Tornare a essere giovanissimo

Chi ha il tempo e la voglia, può provare a tornare mentalmente di qualche decennio indietro e studiarsi il sito Lego Ideas. In sostanza, è un sito ufficiale della Lego dove ognuno può presentare una propria idea di un gioco di costruzione. Per essere presa in considerazione dalla Lego, l’idea deve raccogliere 10.000 voti popolari in un periodo massimo di due anni.

Gli specialisti realmente interessati a una sfida del genere sapranno trovare e studiare da soli tutte le informazioni tecniche necessarie. Io, invece, ho studiato il sito da semplice (ex?) consumatore. Tra le idee relativamente recenti, due mi sono sembrate particolarmente interessanti: forse perché mi ricordano il mio rapporto (ormai un po’ lontano nel tempo) con i giochi della Lego e i miei rispettivi sogni.
La prima idea che mi è piaciuta è  Continuare la lettura di questo post »


Riconoscere una canzone

Finalmente mi sono deciso / ricordato di selezione uno strumento tecnologico ottimale che permetta di scoprire i titoli e i nomi d’autore delle canzoni sconosciute (sconosciute a chi sta ascoltando, non in generale). Preparandomi alla ricerca e studiando le varie soluzioni esistenti, ho formulato alcuni criteri basilari che tale strumento deve soddisfare.
Prima di tutto, ho pensato di limitarmi agli strumenti online. Infatti, se una cosa serve molto raramente e per dei scopi non professionali, è inutile intasare il computer con un ennesimo programma (il quale avrebbe comunque avuto bisogno dell’accesso all’internet).
In secondo luogo, ho pensato di scartare tutti quei servizi che chiedono di caricare sul rispettivo sito i file musicali da riconoscere. Infatti, la musica (canzone) da cercare potrebbe essere contenuta in un file molto grosso (per esempio, un film): non dobbiamo mica perdere il tempo a ritagliare un pezzo del file e fare l’upload! Inoltre, la canzone da riconoscere potrebbe provenire da una fonte diversa da un file disponibile sul computer (un video di YouTube, la radio, il televisore della vecchietta del piano di sotto etc.).
In terzo luogo, deve essere uno strumento gratuito. Perché, infatti, a me serve molto raramente e solo per delle piccole curiosità personali. Ma anche perché non voglio far spendere troppo ai miei lettori, ahahaha.
Ebbene, lo strumento che corrisponde pienamente ai tre criteri appena elencati esiste: è il sito midomi.com

In sostanza, per riconoscere la musica che sta suonando sul computer o nelle vicinanze è sufficiente cliccare sul grande buttone giallo rotondo in mezzo alla pagina e consentire l’uso del microfono (il vostro browser ne visualizzerà la richiesta). In appena 10 secondi il midomi riconosce la musica e vi mostra le informazioni fondamentali: il titolo del brano, il nome dell’autore, il nome dell’album, l’anno di pubblicazione e la copertina.

Lo strumento è completamente gratuito e può essere usato una infinità di volte al giorno (almeno per ora). Le poche volte che l’ho utilizzato, ha saputo suggerirmi le informazioni utili. Prima di scriverne, ho testato lo strumento sulla musica di diversi generi e di varie epoche già conosciutami: ha sempre funzionato bene.
A questo punto dovrei dare qualche suggerimento anche a coloro che vorrebbero identificare la musica utilizzando lo smartphone. In questo caso i consigli sono due. Continuare la lettura di questo post »


Per gli introversi veri

Con una certa sorpresa ho letto del boom di candidature al bando per la gestione di uno dei rifugi più isolati nelle Dolomiti. Si tratta del Nuvolau che si trova all’altezza di 2575 metri, è raggiungibile solo a piedi ed è, a quanto pare, poco servito anche delle risorse necessarie per la normale vita quotidiana.
Ma il primo dettaglio che ha attirato la mia attenzione in questo particolare momento, è la condizione dell’isolamento. Ero infatti abbastanza convinto che dopo il lockdown dell’anno scorso e tutti i periodi delle zone «rosse» e «arancioni», la gente abbia iniziato ad apprezzare di più la vita nella collettività. E dato che tale convinzione non è comunque esaurita, tendo a ipotizzare, diversamente dalla CAI, che il motivo di tante candidature non sia solo la scarsità del lavoro di questo periodo. Il motivo principale è la rassegnazione delle persone di fronte alla «gestione» della pandemia: sempre meno logica nelle misure scelte e accompagnata solo dalle affermazioni catastrofiche.
Spero che qualcuno se ne renda conto almeno in questi giorni delle consultazioni…

La mia speranza altrettanto forte riguarda il posto di lavoro di cui sopra: che vada assegnato a un vero introverso. Quindi a una persona che saprà realizzarsi professionalmente e, allo stesso tempo, trovare la pace interiore (invece di, semplicemente, andare da quelle parti solo per mandare tutto affanculo).


