto: un sacco di gente era andata, nell’inverno 1987/88, a recuperare alcune parti metalliche per i propri bisogni edilizi.


Come tanti avranno già letto o sentito, la mattina della domenica 21 settembre è stato spostato nelle darsene l’incrociatore «Avrora» (in russo è il suo nome è con la v e non con la u). Lo scopo è quello di restaurarlo e riportarlo al suo posto entro il 2016. Si intende conservare tutte le parti storiche della carrozzeria e della meccanica, ma non ridare alla nave la capacità di navigare autonomamente.

Non tutti (pure in Russia) sanno, però, che non si tratta più della storica nave «rivoluzionaria». L’incrociatore originale aveva avuto bisogno dei lavori di restauro massicci già all’inizio degli anni ’80: il suo scafo era tutto marcio, di conseguenza nella stiva erano costantemente accese le pompe che buttavano fuori decine di tonnellate d’acqua al giorno. Lo scafo era stato valutato irrecuperabile.

Nel corso dei lavori iniziati nel 1984 l’"Avrora" era stata tagliata in orizzontale in due parti. La parte dal ponte in su è stata mantenuta e restaurata tutta, mentre della parte inferiore erano stati salvati solo alcuni meccanismi. La nuova nave, spacciata per l’"Avrora", era stata consegnata alla città per i 70 anni della rivoluzione.

Che fine ha fatto la parte valutata irrecuperabile? Nel 1987 è stata abbandonata nei pressi di un vecchio molo lontano dal centro storico. In sostanza, è stata nascosta al grande pubblico. Perché? Perché fondere i resti di una nave tanto simbolica sarebbe stato, all’epoca dell’URSS, un po’ come bruciare un crocifisso rotto nell’Italia del XVI secolo. Quindi durante la bassa marea si possono ancora vedere. Chiedete pure agli abitanti di San Petersburg che conoscono bene il posto: un sacco di gente era andata, nell’inverno 1987/88, a recuperare alcune parti metalliche per i propri bisogni edilizi.