Questa settimana su «Mediazona» è stato pubblicato un articolo intitolato «Feroce impotenza. Chi e perché sta distruggendo il memoriale di Anna Politkovskaya»: sulla questione della targa commemorativa che a gennaio è stata strappata già sette volte (o forse più?) dal muro del palazzo in cui Politkovskaya è stata uccisa.
Chi è stato mi è più o meno chiaro. Il perché, invece, non l’ho capito proprio (così come non capisco lo scopo delle azioni di qualsiasi teppista, vandalo o hooligan). Capisco il motivo: la loro mente è fatta in modo tale che provano piacere proprio da azioni di questo tipo; ma la mia mente non è in grado di comprendere «dove sta il divertimento». E continuo a sperare che almeno qualcuno riesca a spiegarmelo.
In compenso, «grazie» a questi esseri ho improvvisamente capito che quest’anno saranno già 20 anni dall’omicidio. Si potrebbe supporre che si stiano preparando a «festeggiare», ma dubito che siano in grado di approfondire l’argomento in modo così approfondito e con così tanto anticipo.
Trump ha dichiarato di aver chiesto personalmente a Putin di fare in modo che l’esercito russo non bombardi Kiev e altre città ucraine per una settimana a causa di un forte freddo:
Because of the cold, extreme cold… I personally asked President Putin not to fire on Kyiv and the cities and towns…
Per tutti gli altri mesi e anni precedenti – nel corso dei quali faceva meno freddo – non aveva chiesto? Non lo aveva fatto perché se la temperatura nelle case degli ucraini è sopra lo zero, i bombardamenti non sono un problema e si possono fare?
Ma sono delle domande troppo banali, quasi retoriche. Per noi è più importante vedere se Putin dice (anche silenziosamente) di no, oppure dice di sì e poi, continuando a bombardare, diffonde le solite scuse (tipo, «quelli sono missili ucraini che sono caduti sul proprio territorio»). Davanti a ognuna delle due risposte Trump non reagirà in alcun modo, forse non si ricorderà nemmeno della propria richiesta. E, la cosa più grave, non si accorgerà nemmeno di essere stato preso in giro per l’ennesima volta.
Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia visita a Valenza del 24 dicembre 2025.
Potrebbe sembrarvi strano, ma fino a pochi mesi prima del viaggio non sapevo neanche della esistenza di questa città (e pensavo che il nome di una nota azienda produttrice di gioielli si riferisse a un concetto astratto, ahahaha). Ora, dopo avere colmato questa mia lacuna culturale, posso dire che la città di Valenza, anche non essendo proprio un gioiello, ha alcune cose interessanti da vedere.

L’AFP scrive che gli agenti della tristemente nota ICE saranno tra i responsabili per la sicurezza alle Olimpiadi invernali 2026 a Milano e Cortina d’Ampezzo. Capisco la reputazione dell’ICE non permetterebbe fare battute (nemmeno con la scusa di essere una persona un po’ stupida), ma, purtroppo, quello che sto per scrivere potrebbe essere non una battuta… Le battute di qualità si basano sulla realtà, ma in questo caso la realtà è l’ingrediente quantitativamente prevalente.
Trump ha detto: «lo so, in Italia fa sempre caldo, bisogna vendere a loro un po’ di ghiaccio per le Olimpiadi. Se non comprano, mettiamo le tariffe. MAGA!»
I collaboratori di Trump: «abbiamo capito, mandiamo il ghiaccio in Italia».
I geni – anche quelli alternativi – si capiscono sempre bene. Il risultato: in Italia arriva l’ICE. Mi sembra una situazione molto realistica.
Nel frattempo, Gregory Bovino è stato rimosso da capo dell’ICE e, pare, tra poco sarà pure mandato in pensione. Ma, considerati i criteri con i quali si diventa agenti dell’ICE, non penso che qualcosa cambi radicalmente in meglio. In così poco tempo, poi.