Il mistero dei consensi

La serie delle pubblicazioni de The Guardian sull’uso relativamente largo dell’istituto del «Queen’s Consent» è interessante non solo dal punto di vista puramente giuridico. Quindi merita di essere letta almeno nei punti più importanti.
Il consenso della regina è, in sostanza, una cosa semplicissima: deve essere consesso per discutere in Parlamento ogni tipo di norma giuridica che possa in qualche modo toccare gli interessi della famiglia reale. Una persona comune non saprebbe avanzare delle ipotesi più o meno attendibili sulla quantità delle norme del genere, ma i giornalisti de The Guardian hanno calcolato che solo la regina attuale abbia utilizzato – con gli obiettivi e risultati di volta in volta diversi – almeno un migliaio di volte. Non tutti gli interventi della regina hanno una connessione (almeno quella visibile) con gli interessi della famiglia. Ma, in ogni caso, si potrebbe constatare che l’espressione «regna ma non governa» non corrisponde del tutto alla realtà dei fatti.
Leggendo la lista delle norme, la discussione delle quali ha in varie epoche richiesto una trattativa per ottenere il consenso della regina, ho effettivamente notato gli argomenti di genere molto vario (per esempio, le regole sulla pesca del salmone o sui parcheggi automobilistici). E per l’ennesima volta mi sono dispiaciuto che nemmeno la regina abbia trovato il modo di intervenire sulla tristissima storia del Brexit.
Del «Queen’s Consent», invece, non posso dire alcunché di negativo. È un attributo normale della monarchia e, vista la qualità della vita nell’UK, non sembra essere abusato (lmeno a un osservatore molto estraneo come me). Quindi esista pure.


Uno straccio infernale

Porco innominabile, le mascherine mediche con i lacci posizionati sui lati lunghi sono tanto scomode da far pronunciare delle maledizioni che non avrei mai potuto immaginare prima.
Quelle mascherine sono scomode da mettere sulla faccia: bisogna estenderle di quasi mezzo metro per non far cadere gli occhiali e/o spettinarsi completamente.
Quelle mascherine sono scomode da portare: si spostano da sole in orizzontale e in verticale (e sono più difficili da centrare sulla faccia quando vi si mettono).
Durante tutte le operazioni legate alla necessità di indossarle e sistemarle, quelle mascherine costringono pure il proprietario a toccare la loro superficie interna (con le mani non sempre tanto pulite).
Saranno state progettate dall’inventore della Fiat Duna…

Insomma, vi ho avvisati. State attenti ai dettagli anche quando comprate un oggetto apparentemente tanto semplice.


Gli esempi di applicazione

Il servizio Yandex Translate propone degli esempi interessanti di utilizzo delle parole tradotte:

Chissà per quanto tempo continua a farlo…


L’autopilota di Tesla Model 3

Un tipo appassionato ha deciso di eseguire il test dell’autopilota (Full Self-Driving) della Tesla Model 3 cercando di andare da San Francisco a Los Angeles senza mai toccare il volante. Lo ha fato e ha filmato per noi tutto il processo. Il risultato è mostrato in un video accelerato che dura appena 15 minuti. I commenti in inglese sono dello stesso autore del test.

Il test è di una portata notevole, dato che la distanza percorsa è di quasi 400 miglia (poco più di 600 chilometri). Al momento della partenza la batteria della macchina non era completamente carica, quindi nel test sono state ricomprese due uscite dalla autostrada per raggiungere i punti di ricarica posizionati lungo delle strade provinciali. Nel corso di tutto il viaggio il volante è stato toccato solo una volta: già a Los Angeles il tipo si era spaventato per l’improvviso avvistamento di una grossa pietra davanti alla macchina (ma è successo ormai sul territorio di Los Angeles, quindi il test può essere ritenuto superato).
Insomma, si può dire che nonostante alcuni cambi di corsia inspiegabili, il Full Self-Driving funziona bene. Purtroppo, con la stessa convinzione si può anche dire che i fan italiani della Tesla ancora per molti anni si dovranno accontentare di vedere il Full Self-Driving solo su YouTube: il legislatore italiano non è particolarmente fiducioso della innovazione (in tutti i sensi).


