Un post ottimistico

La versione 2021 della lista delle 100 personalità più influenti dell’anno pubblicata dal «Time» in alcuni punti è, secondo me, un po’ strana. Ma si tratta di una stranezza paradossalmente abituale… Anzi, sono contento di avere ancora abbastanza salute mentale per non «influenzarmi» da certi personaggi.
L’aspetto che mi incuriosisce di più è la presenza veramente minima dei nomi che possono in qualche modo associati con il fenomeno del Covid-19. In sostanza, ho notato solo l’indiano Adar Poonawalla. Direi che proprio questa caratteristica della lista dovrebbe essere la fonte principale della gioia: perché potrebbe essere interpretata come un segnale della normalità. Oppure come un nuovo passo verso il ritorno alla normalità.
W l’ottimismo.


Trovati i proprietari di quel nitrato di ammonio

L’organizzazione OCCRP ha pubblicato i risultati di una nuova (seconda) indagine sulla identità dei proprietari del carico di nitrato di ammonio la cui esplosione ha praticamente distrutto la città di Beirut il 4 agosto 2020.
Gli interessati possono andare a leggere il rapporto, ma non troveranno – come non l’ho trovata nemmeno io – la risposta a una delle domande più grandi: chi era, dal punto di vista medico, quel saldatore geniale? Perché senza il suo contributo prezioso nessuna indagine avrebbe avuto senso di esistere.


Ig Nobel Prize 2021

Tra i premi Ig Nobel del 2021 mi è particolarmente simpatico quello per la pace. Infatti, è stato assegnato agli studiosi americani che hanno scoperto: la barba può — almeno in teoria — ammorbidire un colpo in faccia. I ricercatori non hanno però condotto degli esperimenti su persone vive, ma solo su dei modelli con barbe e ossa del cranio artificiali. In particolare, nemmeno i capelli delle barbe erano veri, ma fatti di lana di pecora. Le «teste» fatte in quel modo non venivano colpite neanche con i pugni reali, ma con un meccanismo speciale. Ma io ora mi sento comunque molto più sicuro, ahahaha
Allo stesso tempo, non sono male nemmeno i premi per la fisica (i ricercatori dei Paesi Bassi, Italia, Taiwan e USA hanno cercato perché i pedoni non si scontrano mente camminano) e per la cinetica (gli scienziati da Giappone, Svizzera e Italia hanno cercato di capire perché i pedoni a volte si scontrano mentre camminano).
Purtroppo, nessun no-vax morto di Covid è stato premiato per la medicina… Ah, no: per quelli c’è il Premio Darwin. Quindi approviamo pure l’Ig Nobel per medicina: ma senza citarlo, dato che si tratta di un argomento 18+…
Nonostante i tempi particolari che stiamo vivendo, la vera scienza resiste!


Le persone sulle monete

Questa estate, mentre mettevo in ordine alcune mie collezioni, avevo rivisto due dei miei oggetti quasi numismatici preferiti. E ho pensato di condividere con voi le relative immagini.

Sul portachiavi a sinistra vediamo Konstantin Tsiolkovskij: un ingegnere russo che tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900 fu il primo a condurre delle ricerche scientifiche – prevalentemente ancora teoriche – sulla possibilità di esplorare lo spazio con l’uso dei missili.
Sull’amuleto a destra vediamo il ritratto di Ernesto Che Guevara, uno dei rivoluzionari più idealizzati (ingiustamente) al mondo. Lo conoscono quasi tutti.
Sicuramente avete già capito che in origine erano due monete cognate in due Stati facilmente immaginabili. E, infatti, si tratta di Continuare la lettura di questo post »


Lo skateboarder Igor

Il residente di San Pietroburgo di nome Igor è fedele al suo skateboard dal 1981 perché, a suo dire, va molto meglio di quelli moderni:

L’attrezzo utilizzato è uno «Sprint» («Спринт») di produzione sovietica. Il proprietario pratica la discesa con gli sci d’inverno, mentre d’estate si allena in città proprio come lo dimostra il video (questo spiega anche i suoi movimenti).
Per chi avesse avuto dei legittimi dubbi aggiungo che il signore ha 73 anni. Questo dimostra – ancora una volta – che la vecchiaia è spesso solo una condizione mentale, quindi trovo offensivo dare del vecchio (o anziano) a una qualsiasi persona capace di condurre una vita completa. Viverla anche nei limiti delle condizioni fisiche che, come potete vedere, non sono strettamente correlate all’età anagrafica.
Auguro a tutti di essere come Igor!


La musica del sabato

I membri rimanenti del gruppo irlandese The Cranberries hanno pubblicato un video musicale per la loro canzone del 2001 «Never Grow Old» (dall’album «Wake Up and Smell the Coffee»). Il video è dedicato alla memoria della defunta cantante della band, Dolores O’Riordan, che il 6 settembre 2021 avrebbe potuto compiere 50 anni.

