Il trucco del secolo

Volete sapere come fare a vedere i video su YouTube senza le interruzioni pubblicitarie? No, non è necessario comprare l’abbonamento Premium. È tutto molto più semplice.
Quando aprite/avviate un video, scrollatelo fino alla fine e cliccate sul buttone «Rivedi» (quello tondo con la freccia, si trova in basso a sinistra).

Sì, so di essere un genio.
P.S.: la pubblicità sull’internet è una cosa necessaria perché anche i creatori dei contenuti hanno bisogno di mangiare ogni tanto. Però le interruzioni pubblicitarie infilate nei punti casuali dei video da parte del hosting (quindi YouTube) sono da riconoscere come dei crimini contro l’umanità. Per fortuna tali interruzioni non si sono ancora estese a tutti i video del mondo, nemmeno a tutti i canali.


Reimparare a camminare

Come sapete già bene tutti, il 31 marzo ci è finalmente stato concesso il diritto all’ora d’aria consentito di passeggiare nei pressi delle proprie abitazioni.
Non so se in realtà si tratti di una graduale (e non dichiarata pubblicamente) uscita dallo stato della quarantena, di un tentativo di calmare i cittadini-detenuti con una piccola retromarcia o, semplicemente, di una vittoria della ragione. Però posso constatare che l’Italia ha seguito con un certo ritardo il modello francese.
Ai tempi avevo evitato di scriverlo, ma sin dall’inizio della quarantena in Francia era concesso l’esercizio dello sport individuale all’aperto. Ed è una misura assolutamente sensata perché lo stato immobile prolungato delle persone a lungo termine può provocare dei problemi di salute sensibili. Problemi non sempre gravi come il COVID-19, ma sicuramente brutti e di massa. Sarebbe poco responsabile negarlo, come sarebbe poco intelligente tentare di risolvere un problema creandone un altro. Se è impossibile imporre la quarantena quasi totale – e, di conseguenza, di durata relativamente breve – come in Cina (e noi abbiamo visto che in Europa è di fatto impossibile), bisogna trovare i modi di far convivere pacificamente le persone con quella di durata superiore. Uno di questi modi è di concedere la possibilità di uscire, a volte, di casa.
L’autocertificazione francese per le uscite durante la quarantena si trova sotto questo link. La giustificazione dello spor individuale è questa:

Spero che la maggioranza dei miei lettori abbia le conoscenze basilari della lingua francese per comprendere questo testo semplicissimo.


Pesce

Il testo del presente post è uno scherzo del 1° aprile molto divertente.
Ora che non ho più questo debito nei confronti della data e della comunità, posso continuare a vivere serenamente per un anno.
Trovo veramente angosciante l’obbligo imposto di essere felici e contenti nelle date prestabilite. La vita è bella quando è spontanea.

P.S.: quando diventerò il Presidente del mondo, autorizzerò tutti a festeggiare qualsiasi cosa in qualsiasi data solo in base alla disponibilità dell’umore adatto.


La Giornata mondiale del backup

Ricordo a tutti i lettori che a partire dal 2011, tutti gli anni, il 31 marzo si celebra la Giornata mondiale del backup.
Perdere i propri file è un gravissimo rischio, quindi il backup andrebbe fatto con una periodicità maggiore di una volta all’anno. La Giornata di oggi potrebbe però essere una ottima motivazione per rivedere e aggiornare tutti i propri archivi, avviando dunque una sessione del controllo completo straordinario. Se oggi siete al lavoro, fatelo con i file aziendali (soprattutto se ciò rientra nelle vostre mansioni professionali), mentre per i dati personali scrivete un promemoria per il primo giorno libero che avete.
Le regole fondamentali del buon backup sono:
1) salvare i dati in tre esemplari (l’originale e tre copie);
2) una delle copie di riserva va tenuta su un disco esterno e l’altra in un deposito online protetto (per esempio, in cloud);
3) non tenere tutti e tre esemplari (o entrambe le copie) nello stesso luogo;
4) autorizzare il backup automatico quando è possibile (una misura da aggiungere e non sostituire alle prime tre, già realizzabile sulla maggioranza dei computer e smartphone).
I file non sono delle regine, li salveremo solo noi!


