Purtroppo, a volte mi capita di leggere della morte di qualche personaggio noto e chiedermi: «ma era ancora vivo?». Pensarlo non per dispetto nei confronti della persona defunta, ma perché nella mia testa quella persona era ormai associata a un passato lontano.
Ecco, ho scoperto che la stessa cosa può capitare anche con il software. L’ultimo esempio concreto è il comunicato della Microsoft circa l’imminente fine di supporto del browser Internet Explorer. Dal 15 luglio 2022, infatti, il programma sarà accessibile solo agli utenti del Windows LTSC (in sostanza, utenti «corporate»), ma non alle persone «normali». Allo stesso tempo, si sottolinea che l’Edge – il nuovo browser della Microsoft – è in grado di aprire anche i siti obsoleti.
Ma chi sono i masochisti misteriosi che utilizzano ancora l’Internet Explorer? Cosa provano (o vogliono provare) quella creatura digitale diabolica? Le statistiche ufficiali dicono che già nel 2016 costituivano meno del 10% della popolazione dell’internet. Mentre le statistiche del mio sito dicono che negli ultimi 12 mesi quel browser è stato utilizzato da meno del 2% dei visitatori. Vorrei proprio conoscerne di persona almeno uno (anche se allo stesso tempo ho un po’ di paura).

P.S.: potevo fare una battuta super intellettuale sul browser preferito della quasi ex moglie di Bill Gates, ma mi sono trattenuto. Spero che questo mio sforzo venga apprezzato…
Non so se qualcuno se ne sia già accorto, ma ieri su App Store è finalmente (?) tornata la app di Parler. Si tratta di quel social network che è stato bloccato all’inizio di gennaio perché diventato improvvisamente molto popolare tra i sostenitori più attivi di Donald Trump. Quest’ultimo, in particolare, era in cerca di una alternativa al Twitter e al Facebook che avevano bloccato i suoi account.
Su Google Play, invece, non l’ho ancora trovato, anche se ho controllato solo dal computer.

In ogni caso, pare che si sia già deciso di ammorbidire la censura perché Trump non è più considerato un pericolo pubblico. Oppure è successo perché qualcuno ha finalmente compreso quanto sia inutile vietare i singoli strumenti? Boh, io ormai sono sempre meno portato a sopravalutare le capacità cognitive delle persone.
Non posso non segnalare a tutti gli interessati (interessati? boh…) che il terreno attorno al vulcano islandese Fagradalsfjall è stato messo in vendita dalla associazione degli attuali proprietari. In sostanza, è possibile comprare anche l’intero vulcano o solo una sua parte.
L’eruzione del Fagradalsfjall è iniziata il 19 marzo – sicuramente ne avevate letto qualcosa anche voi – e da quel momento il vulcano è diventato una popolare meta turistica (oltre ad attirare l’attenzione degli scienziati e dei fotografi professionali). Il nuovo proprietario sarà tenuto a garantire l’accesso dei turisti, mentre il governo islandese ha già stanziato l’equivalente di 564.000 dollari americani per la creazione della infrastruttura turistica.
Solo un dettaglio non mi è del tutto chiaro: si potrà sfruttare economicamente il Fagradalsfjall? Non sono particolarmente informato sull’argomento in generale, ma presumo che possa diventare il primo vulcano «commerciale» al mondo. Basterebbe solo elaborare un po’ di idee e poi legalizzarle…
Nel frattempo, spero che manchi ancora poco tempo per riuscire a investire relativamente poco nel settore turistico (attualmente in crisi per dei motivi ovvi). Quindi affrettatevi.
A volte mi capita di tenere aperta per molto tempo una pagina web e ricaricarla periodicamente per vedere i dati aggiornati su essa pubblicati. In molti casi nel mio browser sono presenti addirittura più schede con delle pagine del genere. Ricaricarle manualmente non è una impresa difficilissima, ma ogni lavoro ripetitivo può e deve essere automatizzato. Per fortuna, sono venuto a conoscenza dell’esistenza di alcuni plugin che mi liberano dal frequente ricorso al tasto F5…
Il browser che uso quotidianamente è il FireFox. Per esso esiste il plugin Tab Reloader che sembra il più avanzato tra quelli esistenti: permette di impostare qualsiasi periodicità di ricaricamento fino ai dieci giorni e di stabilire una serie di condizioni per la sua esecuzione.
Alle persone che preferiscono il Chrome posso segnalare il plugin Smart Auto Reload: sembra abbastanza semplice da usare. In particolare, permette di impostare la periodicità di ricaricamento per ogni scheda del browser.
Non so a quanti dei presenti possa servire questa mia segnalazione. Ma non potevo nascondere una informazione socialmente rilevante…
L’artista coreano Dakd Jung è riuscito a creare un incrocio tra un altoparlante (che si connette via bluetooth) e il vecchio Winamp: all’interno del dispositivo c’è un liquido ferromagnetico che cambia forma in base al ritmo della musica riprodotta. L’effetto visivo avviene perché il liquido è polarizzato sotto l’influenza del campo magnetico.
Sarà anche un prototipo curioso, ma nella vita reale potrebbe essere un po’ fastidioso nel lungo periodo. La rispettiva finestra del suddetto Winamp, almeno, poteva essere nascosta…
Per fortuna, nella vita sono «riuscito» a evitare l’uso degli smartphone con l’Android in generale e di quelli della Samsung in particolare. Di conseguenza, non conosco benissimo tutti i loro suoni. Ma mi sembra comunque vero che sia stato il gruppo svedese «Dirty Loops» a registrare la melodia della Samsung «Over the Horizon». Il brano originale è «Over the Horizon 2016: Samsung Galaxy Brand Sound»:
Del resto, il gruppo non sembra – almeno per ora – particolarmente interessante. Solo per tradizione aggiungo la seconda canzone del post. Per esempio, potrebbe essere la «Breakdown»:
Il San Marino si è autodichiarato il primo Sato al mondo liberato del coronavirus grazie a una campagna vaccinale. Pur constatando di avere alcuni dubbi sul vaccino «Sputnik V», non posso non riconoscere che forse è stata trovata la prima ragione valida della esistenza dei micro-Stati: una maggiore efficacia nella gestione di alcune emergenze.
Chissà se questo esempio riesca a diventare, un giorno, una delle argomentazioni a favore del vero federalismo. Anche in Italia (è da un po’ che non se ne parla più, ahahaha).
Uno dei misteri più grandi questo mondo è costituito dalle motivazioni delle persone che comprano le biciclette e poi le trasportano, nei loro viaggi quotidiani, sui mezzi pubblici urbani (quindi anche a brevissime distanze). Non posso dire che mi diano fastidio: tanto, lo fanno solo fuori dagli orari di punta, quando sulla metropolitana ci sono poche persone (anche prima della pandemia). E non ho mai smesso di pensare che la bicicletta sia il mezzo peggiore per spostarsi in città. Ma non capisco che senso abbia questo uso improprio dei mezzi di trasporto: sia quelli personali che pubblici.
Spero di avere una illuminazione prima o poi…

