La prima selezione

Qualche anno fa avevo inventato un «bel» modo di bocciare gli studenti all’esame di diritto privato con una sola domanda. Bisogna chiedere la definizione del Codice civile: più del 50% degli studenti sbaglia in un modo banalissimo e viene mandato a casa perché non sa una delle cose basilari.
Poco fa mi sono reso conto che è facilissimo adottare tale tattica anche agli esami di storia. I miei amici storici potrebbero chiedere agli studenti in quale lingua è scritto il motto sullo stemma del Regno Unito.
È sempre bello dimezzare il lavoro da fare, ahahaha


I delinquenti geniali

Il rapinatore «più» geniale non è ancora stato catturato perché nessuno sa chi sia.
Il hacker «più» geniale ci è sconosciuto perché nessuno ha mai trovato le sue tracce.
Il falsificatore «più» geniale di soldi e documenti è ancora a piede libero perché nessuno si è accorto di doverlo cercare.
Oppure devo mettere al femminile?
Non lo sappiamo.


Non sprecare le idee

Non sono certo un grande esperto delle competizioni ippiche, ma, nonostante ciò, non mi sembra che la fantasia di Gina Schumacher (figlia di Michael) sia andata molto oltre al costume:

Forse sulle foto si vedono più dettagli:


La musica del sabato

Giya Kancheli è stato uno dei compositori georgiani contemporanei più interessanti e sono costretto di scriverlo al passato solamente per una questione formale: è morto il 2 ottobre 2019.
Nel mondo Kancheli è noto prevalentemente per le sue composizioni orchestrali, mentre nella maggioranza degli Stati dell’ex URSS è conosciuto anche come l’autore delle musiche di diversi film popolari.
Per il post musicale di oggi ho pensato però di scegliere qualcosa di universalmente apprezzabile. Potrebbe essere, per esempio, la Sinfonia n. 5 «To the Memory of My Parents» (finita e suonata per la prima volta nel 1977).

In qualità del bonus track metterei un esempio della musica da film (dato che in un certo senso l’ho già annunciata). Qualcosa di molto semplice, per esempio il tema principale del film «Mimino» (per pura coincidenza, sempre del 1977).

Forse più in avanti lo sentiremo ancora. Ma non è necessario aspettare che succeda per l’iniziativa mia.


Cortometraggio russo №17

Questo venerdì sera vi faccio riposare dalla lettura dei sottotitoli e posto il cortometraggio muto «Sabato e domenica» (1982, regia di Konstantin Apryatin). È talmente semplice, che dovrebbe essere comprensibile senza alcun mio commento.

Si tratta dell’unico film diretto da Apryatin che di professione principale fece il cineoperatore. I lungometraggi per i quali è stato noto nell’URSS non sono stati tradotti, a quanto mi risulta, nelle lingue dell’Europa occidentale (probabilmente perché si tratta sempre dei film per ragazzi). Però potete provare a cercare il suo primo film – sempre da cineoperatore – girato nel 1969. Si chiama «Pirosmani» ed è stato diretto da Giorgi Shengelaya.


Alcuni giorni fa ho avuto bisogno di creare un video screenshot (la registrazione video di quello che accade sullo schermo) sul computer… Mi sembra che in tutta la mia vita sia stata appena la seconda o la terza occasione di doverlo fare, quindi, ovviamente, non mi ricordavo assolutamente come si facesse. Inoltre, attualmente non sono in grado di immaginare se e quando mi possa capitare ancora di doverlo fare. Per me futuro o per voi che leggete nel vostro presente, pubblico le mie scoperte tecniche in materia dei video screenshot.
Considerando che la creazione di quel tipo di video è per me una necessità molto rara, ho escluso sin da subito tutti i programmi a pagamento. Sempre da subito ho escluso le versioni-prova gratuite dei programmi a pagamento (per esperienza so che possono aggiungere dei grossi watermark oppure imporre delle restrizioni sulla qualità o dimensioni del video).
Di conseguenza, al giorno d’oggi mi sono noti tre metodi meritevoli di attenzione di creare i video screenshot.
Metodo № 1. Con grande stupore ho scoperto che tale funzionalità è già inclusa nel Windows 10. Se premete i tasti WIN+G, sullo schermo appaiono i comandi necessari:

La funzionalità è molto semplice da usare; è possibile scegliere se registrare anche la voce; il tasto stop e sempre presente sullo schermo ma non viene incluso nel video. La registrazione parte 3 secondi dopo il click sul «record».