Disfare le leggende

Secondo una popolarissima leggenda metropolitana, gli ignoranti in generale e gli analfabeti in particolare si sarebbero trasferiti in massa sull’internet. E lo avrebbero fatto illudendosi di avere ora più visibilità e impunità. La maggioranza di loro in realtà sbaglia, come sbagliano anche gli amanti della suddetta leggenda.
C’è ancora chi preferisce il vecchio buon metodo di pubblicizzare i propri problemi – di mente e di ortografia – sui muri:

E allora io direi: basta gli analfabeti (e tutti gli altri ignoranti) nel mondo. Tutte le altre creature umane mi sono potenzialmente simpatiche.


L’allegria spagnola

Questa domenica, invece, vediamo qualche bel esempio di come passare la quarantena dal lato opposto della porta d’ingresso. La polizia spagnola canta per le persone chiuse in casa (in totale tre canzoni diverse):


La musica del sabato

Perché non ho ancora pubblicato un post musicale dedicato ai Rainbow? Non saprei.
Tempo fa mi era pure capitato di postare due video di un loro ex tastierista, ma ho comunque rinviato per troppo tempo. Tutti i progetti di Ritchie Blackmore meritano una loro attenzione, quindi anche i Rainbow.
Il primo brano selezionato per oggi è «Ariel» (dall’album «Stranger in Us All» del 1995):

E il secondo è il strumentale «Snowman» (dall’album «Bent Out of Shape» del 1983):


Alcuni giorni fa ho scoperto l’interessante sito prisonstudies.org che raccoglie le informazioni sulle carceri nel mondo. I dati sulle carceri di nuova costruzione «Lombardia», «Milano» e alcune altre non sono ancora disponibili. Di conseguenza possiamo iniziare con lo studio di alcuni altri dati statistici riportati sul sito.
Per esempio, potremmo dedurre che i cittadini del Principato di Monaco sono i più onesti al mondo e non commettono mai reati. Ecco la cima della classifica degli Stati del mondo per la percentuale dei detenuti stranieri nel sistema carcerario:

Tentando di essere un po’ più seri, invece, potremmo provare a vedere il grado di riempimento delle carceri in vari Stati del mondo. Io ho anche provato a confrontare l’Italia e la Russia. Continuare la lettura di questo post »


Il motivo degli aiuti

Probabilmente sarebbe stato più opportuno scriverne in un momento futuro, ma l’argomento va di moda in questi giorni. Intendo la «qualità» degli aiuti russi per la lotta contro il coronavirus in Italia.
È possibile discutere della qualità tecnica e utilità pratica dei materiali e delle persone arrivate dalla Russia, ma bisogna ricordare una cosa semplice e brutta: secondo la logica di Vladimir Putin in questo mondo si compra tutto. Si comprano gli informatori dei servizi segreti, si comprano gli oppositori interni, si comprano i politici marginali all’estero, si comprano le Olimpiadi e i Campionati mondiali di calcio, si comprano i forum annuali di Yad Vashem… Quindi, secondo la stessa logica, si può comprare anche l’indebolimento delle sanzioni internazionali.
Ricordiamocelo tra qualche mese, quando il coronavirus passerà. Perché ogni ondata dei comportamenti internazionali «strani» della Russia è una diretta conseguenza di un nuovo colpo di rabbia di Putin per il mancato apprezzamento del suo impegno. Ha sempre voluto essere un protagonista degli eventi di portata mondiale. Il problema sta nella logica da KGB, descritta sopra, che si trova alla base di ogni sua mossa, del suo «impegno».
Ma nel frattempo spero che gli aiuti arrivati dalla Russia abbiano almeno una minima utilità pratica/medica.

P.S.: tantissimi politici russi, top manager delle aziende pubbliche russe e grandi imprenditori che devono la loro «fortuna» imprenditoriale alla amicizia con Putin sono accumunati da una interessante particolarità. Hanno le case delle vacanze in Italia. Per questo motivo sono fortemente interessati al miglioramento della situazione in Italia. Ma, allo stesso tempo, non possono utilizzare tale motivo per influire sulle scelte di Putin: quest’ultimo da anni cerca di convincerli a concentrare tutta la vita all’interno dei confini nazionali.


Oggiono, 27 dicembre 2019

È un po’ strano scriverlo in questo periodo – sembrano quasi le memorie di una vita passata – ma…
Ho finalmente pubblicato il rapporto fotografico sulla mia visita a Oggiono (in provincia di Lecco) di dicembre.

Finalmente il 2019 è chiuso anche dal punto di vista dei viaggi da raccontare.