Però esistono anche altre situazioni abbastanza curiose legate all’uso delle biciclette. Quasi tutte le mattine feriali, percorrendo il corso Vittorio Emanuele II da piazza Duomo a piazza San Babila, raggiungo e supero una signora di mezza età (o poco più?) che cammina conducendo a lato la propria biciletta da città. Non l’ho mai vista in sella, mi sembra che utilizzi la bicicletta solo per appendere la borsa sul manubrio. E ogni volta ho ancora più tentazione di chiederle perché insista a portarsi inutilmente dietro un oggetto ingombrante. Ma per ora resisto.
Ho anche la foto, ma non so se mi conviene pubblicarla…
Non tutti, per fortuna, hanno avuto il modo di accorgersene, ma le tristi avventure del vaccino di AstraZeneca continuano. Infatti, ieri è stato comunicato che a partire da giugno l’azienda russa R-Pharm produrrà, su licenza, il suddetto vaccino per il mercato estero. Per ora si sa solo che il vaccino si chiamerà «R-Covi», sicuramente verrà esportato negli Stati del Golfo Persico e verrà prodotto in alcune centinaia di migliaia di dosi al mese.
Tale notizia va letta nel contesto di una situazione stranissima del vaccino russo «Sputnik V»: in Russia non si è ancora riuscito ad avviare la sua produzione di massa nel senso vero e la qualità delle ultime partite prodotte sembra essere scesa rispetto alle prime (per non parlare dei grandi dubbi circa i test effettuati).
Sarà realmente curioso vedere se, nonostante le differenze nei nomi, si verificherà una «sincronizzazione» delle due reputazioni…
Qualcuno dei presenti avrebbe potuto leggere della sparatoria «in stile americano» avvenuta ieri in una scuola a Kazan, in Russia. Non ha molto senso commentare le azioni di un pazzo. Il commento della situazione mentale di un pazzo concreto che, secondo le sue stesse parole, ha sentito di essere un dio e di odiare tutte le creature viventi potrebbe essere troppo lungo. Altrettanto lungo e difficile sarebbe il commento sulla libertà di circolazione delle armi tra la popolazione civile. Quindi uso il suddetto fatto di cronaca solo per condividere con (o ricordare ai) lettori un documento interessante.
Il Dipartimento della sicurezza interna degli USA, assieme ad alcuni esperti, ha elaborato già anni fa una guida – in realtà abbastanza semplice e logica – sul come affrontare gli aggressori armati nei luoghi pubblici. Ovviamente dobbiamo sperare che la conoscenza di tale documento non serva a nessuno, ma nel mondo globalizzato alcune cose potrebbero accadere in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Senza alimentare il panico, nemmeno nella propria testa, ricordiamo dunque questa guida ai vari responsabili della sicurezza.
Gli americani non potevano non scriverla bene…



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