Il sito web della Casa Bianca ha pubblicato il testo di un discorso di Michael Kratsios, direttore per la scienza e la tecnologia della Casa Bianca e principale consigliere scientifico del Presidente degli USA Donald Trump.
Michael sostiene che la tecnologia americana ci permette di manipolare il tempo e lo spazio. Se non ci credete, ecco la citazione precisa:
Our technologies permit us to manipulate time and space. They leave distance annihilated, cause things to grow, and improve productivity.
Ho talmente tante considerazioni in merito, che non da quale iniziare… Provo a procedere nell’ordine del tutto casuale.
Si potrebbe tornare nel giorno 14 settembre 1945 e convincere due persone a non farlo? E il 7 gennaio 1952, se la tecnologia funziona anche fuori dagli USA?
Oppure è una tecnologia per far scivolare un territorio ghiaccioso più verso il continente americano?
Pochi anni fa avevo sentito un presidente parlare dei «nuovi principi della fisica» che stanno alla base del funzionamento dei suoi missili super potenti (anche se mostrati solo nei cartoni animati). Si tratta del risultato di uno spionaggio scientifico o di una collaborazione?
Trump non ha ottenuto il Nobel per la pace e ora ha spostato l’attenzione verso quello per la fisica?
Ho troppe domande e posso ipotizzare troppi modi di applicare la suddetta tecnologia: è meglio che mi fermi…
Commentando i negoziati ad Abu Dhabi, il presidente ucraino Zelensky ha affermato che la Russia sta facendo di tutto da tempo «perché l’Ucraina non esista più nell’est», ma non riesce a raggiungere questo obiettivo sul fronte. «Tutti conoscono la nostra posizione. Noi combattiamo per ciò che è nostro, non combattiamo per il territorio di un altro Paese <…>. Si tratta di due posizioni fondamentalmente diverse: quella ucraina e quella russa. Gli americani stanno cercando di trovare un compromesso. Noi siamo disposti a comunicare in un formato trilaterale. <…>. Ma per raggiungere un compromesso è necessario che tutte le parti siano pronte. A proposito, anche la parte americana».
Ecco: quello che preoccupa maggiormente me (e ancora di più preoccupa Zelensky) è l’osservazione che la parte americana per compromesso intende la scelta tra la posizione ucraina e la posizione russa. Una scelta del genere potrebbe – e forse dovrebbe – esistere anche, ma per uno come me sarebbe stata una scelta facile. Ma sembra che per la parte americana sia la scelta tra due opzioni uguali o quasi.
È una canzone simpatica, si tratta comunque più di humor che di musica. Di conseguenza, la posto oggi:
Il video, poi, è bellissimo.
Oggi è il giorno di una delle più grandi rivelazioni sulle mie preferenze musicali… Evito di fare una introduzione troppo lunga e lo scrivo subito: non mi piacciono The Beatles, mi sembrano troppo pop. Anche se capisco che ai tempi della loro attività comune avrei potuto percepirli diversamente.
Bene, ora che le persone deluse di me hanno abbandonato il sito sbattendo il browser, posso continuare con il mio post serio di storia musicale. Qualcuno dei lettori poteva avere già letto o sentito che alla fine di novembre 2025 il canale Disney+ ha pubblicato «The Beatles Anthology» (una serie di nove episodi sulla storia del gruppo), mentre sui servizi di streaming e nei negozi musicali è apparsa una raccolta delle registrazioni rare del gruppo (chiamata sempre «The Beatles Anthology»). Complessivamente, si tratta di una versione aggiornata del progetto già pubblicato tra il 1995 e il 2000, diventata una fonte importantissima per l’apprensione della storia del gruppo.