Il video è composto da alcuni pezzi delle esibizioni filate dei Cranberries, dalle interviste e dai filmati con la partecipazione di O’Riordan e dei suoi compagni di band. Sarebbero stati inclusi anche dei filmati d’archivio che non erano mai stati pubblicati prima.
Inoltre, gli amici e i familiari di O’Riordan hanno compilato una playlist in sua memoria. Tale playlist include 15 brani dei Cranberries:


Vent’anni del 9/11

Con una certa tristezza devo constatare che l’esposizione digitale disponibile sul sito del Memoriale dedicato al 9/11 è interessante nei contenuti e abbastanza noiosa nella forma. Non so se la colpa sia di un modo troppo formale di proporre i contenuti o la concezione del museo – nel senso generale del termine – un po’ antiquata che i creatori avevano (hanno) in mente. Di conseguenza, nel ventesimo anniversario di quell’attacco terroristico le cose importanti da capire sono almeno due.
In primo luogo, conviene capire che il parlare delle tragedie con una faccia tragica è spesso un comportamento conforme alle tradizioni astratte, ma controproducente sulla pratica. La mente di una persona media cerca naturalmente di fuggire dalla noia, ma probabilmente, nel caso specifico della memoria del 9/11 la fuga generale delle menti non è proprio l’obiettivo desiderato.
In secondo luogo, dobbiamo capire (o ricordarci) che l’intervento culturale sarebbe più efficace di quello militare. Una migliore pubblicità della alternativa culturale (aggiungerei quella occidentale) al radicalismo religioso non avrebbe molto probabilmente permesso di sprecare gli ultimi 20 anni in maniera così ingloriosa.
Sono queste, in sintesi, le uniche grandi banalità che possono essere dette nell’occasione dell’anniversario odierno.


Scaricare da YouTube

Più o meno a tutto almeno una volta nella vita è capitato di voler scaricare qualcosa da YouTube. A me capita con una certa regolarità, ma di solito preferisco avere la possibilità di scaricare solo l’audio: per ascoltare le varie lezioni, interviste etc. durante le camminate o mentre faccio qualche lavoro monotono. Per diversi anni (circa dieci) avevo utilizzato a tal fine dei siti specializzati prima e il programma Ummy VideoDownloader poi. Ma tutti quei mezzi erano peggiorati col tempo (e in alcuni occasioni avevano pure temporaneamente smesso di funzionare).
Per fortuna, però, qualche tempo fa ho scoperto il programma 4K Video Downloader, che a differenza dei numerosi concorrenti riesce a scaricare qualsiasi video o audio senza alcun problema. La sua versione gratuita permette di effettuare fino a 30 download al giorno: una quantità più che sufficiente per un utente medio. La scritta «Non attivato» in cima alla finestra indica semplicemente il fatto che non è stata acquistata la versione a pagamento.

La «Preferenze» – che nella maggioranza dei programmi si chiamano «impostazioni» – sono poche ma chiare. E, volendo, possono anche Continuare la lettura di questo post »


L’Afghanistan nel cinema russo

È di nuovo arrivato il momento dei miei consigli cinematografici. Questa volta vi propongo ben tre film uniti dallo stesso argomento dettatoci dai recenti avvenimenti di una certa importanza.
La settimana scorsa mi è stato chiesto – non tanto a sorpresa – un commento/valutazione sul film italo-sovietico «Afghan breakdown» (regia di Vladimir Bortko, 1991). In Italia potrebbe essere conosciuto, tra l’altro, anche per la partecipazione di Michele Placido. Ma penso che sia conosciuto ingiustamente poco – per non dire dimenticato – perché, effettivamente, è un buon film che merita di essere visto almeno una volta nella vita. Si tratta di un film di guerra – non particolarmente violento ma drammatico – che parla dell’ultimo periodo del ritiro delle truppe sovietiche dall’Afghanistan nel 1989. Consiglio l’"Afghan breakdown" con una certa tranquillità a tutto il pubblico adulto.
(La versione italiana del film si trova pure sui siti russi, quindi non penso che riscontriate dei particolari problemi nel recuperarlo.)

Il secondo film riguardante l’intervento militare sovietico in Afghanistan che consiglio sempre a tutti è  Continuare la lettura di questo post »


Bitcoin valuta legale

Il fenomeno mediatico curioso sta nel fatto che tutti hanno sentito la notizia sul riconoscimento del bitcoin in qualità della valuta legale da parte di El Salvador, ma non tutti hanno capito che in quello Stato ora sono «riconosciute» ben due valute non nazionali: la seconda (nel senso cronologico la prima) è il dollaro americano.
Dal punto di vista economico, invece, non c’è alcunché di curioso. La scelta di riconoscere il bitcoin come valuta legale è sicuramente innovativa o, almeno, moderna. Ma allo stesso tempo è un esperimento di portata molto ridotta: El Salvador è solo un singolo Stato (pure piccolo), per di più con un ruolo tendente al nullo nella economia mondiale (se ci limitiamo a considerare quella legale, ahahaha). Di conseguenza, l’unica cosa che possiamo – e in alcuni casi dobbiamo – fare è osservare serenamente la loro sperimentazione con una valuta caratterizzata da una forte volatilità. Per esempio, possiamo immaginare una situazione in cui lo Stato raccoglie le tasse e le imposte quando il bitcoin vale 30.000 dollari / euro / banane e poi deve pagare gli stipendi ai dipendenti statali quando il bitcoin vale 50.000… Si tratta di un certo rischio che, in una misura inferiore, si correva anche con il dollaro americano. Ora bisogna gestire ben due rischi.
Saranno delle osservazioni pratiche molto utili per gli altri Stati e abbastanza interessanti per noi. Spero solo che ne vengano tratte delle giuste conclusioni.
P.S.: io, personalmente, continuo a considerare il bitcoin come un classico bene-rifugio del XXI secolo.