Penso che questo metodo possa andare bene per gli utenti occasionali poco esigenti, mentre io ho riscontato alcuni problemi tecnici. Un video di 19 (diciannove) secondi in formato mp4 pesa 8,02 MB (ma ha la velocità dati 3017 kbps e 20,16 fotogrammi al secondo). Inoltre, dal video sono scomparsi alcuni elementi che ci dovevano essere (continuando con il presente post capirete quali).

Metodo № 2. Ancora più sorprendente è stata la scoperta della interessante funzionalità del Power Point. Continuare la lettura di questo post »


I costi della pigrizia

Una delle cose più stupide al mondo è utilizzare per i siti aziendali le immagini prese da un foto stock. Anziché utilizzare una foto comparsa già in altre migliaia di occasioni sulle pagine di altri siti (ma forse anche giornali e riviste), è facile spendere un po’ di tempo per fotografare, che ne so, una stretta di mano sullo sfondo di un frigorifero bianco.
Una cosa ancora più stupida è utilizzare per i siti aziendali delle immagini prese da un foto stock a caso. Perché il visitatore (potenziale cliente) nota subito che quelle foto non c’entrano alcunché con l’azienda e, di conseguenza, si fa una impressione negativa della azienda. Mettendo, per esempio, una foto del genere sulla pagina «Chi siamo», l’azienda ammette di essere sprovvista di dipendenti o collaboratori capaci di tenere in mano una macchina fotografica:

Spendete un po’ tempo o un po’ di soldi per fare delle foto normali. Le figure di M vi costeranno molto di più.


Un buon professionista

Molto spesso (o quasi sempre?) una persona che chiede di consigliare un professionista aggiunge l’epiteto «buono» o «bravo».
Conosci un bravo medico? Puoi consigliare un buon meccanico?
Per logica, però, tale precisazione è assolutamente inutile. Quando io chiedo di consigliarmi un commercialista, non ne intendo mica uno incompetente. Non chiederei nemmeno di un idraulico incapace o di un traduttore ignorante. Tutti cercano sempre e solo dei bravi professionisti.
La prossima volta che vi capita di chiedere di consigliarvi qualcuno, provate a evitare la parola «bravo». A meno che per voi non sia necessariamente un sinonimo della parola «caro» o, contrariamente, dell’espressione «che chieda poco».
Consigliatemi un disegnatore di soldi.


Le nuove tecnologie per tutti

Nelle acque della Baia di Hammerfest – in Norvegia – una beluga ha spinto il kayaker Joachim Larssen, facendo cadere in acqua (e quindi annegare) la sua GoPro assieme al bastone. Ma poi ha risolto lei stessa il caso.

Voleva solo provare la professione da cameraman camerawhale? Oppure era pazza e si sentiva un cane che gioca con un bastone? È un po’ difficile scoprirlo…
P.S.: non posso non sfruttare l’occasione per ricordare tutta la stupidità del vecchio mito sui delfini. Si dice che salvano le persone in mare, ma in realtà le persone che sono state portate dai delfini lontano dalle coste non possono ormai testimoniare alcunché.


La musica del sabato

Due mesi fa avevo postato nella mia rubrica musicale la canzone «The House of the Rising Sun» cantata dagli Animals. Si era trattato della versione di maggior successo commerciale della canzone. Essa, però, è nota almeno dall’inizio del XX secolo e, di conseguenza, è stata cantata e registrata da numerosissimi artisti più o meno famosi. Oggi ho pensato di postare tre interpretazioni meno «tradizionali».
La prima è quella di Bob Dylan, il quale ha inserito la canzone nel proprio primo album («Bob Dylan» del 1962). In questo caso pure la stilistica dell’artista non è esattamente quella alla quale sono abituato io.

La seconda versione della canzone che ho pensato di postare è quella di Glenn Yarbrough (inclusa nel suo album «Here We Go Baby» del 1957). Una delle più originali che mi sia capitato di sentire.

In via eccezionale, metto anche il terzo video. Si tratta della «The House of the Rising Sun» tradotta in francese e cantata da Johnny Hallyday (uscita come singolo nel 1964). In questo caso è stata chiamata «Le pénitencier», dando una interpretazione ben precisa al testo. Infatti, l’espressione inglese «la casa del sole nascente», secondo le varie opinioni, può indicare una casa chiusa, un carcere, una casa da gioco o una bettola.

Ogni confronto scientifico può andare avanti per molto tempo. Ma io concluderei la sessione odierna proprio così.