Inoltre, per l’ «Anthology», Paul MaCartney, George Harrison e Ringo Starr all’inizio degli anni ’90 avevano registrato due canzoni nuove – «Free As A Bird» e «Real Love» – basate su registrazioni casalinghe di John Lennon (ucciso il 9 dicembre 1980). Per il trentesimo anniversario della «The Beatles Anthology» i due membri rimanenti del gruppo hanno deciso di rinnovare l’intero progetto, comprese le due canzoni appena menzionate. Sui nastri originali Lennon cantava suonando il pianoforte e la tecnologia degli anni ’90 non permetteva di separare la voce dalla parte strumentale e di avvicinare il suono low-fi dei nastri alla qualità «da studio». Nel 2025, però, la situazione è cambiata: i vari modelli dell’AI hanno imparato a estrarre le voci e gli strumenti musicali anche dalle registrazioni di bassa qualità. La voce di John Lennon ora si sente molto meglio, ma le versioni aggiornate al 2025 delle due canzoni sembrano mostrare troppo bene il modo rilassato in cui Lennon aveva cantato fuori dallo studio: non si aspettava che qualcuno avrebbe mai ascoltato il nastro. Di conseguenza, non tutti i fan sono convinti che il lavoro fatto per il «restauro» delle canzoni sia realmente stato utile e sensato…
Facciamo pure un vero confronto. La canzone «Free As A Bird» nel 1995 suonava così:
Mentre nel 2025 la stessa canzone, grazie all’impiego dell’AI, suona così:
Invece la canzone «Real Love» nel 1995 suonava così:
Mentre nel 2025 la stessa canzone, grazie all’impiego dell’AI, suona così:
La morale: prima di cercare la perfezione tecnica raggiungibile con le tecnologie, dobbiamo ricordarci che la qualità estetica si nasconde nella nostra immaginazione umana.
Ovviamente non siamo in grado di formulare diagnosi basandoci solo su foto e video, e non abbiamo accesso alle cartelle cliniche di altre persone né potremmo averlo (e questo è un bene), ma qualcosa ci suggerisce che la salute di Ramzan Kadyrov (l’attuale Capo della Cecenia) sta peggiorando sempre di più. Quindi è ora di iniziare a leggere articoli seri su cosa succederà al potere in Cecenia dopo la sua morte. E comunque, tutti siamo mortali.
Penso che la maggior parte dei lettori di notizie capisca l’importanza di questo argomento: la permanenza al potere di Ramzan Kadyrov in Cecenia garantisce la pace della repubblica all’interno della Federazione Russa, mentre la sua scomparsa, al contrario, solleva una serie di vecchie questioni (potrebbe arrivare persino al rischio di «perdere» questa parte del territorio, cosa che l’attuale governo russo, per qualche motivo, non vuole).
Rispondendo alle domande dopo il proprio discorso a Davos, il Presidente ucraino Vladimir Zelensky ha detto che il 23–24 gennaio negli Emirati Arabi Uniti ci sarà un incontro a tre tra le delegazioni americana, ucraina e russa. Secondo lui, i negoziatori statunitensi si recheranno a Mosca per discutere con Putin, ma prima hanno aspettato che finisca il suo incontro con Trump a Davos.
Il Financial Times, da parte sua, scrive che sono gli USA a insistere per il suddetto incontro trilaterale: l’Ucraina ha appoggiato la proposta, ma non è ancora chiaro se la Russia abbia accettato di partecipare ai negoziati.
A mio autorevolissimo parere, non c’è nulla da indovinare. L’incontro trilaterale prima o poi (non necessariamente oggi o domani) avrà luogo, e non sarà nemmeno l’unico nella storia. Ma Putin, secondo la sua consuetudine, invierà lì qualche personaggio losco che dirà cose senza senso e ripeterà ancora una volta le richieste irrealizzabili di Putin stesso. Mentre Putin condurrà una discussione seria (secondo lui) sul destino dell’Ucraina o con Trump o nella propria testa. Perché per lui gli ucraini non sono da considerare umani.
Penso che Zelensky capisca tutto questo molto meglio di noi, ma accetta l’idea dell’incontro trilaterale per mantenere normali relazioni con gli USA, dai quali dipende ancora gran parte dell’aiuto militare.
Ho scritto tutto questo e mi sono persino sorpreso: sono diventato il Capitan Ovvio di primo rango!



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