La musica del sabato

La mia percezione potrebbe essere lontana dallo stato reale delle cose, ma per me la cantante scozzese KT Tunstall è la cantante di una sola canzone. Infatti, tranne il famosissimo brano d’esordio «The Black Horse and the Cherry Tree» non ho mai sentito qualcosa di realmente interessante da parte sua…

Anche se, preparandomi a scrivere questo post musicale, avevo concesso l’ultima possibilità a KT Tunstall: avevo provato a sentire la relativa raccolta «best of» su YouTube. Purtroppo, però, la maggioranza delle canzoni incluse in quella raccolta era irrimediabilmente pop… Certo, avevo notato il tentativo di ripetere il primo successo con la canzone «Evil Eye», ma i tentativi falliti non meritano troppa nostra attenzione.
Di conseguenza, in qualità della seconda canzone ho scelto la «Made Of Glass»:

KT Tunstall ha quaranta sei anni e, pare, inizia ad avere qualche problema con l’udito, ma noi non perdiamo la speranza: c’è sempre la possibilità che inventi ancora qualcosa di interessante.


Dmitry Markov

Il mercoledì 3 febbraio avevo utilizzato questa foto di Dmitry Markov per illustrare un post dedicato alla politica interna russa:

Solo un po’ di tempo dopo ho pensato che uno dei più interessanti fotografi russi di oggi meriterebbe almeno un post dedicato solo a egli. E allora lo faccio oggi, dato che la maggioranza dei miei lettori nel finesettimana ha più tempo per lo studio dei contenuti «voluminosi» (nel caso specifico, le foto).
A partire dal 2013 Dmitry Markov segue una logica professionale [ancora] non particolarmente diffusa: fotografa solo con lo smartphone e pubblica solo le foto scattate oggi, il giorno stesso. A causa anche di alcune particolarità della sua biografia giovanile particolare, si specializza nella quotidianità della provincia russa. Contrariamente a quanto si possa pensare in molti casi, tutte le sue foto illustrano la realtà e delle situazioni costruite appositamente.
Ora riporto solo alcuni esempi, mentre voi potete vedere di più nell’Instagram di Dmitry Markov. Continuare la lettura di questo post »


L’Occhio della Provvidenza

Non so se tutti hanno già appreso questa notizia tecnologica di dicembre: «A New Satellite Can Peer Inside Buildings, Day or Night». Io ho alcuni dubbi in merito a questa «innovazione», ma la gente paranoica può iniziare comunque a cercare o costruire qualche catacomba «sicuro» per viverci.
In sostanza, l’azienda statunitense Capella Space sarebbe in grado di ottenere dal proprio satellite delle immagini super dettagliate della superficie terrestre. Attualmente un pixel delle loro immagini corrisponde a un quadrato di 50×50 cm, ma in breve si aspetta di arrivare alla risoluzione di almeno 25×25 cm. Il satellite è in grado di riprendere lo stesso oggetto per una durata di tempo dai 20 ai 60 secondi.
Ma l’aspetto più interessante è il modo dichiarato di ottenere le immagini. Infatti, non vengono utilizzate delle semplici fotocamere. L’immagine si verrebbe ottenuta dal radar, il quale invia nel punto desiderato un potente radiosegnale e poi elabora i dati ottenuti. Trattandosi, appunto, di un radiosegnale, è possibile ottenere le immagini anche di notte o nelle condizioni di nuvolosità. Inoltre, come si sostiene, il radiosegnale sarebbe oltrepassare le mura (e i tetti) degli edifici, quindi si potrebbe vedere cosa succede dentro…
Insomma, a me sembra più una opera fantascienza, ma, comunque, una opera interessante.


In ogni caso, gli obiettivi della azienda sono puramente commerciali. Le immagini di maggiore definizione possono essere vendute solamente alle agenzie governative americane, ma quelle di qualità un po’ inferiore possono essere vendute anche ai clienti privati.